Alagen-io

Alagen-io Il benessere, la cultura della nutrizione ed il metodo scientifico sono i valori del nostro lavoro.

19/06/2026
19/06/2026

ANOVATOR È UN SISTEMA RIVOLUZIONARIO CHE CONSENTE UNA VALUTAZIONE FISICA FINALMENTE A 360 GRADI.
Uno strumento avanzato che integra Intelligenza Artificiale (AI) e Internet of Things (IoT) per offrire una valutazione della fisicità finalmente completa, precisa e dettagliata, consentendo di conoscere in tempo reale come sta davvero il proprio corpo e individuare in tempo reale gli step più idonei per migliorarlo sotto diversi profili. In pochi minuti e in un’unica seduta, lo strumento (https://anovator.com) consente di ottenere tutta una serie di parametri assolutamente fondamentali per conoscere la propria situazione, capire se necessario dove interve**re, e misurare nel tempo i miglioramenti eventualmente conseguiti nel tempo. Un’analisi fondamentale per tutti, e in particolare per gli sportivi, che permette di ottenere una serie di dati puntuali e precisi assolutamente unici:
👉Misurazione della composizione corporea: per stimare la distribuzione di massa magra e grassa.
👉Misurazione altezza e postura in 3D: un’analisi dettagliata utilissima per correggere e migliorare la postura.
👉Misurazione circonferenze corporee: per tracciare la situazione sotto il profilo fisico-nutrizionale e misurare i cambiamenti e i progressi nel tempo.
👉Test di equilibrio: essenziale per definire il livello di stabilità e interve**re tempestivamente per preve**re possibili infortuni.
👉Test di reazione e valutazione di efficienza visiva: per valutare l’agilità e il livello di risposta agli stimoli e la capacità visiva.
👉Valutazione mobilità articolare: per ottenere un’indicazione in merito all’ampiezza di movimento ed efficienza delle articolazioni.
👉Livelli di ossigeno nel sangue e capacità polmonare: indicatori chiave dell’equilibrio dell’efficienza del sistema respiratorio.
👉Pressione sanguigna e frequenza cardiaca: per valutare e monitorare nel tempo la salute cardiovascolare.
In questi giorni ho avuto il piacere di valutare insieme a Marco Minnucci, un riferimento in campo fisioterapico, tutte le funzionalità indispensabili per garantire nel modo migliore la gestione degli atleti con questa tecnologia, disponibile presso Works Medical Sport Center, e in particolare di coloro che praticano sport di endurance, che più spesso hanno necessità di ottimizzare la propria situazione fisica, metabolica e nutrizionale, e preve**re in modo efficace eventuali infortuni.

19/06/2026

La vitamina K2 può ridurre la calcificazione delle arterie coronarie

Un nuovo studio randomizzato ha valutato l'effetto della vitamina K2 sulla calcificazione delle arterie coronarie, ovvero l'accumulo di calcio all'interno delle placche aterosclerotiche dei vasi che irrorano il cuore.

Nello studio, 180 pazienti con malattia coronarica hanno assunto per due anni 360 mcg al giorno di vitamina K2 nella forma menachinone-7 (MK-7) oppure un placebo. La calcificazione è stata misurata mediante TAC.

Nel gruppo placebo si è osservato un aumento statisticamente significativo della calcificazione coronarica rispetto al gruppo che ha assunto vitamina K2, nel quale la progressione è risultata inferiore. Durante lo studio non sono stati registrati effetti collaterali rilevanti. Inoltre, non sono mai stati documentati casi di tossicità da vitamina K.

Questi risultati sono coerenti con quanto già noto sul ruolo della vitamina K2. Una sua carenza è stata associata a un maggior rischio di aterosclerosi e di calcificazione sia delle arterie sia delle valvole cardiache. Anche alcuni farmaci anticoagulanti che interferiscono con l'azione della vitamina K sono stati associati a un aumento della calcificazione vascolare.

Le evidenze disponibili suggeriscono che un adeguato apporto di vitamina K2 possa:

-ridurre la rigidità delle arterie;
-rallentare la progressione della calcificazione di arterie e valvole cardiache;
-ridurre il rischio di diabete;
-diminuire la frequenza della malattia coronarica;
-contribuire a ridurre la mortalità cardiovascolare.

La vitamina K2 rappresenta un intervento relativamente economico e con un buon profilo di sicurezza. Tuttavia, chi assume farmaci anticoagulanti antagonisti della vitamina K dovrebbe consultare il proprio medico prima di integrarla.

La vitamina K2 può essere assunta sia attraverso l'alimentazione sia tramite integratori. Le principali fonti alimentari sono il tuorlo d'uovo, i formaggi stagionati, il b***o e il fegato, soprattutto se provenienti da animali allevati al pascolo.

Secondo gli autori, l'alimentazione occidentale moderna e la diffusa riduzione del consumo di alimenti ricchi di grassi potrebbero favorire una carenza di vitamina K2, particolarmente frequente nelle persone oltre i 40 anni.

Come per tutti i micronutrienti, i benefici della vitamina K2 si inseriscono all'interno di uno stile alimentare complessivamente sano, associato a un adeguato apporto di nutrienti correlati come vitamina D, magnesio, zinco, boro e vitamine del gruppo B.

FONTI:
1. Vossen et al., JAMA Cardiology, June 2026
2. Hariri et al., Open Heart, 2021

Ieri David Sinclair, il ricercatore sulla longevità piu famoso al mondo, ha annunciato qualcosa che non si era mai visto...
13/06/2026

Ieri David Sinclair, il ricercatore sulla longevità piu famoso al mondo, ha annunciato qualcosa che non si era mai visto prima.

La prima somministrazione sull’uomo di un composto progettato per invertire l’invecchiamento a livello epigenetico. Non rallentarlo. Invertirlo.

25 anni di ricerca. Topi. Primati. E adesso un essere umano.

Ho letto il suo post e ho pensato una cosa sola: la direzione è sempre stata questa.

Solo che il mondo ci ha messo un po’ ad accorgersene.

Quello che Sinclair studia in laboratorio parte da un principio che ormai è solido nella letteratura scientifica.

Il tuo corpo non invecchia in base agli anni che hai.
Invecchia in base a come hai vissuto quegli anni.

Al livello di infiammazione cronica che hai accumulato. Alla qualità del tuo sonno. Alla pressione costante sul tuo sistema nervoso. A come il tuo metabolismo ha risposto nel tempo.

Risultato: due persone della stessa età possono avere biologie completamente diverse. Una è già in discesa, l’altra no. E la differenza si vede, se sai dove guardare, molto prima che diventi un problema evidente.

Il punto è proprio questo.

Quei segnali non arrivano quando ti senti male. Arrivano prima. Anni prima.

E in molti casi sono già presenti nei dati che hai già fatto, in quegli esami del sangue che il tuo medico ha guardato e ti ha rimandato a casa dicendo che era tutto nella norma.

La norma non misura la velocità con cui stai invecchiando. Misura l’assenza di patologia.

Sono due cose diverse. E confonderle ha un costo che si paga nel tempo, spesso senza capire perché.

Ho lavorato anni su questo.
Ho osservato centinaia di referti.
Ho cercato i pattern ricorrenti in persone che stavano bene sulla carta ma che nel tempo iniziavano a mostrare i primi segnali di invecchiamento.

10/06/2026

Lo scrissi più di un anno fa (https://www.facebook.com/share/p/1EEP2gG2Nv/?mibextid=wwXIfr) in occasione della debacle fisica per evidente disidratazione e probabile iponatriemia all’Open di Australia, tra l’altro già verificatasi a Wimbledon, e poi in modo minore in altre successive occasioni, ma oggi il film visto a Parigi è stato analogo, e questo preoccupa non poco. Questo ragazzo, come tutti i “rouge”, ha un serio problema di tenuta in condizioni climatiche caldo umide. Mi meraviglio solo che l’equipe di un “numero uno” non sia ancora riuscita a mettere una pezza a questa situazione. Perché a questi livelli non ci si può permettere di cedere per motivi fisici ogni volta che la temperatura cresce…

10/06/2026

Il sistema sanitario italiano non è rotto per colpa dei medici.

È rotto per come è costruito.

I medici italiani fanno un lavoro straordinario. Sono pochi, sono sotto pressione, lavorano con risorse limitate e devono gestire ogni giorno situazioni che richiederebbero il doppio del tempo e del personale.

Non è un problema di competenza. È un problema di sistema.

Un sistema costruito per curare i malati non può, per definizione, occuparsi dei sani. Non perché non voglia. Perché non è fatto per quello.

Le liste d’attesa esistono perché il sistema è in perenne emergenza. E quando sei in emergenza, la prevenzione diventa un lusso che non ti puoi permettere.

Il risultato è questo: se stai male, il sistema ti vede. Se stai bene, sei invisibile. E se stai in quella zona grigia, quella in cui non sei malato ma non ti senti più come prima, non trovi risposta da nessuna parte.

Questo ha un costo enorme. Non solo economico, ma biologico. Le persone arrivano dal medico quando il danno è già fatto. Quando la prevenzione avrebbe potuto cambiare tutto, il sistema non era lì.

Non è colpa di nessuno. È la logica di un modello che va invertito.

Io credo che la salute debba essere presidiata prima della malattia. Che esistano strumenti per misurare oggettivamente dove sei, quanto stai invecchiando, cosa sta succedendo nel tuo corpo prima che diventi un problema

Non è solo biohacking.

Non è medicina alternativa.

È prevenzione misurabile.

Finalmente accessibile a tutti.

02/06/2026

QUANDO FA CALDO, CONTRASTARE LA “DERIVA TERMICA” È SPESSO PIÙ IMPORTANTE DELLA PERFORMANCE!
Ti è mai capitato di sentire parlare di atleti con un’ottima preparazione e una scelta ottimale dell’alimentazione che sono schiantati in gara durante giornate particolarmente calde? Forse in questi casi potrebbe essere mancata un’ottimale tenuta al calore e una coerente gestione dell’apporto di liquidi e sodio, perché allenare il fisico al meglio senza fare attenzione alla gestione del calore potrebbe costare molto caro a chiunque, indipendentemente dalle capacità atletiche.
Quando il caldo aumenta, buona parte del sangue circolante viene indirizzato alla pelle per contribuire ad aumentare l’evaporazione e il raffreddamento corporeo. Questo fenomeno aumenta il tasso di sudorazione e con esso la perdita di liquidi e sodio, mentre si riduce il volume plasmatico e la frequenza cardiaca cresce, nonostante il tuo ritmo rimanga lo stesso. Quando questo meccanismo va in “fuori giri” e la perdita di sodio supera la quantità acquisita con l’integrazione, l’equilibrio dei liquidi va in tilt e le prestazioni crollano. Se arrivi a questo punto, puoi bere e integrare fin che vuoi, ma non ti riprendi più, e l’iponatriemia è dietro l’angolo…
E allora, eccoti qualche semplice indicazione per tentare di lavorare in allenamento al contenimento di questo fenomeno e come imparare a gestire questa criticità:
👉Non dimenticare l’allenamento termico! Se pensi che dovrai correre una gara al caldo, programma per tempo alcune sessioni nelle ore più calde della giornata e ripeti questo lavoro un paio di volte/settimana.
👉Misura il tuo tasso di sudorazione: è una pratica semplice, ma molto efficace per capire quanto sudore perdi e quanti liquidi e sodio dovrai integrare. Nel mio libro “Alimentazione e idratazione negli sport di endurance” trovi tutte le indicazioni per eseguire facilmente il test, assolutamente essenziale per capire ciò di cui hai effettivamente bisogno.
👉Usa l’idratazione e la quantità di sodio corretta durante le tue sessioni al caldo e ricorda che ciò che funziona 25-30 gradi!
👉Impara a riconoscere la “deriva cardiaca”. Se con il caldo il tuo ritmo e la tua cadenza sono stabili ma la frequenza cardiaca sale rapidamente, significa che il tuo sistema di raffreddamento e la tua idratazione non stanno tenendo il passo: si tratta di un segnale che non puoi e non devi mai sottovalutare!
👉Regola la velocità della tua prestazione alle condizioni climatiche, perché il caldo può cambiare in modo sostanziale le carte in tavola, e un’andatura che potrebbe essere confortevole in clima fresco, può diventare pura sofferenza con l’aumentare della temperatura.
👉Inizia subito a integrare liquidi e sodio: non aspettare di avere sete o crampi, perché quando il volume plasmatico scende oltre un certo limite, recuperare è quasi impossibile.
👉Usa rapporti “facili” in bici con il caldo, se poi dovrai correre, perché così riduci lo sforzo, la sudorazione e la temperatura interna, arrivando alla corsa nelle condizioni migliori.
👉Se sei in “crisi da caldo”, usa sempre i sistemi di raffreddamento proposti in gara: ghiaccio, spugnaggi e acqua sulla testa aiutano a tenere bassa la temperatura interna.

08/05/2026

🧠 UOVA E ALZHEIMER: IL COLLEGAMENTO CHE NON TI ASPETTAVI
Amici della "scienza", a chi vi dice che le uova fanno malissimo, che ti fanno ve**re il colesterolo le placcate ateroslerotiche e la morte-di-subito, oggi porto una notizia importante direttamente dal Journal of Nutrition.
Uno studio longitudinale della Loma Linda University (quasi 40.000 over 65 seguiti per 15 anni) che ha osservato una correlazione significativa: chi consuma 1 uovo al giorno per almeno 5 giorni la settimana (e sono pochi!) mostra una RIDUZIONE del rischio di fino al 27% rispetto a chi non le mangia mai..... o preferisce la mistica fetta-biscottata-col-velo-di-marmellata.
Anche un consumo più basso (2-4 volte/settimana) dà un -20%.
Il meccanismo?
Le uova sono un concentrato di:

🔹 Colina → precursore dell'acetilcolina, neurotrasmettitore chiave per memoria e apprendimento.
🔹 Luteina e zeaxantina → carotenoidi con azione antiossidante e antinfiammatoria sul tessuto cerebrale.
🔹 Omega-3 e fosfolipidi → supportano la trasmissione sinaptica.
Attenzione: lo studio è osservazionale (non dimostra causa-effetto) ed è condotto su una popolazione (Avventisti) con stile di vita già molto sano, migliore di quello occidentale.
E il funding ha visto anche l'American Egg Board – da prendere con la dovuta cautela ..... ma inserire l'uovo in una dieta bilanciata è una strategia a basso costo e ad alto potenziale neuroprotettivo!
Non fartii illusioni: non è un "superfood magico" da solo: vedilo come un tassello in una strategia a più livelli
Se vuoi stare bene DEVI:
1) Cambiare stile di vita
2) mangiare bene
3) fare CORRETTA attività fisica
4) Entrare nello state-of-mind noto come .
Ti auguro che la tua giornata sia lieve, energica e ricca di spunti di riflessione.
Perché la tua salute vale 💪
https://bioengineer.org/study-finds-egg-consumption-linked-to-reduced-risk-of-alzheimers-disease/

04/05/2026

DUE UOVA O UNA FETTA-BISCOTTATA-CON-IL-VELO-DI-MARMELLATA?
Considerando la colazione tipica degli italiani - e la "paura immotivata" a fare colazione con le uova - il paragone che ti propongo è molto interessante: oppone un alimento a densità nutrizionale elevata (l’uovo) a uno prevalentemente glucidico e povero di micronutrienti (fetta biscottata + marmellata).
Se consideriamo 2 uova medie (circa 100 g di parte edibile) comparate ad 1 fetta biscottata (circa 10 g) + un velo di marmellata (circa 10 g, pari a ~1 cucchiaino raso) ecco cosa vediamo:
1) la fetta biscottata fornisce "tracce di minerali" (Na, K, Mg) in quantità irrisorie. La marmellata dà solo zuccheri e piccole tracce di vitamina C (se fatta con frutta, ma 10 g sono pochi) e qualche flavonoide.
2) l'uovo contiene zero zuccheri, proteine ad alto valore biologico (tutti gli amminoacidi essenziali), 10 g di grassi (di cui 3 g saturi) + lecitine, fosfolipidi, colesterolo (MA NON IMPATTA LA COLESTEROLEMIA NELLA MAGGIOR PARTE DELLE PeRSONE).

Approfondimento nei primi due commenti

Certamente 2 uova forniscono circa il doppio delle calorie di una fetta-biscottata-con-il-velo-di-marmellata (circa 70-80 kcal in più) ma le 2 uova SONO IMCOPARABILMENTE SUPERIORI ALLE calorie vuote (zuccheri) DELLA FETTA DI CUI SOPRA,
mentre offrono un ampio spettro di vitamine, minerali e composti bioattivi fondamentali (colina, luteina, selenio).

Se hai bisogno di approfondire fallo liberamente, espirmi la tua opinione ed esperienza nei commenti.
E che la salute ti accompagni ..... perchè la tua salute ha un valore inestimabile

Indirizzo

Via Comessatti 6
Ruda
33050

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Alagen-io pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi