13/05/2026
Quante volte vi capita di guardarmi già nel mio futuro? Lo so che dite che lo fate “per il mio bene”, che tutto quello che mi dite me lo ritroverò domani, ma in tutto questo dirmi cosa devo e cosa non devo fare per il mio futuro vi state dimenticando della cosa più importante: vedermi e conoscere chi sono adesso.
Già questi dell’adolescenza sono anni in cui io stesso cambio idea, ho paura di fare le scelte sbagliate e non so chi sono, figurati se posso sapere chi sarò. Vedete, anche se non sembra, sono tante le paure che mi paralizzano. Mi sto cercando, faccio un sacco di paragoni e in più ho il peso di non essere il figlio che volete che io diventi.
Quando mi chiedete “Com'è andata a scuola?”, “Perché non studi di più?” o “Cosa farai da grande?” o date le sentenze “Se non studi non farai mai niente da grande”, quello che sento è che non vi interessa chi sono ora. Sento che sono un progetto a metà, un errore da correggere, una promessa ancora da mantenere che non so se riuscirò a mantenere. E quando sento questo, mi chiudo ancora di più. È inutile che mi chiediate “perché non parli?”: io così mi allontano, mi rifugio nel mio mondo e vedo la delusione nei vostri occhi.
Non ho bisogno di essere corretto o guidato verso un futuro che ancora non riesco a immaginare e che a volte mi fa paura immaginare. Ho bisogno di essere visto, ascoltato senza giudizio, accettato anche se un giorno penso una cosa e poi ne penso un’altra. Capito per quello che sento ora. Perché quando vi sento dire che mi accettate per quello che sono e che siete orgogliosi di me anche se non sono perfetto, mi fate star bene.
Non abbiamo bisogno di altre pressioni e di altre spinte verso il futuro, abbiamo bisogno di essere visti ora e di sapere che ci siete, sempre e comunque.
Non lo vedete che la crescita è una corsa rapidissima senza sosta?
Basta già questo.
Correte con me.
Smettete di rincorrere il figlio che dovrei diventare e iniziate a guardare chi sono oggi.