Dott.ssa Roberta Bartocci Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Roberta Bartocci Biologa Nutrizionista Biologa nutrizionista esperta in calo di peso con alimentazione vegetale, anche con approcci low carb e keto veg

Sulla questione di cosa mangiare a pranzo se segui un’alimentazione vegetale potrei scrivere un libro.Dopo quasi trent'a...
22/06/2026

Sulla questione di cosa mangiare a pranzo se segui un’alimentazione vegetale potrei scrivere un libro.

Dopo quasi trent'anni di lavoro vedo gli stessi scenari ripetersi, con sfumature diverse, ma dinamiche sorprendentemente simili.

Ci sono donne che preparano lunch box perfetti.
Donne che saltano il pranzo.
Donne che mangiano davanti al computer.
Donne che arrivano alle 15 e si accorgono di non essersi quasi fermate.

E poi c'è uno schema che incontro molto spesso.
Quello del "troppo basic".
"Non ho tempo."
"Non posso mettermi a cucinare anche a pranzo."
"Già preparo la cena, la colazione, penso a tutti... almeno il pranzo, se devo cucinare solo per me, evito.”

Lo capisco benissimo.
Per molte donne, il fatto di non dover cucinare a pranzo diventa una salvezza.
O almeno sembra.
Apri il frigorifero, assembli un’Insalata oppure una scatola di ceci con un filo d'olio.
Tre minuti e il problema è risolto.

Non sono pasti "sbagliati". Il punto è un altro.
A volte quello che nasce come una strategia per alleggerirti la vita, nel tempo si trasforma in una trappola.

E sia chiaro: è ovvio che esistano giornate così.
Capitano a tutti.
Ci sono giorni in cui si mangia quello che si riesce ad assemblare tra una call, una commissione e una lista infinita di cose da fare.

Il problema non è quel pranzo.
Il problema è quando quella modalità diventa la regola.
Quando il "faccio prima così" smette di essere un'eccezione e diventa il tuo modo abituale di nutrirti.
Così inizi a mangiare sempre le stesse cose, pasti molto basic, monotoni, assemblati in automatico.
E senza nemmeno accorgertene, durante il pomeriggio inizi a cercare altro.
Inizia un food noise senza fine, finché non arrivi a casa e lì si scatena il disordine, non sai neanche cosa hai messo in bocca e a quel punto salti la cena oppure ceni comunque perché devi metterti a tavola e il loop si ripete.

Magari pensi che il problema sia la disciplina.
Che dovresti avere più controllo.
Che ti manca la costanza.
Ma se il problema fosse iniziato molto prima?
Dal fatto che, da troppo tempo, il pranzo è diventato solo una pratica da sbrigare?

Non sto dicendo che serva un'ora ai fornelli, né che ogni pasto debba essere perfetto.
Sto dicendo che il non concederti mai tempo, attenzione e un minimo di piacere nel mangiare può trasformarsi in una trappola.
Perché prendersi cura di sé non significa fare tutto alla perfezione.
Significa anche smettere di sopravvivere ai pasti.
E iniziare a chiedersi: Questo modo di mangiare mi sta davvero aiutando?
Oppure mi sta portando, poco alla volta, a cercare continuamente qualcos'altro?

Mi piacerebbe sapere: ti sei mai riconosciuta in questo schema del "più semplice possibile"? E che effetto ha avuto su di te?

Leggi l’articolo sul blog. Link nel primo commento.

Ti piacciono davvero così tanto le patatine? 🍟È una domanda meno banale di quanto sembri.Questa settimana abbiamo visto ...
19/06/2026

Ti piacciono davvero così tanto le patatine? 🍟

È una domanda meno banale di quanto sembri.

Questa settimana abbiamo visto che l'attrazione per il salato e il croccante non nasce semplicemente da una mancanza di disciplina.
Entrano in gioco meccanismi neurologici, sensoriali e fisiologici che possono rendere questi alimenti particolarmente attraenti, soprattutto nei periodi di stress, stanchezza o cambiamenti ormonali.

Ma capire questo non significa fermarsi lì.

Perché una domanda resta aperta: quando apri quel pacchetto stai facendo una scelta spontanea❓ Oppure stai seguendo un automatismo❓

La differenza è importante.
La spontaneità lascia soddisfazione. 👍
L'automatismo spesso lascia qualcosa di diverso:
👎frustrazione
👎senso di colpa
👎la sensazione di aver perso il controllo
👎la promessa di "fare meglio" il giorno dopo

Per questo il punto non è eliminare le patatine dalla dispensa. ❌
Se bastasse quello, il problema sarebbe già risolto.

Il punto è capire che cosa stai cercando davvero in quel momento. 🔍
Per alcune persone è una ricompensa. 🏆
Per altre una pausa. ⏸️
Per altre ancora uno scarico mentale dopo una giornata impegnativa. 🤯

Quando inizi a riconoscere questi meccanismi, il rapporto con il cibo cambia profondamente, perché smetti di combattere contro te stessa e inizi finalmente a capire cosa ti sta comunicando quel comportamento.

Se senti che il rapporto con il cibo è diventato una continua alternanza tra controllo, senso di colpa e frustrazione, nel link in bio trovi il questionario per capire se e come posso aiutarti. ❤️

18/06/2026

Ci sono giorni in cui non vuoi il dolce. 🍰

Vuoi qualcosa di:
✔ salato
✔ croccante
✔ intenso
✔ che faccia crunch

Dietro l'attrazione per il salato e il croccante esistono meccanismi molto precisi che coinvolgono il cervello🧠e la fisiologia.

Partiamo dal "crunch".
La croccantezza è uno degli stimoli sensoriali più gratificanti che esistano per il cervello.
Il suono della masticazione, la consistenza che si rompe, il contrasto tra duro e friabile generano una forte attivazione dei circuiti della ricompensa.
Per il nostro cervello antico, ciò che era croccante era spesso associato a cibi sicuri, freschi e ad alta densità energetica: semi, frutta secca in guscio 🥜e altre fonti preziose di energia facilmente disponibili.🔥

Ma non c'è solo il crunchy.
Molte persone, soprattutto nei periodi di forte stress, stanchezza o durante la perimenopausa, riferiscono una maggiore attrazione per il salato.
Uno dei motivi è che i cambiamenti ormonali possono influenzare i sistemi che regolano l'equilibrio tra acqua 💦 e sodio nell'organismo.
Quando a questo si aggiungono stress cronico, sonno insufficiente e carico mentale elevato🤯, il desiderio di cibi salati può diventare ancora più intenso.

Ecco perché, a volte, non stai semplicemente cercando delle patatine. 🍟
Il tuo cervello e il tuo corpo stanno rispondendo a segnali molto più complessi.
Potresti accorgerti che non si tratta di vero piacere del gusto, ma di un appagamento momentaneo di una parte istintiva, che non riesci a controllare.

Capire questi meccanismi non serve a trovare una scusa.
Serve a smettere di pensare che sia tutto solo una questione di disciplina.

Ti succede più spesso di cercare il salato o il dolce?
Se ti va, scrivimelo nei commenti! 👇

"Mi va qualcosa di salato." 💭"Ho proprio voglia di qualcosa di croccante." 💭Se ti riconosci in queste frasi, la prima co...
16/06/2026

"Mi va qualcosa di salato." 💭
"Ho proprio voglia di qualcosa di croccante." 💭

Se ti riconosci in queste frasi, la prima cosa che voglio dirti è che non c'è nulla di strano. Anzi. La ricerca di cibi salati e croccanti è molto più comune di quanto pensi.

E no, non è un rimprovero. Non sto dicendo che dovresti avere più forza di volontà o che dovresti smettere di mangiare patatine. Sto parlando di capire cosa succede.

E qui arriva la domanda interessante: stai cercando davvero il sapore delle patatine❓Oppure stai cercando qualcos'altro che in quel momento il salato e il croccante riescono a darti❓

Nei prossimi giorni parleremo proprio di questo.

Perché dietro l'attrazione per il salato e il croccante non c'è solo il gusto. Entrano in gioco meccanismi neurologici, sensoriali e perfino fisiologici che rendono questi alimenti particolarmente attraenti per il nostro cervello.

Ma se dopo aver finito il pacchetto ti senti in colpa e frustrata , allora è il caso di lavorarci su e il primo passo è capire cosa c'è dietro all'attrazione per il salato e il crunchy.

Te lo spiego giovedì. 😉

15/06/2026

Apri il pacchetto “solo per assaggiarne qualcuna”. 🍟
Poi a un certo punto infili la mano… quasi senza pensarci.
E, quando te ne accorgi, il pacchetto è praticamente finito. 🤦‍♀️

E no, non succede semplicemente perché “ti piacciono le patatine”.
Il desiderio di cibi salati, croccanti, rumorosi, intensi, può avere radici molto più profonde di quanto pensiamo.
E soprattutto, non riguarda solo la fame.
❌Stress.
❌Carico mentale.
❌Stanchezza nervosa.
❌Restrizione alimentare.
❌Oscillazioni ormonali.
❌Bisogno di decompressione.

Il cervello non cerca solo un sapore. Spesso cerca uno stimolo, una scarica, un momento di sollievo rapido. Ed è proprio per questo che certe consistenze diventano così difficili da interrompere.
È qualcosa di documentato, addirittura studiato da un premio Nobel. 🏆

No, non ti parlerò di calorie. E nemmeno di “forza di volontà”.
Perché quando un comportamento si ripete in automatico, il punto non è colpevolizzarsi.
Il punto è capire cosa c’è davvero dietro. 🔍

Ne parleremo questa settimana.

Seguimi e condividi il mio profilo se pensi che i miei contenuti possano essere di aiuto a qualcuno.

Il corpo ti manda continuamente segnali. ⚠️Tu però guardi solo la bilancia. E non sto dicendo che il peso non conti.Ma d...
12/06/2026

Il corpo ti manda continuamente segnali. ⚠️
Tu però guardi solo la bilancia.

E non sto dicendo che il peso non conti.
Ma davvero è l’unica cosa che usi per capire se stai bene?

Perché nel frattempo il corpo magari ti sta dicendo anche altro:
❌ che sei stanca continuamente
❌ che hai fame in modo confuso
❌ che pensi al cibo tutto il giorno
❌ che non ti senti mai davvero sazia
❌ che arrivi a sera svuotata
❌ che vivi i pasti più con la testa che con il corpo

Eppure molte donne continuano a valutare la giornata solo così:
“Sono stata brava oppure no?” 🤔

Come se il benessere potesse ridursi solo a:
✖️ un numero
✖️ una taglia
✖️ una regola rispettata
✖️ il controllo sul cibo

Ma il cibo è molto più di questo.
💚È energia.
💚Lucidità.
💚Sazietà.
💚Piacere.
💚Convivialità.
💚Storia.
💚Cultura.
💚Relazione col proprio corpo.

E quando tutto questo viene sostituito solo da controllo e calcoli… spesso il rapporto col cibo diventa sempre più faticoso. 😔

Soprattutto dopo i 40.

Perché se i segnali di fame, sazietà ed energia stanno già cambiando… continuare a ignorarli non può che aumentare ancora di più la confusione. 😵‍💫

Negli anni ho visto tante donne passare da:
“Devo controllarmi continuamente”
a ⤵️
“Finalmente capisco cosa mi sta succedendo.”

Ed è lì che spesso cambia davvero il rapporto col cibo.
Non quando inizi a controllarti di più.
Ma quando inizi finalmente a rileggerti meglio. 📖

👉 Se vuoi capire meglio come lavoro trovi tante testimonianze sul mio profilo Google e, se ti ritrovi, segui il link sul mio sito per prenotare una call gratuita di approfondimento direttamente con me.

11/06/2026

Se sei in perimenopausa e non ti senti mai sazia, leggi qui ⤵️⤵️⤵️

Se già è documentato che tra il 40 e l’80 % degli adulti non è in grado di riconoscere fame e sazietà, con la perimenopausa questo importante sistema di autoregolazione può peggiorare ulteriormente.

Una delle cose più frustranti che molte donne iniziano a sentire dopo i 40 è questa: “Mangio… ma non mi sento davvero sazia.”

Oppure:
👉 hai fame più spesso
👉 pensi continuamente al cibo
👉 hai voglia di carboidrati o “comfort food”
👉 cerchi dolci e zuccheri o al contrario salato e croccante
👉 ti senti piena… ma continui a cercare qualcosa

E no, non è solo una questione psicologica o di “mancanza di volontà”.

In perimenopausa cambiano davvero i segnali biologici che regolano fame e sazietà.
Gli estrogeni, per esempio, non regolano solo il ciclo: aiutano anche il cervello a percepire sazietà.

Quando iniziano a fluttuare o a diminuire:
⚠️ il senso di pienezza può diventare meno netto
⚠️ il cervello può cercare più facilmente cibi gratificanti
⚠️ aumenta più facilmente la ricerca di zuccheri

Anche gli ormoni della fame e della sazietà iniziano a comportarsi in modo diverso.
La grelina — l’ormone che stimola la fame — può rimanere più alta.
La leptina — che segnala al cervello che hai mangiato abbastanza — può diventare meno efficace.

E se a questo si aggiungono:
🤯 stress
😴 sonno frammentato
📈 cortisolo alto
🥱 stanchezza mentale

…il cervello entra ancora più facilmente in modalità: “cerca energia subito.”

E qui molte donne iniziano a combattere contro il proprio corpo. Più controllo. Più rigidità. Più paura del cibo.

Il problema è che mentre questi segnali cambiano, molte donne continuano a giudicarsi usando un solo parametro: il peso.

E così finiscono per ignorare tutto il resto.
Mai come in questo momento, c’è, invece, bisogno di allenarsi a fermarsi e sentire. ❤️

👉 Domani ti parlerò proprio di questo. Oggi, però, scarica l’e-book gratuito dal mio sito per iniziare a pensare a pasti che ti nutrano davvero e ti accompagnino in questo momento di cambiamento (link in bio)

Molte donne dopo i 40 iniziano lentamente a perdere fiducia nei segnali del proprio corpo.E senza accorgersene iniziano ...
09/06/2026

Molte donne dopo i 40 iniziano lentamente a perdere fiducia nei segnali del proprio corpo.

E senza accorgersene iniziano a fare una cosa: controllarsi sempre di più.

Più pensieri.
Più regole.
Più rigidità.

E questo succede tantissimo anche nell’alimentazione vegetale.

Perché il cibo diventa sempre più mentale:
👉 abbastanza proteine?
👉 troppi carboidrati?
👉 abbinamenti giusti?
👉 sto mangiando “bene”?
👉 questo mi farà ingrassare?

Il problema è che più il corpo cambia segnali… più molte donne cercano di gestirlo solo con la testa.

Ma fame, sazietà, energia e desiderio di cibo non sono formule matematiche.

E dopo i 40 questo si sente ancora di più.
Perché il corpo cambia.
I segnali diventano meno lineari.
E continuare a ignorarlo spesso porta solo:
❌ più confusione
❌ più craving
❌ più stanchezza mentale
❌ più sensazione di essere “fuori controllo”

Il punto non è smettere di mangiare vegetale.
Né smettere di fare attenzione.
Il punto è smettere di vivere il cibo solo come controllo.

Perché in questa fase diventa fondamentale imparare a capire:
💡cosa ti destabilizza davvero
💡cosa ti lascia stabile e soddisfatta
💡quali segnali si sono fatti più confusi
💡quando stai andando in crash molto prima di arrivarci

Nel carosello ti mostro una dinamica che vedo continuamente nelle donne dopo i 40. E forse ti ci ritroverai molto più di quanto pensi.

👉 Ti capita di pensare troppo al cibo ultimamente?

08/06/2026

C'è una frase che sento spesso dalle donne dopo i 40: "Non capisco più quando ho fame."

E a volte non è nemmeno la fame il problema.

È che non riescono più a capire:
❓se hanno fame
❓se sono sazie
❓se cercano energia
❓se sono stressate
❓se hanno semplicemente bisogno di fermarsi

Per anni questi segnali sono stati più facili da leggere.
Il ciclo mestruale scandiva ritmi abbastanza prevedibili: l'energia, l'umore, l'appetito, la voglia di certi cibi.

Poi qualcosa cambia.
E molte donne iniziano a sentirsi confuse.
Magari saltano il pranzo senza accorgersene.
Oppure arrivano a sera e mangerebbero qualsiasi cosa.
Oppure si sentono piene... ma continuano a cercare qualcosa.

La sensazione spesso è questa: "Non mi fido più del mio corpo."
E quando succede, la tentazione è sempre la stessa: affidarsi solo alle regole.

Ma se non capisci più cosa ti sta dicendo il corpo, nessuna regola potrà sostituire completamente quei segnali.

Mai come in questo momento della vita è fondamentale imparare a leggere i segnali del corpo.

Nei prossimi giorni parleremo proprio di questo: perché fame e sazietà cambiano davvero in questa fase della vita e cosa succede nel cervello e negli ormoni quando inizi a sentirti così.

👉 Ti è mai capitato di sentirti contemporaneamente piena... e ancora in cerca di qualcosa da mangiare?

Perché dopo i 40 non possiamo più andare in automatico come prima.
E ignorarlo spesso peggiora soltanto la confusione.

Molte persone pensano che il “disastro del pomeriggio” si risolva con più controllo.In realtà, molto spesso, il controll...
05/06/2026

Molte persone pensano che il “disastro del pomeriggio” si risolva con più controllo.

In realtà, molto spesso, il controllo è già eccessivo.

Quello che manca è una struttura che permetta davvero al cervello e al corpo di arrivare bene alla seconda parte della giornata.

Per questo il lavoro che faccio con le persone non si basa semplicemente su una dieta o su una lista di alimenti “giusti” e “sbagliati”.

Si basa su due pilastri molto concreti.

Il primo riguarda il modo in cui costruiamo la sazietà.
Perché la sazietà non è una sola cosa.
Sono 3 gli aspetti della sazietà e vanno tutti soddisfatti.
Perché se il cervello percepisce che il pasto è stato incompleto, frettoloso o vissuto solo come controllo… continuerà facilmente a cercare altro.

Il secondo pilastro riguarda invece il comportamento alimentare.
Molte persone mangiano:
👉senza aver staccato veramente da quanto stavano facendo prima del pasto
👉davanti a uno schermo
👉mentre fanno altro
👉già mentalmente proiettate alla cosa successiva da fare
E in questo stato il cervello spesso non registra davvero il pasto.

Per questo iniziamo anche da cose apparentemente molto semplici: fermarsi qualche secondo prima di mangiare, rallentare il ritmo, accorgersi del sapore, della consistenza, dello stomaco che man mano si riempie.

Non per trasformare il pasto in una tecnica perfetta.
Ma per interrompere automatismi che spesso alimentano il caos del pomeriggio senza che ce ne rendiamo conto.

Sono aspetti molto più profondi di quanto sembrino.
Ed è anche per questo che tante persone, quando iniziano a lavorarci davvero, riescono finalmente a stare meglio.

Se ti ritrovi in questa descrizione, raccontamelo nei commenti e scrivimi in privato:
👉 DISORDINE POMERIGGIO

Ti invierò gratuitamente la guida completa che ho preparato su questo tema. 📕

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