Dott. Pietro Bennardo

Dott. Pietro Bennardo Fisioterapia e terapia manuale. Mi chiamo Pietro Bennardo, sono nato nel 1978 a Roma. Maturità scientifica nel 1997. Palombini.

Nel 2000 mi sono diplomato in fisioterapia col massimo dei voti. Dopodiché ho seguito il percorso per diventare dottore in fisioterapia. Mi sono specializzato in shiatsu (metodo namikoshi) diplomandomi nel 2002 col dott. Poi ho intrapreso il percorso formativo in osteopatia diplomandomi nel 2008. Da anni esercito la professione di fisioterapista con contaminazioni osteopatiche, per anni ho insegna

to in scuole di osteopatia. Amo definirmi un fisioterapista (sui generis) che ha studiato osteopatia. Da sempre sono stato affascinato dalla comprensione dei meccanismi che regolano la salute. Spesso attratto da argomenti di ordine medico ho imparato a definire i confini tra riabilitazione e medicina, distinguendo grazie alla semeiotica clinica di urgenza ciò che è di stretta competenza medica da ciò che può essere affrontato attraverso tecniche riabilitative che, a mio parere, in osteopatia vengono solamente approfondite in certi casi (i migliori) o ammantate di mistero e magia in tal'altri (i peggiori).

31/08/2026

La domanda non è:

“L’osteopatia è stata riconosciuta?”

Sì.

È stata riconosciuta.

La vera domanda è:

che cosa rimane dell’osteopatia quando eliminiamo tutto ciò che non è affidabile, plausibile o adeguatamente sostenuto dalle prove?

Se rimangono ascolto, relazione terapeutica, educazione, gestione dei disturbi muscoloscheletrici e alcune tecniche manuali con effetti prevalentemente sintomatici, dobbiamo avere il coraggio di porci un’ultima domanda.

Abbiamo davvero riconosciuto una professione sanitaria distinta?

Oppure abbiamo costruito una nuova identità professionale intorno a competenze già presenti nella fisioterapia, conservando una parte delle teorie che avremmo dovuto abbandonare?

28/08/2026

La presunta superiorità dell’osteopata rispetto alle altre figure sanitarie ha senso di esistere?

Rimanere impressionati da un osteopata, se non si conosce la materia, è semplice: si vedono video con manovre appariscenti e si sentono spiegazioni fantasiose, quindi si potrebbe pensare che lui ne sappia veramente più di tutti.

La realtà è ben diversa, infatti, una volta che un osteopata medio si confronta con persone formate accademicamente, basta poco per fare cascare il suo castello di carte, fondato su teorie scientificamente confutabili.

Pensare che frequentare una scuola super costosa che per 5 anni insegna a scrocchiare le ossa, curare magicamente reflussi gastrici e “riallineare vertebre e bacini”, quando le stesse HVLA sono insegnate anche alla laurea triennale di Fisioterapia e inserite in un ragionamento clinico e riabilitativo di spessore, significa volersi dare un tono che, in realtà, non si ha.

Inoltre, è bene che ognuno sappia quale sia il suo campo d’azione: come un fisioterapista non può fare diagnosi medica, l’osteopata non può trattare nessun tipo di patologia.

Ma purtroppo, dato che per anni questi ultimi sono stati abituati a trattare un po’ di tutto, da casi blandi e semplici a casi degni di una valutazione neurochirurgica d’urgenza, siamo sicuri che sappiano davvero distinguere i loro confini?

26/08/2026

Per entrare a Fisioterapia migliaia di studenti affrontano una selezione per un numero estremamente limitato di posti.

Molti restano esclusi nonostante mesi di preparazione.

Storicamente, invece, per accedere a molte scuole private di osteopatia non era necessario superare una selezione comparabile.

La barriera principale era potersi permettere rette molto elevate.

Questo non dimostra che ogni fisioterapista sia competente e che ogni osteopata sia incompetente.

Il test d’ingresso non misura tutto e non garantisce la qualità del futuro professionista.

Ma sarebbe intellettualmente disonesto raccontare come equivalenti percorsi ai quali, per anni, si è avuto accesso attraverso criteri completamente differenti.

Oggi, con l’istituzione della laurea sanitaria in Osteopatia, lo scenario sta cambiando.

Ed è corretto riconoscerlo.

Il futuro osteopata non potrà essere descritto semplicemente come qualcuno che ha pagato una scuola privata.

Ma rimane aperto il problema dell’integrazione e dell’equipollenza dei titoli ottenuti nel precedente mercato formativo.

E soprattutto rimane una questione culturale molto più profonda.

Possiamo davvero pensare che basti un decreto per convincere l’osteopata medio di non essere più una figura curativa?

L’osteopatia nasce storicamente come sistema terapeutico.

Ha costruito la propria identità sulla lesione osteopatica, successivamente ribattezzata disfunzione somatica, sul rapporto tra struttura e funzione e sulla presunta capacità dell’organismo di autoregolarsi quando determinate restrizioni vengono corrette.

Per decenni numerose scuole e professionisti hanno sostenuto di poter intervenire non soltanto sul dolore muscoloscheletrico, ma anche sul funzionamento degli organi, sul sistema nervoso autonomo, sul sistema immunitario e sui disturbi pediatrici.

Non basta cambiare una definizione giuridica per cancellare più di un secolo di identità professionale.

24/08/2026

Puntata 1/4
Per entrare a Fisioterapia devi superare migliaia di candidati.

Per diventare osteopata, per anni, bastava soprattutto poter pagare una costosa scuola privata.

Poi lo Stato ha deciso che l’osteopatia dovesse diventare una professione sanitaria.

Ma c’è un problema.

Un decreto può riconoscere una professione.

Non può trasformare il craniosacrale, il viscerale, le vertebre da rimettere a posto e le disfunzioni sentite con le mani in fatti scientifici.

Quindi oggi voglio fare una domanda scomoda:

abbiamo davvero tutelato i pazienti?

Oppure abbiamo compiuto soprattutto una scelta politica, riconoscendo una professione prima di separare ciò che è plausibile da ciò che avrebbe dovuto essere definitivamente abbandonato?

L’osteopatia è stata individuata come professione sanitaria dalla legge numero 3 del 2018 lorenzin

Il DPR 131 del 2021 ne ha poi definito il profilo professionale.

E qui dobbiamo chiarire una cosa fondamentale.

È un atto giuridico.

Non è una revisione sistematica della letteratura scientifica.

Il DPR definisce l’osteopata come un professionista sanitario che si occupa di prevenzione e mantenimento della salute attraverso il trattamento di disfunzioni somatiche muscoloscheletriche non riconducibili a patologie.

E già qui compare il primo enorme problema.

Che cosa significa esattamente fare prevenzione attraverso un trattamento osteopatico?

In medicina distinguiamo quattro livelli di prevenzione.

20/08/2026

Un test non serve solo a capire cosa trattare.
A volte serve soprattutto a capire cosa non dobbiamo ignorare.

Durante l’anamnesi e la valutazione iniziale è fondamentale riconoscere elementi compatibili con un’instabilità di spalla: precedenti lussazioni o sublussazioni, sensazione che la spalla “stia per uscire”, paura in alcune posizioni e test di apprensione positivo.

Nessun test, da solo, permette di formulare una diagnosi. Ma anamnesi, meccanismo traumatico e valutazione clinica possono far emergere un sospetto che richiede ulteriori approfondimenti.

Il compito del professionista non è trattare tutto a ogni costo: è anche riconoscere quando fermarsi e indirizzare la persona verso lo specialista più appropriato.

La qualità della cura comincia dalla corretta identificazione del problema.

06/08/2026

E insomma…

04/08/2026

No comment.

31/07/2026

COME MAI MI FA MALE IL COLLO QUANDO DORMO? 🤔

Molte persone pensano che esista una posizione giusta per dormire.

In realtà, le cose sono molto più complesse.

Dormire a pancia in giù con il collo ruotato può, in alcune persone, favorire dolore cervicale perché il collo rimane per ore in una posizione estrema.

Ma non è tutto.

La stessa posizione, in un’altra persona, potrebbe dare fastidio soprattutto alla zona lombare, perché tende ad aumentare l’estensione della colonna.

E se dormi su un fianco, il problema potrebbe essere la spalla: comprimere per molte ore la punta della spalla può irritare tendini, borsa o altre strutture, soprattutto se sono già sensibili.

⚠️ Questo però NON significa che queste posizioni facciano sempre male.

Il dolore dipende da molti fattori:
✔️ dalla sensibilità dei tessuti;
✔️ dalla presenza di un problema già esistente;
✔️ dal tempo trascorso nella stessa posizione;
✔️ dalla mobilità articolare;
✔️ dalla capacità del tuo corpo di tollerare quel carico.

Per questo motivo non esiste una posizione universale valida per tutti.

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, piccole modifiche alla posizione (come usare un cuscino diverso, mettere un cuscino tra le gambe, sotto il braccio o modificare l’appoggio del collo) possono ridurre notevolmente i sintomi.

🎯 L’obiettivo non è trovare la posizione “perfetta”, ma quella che il tuo corpo tollera meglio in questo momento.

💬 Ti è mai capitato di svegliarti con dolore al collo, alla schiena o alla spalla? Scrivilo nei commenti.

28/07/2026

Per fortuna il fegato a tutti i mezzi per cavarsela, egregiamente, da solo.

24/07/2026

“Mi alleno da mesi, ma il tendine continua a farmi male. Forse sto sbagliando esercizio?”

Probabilmente no.

Il problema è che molte persone si aspettano che un tendine guarisca con i tempi del muscolo. Non funziona così.

Il tessuto tendineo ha tempi biologici di adattamento molto più lenti. Se aumenti il carico troppo in fretta, cambi esercizio ogni settimana o ti fermi completamente appena senti dolore, rischi di rallentare il recupero.

Nella maggior parte delle tendinopatie, la strategia con il maggior supporto scientifico è:
✅ carico progressivo;
✅ dosaggio corretto;
✅ costanza;
✅ pazienza.

Non esiste l’esercizio “magico”. Esiste quello giusto, eseguito con il carico giusto, per il tempo necessario.

🎥 Nel Reel ti spiego perché il tendine ha bisogno soprattutto di una cosa: tempo.

💬 Hai mai abbandonato un percorso riabilitativo perché pensavi che “non stesse funzionando”?

Indirizzo

Via Jader Jacobelli 15, Roma
Rome
00128

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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