19/09/2013
Un aneddoto personale: "Rescue Remedy al volo". Poco tempo fa avevo presso l'aereo che mi avrebbe portata a Roma dall'Argentina, dove ero stata per un periodo di due mesi. Salendo sull'aereo feci la meravigliosa scoperta che mi avevano assegnato un posto ottimo, di due poltrone, quella accanto a me vuota. Meraviglia, pensai, in fondo sono una solitaria!!!!!
Mi preparavo a dormire, avevano già servito la cena, quando sento la capo cabina che chiede un medico. Alla terza chiamata, visto che non si presentava nessuno, mi sono avvicinata allo Stewart dicendogli che ero un paramedico... Accettata. Mi portano vicino a un signore italiano semi svenuto, sudato freddo, il polso quasi inesistente, le tasche piene di medicine varie... la hostess istericamente lo mitragliava di domande, gli urlava in faccia, lo cambiava di posizione in continuazione. Sangue freddo e nervi saldi, sono tornata al mio posto e ho preso dalla mia borsa il nostro Rescue Remedy. Tornata dall'italiano lipotimico gli ho somministrato varie gocce strofinato sulla bocca, sui polsi, dietro le orecchie. Presi pure la hostess e l'obbligai ad aprire la bocca e a ricevere le gocce. Nel giro di pochi minuti l'uomo tornò in sé, si accomodò, e si mise a dormire placidamente. Anch'io feci lo stesso, fidata, e al mattino, cioè, dopo qualche ora di sonno, quando tutti si svegliano per colazione, la prima cosa che feci fu andare dal signore, che era già bello sveglio e camminava arzillo per il corridoio; quando venne a sapere chi ero stata per lui, mi ringraziò calorosamente e mi raccontò che ogni volta che prendeva un aereo gli prendeva un attacco di panico. Potevo sentire gli sguardi curiosi di tutti addosso a me, e pensai mi vedessero come una specie di "santona", perché era sicuramente quello che stavano pensando che ero, non lo so... Insomma, l'importante era che l'uomo stava benissimo e che avevamo scampato un atterraggio di emergenza su Rio de Janeiro!!! Poi il Comandante dell'aereo mi inviò gentilmente con la capocabina un regalo con un set di quelli che ti danno in prima classe, con tanto di ringraziamenti. Un'altra volta, grazie, Edward Bach!
LGH