Passi e parole - Logopedia Neuropsicomotricità Tutor DSA e ADHD

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Logopedia - Tutor DSA e ADHD - Psicologia

Neuropsicomotricità - Pet Therapy

Laboratori ludico- ricreativi
Gruppi di supporto all’apprendimento

Ci sono giochi che sembrano semplici… e invece raccontano tantissimo. 💛Una manina che sceglie, prova, afferra.Gli occhi ...
23/08/2026

Ci sono giochi che sembrano semplici… e invece raccontano tantissimo. 💛

Una manina che sceglie, prova, afferra.
Gli occhi che osservano.
Il corpo che si muove, si aggiusta, cerca un equilibrio.
E, soprattutto, la curiosità di scoprire “come funziona”.

Dietro un’attività così semplice si allenano tante competenze: motricità fine, coordinazione occhio-mano, attenzione, esplorazione, problem solving e capacità di fare tentativi.

Ma la cosa più bella è che tutto questo può accadere senza che il bambino lo viva come un “esercizio”.

Perché quando imparare passa attraverso il gioco, la scoperta e il piacere di fare… il bambino non sta semplicemente giocando.
Sta costruendo competenze, un piccolo passo alla volta. 🌱💕

Oggi vi facciamo entrare un po’ più da vicino nel nostro studio… e vi mostriamo una piccola parte del materiale che util...
21/08/2026

Oggi vi facciamo entrare un po’ più da vicino nel nostro studio… e vi mostriamo una piccola parte del materiale che utilizziamo durante i percorsi di tutoraggio. 📚🧩🔢

Cartine da costruire e ricostruire, regioni da collocare al loro posto, cubetti di legno per “vedere” le frazioni, linee dei numeri, lettere mobili, libri, giochi, strumenti per la matematica e tanto altro ancora.

A qualcuno potrebbe sembrare semplicemente… tanto materiale.

Per noi, invece, è una possibilità.

La possibilità di spiegare uno stesso concetto in modi diversi.

Perché quando un bambino fa fatica ad apprendere, e in particolare quando è presente un DSA, non sempre basta ripetere la stessa spiegazione un po’ più lentamente o più volte.

A volte bisogna cambiare strada.

Se un concetto spiegato a parole non è ancora chiaro, forse può diventarlo attraverso un’immagine.
Se l’immagine non basta, possiamo provare a costruirlo.
Possiamo spostarlo, toccarlo, ordinarlo, confrontarlo, rappresentarlo.

Possiamo partire da qualcosa di concreto e, passo dopo passo, arrivare a qualcosa di più astratto.

Prendiamo le frazioni.

Possiamo leggerle sul libro.
Possiamo disegnarle.
Possiamo rappresentarle con dei simboli.

Ma possiamo anche prendere dei cubetti, dividerli, comporli e scomporli, mettere letteralmente “nelle mani” del bambino l’idea di parte e di intero.

La ricerca educativa suggerisce che manipolativi e diverse rappresentazioni possono essere strumenti utili per sostenere la comprensione, in particolare quando aiutano il bambino a creare un ponte tra ciò che può fare concretamente e il concetto astratto che deve comprendere. Una revisione sistematica sugli interventi con bambini con difficoltà di apprendimento matematico ha inoltre evidenziato risultati promettenti, pur sottolineando che la qualità delle prove disponibili non permette conclusioni semplicistiche: non basta, insomma, “dare dei cubetti” perché avvenga l’apprendimento. È fondamentale il modo in cui lo strumento viene scelto, utilizzato e collegato al concetto che rappresenta.

Ed è proprio questo il motivo per cui per noi avere a disposizione tanto materiale è così prezioso.

Non perché ogni bambino debba usare tutto.

Ma perché non sappiamo in anticipo quale sarà la strada che, per quel bambino, in quel momento, gli permetterà di dire:

“Ah… adesso ho capito!”

E spesso quella strada non è una sola.

Per questo, quando possiamo, preferiamo lavorare in presenza.

Non perché pensiamo che l’online non possa essere utile. La didattica e il tutoraggio a distanza possono rappresentare una risorsa importante in molte situazioni, soprattutto quando permettono di garantire continuità, flessibilità o accesso a un intervento che altrimenti sarebbe difficile raggiungere.

E anche il digitale può offrire strumenti interessanti: una sintesi della ricerca sui “manipolativi virtuali”, ad esempio, ha rilevato miglioramenti nelle prestazioni matematiche di studenti con difficoltà di apprendimento, anche se gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori studi per confermare e approfondire questi risultati.

Ma per molti dei bambini con cui lavoriamo, soprattutto quando l’apprendimento ha bisogno di passare attraverso esperienze concrete, poter scegliere un oggetto, prenderlo in mano, spostarlo sul tavolo, confrontarlo con un altro, costruire e modificare una rappresentazione mentre ragioniamo insieme… per noi ha un valore enorme.

La presenza ci permette di avere davanti non solo uno schermo, ma un intero “spazio di apprendimento”.

Perché imparare non significa sempre trovare subito la risposta giusta. A volte significa avere la possibilità di provare un’altra strada. E poi un’altra ancora.

Finché quella strada, finalmente, diventa comprensibile.❤️
Perché dietro ogni scatola, ogni linea dei numeri e ogni piccolo cubetto ci sono tante volte in cui un “non ci riesco” si è trasformato in:

“Ah, ma allora è facile!” 😊💪❤️

🎒 𝗥𝗶𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶  𝗔𝗗𝗛𝗗 𝗲 𝗗𝗦𝗔?Il rientro dopo la pausa estiv...
20/08/2026

🎒 𝗥𝗶𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗮 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗮: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗮𝘇𝘇𝗶 𝗔𝗗𝗛𝗗 𝗲 𝗗𝗦𝗔?

Il rientro dopo la pausa estiva non significa soltanto riprendere libri e quaderni. Per molti bambini e ragazzi con 𝗔𝗗𝗛𝗗 𝗲 𝗗𝗦𝗔, significa riattivare routine, organizzazione, attenzione e strategie di studio.

E qui il ruolo dei genitori può essere prezioso. Ma attenzione: 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝗿𝘀𝗶 𝗮𝗹 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼.

🧠 La ricerca sul 𝗽𝗮𝗿𝗲𝗻𝘁 𝘁𝗿𝗮𝗶𝗻𝗶𝗻𝗴 nell’ADHD mostra l’importanza di intervenire non solo sul comportamento del bambino, ma anche sull’ambiente e sulle modalità con cui gli adulti strutturano le richieste. In particolare, risultano importanti la gestione delle situazioni che precedono il comportamento e il rinforzo dei comportamenti adeguati.

Per questo, al rientro a scuola possiamo provare a:

🔹 𝗥𝗶𝗽𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗱𝘂𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗼𝘂𝘁𝗶𝗻𝗲
Orari di sonno, preparazione dello zaino, momento dei compiti e pause dovrebbero tornare prevedibili.

🔹 𝗥𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼
Una piccola agenda, una checklist o una sequenza di passaggi può ridurre il carico organizzativo, particolarmente importante quando sono coinvolte le funzioni esecutive.

🔹 𝗦𝗽𝗲𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶
“Fai i compiti” è una richiesta molto diversa da: “Prendiamo il diario, scegliamo da quale materia iniziare e facciamo il primo esercizio”.

🔹 𝗔𝗶𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗹𝗼𝗿𝗼
Per i ragazzi con DSA questo significa favorire l’uso degli strumenti compensativi e delle strategie già individuate, anziché trasformare ogni compito in una lunga attività di affiancamento.

🔹 𝗟𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮
Una recente meta-analisi sul coinvolgimento dei genitori nei compiti evidenzia che è soprattutto il sostegno all’autonomia, e non il controllo diretto, ad associarsi a risultati scolastici migliori.

🔹 𝗥𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗼
“Ti sei impegnato”, “Hai trovato una strategia”, “Sei riuscito a organizzarti” sono messaggi che aiutano il bambino a costruire senso di competenza e consapevolezza delle proprie risorse.

📚 Riferimenti scientifici: la riflessione si basa sulla letteratura relativa al parent training nell’ADHD, al coinvolgimento genitoriale nei compiti e agli interventi di supporto alle famiglie di bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento.

.....DALLO PSICOLOGO CHE CI VADO A FARE??Oggi cerchiamo di scoprire insieme perché alcune persone sono convinte che la p...
30/07/2026

.....DALLO PSICOLOGO CHE CI VADO A FARE??

Oggi cerchiamo di scoprire insieme perché alcune persone sono convinte che la psicologia sia una scienza inutile.

Tra le motivazioni più comuni:

1. SCARSA CONOSCENZA DELLA PSICOLOGIA COME DISCIPLINA SCIENTIFICA

Molte persone confondono la psicologia con il "dare consigli" o il "parlare dei propri problemi". Non sanno che la psicologia si basa su decenni di ricerca scientifica, utilizza strumenti di valutazione standardizzati e che molti trattamenti psicologici hanno solide prove di efficacia.

2. ESPERIENZE NEGATIVE
Qualcuno ha avuto una br**ta esperienza con uno psicologo o conosce una persona che non ne ha tratto beneficio. Da un singolo caso può nascere una generalizzazione: "gli psicologi non servono".

ATTENZIONE: se non ci si mette in gioco impegnandosi in un percorso di ascolto, comprensione e cambiamento, con costanza e pazienza, è inutile dire " lo psicologo non serve".

In parole povere: sapete bene che se andate dal nutrizionista non è lui che si siede a tavola per voi!!

3. CULTURA FAMILIARE E SOCIALE
In alcune famiglie o contesti culturali chiedere aiuto è visto come un segno di debolezza. Si cresce con idee come:
" I problemi si risolvono da soli."
"Basta avere forza di volontà."

Queste convinzioni possono rimanere molto radicate. EH no, per uscire dalla depressione NON BASTA forza di volontà.

4. VALORI PERSONALI
Alcune persone attribuiscono grande valore all'autonomia e all'autocontrollo. Possono pensare sinceramente che ogni problema debba essere risolto individualmente, senza vedere la terapia come una risorsa. Eccessiva tendenza all' ordine e autonomia portano ad avere fastidio o a non accettare che qualcosa possa essere " fuori " dal loro controllo.

5. MECCANISMI DI DIFESA
In alcuni casi quando una persona teme di confrontarsi con aspetti dolorosi della propria vita, può svalutare la psicologia. In termini psicodinamici questo può essere una forma di difesa (ad esempio negazione o svalutazione).

6. DIFFIDENZA VERSO LE SCIENZE UMANE
Alcuni considerano scientifico solo ciò che è misurabile come un esame del sangue o una radiografia. Non conoscono le metodologie di ricerca in psicologia, le meta-analisi, gli studi controllati e le neuroscienze.

Capita spesso inoltre che ci possa essere eccesso di fiducia nelle proprie convinzioni, che può manifestarsi in frasi come:

"Io capisco le persone meglio degli psicologi."
"È tutta una perdita di tempo."
" Non ho bisogno che qualcuno mi dica come sono fatto"

Lo psicologo non dice alle persone chi sono.
Le aiuta a comprendere meglio se stesse, a sviluppare nuove risorse e a ritrovare equilibrio quando la vita diventa difficile.
La salute mentale non è meno importante della salute fisica: entrambe meritano ascolto, competenza e cura

29/07/2026

Più passeggiate o più relazione? Cosa dice la scienza sul benessere del cane

Se dovessi scegliere, cosa diresti?

🐕 Un cane che esce tre volte al giorno per lunghe passeggiate.

Oppure...

❤️ Un cane che vive una relazione profonda con un proprietario capace di comprenderne i bisogni, le emozioni e i segnali.

La domanda è volutamente provocatoria, perché in realtà il benessere di un cane non dipende mai da un solo fattore.

Negli ultimi anni, però, la ricerca scientifica ha iniziato a dimostrare che, oltre all'attività fisica e alla salute, la qualità della relazione con il proprio referente umano rappresenta uno degli elementi più importanti per il suo equilibrio e la sua qualità di vita.

Ecco cosa emerge dagli studi...

📚 1. La relazione con il proprietario è un indicatore di benessere

Uno studio pubblicato su Applied Animal Behaviour Science (Marinelli et al., 2007) ha valutato la qualità di vita del cane considerando salute, comportamento, ambiente e relazione con il proprietario.

I risultati hanno evidenziato che la qualità della vita del cane è strettamente associata anche alle caratteristiche emotive e relazionali del proprietario. In altre parole, un essere umano attento, disponibile e capace di comprendere il proprio cane rappresenta un importante fattore di benessere.

❤️ 2. L'empatia del proprietario fa davvero la differenza

Una ricerca più recente pubblicata sulla rivista Animals (2023) ha approfondito il ruolo dell'empatia nella relazione uomo-cane.

I ricercatori hanno osservato che i proprietari con una maggiore capacità di riconoscere e comprendere gli stati emotivi del proprio cane tendono a costruire relazioni più sicure e positive. Questo si traduce in un miglior benessere non solo per il cane, ma anche per la persona, confermando quanto il legame sia una risorsa per entrambi.

🐾 3. Fare tante passeggiate è importante... ma non basta

L'attività fisica è essenziale per la salute del cane, ma la ricerca evidenzia che, da sola, non garantisce il benessere.

Gli studi mostrano che ciò che conta davvero è come vengono vissute le esperienze condivise: il gioco, la comunicazione, la fiducia reciproca, la possibilità di esplorare insieme e la qualità dell'interazione quotidiana hanno un impatto profondo sull'equilibrio emotivo del cane.

In altre parole, il numero di chilometri percorsi è solo uno degli elementi del suo benessere.

➡️ La letteratura scientifica ci invita quindi a superare un luogo comune: un cane che vive in appartamento, ma è compreso, rispettato e coinvolto nella vita del proprio referente, può godere di un elevato livello di benessere.

Nel prossimo post parleremo di un altro mito molto diffuso: il giardino rende davvero un cane più felice?

❓Che cosa succede quando un genitore offende suo figlio?  Parliamo di nuovo di comunicazione. Lo facciamo perché nel cor...
23/07/2026

❓Che cosa succede quando un genitore offende suo figlio?

Parliamo di nuovo di comunicazione. Lo facciamo perché nel corso delle nostre vacanze ci è capitato fin troppo frequentemente, quest' anno, di ascoltare dialoghi genitori - figli che danno spazio a importanti riflessioni.

"Sei stupido."
"Hai rotto."
"Ma che ca**o fai?"

A volte queste frasi vengono pronunciate durante un litigio. Altre volte "per scherzo". Altre ancora fanno semplicemente parte del linguaggio quotidiano.

Ma un bambino non ha gli strumenti di un adulto per interpretarle.

Le parole dei genitori hanno un peso enorme. Sono proprio mamma e papà le persone dalle quali il bambino impara che cosa è normale, come si comunica e come si affrontano le emozioni.

La psicologia dello sviluppo ci insegna che i bambini apprendono soprattutto attraverso l'osservazione e l'imitazione. Albert Bandura definiva questo processo apprendimento sociale: i bambini non imparano solo da ciò che viene loro insegnato, ma soprattutto da ciò che vedono fare agli adulti di riferimento.

Se il linguaggio abituale è fatto di insulti, offese e parolacce, il bambino imparerà che questo è un modo normale di relazionarsi.

🌈Il rispetto non si insegna pretendendolo.

Si costruisce ogni giorno attraverso il modo in cui ci parliamo, ci ascoltiamo e ci trattiamo.

Perché i bambini non diventano educati semplicemente perché glielo chiediamo.

Diventano educati quando crescono accanto ad adulti che, per primi, comunicano con rispetto.

💙

07/07/2026

Ci sono immagini che fanno male. E poi ci sono le ipocrisie che fanno ancora più male.

In Italia, se vuoi lavorare con un cavallo negli Interventi Assistiti con gli Animali, devi rispettare protocolli rigorosi: formazione, certificazioni, valutazioni, controlli, documentazione, benessere monitorato in ogni dettaglio. Guai a sbagliare. Ed è giusto così.

Ma spiegatemi una cosa.

Come può lo stesso Stato pretendere tutto questo da chi lavora negli IAA e, allo stesso tempo, consentire che un cavallo venga sfruttato per trainare una carrozza sull'asfalto, sotto un sole rovente, nel cuore dell'estate?

In questi giorni un cavallo delle botticelle è crollato a Roma ed è morto. E ogni volta si ripete lo stesso copione: indignazione, dichiarazioni, promesse. Poi tutto torna come prima.

Allora la domanda è inevitabile: il benessere del cavallo vale davvero o vale solo quando è scritto su un protocollo?

Perché se un cavallo è un essere senziente, lo è sempre.
Non solo quando fa pet therapy.
Non solo quando ci sono linee guida da rispettare.
Non solo quando conviene.

La sofferenza non cambia nome a seconda del lavoro che il cavallo svolge.

La vita di un cavallo non dovrebbe pesare meno di una tradizione, di un interesse economico o di un'attrazione turistica.

E chi ama davvero i cavalli non può accettare che esistano cavalli di serie A, da proteggere con ogni mezzo, e cavalli di serie B, da esporre fino allo stremo.

Questo non è benessere animale.
Questa è una contraddizione che non possiamo più fingere di non vedere.

16/06/2026

Siamo abituati a pensare che comunicare significhi parlare.
Le parole sono solo uno dei modi per incontrarsi.
A volte basta uno sguardo che si cerca, una presenza che rassicura, una fiducia che cresce nel tempo.
Non tutte le conversazioni hanno bisogno di parole: alcune hanno bisogno solo di relazione. 🐾❤️

14/06/2026

❤️🐾🌈🐶

🌼🐝 Nella giornata dedicata alla biodiversità, è successo qualcosa di davvero speciale.Mentre nel nostro laboratorio parl...
26/05/2026

🌼🐝 Nella giornata dedicata alla biodiversità, è successo qualcosa di davvero speciale.

Mentre nel nostro laboratorio parlavamo delle api, del loro prezioso lavoro e di quanto siano fondamentali per la vita di tutti noi, uno dei nostri bambini è arrivato con il suo sacchettino della Comunione. Un piccolo gesto, ma pieno di significato: decorato con apine e accompagnato da semi da piantare proprio per aiutare le api. 💛

Ci ha emozionato tantissimo vedere quanta dolcezza e consapevolezza possano esserci in un’idea così semplice e così bella. Un sacchettino che non è solo un ricordo di un giorno importante, ma anche un messaggio di cura, rispetto e amore per la natura. 🌱

Le api sono indispensabili per il nostro ecosistema: proteggerle significa avere a cuore il nostro futuro, insegnare attenzione e responsabilità.

Anche le mani più piccole possono fare qualcosa di enorme per il mondo. 🐝✨

Indirizzo

Via Di Settebagni 294 B
Rome
00139

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 14:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 14:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

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