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PROTOCOLLO D'INTESA ABI - OAM - PIÙ TRASPARENZA!E’ stato firmato ieri 27 Ottobre il protocollo d’intesa tra ABI, OAM e l...
28/10/2017

PROTOCOLLO D'INTESA ABI - OAM - PIÙ TRASPARENZA!

E’ stato firmato ieri 27 Ottobre il protocollo d’intesa tra ABI, OAM e le Associazioni di categoria. Un altro passo decisivo alla lotta per l’Abusivismo nel settore della Mediazione del Credito, una piaga contro la quale AMA ha sempre polarizzato l’attenzione, denunciandone ombre e connivenze.

Il protocollo si pone a fondamento di una più fattiva trasparenza sui costi dei finanziamenti messi in atto dai mediatori non convenzionati nell’intermediazione creditizia. “Il protocollo garantisce una maggiore consapevolezza da parte del consumatore sulla spesa che dovrà sostenere”, ribadisce il nostro Presidente, Giovanni Sozio, “Oggi tutto è lasciato al buon senso dell’operatore bancario, in assenza di un iter procedurale che normi anche questo aspetto dell’attività”.

Ovviamente il protocollo definisce le linee guida generali, ma è lasciato ai diversi intermediari finanziari e/o banche la facoltà di aderirvi, comunicando all’OAM le modalità e le tempistiche necessarie per consentire al mediatore “offline” o cosiddetto “non convenzionato” di informare l’Istituto di credito del proprio compenso, allo scopo di agevolare l’inserimento nel calcolo del TAEG/TEG, unica cartina tornasole dei costi a carico del consumatore.

L’OAM renderà noto sulle pagine del proprio sito web i nomi degli Istituti che aderiranno e gli iter di intervento che gli stessi comunicheranno.

Lo stesso Antonio Catricalà, Presidente dell’OAM, si è detto soddisfatto di questo traguardo, in quanto il protocollo è certamente una garanzia di maggiore trasparenza, che potrà rafforzare la fiducia del consumatore nel professionista del credito, scoraggiando, in tal senso, anonimi personaggi di ventura che agiscono fino a oggi indisturbati a danno del cliente finale.

Redazione AMA

Banche, il ritorno dei mutui al 100%. Ma bisogna pagare tassi più altiPrima delle crisi non era inconsueto incappare in ...
10/06/2017

Banche, il ritorno dei mutui al 100%. Ma bisogna pagare tassi più alti

Prima delle crisi non era inconsueto incappare in proposte di mutui al 100%. Le banche non facevano fatica a dire di «sì» a quei finanziamenti che coprivano l’intero valore dell’immobile da acquistare. Famiglie e giovani non avevano quindi bisogno di un capitale iniziale per comprare casa a rate. Qualcuno addirittura riusciva a strappare il 120-130% con altri 20 o 30 mila euro aggiuntivi, per le spese di trasloco o magari per sistemarsi con l’arredamento. Poi è arrivata la crisi, molti di questi mutui sono andati a male, e le banche si sono tirate indietro. Un po’ perché scottate proprio dai mutui al 100%, un po’ perché più attente ai propri bilanci.
Il mutuo per chi non ha liquidità però non è del tutto sparito e sta tornando. Oggi a metterlo in «catalogo» c’è rimasta soltanto Intesa Sanpaolo che lo elenca apertamente e con trasparenza tra le sue tante offerte. Anche altri istituti si stanno muovendo sempre di più in questa direzione. Dichiarano di non offrire più dell’80% del valore dell’immobile ma poi, con il singolo cliente, un po’ sotto banco, sono disposte a scendere a patti anche per quote più alte dell’80% e fino al 100%. Oggi, per avere un maxi-finanziamento occorre andare di banca in banca e parlare direttamente con l’impiegato in filiale. Ci vuole del tempo ma i «sì» non mancano. Certo occorre avere un profilo appetibile per la banca, ma soprattutto bisogna essere disposti a pagare di più. Per le banche, infatti, i mutui al 100% rimangono un affare. Offrono di più, sono più a rischio per l’istituto e quindi costano di più al cliente. L’esborso extra non è da poco. Si arriva anche a 2 punti percentuali in più. Per un mutuo della durata di 20 anni, si finisce per pagare anche 80mila euro di interessi in più.
L’esigenza di mutui che coprano tutto l’esborso necessario per pagare casa non manca. Per molti, riuscire a mettere da parte una cifra che corrisponda anche soltanto al 20% dell’immobile non è cosa da poco. Per questo la richiesta si mantiene sempre alta. «L’ipotesi è che possa rappresentare circa il 10-15% di tutte le domande di mutui – dice Roberto Anedda, direttore marketing MutuiOnline -. Non tutti quelli che vogliono un mutuo al 100% però fanno richiesta. Certo è che oltre il 30% delle domande è per mutui al 70-80%, quindi per finanziamenti che coprano il più possibile della spesa da sostenere».
Rimane tuttavia la questione del tasso d’interesse più alto per questo tipo di finanziamenti. È un problema che non è mai stato risolto e che diventa un freno sia per le banche sia per i clienti – dice Anedda -. L’ipotesi potrebbe essere quella di applicare un tasso più elevato soltanto per la parte che eccede l’80% del finanziamento». In questo modo si aprirebbe il mercato a una platea di clientela che finora è rimasta fuori dai prestiti per la casa. Prima del 2006, le quote di mutui al 100% coprivano anche il 10% dell’intero mercato.
Intanto il momento rimane favorevole per chi vuole considerare il progetto della casa pagata a rate. I tassi rimangono su livelli minimi per effetto dei tassi Bce sotto zero. Le proposte migliori oggi offrono un tasso tra l’1,85% e l’1,90% per il fisso. Il variabile è anche più vantaggioso con le proposte migliori che si muovono tra lo 0,85% e lo 0,90%. Le preferenze comunque vanno al fisso. La stragrande maggioranza delle famiglie sceglie questo tipo di soluzione. Anche se costa un po’ di più è comunque a un livello vantaggioso e mette al riparo da un possibile rialzo dei tassi Bce. Con l’86,8% delle sottoscrizioni, il fisso continua a essere la tipologia di mutuo maggiormente erogata, la percentuale più alta mai registrata da MutuiOnline.it dal 2006 a oggi.
Un rialzo dei tassi dei mutui dovrebbe essere ancora lontano. «Anche se l’economia in Europa mostra segnali incoraggianti di ripresa, la Bce rialzerà i tassi solo in maniera graduale e ben dosata» dice Anedda. Vuol dire che per le famiglie ci potrebbero essere ancora uno o due anni di mutui a buon prezzo.

http://www.lastampa.it/2017/05/22/economia/tuttosoldi/banche-il-ritorno-dei-mutui-al-ma-bisogna-pagare-tassi-pi-alti-5wmPoERnOojQr58KT6xbLN/pagina.html

Dopo gli anni della crisi, gli istituti propongono finanziamenti per chi non ha liquidità

Istat: i mutui sostengono la ripresa immobiliare (+17% nel 2016)Un’ulteriore conferma del buono stato di salute del merc...
10/06/2017

Istat: i mutui sostengono la ripresa immobiliare (+17% nel 2016)

Un’ulteriore conferma del buono stato di salute del mercato immobiliare arriva dai dati Istat su compravendite e mutui di fonte notarile, entrambi cresciuti del 17% nel 2016. Un dato di poco al di sotto di quello registrato dall’Agenzia delle Entrate.
Secondo l’Istituto di statistica i trasferimenti immobiliari sono stati 728.817, 105.742 in più sul 2015.«L'aumento dei trasferimenti di proprietà si registra in tutti i settori: +16,8% nell’abitativo (con 680.836 unità); +19,9% nell'economico (con 44.079 unità); +8,4% nel settore ad uso speciale e multiproprietà (con 3.902 unità esclusi i posti barca)».

«Il 93,7% delle transazioni – precisa la nota – riguarda trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (189.899), il 5,7% quelli ad uso economico (11.607) e lo 0,6% quelli ad uso speciale e multiproprietà (1.146)».
«La crescita tendenziale interessa tutte le ripartizioni geografiche, con variazioni superiori alla media nazionale nel Nord-ovest (+10,5%)».

«Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare stipulati con banche o soggetti diversi dalle banche (108.584) registrano un incremento dell’8,1% rispetto al IV trimestre del 2015». Mentre la crescita a livello annuale è del 17%.

Come già notato dalle Entrate, anche l’Istat certifica un rallentamento della crescita nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Ma ,in attesa dei dati sul primo trimestre 2017 che saranno diffusi dalle Entrate martedì prossimo 6 giugno, gli operatori prevedono aumenti degli scambi anche per quest’anno. Tecnocasa, ad esempio, stima per il 2017 circa 600 mila transazioni, accompagnate da un lieve risveglio dei prezzi (1-2%) ma solo nelle grandi città.

http://www.ilsole24ore.com/art/casa/2017-06-01/istat-i-mutui-sostengono-ripresa-immobiliare-17percento-2016-115055.shtml?uuid=AEgCG3WB

Un’ulteriore conferma del buono stato di salute del mercato immobiliare arriva dai dati Istat su compravendite e mutui di fonte notarile, entrambi

13/05/2017

Prestiti a famiglie e imprese in crescita, sofferenze in calo

Bankitalia annuncia la crescita a marzo 2017 dei prestiti bancari a famiglie e imprese e la contemporanea diminuzione delle sofferenze. I dati, pubblicati nel rapporto “Banche e moneta: serie nazionali", dimostrano infatti che i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del +1% su base annua (era +0,8% a febbraio), mentre i prestiti alle famiglie sono aumentati del +2,4% (contro il +2,2% del mese precedente) e quelli alle società non finanziarie del +0,3%.

In netto miglioramento anche le cifre sui prestiti deteriorati: il tasso di crescita delle sofferenze è sceso infatti al 7,1% annuo (il precedente era al 7,5%), anche se il dato con cartolarizzazioni e altri crediti ceduti sale fino all'11,2% (ma comunque in calo rispetto all'11,7% di febbraio). Del resto la scorsa settimana la stessa Bankitalia aveva anticipato che la ripresa congiunturale ha sensibilmente ridotto il flusso dei crediti deteriorati, sceso al 2,3% in rapporto al totale dei crediti a fine 2016. Entrando maggiormente nel dettaglio emerge che, al netto dei fondi rettificati, a marzo 2017 le sofferenze bancarie si sono attestate a 77,152 miliardi di euro, superiori ai 77,024 miliardi di febbraio ma in sensibile diminuzione rispetto agli 83,146 miliardi del mese di marzo dell'anno passato.

Leggermente in aumento, invece, i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, che nel periodo preso in esame, comprendendo anche le spese accessorie, sono saliti al 2,54% (2,47% nel mese precedente). I tassi di interesse sulle nuove erogazioni di credito al consumo, quindi sia prestiti personali che finalizzati, sono stati pari all'8,13%, quelli sui nuovi prestiti alle società non finanziarie all'1,66% (era 1,52% a febbraio) e quelli sui nuovi prestiti di importo fino a un milione di euro al 2,16% (i prestiti di importo superiore a tale soglia si sono attestati all'1,22%). Infine i tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono rimasti invariati allo 0,41%.

https://www.facile.it/prestiti/news/prestiti-a-famiglie-e-imprese-in-crescita-a-marzo-2017.html

Bankitalia annuncia la crescita a marzo 2017 dei prestiti bancari a famiglie e imprese e la contemporanea diminuzione delle sofferenze. Scopri di più!

Prestiti per sposarsi: in Italia erogati 96 milioni di euro in 3 mesi per bomboniere, pranzo e abitiDeve essere per forz...
13/05/2017

Prestiti per sposarsi: in Italia erogati 96 milioni di euro in 3 mesi per bomboniere, pranzo e abiti

Deve essere per forza il giorno più bello della vita, la cosa importante è che la festa sia indimenticabile, con buona pace del budget. Gli italiani non rinunciano a nozze da sogno, anche a costo di chiedere prestiti. Nel primo trimestre 2017 sono stati erogati finanziamenti di questo tipo per un valore vicino ai 100 milioni di euro. Gli importi sono cresciuti del 14,35% in un anno e oggi la richiesta media è pari a 11.854 euro; nel 2013 gli sposi chiedevano poco più di 9.000 euro. Un quinto delle richieste arriva dalla Campania.

Prestito per bomboniere, vestito e ricevimento
Per onorare il più bel giorno della vita gli italiani ricorrono a prestiti personali e lo fanno in misura sempre maggiore; nel primo trimestre 2017 sono stati erogati 96,2 milioni di euro per sostenere le spese di matrimoni e cerimonie. È questo il dato che emerge da un’indagine di Facile.it e Prestiti.it, che hanno analizzato oltre 30.000 richieste di finanziamento, tracciando il quadro di come molti futuri sposi affrontino i costi di ricevimento, vestiti, fiori e bomboniere. Il primo elemento evidenziato è che l’importo medio richiesto nel 2017 è cresciuto del 14,35% rispetto al 2016, passando da 10.366 euro a 11.854 euro; crescita ancora più importante se confrontata con il 2013, quando la media era di appena 9.000 euro.

In testa la Campania, poi Calabria e Lombardia
Analizzando la ripartizione regionale delle richieste di prestito per matrimoni e cerimonie, emerge chiaramente come il Sud guidi la classifica, con la sola Campania che origina quasi il 22% delle richieste e dove l’incidenza di questi finanziamenti sul totale di quelli che i consumatori cercano di ottenere è pari a circa il doppio rispetto ai valori del resto d’Italia. La seconda regione che, proporzionalmente, genera il maggior numero di richieste è la Calabria con il 13,70%, mentre al terzo posto figura la Lombardia, con il 12,79%, unica regione del Nord ad avere un valore sopra il 6%.

Rate per cinque anni
Altro dato interessante, si legge nell’analisi, è l’età media del richiedente, che si attesta poco sotto i 41 anni, mentre per quanto riguarda la durata del prestito, gli italiani optano per rimborsare il finanziamento in 64 rate mensili dell’importo di circa 185 euro. Curioso, in termini di lettura sociale del fenomeno, è la differenza di genere; solo nel 23% dei casi è la donna a richiedere il prestito.

Quanto costa sposarsi
Ma quanto costa sposarsi? Secondo il wedding planner Andrea Bettinzoli della Chapeau Consulting: «Le voci di spesa da tenere sotto controllo quando si affronta un matrimonio sono molte e possono variare da regione a regione e, naturalmente, in base alla tipologia di cerimonia che si desidera organizzare. Immaginando un matrimonio tradizionale, con 80 invitati, si possono spendere dai 3.000 ai 7.000 euro per gli abiti, fra 2.000 e 5.000 euro per l’affito della location, fra i 6 e i 12.000 euro per il catering». Le spese per il giorno più bello, però, non finiscono qui; c’è il fotografo, (almeno 3.000 euro per un servizio completo di video); l’allestimento floreale, (a partire da 2.500 euro); le spose difficilmente rinunciano a parrucchiere e truccatrice (costi dai 250 ai 500 euro). Se poi si vuole arrivare in chiesa con un’auto d’epoca, lo sfizio può costare circa 500 euro mentre le partecipazioni vanno dai 6 euro a salire. E se si vuole animare la festa con un Dj, bisogna considerare dai 250 ai 700 euro. Senza contare tutti gli “extra”, capaci di far lievitare il conto finale anche sensibilmente.

http://www.lastampa.it/2017/05/08/societa/prestiti-per-sposarsi-in-italia-erogati-milioni-di-euro-in-mesi-l6g817uD11yITg2QflPPAN/pagina.html

Oltre 1 richiesta su 5 arriva dalla Campania. Le regioni del Sud guidano la classifica

Crif: in aprile la domanda di mutui cala del 16%ala bruscamente la domanda di mutui dopo gli ultimi anni di crescita; in...
13/05/2017

Crif: in aprile la domanda di mutui cala del 16%

ala bruscamente la domanda di mutui dopo gli ultimi anni di crescita; in aumento invece l’importo medio richiesto. Secondo i dati Crif, in aprile «il numero di interrogazioni sul Sistema di informazioni Creditizie di Crif relative a richieste di nuovi mutui e surroghe (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) da parte delle famiglie italiane ha registrato una flessione del -16,1% rispetto allo stesso mese del 2016: si tratta del più pesante calo di richieste degli ultimi cinque anni. E dire che il 2017 era iniziato con una performance complessivamente positiva, se confrontata con un 2016 di grandi volumi, caratterizzato ancora dalla spinta delle surroghe».
La variazione negativa potrebbe però «essere determinata “dall’effetto “calendario che – nota Crif – per quanto il dato sull'andamento delle richieste venga ponderato rispetto al numero di giorni lavorativi presenti nel periodo di osservazione, ovviamente non tiene conto dei numerosi ponti festivi presenti nel mese».

ANDAMENTO DELL'IMPORTO MEDIO DEI MUTUI IPOTECARI RICHIESTI
In percentuale (Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie)

È presto quindi per lanciare un allarme sull’effetto che questo calo sta avendo sull’andamento delle compravendite residenziali, anche se la “performance complessivamente positiva” segnalata da Crif per il primo trimestre significa una sostanziale stabilità. Da valutare bene sarà il peso delle surroghe: un fenomeno, quello della rottamazione dei vecchi mutui, che è destinato scemare naturalmente per l’esaurirsi del bacino di riferimento dei contratti stipulati negli anni della stretta creditizia e per il graduale, per ora previsto, rialzo dei tassi. Solo se il calo della domanda potrà imputarsi a questo segmento (che però secondo Crif nel primo trimestre rappresentava ancora una quota significativa) il trend non si ripercuoterà sugli acquisti di case.

L'importo medio delle richieste di nuovi mutui secondo Crif in aprile è pari a 124.992 euro (+1,9% sullo stesso mese del 2016 e in crescita da inizio anno).

http://www.ilsole24ore.com/art/casa/2017-05-09/crif-aprile-domanda-mutui-calo-16percento-132612.shtml?uuid=AELlc1IB

Cala bruscamente la domanda di mutui dopo gli ultimi anni di crescita; in aumento invece l’importo medio richiesto. Secondo i dati Crif, in

Sofferenze bancarie in aumento e i prestiti alle imprese calano Le sofferenze bancarie continuano a crescere secondo un ...
06/05/2017

Sofferenze bancarie in aumento e i prestiti alle imprese calano

Le sofferenze bancarie continuano a crescere secondo un rapporto diffuso dal Centro Studi di Unimpresa relativo al periodo febbraio 2016-febbraio 2017. «Da quasi 10 anni le aziende italiane, specie quelle più piccole, fanno i conti con un credit crunch violentissimo, che mette in ginocchio l’economia: i prestiti alle imprese diminuiscono al ritmo di 1 miliardo al mese» ha commentato il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Le sofferenze bancarie ammontano a 203 miliardi e interessano una banca su 5.

I crediti deteriorati sono saliti di 7 miliardi, aumentando di oltre il 6%, mentre lo Stato, attraverso un apposito fondo, ha stanziato 20 miliardi.

I finanziamenti alle imprese sono calati di 12 miliardi, da 791 a 779 miliardi (-1,52%)

Sono aumentati i prestiti alle famiglie ma anche quelli non restituiti dalle famiglie stesse. In totale i prestiti alle famiglie sono aumentati di 8,3 miliardi (+1,35%) passando da 617,6 miliardi a 625,9 miliardi; la parte del leone è stata fatta dal credito al consumo, cioè dai prestiti erogati per comprare automobili, elettrodomestici, computer e smartphone: sono aumentati di 6,9 miliardi (+8,56%), da 81,5 miliardi a 88,5 miliardi. Sono però aumentati di 218 milioni (+0,59%), anche i finanziamenti non restituiti dalle famiglie passati da 37,2 miliardi a 37,4 miliardi.

Le sofferenze delle imprese familiari sono aumentate dell’1,92%, pari a 301 milioni, passando da 15,6 miliardi a 15,9 miliardi. Anche onlus, pubblica amministrazione, e fondi hanno registrato un aumento delle rispettive sofferenze, che tutte insieme sono passate da 4,2 a 4,4 miliardi, con un incremento di 272 milioni (+1,92%).

http://www.today.it/blog/asso-di-denari/aziende-prestiti-banche.html

Sofferenze bancarie in aumento e i prestiti alle imprese calano

Mutui Canada, fuga capitali dalle bancheIl futuro del primo fornitore di mutui alternativo del Canada è appeso a un filo...
06/05/2017

Mutui Canada, fuga capitali dalle banche

Il futuro del primo fornitore di mutui alternativo del Canada è appeso a un filo e i gruppi rivali stanno correndo ai ripari per scongiurare un contagio. Nel giro di appena una settimana circa il 70% dei conti deposito presso Home Capital Group sono stati prelevati. La fuga di capitali sta mettendo in crisi gli affari del settore “bollente” nel paese del Nord America e lascia al management come opzioni sul tavolo la vendita o la liquidazione.

La linea creditizia di emergenza da 2 miliardi di dollari continua a tenere le finanze della società a galla, ma ci sono rischi seri di contagio nel comparto. Le ultime notizie hanno innervosito gli azionisti e le azioni sono scivolate del 10% circa, mandando in fumo in meno due settimane circa due terzi della capitalizzazione di mercato del gruppo canadese.

“Potrebbero essere a rischio“, dice a Bloomberg l’analista di National Bank Financial, Jaeme Gloyn. “Se gli investitori continuano a ritirare i loro conti risparmio ad alto rendimento, è naturale pensare che altri clienti faranno presto lo stesso”.

I timori di una stretta di liquidità e di una fuga dei depositi hanno spinto il titolo Home Capital in ribasso: il valore ha perso il 13% alla Borsa di Toronto ieri, attestandosi a $6,96 dollari canadesi. In due settimane il titolo ha perso il 69% del valore. I depositi con gli interessi maggiori sono calati di circa 1,6 miliardi di dollari canadesi (l’80%) nell’ultimo mese fermandosi a quota 391 milioni di dollari.

Rischio di contagio in Canada

Un’altra azienda attiva nel settore dei mutui alternativi in Canada, Equitable Group, ha riferito che sta subendo una “elevata sebbene gestibile” fuga dei depositi. I clienti dell’istituto hanno prelevato in media 75 milioni al giorno tra mercoledì e venerdì scorsi. Anche se si tratta di numeri relativamente modesti, se ne è comunque andato il 2,4% dei depositi complessivi.

Sebbene gli asset liquidi rimangano pari a circa 1 miliardo di dollari canadesi dopo la fuga di capitali citata, resta il rischio che la situazione peggiori. Per mettersi al sicuro ed evitare cattive sorprese, il gruppo ha deciso di ritirare la linea creditizia da 2 miliardi di dollari canadesi in essere con un gruppo di banche canadesi.

Le condizioni dei prestiti concessi al gruppo Equitable sono più favorevoli di quelle di Home Capital, che ha registrato la settimana scorsa un tasso di interesse effettivo del 22,5% per la linea di credito da 2 miliardi di dollari canadesi prelevata lunedì dal fondo pensione sanitario dell’Ontario. Secondo Bloomberg Equitable paga interessi decisamente più modesti, dell’1,25%.

I guai per Home Capital sono iniziati con un presunto inganno ai danni della clientela. I bond e i titoli azionari del gruppo del Canada hanno incominciato a perdere valore da quando Home Capital è stata accusata di non aver detto la verità agli investitori sui mutui iscritti a bilancio. Ora il mercato teme che i problemi di finanziamento del gruppo possano espandersi a macchia d’olio nel settore dei mutui del Canada.

La possibile crisi nel settore dei mutui nel settore bancario mette a rischio l’immobiliare e l’economia del Canada. Il mercato immobiliare del Canada, che attraversa una fase di boom, è stato infatti uno dei trascinatori della crescita economica dello stato nordamericano: le attività nell’immobiliare contano per circa un quinto del Pil nazionale.

http://www.wallstreetitalia.com/mutui-canada-fuga-di-capitali-dalle-banche/

In due settimane vanno in fumo due terzi della capitalizzazione del gruppo Home Capital. Gli altri corrono ai ripari per scongiurare contagio in Canada.

Volano i mutui casa, riparte l’ediliziaVolano i mutui casa in Piemonte: nel 2016 il totale dei finanziamenti erogati a c...
06/05/2017

Volano i mutui casa, riparte l’edilizia

Volano i mutui casa in Piemonte: nel 2016 il totale dei finanziamenti erogati a coppie e famiglie per acquistare un’abitazione hanno sfiorato i tre miliardi e 837 milioni di euro, con un incremento del 20,7 per cento rispetto all’anno prima. Secondo l’Ufficio studi Tecnocasa, che ha elaborato dati ufficiali diffusi dalla Banca d’Italia, l’aumento in valore assoluto è stato pari a 657 milioni di euro, cifra che ha portato la regione a ottenere il 7,72% del totale dei prestiti casa erogati in Italia (49 miliardi e 727 milioni).

ANDAMENTO ALTALENANTE
La performance a livello piemontese è praticamente uguale a quella nazionale, che ha registrato un trend in crescita del 20,6%. In realtà, l’andamento del mercato dei mutui nel 2016 è stato altalenante: gli 833,5 milioni di euro erogati tra gennaio e marzo sono diventati 1 miliardo e 11 milioni nel trimestre successivo; quindi una nuova discesa a 882,8 milioni e, infine, la decisiva rimonta negli ultimi tre mesi dell’anno a un miliardo e 109 milioni, dato che ha di fatto confermato la ripresa del settore immobiliare.
Basti pensare che solo tra ottobre e dicembre 2016 le famiglie hanno ottenuto praticamente quasi il triplo di quanto era stato loro concesso nei primi tre mesi del 2014 (395,5 milioni).

BANCHE «MENO GENEROSE»
Anche l’importo è salito: nel quarto trimestre dell’anno scorso, chi aveva chiesto soldi alle banche per comprare la casa si è visto assegnare in media 105.700 euro, oltre duemila euro in più rispetto ai 103.500 euro che venivano mediamente concessi nello stesso periodo del 2015. Resta il fatto che, in Piemonte, gli istituti di credito si rivelano «meno generosi» che nel resto d’Italia: ampliando il confronto all’intero secondo semestre, mediamente colui che sottoscrive un mutuo in regione riceve un contributo di circa l’8% inferiore rispetto ai 113.500 euro che rappresentano la media nazionale.
Tra le province piemontesi, Torino continua ad avere il peso maggiore, con 2 miliardi e 363 milioni di euro di mutui casa erogati nel 2016 (il 61,5% di tutti quelli concessi in regione). Cifra che porta al 22,2% l’incremento su base annua, valore record in Piemonte. La miglior performance nell’ultimo trimestre dell’anno scorso è stata, invece, quella di Cuneo: +30,9% e 105 milioni di euro tra ottobre e dicembre, che hanno portato il totale annuale a 355,9 milioni.
Novara ha fatto meglio in valore assoluto, con 455,5 milioni di euro in dodici mesi (+17,6% sul 2015), ma tutte le province hanno fatto registrare numeri positivi alla fine dello scorso anno: mutui casa per 254,5 milioni ad Alessandria (+25,4%), 109,3 milioni ad Asti (+19,7%), 94,1 milioni a Biella (+16,2%), 128,2 milioni a Verbania (+14,3%) e 85,9 milioni a Vercelli, area con il più basso incremento annuale, solo il 3,2%.

TIMORI PER L’EFFETTO BREXIT
«I volumi continuano ad aumentare da tre anni e, seppure non più come in passato, la domanda di mutui sta proseguendo la sua crescita – spiegano all’Ufficio studi Tecnocasa -. La Banca centrale europea sta continuando le manovre per supportare l’erogazione del credito, così l’offerta bancaria è migliorata grazie alla riduzione degli spread sui mutui. Tuttavia, nei prossimi trimestre sarà da valutare l’effetto Brexit sulla concessione di finanziamenti, per questo è probabile che le banche gestiranno con molta prudenza le richieste di erogazione nel 2017».

http://www.lastampa.it/2017/05/01/edizioni/alessandria/volano-i-mutui-casa-riparte-ledilizia-B0KwLfucdCRoqRJ6JKn0NI/pagina.html

Nel 2016 il totale dei finanziamenti erogati in Piemonte sfiora i 3 miliardi e 837 milioni

06/05/2017

In aprile lieve rialzo degli spread medi per i mutui a tasso fisso

Stabili durante il primo trimestre 2017 le politiche bancarie sul fronte dell’offerta dei mutui e, più in particolare, sono rimasti invariati gli spread medi (cioè il guadagno della banca) applicati sui prestiti erogati per l’acquisto della casa. E’ quanto rileva l’ultima edizione del Barometro Mutui Crif pubblicata alla fine di aprile. Per quanto riguarda il tasso fisso, nel periodo preso in considerazione, la media dei migliori spread si è attestata intorno allo 0,4% mentre per quelli a tasso variabile la percentuale è intorno all’1%.

La tendenza al rialzo registrata nell’ultimo trimestre del 2016 ha quindi subito una frenata ma solo temporaneamente. Sempre secondo lo stesso rapporto, infatti, già nella prima metà di aprile gli spread medi sui mutui a tasso fisso hanno segnato un lieve incremento passando dallo 0,42% del primo trimestre allo 0,65%.

I tassi d’interesse ai minimi storici e i bassi spread continuano tuttavia a spingere sia l’erogazione di nuovi mutui sia le surroghe, specialmente per quanto riguarda le operazioni effettuate online dove queste ultime, destinate comunque a diminuire nei prossimi mesi anche per una questione fisiologica, nel primo trimestre di quest’anno, hanno pesato per una quota del 60% sul totale delle erogazioni a fronte del 56% dell’ultimo trimestre 2016. Di questo 60%, più dei tre quarti sono state a tasso fisso. E, proprio relativamente alla tipologia di tasso, per i mutui erogati via internet, i primi tre mesi di quest’anno hanno anche confermato una maggiore preferenza per il tasso fisso che è stato scelto nel 55% dei casi.

https://www.facile.it/mutui/news/in-aprile-lieve-rialzo-degli-spread-medi-per-i-mutui.html

29/04/2017

Polizze e mutui, quali sono obblighi e il Piano UE

Quando si stipula un mutuo si sottoscrivono contestualmente anche delle polizze assicurative che possono essere obbligatorie o facoltative. Per legge, l’unica assicurazione obbligatoria è la polizza scoppio e incendio che protegge l’immobile dai danni causati dalle due eventualità. E’ invece facoltativa la polizza protezione mutuo che serve a tutelare il mutuatario da eventi come la perdita di lavoro, malattie o decesso. Quest’ultima, seppure non obbligatoria, è comunque consigliabile e non è raro che la banca, in mancanza di adeguate garanzie di rimborso delle rate, possa condizionare l’erogazione del prestito alla firma di una polizza protezione mutuo.

In entrambi i casi, la banca ha l’obbligo di presentare al cliente almeno due diversi preventivi di altrettante compagnie assicuratrici che non abbiano alcun legame con la banca stessa. Mentre il mutuatario ha il diritto di scegliere autonomamente sul mercato una diversa polizza, rispetto a quelle proposte dall’istituto di credito, e per farlo ha tempo fino dieci giorni lavorativi. Per confrontare la convenienza delle polizze è importante verificare in anticipo quali siano le reali coperture e la loro durata, oltre che valutare l’entità delle commissioni richieste e le cosiddette clausole di esclusione che possono limitare le tutele offerte.

Per i consumatori potrebbero però ampliarsi molto presto le possibilità di scelta. Di recente, infatti, la Commissione europea ha lanciato un piano d’azione che ha l’obiettivo di migliorare la trasparenza e la concorrenza dei servizi finanziari all’interno del mercato unico, abbassando i costi a tutto vantaggio dei consumatori. Nel piano di azione sono compresi anche i mutui e le polizze assicurative. Questo vuol dire che quando si sta per contrarre un mutuo o stipulare un assicurazione ci si potrà rivolgere anche a banche o compagnie assicurative con sede in un Paese diverso dall’Italia, purché appartenente alla Ue.

https://www.facile.it/mutui/news/polizze-e-mutui-quali-sono-obblighi-e-il-piano-ue.html

Quando si stipula un mutuo si sottoscrivono contestualmente anche delle polizze assicurative, obbligatorie o facoltative. Scopri di più su Facile.it!

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