Dott.ssa Maria Rosa Donato

Chiama Sito Web Contatta l'azienda

Dott.ssa Maria Rosa Donato Disponibile anche per teleconsulto gratuito via skype

Specialista in Geriatria,Nutrizionista,Executive Master in Managmnet delle Aziende Sanitarie
Visita a domicilio in tutta Roma e provincia, Anagni, Belvedere M.mo (CS)

07/10/2026

Stagione delle infezioni respiratorie: poche regole, molta prevenzione
Con l'arrivo della stagione autunnale aumentano le infezioni respiratorie virali. Influenza e altri comuni virus respiratori possono circolare facilmente negli ambienti chiusi, pubblici e non necessariamnete affollati.
Non serve vivere in una bolla, ma alcune semplici abitudini riducono concretamente il rischio di trasmettere le infezioni, soprattutto alle persone più fragili.
1. Mani pulite
Lavate frequentemente le mani, soprattutto prima di mangiare, dopo essere stati in luoghi pubblici e dopo aver tossito o starnutito.
2. Tosse e starnuti: attenzione
Coprite bocca e naso con un fazzoletto oppure con la piega del gomito. Evitate di usare le mani e, se le utilizzate, lavatele subito dopo.
3. Arieggiate gli ambienti
Il ricambio d'aria è una misura semplice e importante, soprattutto quando molte persone condividono uno spazio chiuso.
4. Se siete malati, restate a casa
Febbre, tosse, mal di gola, raffreddore e malessere sono un buon motivo per evitare, quando possibile, visite, cene, eventi e luoghi affollati fino al miglioramento.
Una videochiamata può essere una valida alternativa per qualche giorno.
5. Proteggiamo le persone più fragili
Anziani, persone immunodepresse e persone affette da patologie croniche possono avere conseguenze più importanti da un'infezione respiratoria. Evitare di contagiarli quando siamo sintomatici è un gesto di responsabilità.
6. Anche i bambini devono imparare queste abitudini
Lavarsi le mani, coprirsi quando si tossisce o starnutisce e non andare a scuola o alle attività quando si è malati sono comportamenti che vanno insegnati e praticati quotidianamente.
7. E le scarpe?
Toglierle entrando in casa può essere una buona abitudine per mantenere più puliti gli ambienti domestici, anche se non rappresenta una delle principali misure di prevenzione delle infezioni respiratorie. Per queste ultime, mani, ventilazione e comportamento quando si è malati sono decisamente più importanti.
La prevenzione non significa avere paura dei virus.
Significa avere rispetto per noi stessi e per le persone che ci stanno vicino.
E soprattutto, ricordiamoci una regola semplice:
Se sei malato, non devi dimostrare di essere un eroe andando comunque in giro. Riposati, cura i sintomi e aspetta di stare meglio. Gli amici possono aspettare.

A milestone, and a new perspectiveI am proud to have completed the Major Master’s Degree in Management of Healthcare Org...
09/09/2026

A milestone, and a new perspective

I am proud to have completed the Major Master’s Degree in Management of Healthcare Organizations, Healthcare Supply Chain, at Luiss Business School.

This experience has been much more than an academic achievement. It has been an opportunity to broaden my perspective on healthcare management, organizational processes, and the transformation taking place across the healthcare ecosystem.

Coming from a professional background deeply rooted in healthcare, I found particular value in bringing together clinical expertise, management skills, and an organizational perspective. This Master has given me new tools and, above all, new ways of looking at the challenges and opportunities within the healthcare sector.

A sincere thank you to my Luiss Business School classmates, professors and colleagues for the exchange of ideas, the discussions and the shared experience throughout this journey.

And a special thank you to my work colleagues for their support, flexibility and understanding while I balanced professional responsibilities with study.

I am taking with me new knowledge, meaningful relationships and a renewed motivation to keep learning and evolving.

One milestone reached. Another chapter begins.

02/09/2026
14/07/2026

☀️ La luce naturale può influire sui livelli di omocisteina?

Te lo spiego in modo semplice 👇

1. Sole → Vitamina D
Quando ci esponiamo alla luce naturale, la pelle produce vitamina D3. È il modo più principale che abbiamo per alzare i livelli di 25(OH)D nel sangue. (Ci sono anche fonti alimentari che la contengono.)

2. Vitamina D → Omocisteina
Qui arriva il collegamento. Diversi studi hanno trovato un’associazione inversa tra vitamina D e omocisteina.
Tradotto: quando la vitamina D è bassa, l’omocisteina tende a salire

Perché? Si pensa che la vitamina D possa regolare l’espressione genica di alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo dell’omocisteina.
In uno studio longitudinale è stato visto che un aumento nel tempo della 25(OH)D si accompagnava a una riduzione del rischio di omocisteina alta.

3. E quindi il sole aiuta?
Indirettamente potrebbe. Esporsi in modo adeguato al sole per 10-15 min, su braccia e gambe, aiuta a mantenere buoni livelli di vitamina D.
E livelli adeguati di vitamina D sono collegati anche a un minor rischio cardiovascolare, dove l’omocisteina alta è un fattore di rischio.

⚠️ Importante: il sole da solo non sempre basta. D’inverno, con pelle scura, o se stiamo sempre al chiuso, spesso serve anche l’integrazione alimentare. E attenzione: niente scottature!
Da ricordare che i livelli di Omocisteina dipendono anche da vitamina B6, vitamina B12, folato e genetica. La vitamina D è solo uno dei tasselli

Tu quanto sole prendi in una settimana?

Riferimenti bibliografici:
Amer M, Qayyum R. The Effect of Serum 25-Hydroxyvitamin D on Elevated Homocysteine Concentrations. PLOS ONE. Trovata associazione inversa tra 25(OH)D

Il sonnellino pomeridiano è davvero sempre innocuo?La risposta è: dipende dalla durata e dal contesto clinico.Le evidenz...
19/03/2026

Il sonnellino pomeridiano è davvero sempre innocuo?

La risposta è: dipende dalla durata e dal contesto clinico.

Le evidenze scientifiche mostrano che brevi riposi diurni, inferiori ai 20–30 minuti, possono migliorare memoria, concentrazione e performance cognitiva. Tuttavia, quando la durata si prolunga, il significato cambia.

Studi osservazionali hanno evidenziato che:

sonnellini tra 30 e 60 minuti si associano a un aumento moderato del rischio cardiovascolare

oltre i 90 minuti, il rischio di ictus può aumentare fino all’80% rispetto a chi non dorme di giorno

ancora più rilevanti sono i sonnellini involontari, spesso correlati a un rischio significativamente più elevato

Questi dati sono coerenti con quanto riportato da A.L.I.Ce. Italia Odv e con la letteratura internazionale, inclusi studi pubblicati su riviste come Stroke e analisi epidemiologiche citate dalla World Health Organization.

Il punto chiave non è demonizzare la “pennichella”, ma interpretarla correttamente.

Un sonnellino lungo o non programmato può essere:

un segnale di sonno notturno inefficace

un indicatore di stanchezza cronica o stress prolungato

un possibile campanello d’allarme metabolico o cardiovascolare

L’ictus non è un evento improvviso “senza storia”. È il risultato di un processo che si costruisce nel tempo, attraverso fattori di rischio noti:
ipertensione, dislipidemia, diabete, fumo, sedentarietà.

A questi si aggiungono segnali più “silenziosi” ma clinicamente rilevanti:
disturbi del sonno, stress cronico, affaticamento persistente.

Imparare a riconoscerli è già prevenzione.

In pratica:
un breve riposo può essere utile
un bisogno eccessivo o improvviso di dormire durante il giorno merita attenzione clinica

Il corpo, e soprattutto il cervello, raramente mandano segnali casuali.

La nuova piramide della Dieta Mediterranea rappresenta un aggiornamento importante di uno dei modelli alimentari più stu...
05/03/2026

La nuova piramide della Dieta Mediterranea rappresenta un aggiornamento importante di uno dei modelli alimentari più studiati e riconosciuti al mondo, integrando le più recenti evidenze scientifiche sulla prevenzione delle malattie croniche e sulla sostenibilità del sistema alimentare.

Negli ultimi anni numerosi studi hanno confermato come l’adesione alla Dieta Mediterranea sia associata a una riduzione significativa del rischio di malattie cardiovascolari, diabete, tumori e altre patologie croniche. Allo stesso tempo è cresciuta l’attenzione verso l’impatto ambientale della produzione alimentare.

Per questo motivo la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha proposto una nuova rappresentazione della piramide alimentare, presentata al congresso nazionale di Salerno e pubblicata sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases.

Alla base troviamo gli alimenti da consumare quotidianamente: frutta, verdura e olio extravergine di oliva, elementi centrali della tradizione mediterranea e supportati da solide evidenze scientifiche nella prevenzione cardiovascolare. Accanto a questi, cereali integrali, frutta secca e semi, oltre a latte e yogurt, fonti importanti di fibra, micronutrienti e calcio.

Nel livello intermedio compaiono gli alimenti da consumare settimanalmente. Legumi e pesce rappresentano le principali fonti proteiche raccomandate, sia per i benefici metabolici sia per il minore impatto ambientale. Seguono carni bianche, uova e formaggi stagionati, da inserire con moderazione. Le patate, rispetto alle versioni precedenti della piramide, passano da un consumo quotidiano a uno settimanale.

Al vertice della piramide sono collocati gli alimenti da consumare solo occasionalmente: carni rosse, carni processate, dolci e bevande zuccherate. Le evidenze scientifiche collegano infatti il loro consumo frequente a un aumento del rischio di mortalità e di alcune patologie croniche.

Un messaggio centrale della nuova piramide riguarda anche zucchero, sale e alcol. Per questi elementi il principio è chiaro: meno è meglio. In particolare, l’evidenza scientifica attuale indica che non esiste una quantità di alcol realmente sicura per la salute.

Infine, la piramide ricorda che la salute non dipende solo dagli alimenti ma dallo stile di vita complessivo. Sono quindi valorizzati:
• una buona idratazione
• l’attività fisica regolare
• la convivialità a tavola
• la scelta di alimenti freschi e stagionali
• la riduzione dello spreco alimentare

La Dieta Mediterranea si conferma quindi non solo un modello nutrizionale efficace per la prevenzione delle malattie croniche, ma anche un modello culturale e sostenibile, capace di coniugare salute individuale, tradizione e rispetto dell’ambiente.

Indirizzo

Salvator Mundi International Hospital
Rome
00185

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Dott.ssa Maria Rosa Donato pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Dott.ssa Maria Rosa Donato:

Scelte rapide

Condividi