Dott.ssa P. Mattioli

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Dott.ssa P. Mattioli Psicoterapia cognitivista post razionalista
individuale e di coppia a Roma
Consulenza psicologica Esercita a Roma e riceve per appuntamento.

Psicoterapeuta individuale e di coppia, esperta in problematiche adolescenziali e sostegno alla genitorialità, si occuperà del vostro problema attraverso terapie specifiche di sua competenza. La dott.ssa Mattioli, laureata in Psicologia Clinica presso l'università La Sapienza di Roma, si è specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale e cognitivista costruttivista post razionalista presso l'Associazione di Psicologia Cognitiva (A.P.C.) e presso il Laboratorio di Psicoterapia Post rzionalista di Roma. Grazie alla sua ventennale esperienza nella scuola superiore come consulente scolastico, ha maturato una grande esperienza nell'ambito delle dinamiche di gruppo, dell'adolescenza e della genitorialità con figli adolescenti. Le principali aree di competenza sono relative al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, dell'ansia, delle fobie, degli attacchi di panico, della depressione, della difficoltà nella costruzione, nel mantenimento e nell'interruzione di relazioni di coppia., nel recupero dell'autostima, nella costruzione dell'autonoomia, nella risoluzione della dipendenza affettiva. Ricostruendo il significato dei sintomii, la dott.ssa Mattioli aiuta a superare blocchi emotivi e riprendere il proprio percorso di vita. Grazie alla sua preparazione, alla sua esperienza e alla sua professionalità e alla sua capacità empatica, tutti i pazienti hanno migliorato il loro equilibrio psicologico e la qualità di vita. La dott.ssa Mattioli riceve a Roma in via Pietro Giannone, 10, Tel. 3299433570, email: [email protected], sito web: www.patriziamattioli.org

La caccia è una vigliaccheria: così si incentivano comportamenti dominanti e di controllo‼️⚠️Perché un paese civile cons...
30/09/2026

La caccia è una vigliaccheria: così si incentivano comportamenti dominanti e di controllo‼️⚠️

Perché un paese civile consente e organizza la violenza “sportiva” contro gli animali? ⚠️⚠️

Cosa c’è poi di sportivo, quali abilità, nel rincorrere e uccidere animali con gli strumenti più affinati, magari traendoli in inganno..
Sparare a chi scappa per sopravvivere è una vigliaccheria, altro che sport‼️

📍Le 𝗽𝗿𝗶𝗻𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶 𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 che si nascondono dietro questo “passatempo” superfluo, dispendioso e insostenibile per l’ambiente, devono essere altre.
Deve esserci una 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲, una dimostrazione effimera che dura il tempo di uno sparo, di quanto si è potenti, di quanto si 𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮 e si 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮. Il bisogno di 𝗣𝗢𝗧𝗘𝗥𝗘 , di avere influenza sugli altri esseri viventi è un motivazione forte per l’essere umano, ritenuta psicologicamente efficace a spingere un cacciatore ad esserlo, che ne sia consapevole o meno.
La 𝗰𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮 offre lo spazio per realizzare questo bisogno perché definisce l’uccisione non come violenza verso la natura, ma paradossalmente come connessione con essa. Ma il contatto con la natura non giustifica in alcun modo 𝗹’𝘂𝗰𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 e può e deve avvenire senza la sofferenza di un altro essere vivente.

📍Ricerche che valutano le differenze psicologiche tra cacciatori e non cacciatori evidenziano una autovalutazione significativamente più alta dell’aggressività nei cacciatori rispetto ai non, con la tendenza a prediligere strategie dominanti di fronte ai conflitti e ad avere 𝘀𝗰𝗮𝗿𝘀𝗮 𝗲𝗺𝗽𝗮𝘁𝗶𝗮 verso gli animali‼️

Potete trovare tutto l'articolo basta che cliccate sul link in bio 👆🏼: www.patriziamattioli.org

VOI COSA NE PENSATE❓️
È giusto andare a Caccia?❓️

TI SENTI SOPRAFFATTO anche dopo una vacanza rilassante e liberatoria? Ma perché?Allontanandoci dai luoghi abituali ricer...
09/09/2026

TI SENTI SOPRAFFATTO anche dopo una vacanza rilassante e liberatoria? Ma perché?

Allontanandoci dai luoghi abituali ricerchiamo esperienze diverse, che stimolino la mente a cambiare e a interrompere gli schemi abituali.
Se le vacanze riescono nel loro intento, ovvero quello di sentirsi più liberi, spensierati e rilassati, il rientro può essere molto difficile! ⚠️🧠

Rimettere in secondo piano la propria libertà di scegliere cosa fare durante la giornata è molto difficile quando la routine quotidiana è fatta di ritmi frenetici, poco rispettosi dei bisogni personali, che non ci rendiamo conto di vivere mentre ci troviamo “dentro” la situazione, ma che risultano insopportabili al ritorno di una vacanza dove abbiamo sperimentato altro.

Le vacanze possono essere una fuga da se stessi e dai problemi, più spesso sono al contrario un recupero di questo rappo...
03/09/2026

Le vacanze possono essere una fuga da se stessi e dai problemi, più spesso sono al contrario un recupero di questo rapporto, il recupero degli stati d’animo, delle emozioni, dei bisogni che per far fronte alle responsabilità quotidiane, rimangono sullo sfondo.

La vacanza è il tempo del recupero delle relazioni, e di quella con se stessi prima di tutto.
In vacanza siamo, giustamente, al centro della nostra attenzione, dei nostri pensieri, dei nostri programmi.

Se le vacanze riescono ad assolvere la loro funzione, il rientro può essere paradossalmente più difficile. Rimettere in secondo piano molte esigenze, a cominciare dalla libertà di scegliere cosa fare della nostra giornata, è particolarmente difficile quando la routine quotidiana è fatta di ritmi frenetici, poco rispettosi dei tempi/bisogni personali, che non ci rendiamo conto di vivere mentre siamo “dentro” ma che risultano particolarmente insopportabili al ritorno da una vacanza dove abbiamo sperimentato altro...

Tutto l'articolo lo trovate sul mio sito nella bio ⤴️: www.patriziamattioli.org
Titolo: 𝗟𝗮 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗿𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼: 𝘂𝗻 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝘁𝗲𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗲 𝗯𝗲𝗻 𝗿𝗶𝘂𝘀𝗰𝗶𝘁𝗲

E voi come vi sentite dopo le vacanze?

BUONE VACANZE! ☀️🌊Dalla dottoressa patrizia mattioli Ci rivediamo a settembre🏖
19/08/2026

BUONE VACANZE! ☀️🌊
Dalla dottoressa patrizia mattioli

Ci rivediamo a settembre🏖

La 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 per come la vediamo oggi, è uno spazio di recupero di un tempo non scandito dall’esterno – da orari lavorativ...
17/07/2026

La 𝘃𝗮𝗰𝗮𝗻𝘇𝗮 per come la vediamo oggi, è uno spazio di recupero di un tempo non scandito dall’esterno – da orari lavorativi o appuntamenti – ma regolato dall’interno – da propri ritmi e bisogni – uno spazio di recupero del tempo per le relazioni con il partner, con i figli, con gli amici, del tempo per riscoprire il piacere di una lettura o per ritrovare il contatto con la natura.
Ma le vacanze possono avere effetti collaterali, rappresentare una ricarica effimera che si azzera con la loro fine. Possono rendere più difficile la ripresa della routine.⚠️

Se ci sono 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗶 𝗶𝗻 𝘀𝗼𝘀𝗽𝗲𝘀𝗼 o non ce ne sono, sembra comunque meglio ricavarsi momenti di pausa frequenti anche brevi durante l’anno, per mantenere o ripristinare il contatto con se stessi, dato che spesso il problema principale è  la mancanza di consapevolezza  di quanto certi avvenimenti o certe routine  stanchino o di quanto magari possano nascondere altro.
Forse possiamo dire che la vacanza fa male
perché nello sperimentare scenari diversi si prende consapevolezza di quanto siano faticosi quelli abituali...

Il senso di colpa, segnalando il tradimento di una norma o di un valore sociale spinge a recuperare, a rimediare al dann...
17/06/2026

Il senso di colpa, segnalando il tradimento di una norma o di un valore sociale spinge a recuperare, a rimediare al danno recato e riaderire alla norma infranta.

Si può attenuare il senso di colpa?
Forse, sì se consideria nei suoi aspetti costruttivi: sentirsi in colpa per la sofferenza di qualcuno, significa attribuirsene la responsabilità, ma anche mettersi al centro del mondo di quella persona, in qualche modo riconoscersi una centralità. Ridimensionare la centralità può diminuire l’intensità del senso di colpa (a volte ci si sente in colpa anche solo in seguito ad uno sguardo dell’altro che può essere riferito a vicende estranee).

La responsabilità è invece legata al semplice fatto di agire, di avere generato una conseguenza con la propria azione..
Riconoscersi una responsabilità è ben diverso dall’attribuirsi una colpa.
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Titolo: 𝘾’𝙚' 𝙘𝙤𝙡𝙥𝙖 𝙚 𝙨𝙚𝙣𝙨𝙤 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙡𝙥𝙖

"L’origine della paura è nel futuro, e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere”  𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻 𝗞𝘂𝗻𝗱𝗲𝗿𝗮        ...
06/06/2026

"L’origine della paura è nel futuro, e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere”

𝗠𝗶𝗹𝗮𝗻 𝗞𝘂𝗻𝗱𝗲𝗿𝗮

Se un’emozione si accende e non ce lo aspettavamo, significa che sta accadendo qualcosa di importante, non necessariamen...
25/05/2026

Se un’emozione si accende e non ce lo aspettavamo, significa che sta accadendo qualcosa di importante, non necessariamente di negativo...

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Titolo: 𝐋𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐦𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗶 𝗳𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗳𝗶𝗹𝗺? 🎬Non è più una storia di iniziazione e sottomissione al potere, ma diventa una parabola s...
20/05/2026

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗶 𝗳𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗳𝗶𝗹𝗺? 🎬
Non è più una storia di iniziazione e sottomissione al potere, ma diventa una parabola sulla fragilità, sull'accettazione dell'imperfezione e sul fallimento del mito della perfezione lavorativa a tutti i costi.

1. 𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗯𝗼𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗮𝗹𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝘂𝗹𝗻𝗲𝗿𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮': 💡
Mentre nel primo film Miranda Priestly incarna il narcisismo e il controllo assoluto, nel sequel la sua figura si sgretola. Affronta la fragilità e il disorientamento, mostrando come l'ossessione per l'autorevolezza possa portare all'isolamento.

2. 𝗜𝗹 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗿𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗜𝗺𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼𝗿𝗲: Andy Sachs, ora una giornalista affermata, deve fare i conti con un licenziamento improvviso. Questo evento spezza l'idealizzazione del lavoro, permettendole di superare la sindrome dell'impostore e di emanciparsi dalla necessità di legittimazione esterna.

3. 𝗟𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 "𝗥𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝘇𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲": 💐
Le dinamiche tossiche del mondo della moda vengono rilette attraverso il concetto di manipolazione basata su continue elargizioni e punizioni repentine, simboleggiate dalla storica rivalità che nel sequel diventa scontro generazionale ed etico.

4. 𝗥𝗶𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶:👇🏻
Il film solleva un quesito centrale sulla psicologia del lavoro: la necessità di stabilire confini sani tra l'identità professionale e la vita privata, smettendo di giustificare le proprie rinunce personali in nome della "realizzazione a tutti i costi".

Tratto da Vanity Fair ecc...📚

Dire no può sembrare difficile.Soprattutto quando abbiamo paura di deludere gli altri.Ma senza confini chiari, rischiamo...
07/05/2026

Dire no può sembrare difficile.
Soprattutto quando abbiamo paura di deludere gli altri.
Ma senza confini chiari, rischiamo di mettere sempre noi stessi da parte.

💬 Ti è difficile dire no?

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Via Otranto, 36
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