14/09/2026
Incontro con Tony J. Sequoia - autore del libro che in queste settimane sta riscuotendo una grande successo:
I Gelidi. Sapiens, non siete soli
D. Come nasce l'idea de I Gelidi?
R. Da una domanda molto semplice: e se non fossimo l'unica umanità possibile? Volevo immaginare l'incontro con esseri completamente umani, non alieni, che però avessero percorso una strada diversa dalla nostra. Da lì è nata l'idea di una popolazione rimasta separata dal resto dell'umanità e sopravvissuta in uno dei luoghi più estremi del pianeta.
D. Perché proprio l'Antartide?
R. Perché è uno degli ultimi luoghi della Terra capaci di evocare ancora l'ignoto. È enorme, remoto, ostile e in gran parte nascosto sotto chilometri di ghiaccio. Nel romanzo il ghiaccio diventa quasi un archivio del tempo: conserva ciò che altrove la storia ha cancellato.
D. I Gelidi sono quindi un'altra specie umana?
R. No, ed è questo uno degli aspetti che più mi interessavano. Sono uomini. Il loro nome, Ennar, significa «coloro che portano la memoria». La distanza che li separa da noi non è quella tra umano e alieno, ma tra due percorsi possibili della stessa umanità. E proprio per questo l'incontro diventa più perturbante.
D. Quanto c'è di scienza e quanto di fantasia nel romanzo?
R. Ho cercato deliberatamente quella zona di confine in cui la narrativa speculativa funziona meglio: partire da elementi scientifici, antropologici e geografici plausibili e spingersi poi verso un'ipotesi impossibile, chiedendo al lettore di accettare una sola grande deviazione dalla realtà. Tutto il resto deve apparire credibile.
D. Ma I Gelidi è soprattutto un romanzo d'avventura?
R. L'avventura è il motore della storia, ma sotto c'è una domanda sulla memoria. Che cosa rende una civiltà davvero evoluta? La tecnologia che possiede o ciò che riesce a conservare di sé? I Gelidi hanno custodito qualcosa per millenni. Noi, nel frattempo, abbiamo conquistato moltissimo. Ma abbiamo anche dimenticato.
D. Sulla copertina leggiamo: “Sapiens, non siete soli”. Che cosa significa?
R. È la provocazione centrale del romanzo. Non significa necessariamente che esista qualcun altro là fuori. ( o forse si! 😅) Significa chiedersi cosa accadrebbe alla nostra idea di essere umano se incontrassimo un'altra versione di noi stessi. Forse il vero incontro con l'altro serve soprattutto a capire chi siamo.
❄️I Gelidi, di Tony J. Sequoia
📖 BOOKS4GEEKS Publishing
«In un mondo di ghiaccio, la memoria è la più grande eredità.»