Dott.ssa Anna Maria Demontis psicologo/psicoterapeuta

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Dott.ssa Anna Maria Demontis psicologo/psicoterapeuta Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta. La mia attività è rivolta a adulti, coppie e genitori con possibilità di consulenza sia in sede che online.

Mi occupo di aiutare le persone a prevenire, risolvere, comprendere e affrontare situazioni di sofferenza, disagi e patologie attraverso la PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA. Ogni intervento è pensato e calzato sulla persona che richiede il mio aiuto come un abito sartoriale, nessuna terapia sarà mai identica a un'altra e, per questo, i tempi variano da cliente a cliente ma, ciò non vuole dire che la

terapia debba per forza essere lunga per risultare efficace e permettere alla persona di poter ritrovare il proprio equilibrio. Gli strumenti impiegati sono il dialogo strategico e le prescrizioni, cioè vari stratagemmi “ad hoc” che utilizzo per “sbloccare” il problema, smontando la logica che lo fa perdurare e consentendo a chi ne è afflitto di liberarsene e tornare ad una vita normale. Per appuntamenti chiamare il numero 3343885862 ( anche via whatsapp)


I principali campi di Ricerca e Interesse sono:
Dipendenze psicologiche affettive ( di coppia, familiari) Problematiche relazionali
· I disturbi d’Ansia
· Il disturbo da Attacchi di Panico
· Il disturbi Fobici e Fobico-Ossessivi
· Ipocondria - Paura delle Malattie
· Il disturbo Ossessivo-Compulsivo Disturbi dell'umore
· I Disturbi Sessuali
· Contesti Educativi Sostegno alla genitorialità

inoltre somministro su richiesta i principali test proiettivi e self report come il rorcharch con metodo cs, mmpi-2, TAT e test per bambini..

Soffrire di ricorrenti episodi di panico e della paura continua che si possano ripresentare, è una delle cause di maggio...
16/06/2026

Soffrire di ricorrenti episodi di panico e della paura continua che si possano ripresentare, è una delle cause di maggiore limitazione della vita personale, lavorativa ed esistenziale, e, spesso anche relazionale.

L’American Psychiatric Association definisce il disturbo da panico come “uno stato di improvvisa paura, che raggiunge il suo picco nel giro di circa dieci minuti, a cui segue una fase “post critica” che può durare ore, caratterizzata da senso di spossatezza, confusione e disagio”, e dalla comparsa, spesso inaspettata, di almeno quattro dei seguenti sintomi:
-Palpitazioni
-Sudorazione
-Tremori
-Dispnea
-sensazione di asfissia
-dolore al petto
-nausea
-sensazione di instabilità e sbandamento
-derealizzazione (ossia, la realtà esterna appare strana ed irreale)
-depersonalizzazione (ad esempio, avere la sensazione di essere staccati dal proprio corpo)
-sensazione di perdere il controllo, impazzire o morire
-parestesie (ad esempio, avvertire formicolii)
-brividi o vampate di calore.

Dal punto di vista pratico chi vive l’esperienza pensa 3 cose:

“Sto perdendo il controllo” dei pensieri e del proprio corpo, con vertigini e timore di svenire, tachicardia, sudorazione.

“Sto per morire” spesso di un attacco di cuore, a causa del senso di soffocamento e di oppressione al petto;

“Sto per impazzire” quando, invece, accade tutto l’opposto: chi vive l’attacco di panico non perde il contatto con la realtà, anzi ne è eccessivamente connesso.

Le persone che vivono questa esperienza per cercare di stare meglio mettono in atto una serie di azioni, in terapia breve strategica meglio definite tentate soluzioni, utilizzate con l’obiettivo di risolvere la situazione ma che, invece, la mantengono o addirittura l’accentuano.

Quali sono?

-sforzarsi di controllare e calmierare tutte quelle reazioni che sono tipiche del disturbo, rivolgendo continuamente la propria attenzione all’ascolto dei parametri fisiologici;

-evitamento dei luoghi dove sono avvenuti precedenti attacchi di panico, è tangibile la paura di trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile allontanarsi (in macchina, in galleria) o nei quali potrebbe essere complicato scappare ( in coda, concerti, mezzi pubblici) o essere disponibile aiuto nel caso di un attacco;

-richiesta di aiuto e di sostegno ad amici e familiari, le richieste possono essere quelle di farsi accompagnare o addirittura farsi sostituire nelle attività quotidiane;

-parlare continuamente del disagio vissuto con chiunque, colleghi, amici, genitori, familiari, persone sconosciute.

La Terapia Breve Strategica va ad agire in maniera focale su questi tentativi fallimentari che la persona mette in pratica senza successo.
Attraverso tecniche e strategie dirette e specifiche per questo tipo di problema:

-aiuta la persona a riconquistare i propri spazi, a smettere di evitare e controllare, in quanto, più si intensificano gli sforzi per riprendere il potere su se stessi meno ci si riesce. È il classico “cane che si morde la coda”: “più cerco di controllare più perdo il controllo, ma più perdo il controllo e più mi impegno a riconquistarlo, e così via”.

-aiuta la persona a prendere consapevolezza che, ogni volta che si chiede aiuto, il messaggio predominante che arriva conferma agli altri, ma soprattutto a se stessi che non si è in grado di farcela da soli andando a minare il proprio senso di efficacia;

-agisce sul tentativo della persona di rassicurarsi parlandone.
Ogni volta che si parla del problema in maniera esagerata, infatti, è come se si innaffiasse continuamente l’erbaccia nel vaso. Innaffiandola ogni giorno diventerà un arbusto che sarà difficile sradicare. Evitando di parlarne, togliendo l’acqua che è il nutrimento dopo poco appassirà.

Il fine ultimo di ogni terapia psicologica è fare in modo che sia la persona a dominare la propria vita e non farsi, al contrario, dominare dal panico.

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14/02/2026

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Ieri al Forum di Assago è successo che il predestinato ha scoperto, sotto le luci più forti, che la perfezione non è un diritto acquisito.
Ilia Malinin era il favorito, primo dopo il corto, quello che quando stacca dal ghiaccio sembra che la gravità faccia un passo indietro per rispetto. E invece nel libero sono arrivate due cadute, vere, nette. E poi altri errori, piccoli ma letali. Un atterraggio sporco. Un asse che si sposta. Una scelta più prudente del previsto. Nel pattinaggio di figura non serve crollare per perdere: basta non essere impeccabili.
Il ghiaccio non ha memoria. Non conserva i titoli. Non si commuove. Ti giudica per quello che fai in quei quattro minuti. E ieri quei quattro minuti non sono stati suoi.
Ottavo.
Una parola secca che pesa più di una sconfitta rumorosa.
Intanto Shaidorov pattina lucido, preciso, freddo come chi sente che è il suo momento e non lo lascia scivolare via. Kagiyama e Sato completano il podio. E il copione che sembrava già scritto viene strappato davanti a tutti.
Ma la cosa che colpisce davvero è un’altra.
Se può sbagliare lui, con anni di allenamenti maniacali e un talento fuori scala, perché non dovremmo sbagliare noi nei nostri momenti decisivi?
Perché non dovremmo bloccarci all’esame che abbiamo studiato per mesi, e all’improvviso le parole si aggrovigliano e la mente si svuota?
Perché non dovremmo perdere sicurezza proprio al colloquio di lavoro che avevamo preparato in ogni dettaglio, con le frasi provate allo specchio, la postura studiata, e poi davanti alla persona reale la voce si abbassa di mezzo tono?
Perché non dovremmo fare la scelta sbagliata quando incontriamo qualcuno che ci piace davvero, dopo aver immaginato mille scenari perfetti?
Perché non dovremmo inciampare davanti a tutti, senza un motivo apparente, mentre fino a un secondo prima camminavamo sicuri?
La verità è che l’errore non è un difetto di sistema. È parte del sistema.
Malinin ieri non ha perso perché non era abbastanza forte. Ha perso perché ha messo tutto su quella pista, sapendo che bastava un millimetro fuori asse per pagare il prezzo massimo. E quando ti esponi davvero, il rischio non è teorico.
E forse è questo che consola e inquieta insieme: se può cadere lui, possiamo cadere anche noi. Non è una vergogna. È la condizione.
La differenza non la fa l’assenza di errori.
La fa il coraggio di tornare sul ghiaccio più forti di prima. Massimiliano Turricelli

Indirizzo

Via Giuseppe De Leva, 23
Rome
00179

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 18:00 - 20:00
Giovedì 08:40 - 19:40
Venerdì 14:40 - 19:40
Sabato 09:00 - 11:00
15:00 - 17:00

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