21/08/2026
Oggi vi facciamo entrare un po’ più da vicino nel nostro studio… e vi mostriamo una piccola parte del materiale che utilizziamo durante i percorsi di tutoraggio. 📚🧩🔢
Cartine da costruire e ricostruire, regioni da collocare al loro posto, cubetti di legno per “vedere” le frazioni, linee dei numeri, lettere mobili, libri, giochi, strumenti per la matematica e tanto altro ancora.
A qualcuno potrebbe sembrare semplicemente… tanto materiale.
Per noi, invece, è una possibilità.
La possibilità di spiegare uno stesso concetto in modi diversi.
Perché quando un bambino fa fatica ad apprendere, e in particolare quando è presente un DSA, non sempre basta ripetere la stessa spiegazione un po’ più lentamente o più volte.
A volte bisogna cambiare strada.
Se un concetto spiegato a parole non è ancora chiaro, forse può diventarlo attraverso un’immagine.
Se l’immagine non basta, possiamo provare a costruirlo.
Possiamo spostarlo, toccarlo, ordinarlo, confrontarlo, rappresentarlo.
Possiamo partire da qualcosa di concreto e, passo dopo passo, arrivare a qualcosa di più astratto.
Prendiamo le frazioni.
Possiamo leggerle sul libro.
Possiamo disegnarle.
Possiamo rappresentarle con dei simboli.
Ma possiamo anche prendere dei cubetti, dividerli, comporli e scomporli, mettere letteralmente “nelle mani” del bambino l’idea di parte e di intero.
La ricerca educativa suggerisce che manipolativi e diverse rappresentazioni possono essere strumenti utili per sostenere la comprensione, in particolare quando aiutano il bambino a creare un ponte tra ciò che può fare concretamente e il concetto astratto che deve comprendere. Una revisione sistematica sugli interventi con bambini con difficoltà di apprendimento matematico ha inoltre evidenziato risultati promettenti, pur sottolineando che la qualità delle prove disponibili non permette conclusioni semplicistiche: non basta, insomma, “dare dei cubetti” perché avvenga l’apprendimento. È fondamentale il modo in cui lo strumento viene scelto, utilizzato e collegato al concetto che rappresenta.
Ed è proprio questo il motivo per cui per noi avere a disposizione tanto materiale è così prezioso.
Non perché ogni bambino debba usare tutto.
Ma perché non sappiamo in anticipo quale sarà la strada che, per quel bambino, in quel momento, gli permetterà di dire:
“Ah… adesso ho capito!”
E spesso quella strada non è una sola.
Per questo, quando possiamo, preferiamo lavorare in presenza.
Non perché pensiamo che l’online non possa essere utile. La didattica e il tutoraggio a distanza possono rappresentare una risorsa importante in molte situazioni, soprattutto quando permettono di garantire continuità, flessibilità o accesso a un intervento che altrimenti sarebbe difficile raggiungere.
E anche il digitale può offrire strumenti interessanti: una sintesi della ricerca sui “manipolativi virtuali”, ad esempio, ha rilevato miglioramenti nelle prestazioni matematiche di studenti con difficoltà di apprendimento, anche se gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori studi per confermare e approfondire questi risultati.
Ma per molti dei bambini con cui lavoriamo, soprattutto quando l’apprendimento ha bisogno di passare attraverso esperienze concrete, poter scegliere un oggetto, prenderlo in mano, spostarlo sul tavolo, confrontarlo con un altro, costruire e modificare una rappresentazione mentre ragioniamo insieme… per noi ha un valore enorme.
La presenza ci permette di avere davanti non solo uno schermo, ma un intero “spazio di apprendimento”.
Perché imparare non significa sempre trovare subito la risposta giusta. A volte significa avere la possibilità di provare un’altra strada. E poi un’altra ancora.
Finché quella strada, finalmente, diventa comprensibile.❤️
Perché dietro ogni scatola, ogni linea dei numeri e ogni piccolo cubetto ci sono tante volte in cui un “non ci riesco” si è trasformato in:
“Ah, ma allora è facile!” 😊💪❤️