01/02/2026
Ripensare al movimento.
Come dico spesso: il corpo spesso cerca di mettere delle pezze a carichi sbagliati che noi gli stiamo dando.
Bisogna provare ad ascoltarlo, scardinare le abitudini sbagliate e recuperare i movimenti corretti. È facile? Direi di no... ma è l'unica cosa da fare per avere una vita con meno dolore possibile, utilizzando al meglio il nostro pacchetto ikea
Ti hanno insegnato a guardare il tendine così: a sinistra “sano”, a destra “malato”. Bianco o nero. Funziona o non funziona.
Peccato che questa immagine, se la guardi davvero, smonti proprio questa favola. Il tendine con dolore non è “consumato”, non è marcio, non è rotto dentro. È diverso. Più disorganizzato, più ricco di sostanza, più vascolarizzato. In altre parole: sta cercando di adattarsi a qualcosa che gli stai chiedendo da troppo tempo.. o nel modo sbagliato.
Ma tu continui a trattarlo come un errore da correggere: riposo totale, poi carico violento, poi di nuovo stop. O peggio ancora: cerchi l’esercizio perfetto, quello che “rigenera il collagene” come se fosse un detersivo miracoloso.
La verità scomoda è questa: la tendinopatia non è un fallimento del tendine, è il fallimento della strategia con cui lo stai usando. Carichi sempre uguali, tempi sbagliati, recupero ignorato, segnali ascoltati troppo tardi. Il tendine non è fragile. È paziente. E quando cambia struttura non lo fa per tradirti, ma per sopravvivere.
E no, anche qui non esiste l’esercizio perfetto. Esiste il carico giusto, al momento giusto, inserito in una vita che abbia un senso biomeccanico. Tutto il resto è marketing.
Qualcuno dirà: “Ma il dolore è reale”.
Certo che lo è.
Ma pensare che il dolore significhi “tessuto rovinato” è il modo più rapido per avere paura del movimento.. e tenere il tendine bloccato esattamente dove non dovrebbe stare.
Questa immagine non ti dice che il tendine è debole.
Ti dice che sei stato più testardo tu di lui.