21/09/2026
Vogliamo condividere il nostro futuro progetto, alla ricerca e tutela di ambienti unici. Ove cercheremo di far produrre un miele di millefiori. Crediamo che gli aspetti sensoriali saranno impareggiabili.
— I Magredi, un'oasi unica di biodiversità situata nella provincia di Pordenone, dove la terra arida e povera d'acqua racchiude un tesoro nascosto ...
I magredi sono particolari praterie aride e sassose tipiche dell'alta pianura friulana (in particolare nella provincia di Pordenone), il cui nome in friulano significa letteralmente "terre magre".
Caratteristiche principali
• Origine del nome: Deriva dal friulano magre (terre magre, povere di nutrienti e poco fertili).
• Paesaggio a steppa: Ricordano una steppa o un ambiente desertico/western a causa del suolo coperto di sassi bianchi.
• Il fenomeno idrologico: Si trovano nella zona in cui i torrenti (come il Cellina e il Meduna) inabissano le proprie acque nel sottosuolo ghiaioso, lasciando gli alvei in superficie asciutti. L'acqua piovana o fluviale penetra rapidissimamente nella ghiaia rendendo la superficie molto arida, nonostante il Friuli sia una delle regioni più piovose d'Italia
• Biodiversità: Nonostante l'aspetto austero e inospitale, i magredi sono un'oasi protetta di straordinaria importanza naturalistica e rifugio per specie rare di flora e fauna selvatica.
Nei magredi (le "terre magre" della pianura friulana, situate soprattutto nel bacino dei fiumi Cellina e Meduna) cresce una vegetazione di tipo steppico unica nel suo genere. Questo ambiente è caratterizzato da un terreno ciottoloso estremamente permeabile che fa defluire l'acqua in profondità, costringendo le piante ad adattarsi a condizioni di forte aridità superficiale
La flora si distribuisce principalmente in tre fasce evolutive a seconda della maturità del suolo:
1. Il Greto (Pietraie e alvei fluviali)
È la zona più instabile, vicina ai letti dei fiumi, composta quasi esclusivamente da sassi e ghiaia. Qui crescono specie pioniere capaci di resistere sia alla siccità sia alle piene improvvise:
• Mu**hi e licheni, che colonizzano le rocce n**e.
• Vedovelle celesti (Globularia cordifolia), piccoli arbusti nani che creano cuscinetti verdi e fioriture azzurre tra i sassi.
• Camedrio alpino (Dryas octopetala), un'altra specie pioniera di origine montana.
• Ginestrella sericea (Genista sericea).
2. Il Magredo Primitivo
In questa fascia inizia a formarsi un sottile strato di humus, sebbene il terreno rimanga arido e discontinuo: [1, 2]
• Erica carnea, che colora la brughiera nei mesi invernali e primaverili.
• Fumana procumbens.
• Timo selvatico, che emana un profumo intenso nelle giornate calde.
• Orchidee selvatiche, come la Platanthera chlorantha o la manina rosea (Gymnadenium conopsea).
3. Il Magredo Evoluto (La prateria vera e propria)
È la "steppa friulana" definitiva, dove il suolo è continuo e coperto da un fitto manto erboso formato principalmente da graminacee resistenti:
• Trebbia maggiore (Chrysopogon gryllus) e Forasacco eretto (Bromus erectus), le due erbe dominanti che formano la tipica prateria.
• Lino delle fate (Stipa pennata), con i suoi caratteristici filamenti piumosi che fluttuano al vento.
Le rarità e gli endemismi protetti
I magredi ospitano specie rarissime, protette a livello europeo all'interno dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC):
• Cavolo friulano (Brassica glabrescens): un endemismo esclusivo ed è il vero e proprio simbolo del Biotopo dei Magredi di San Quirino.
• Erba dei Tartari (Crambe tataria): una pianta rarissima con una spettacolare fioritura bianca a nuvola; in Europa occidentale cresce quasi unicamente in questa zona (e per il resto nella Puszta ungherese), e la leggenda vuole che sia stata portata dai cavalli degli Unni di Attila.
• Garofano sanguigno (Dianthus sanguineus