Belenus Grove - OBOD Grove

Belenus Grove - OBOD Grove Il Belenus Grove nasce dalla sinergia tra i druidi Duirin e Filtiarn, e le barde Elidir e Cristina.

L'intento dei componenti del Belenus Grove è quello di diffondere gli insegnamenti del druidismo e dello sciamanesimo celtico nel sud Italia. Il Belenus Grove nasce dalla sinergia tra Duirin Claudio Bongiorno, druido della Sicilia, e Filtiarn Raffaele Soria, druido della Calabria, allo scopo di diffondere gli insegnamenti del druidismo e dello sciamanesimo celtico nel Sud dell'Italia, così come trasmessi dall'OBOD, l'Ordine dei Bardi Ovati e Druidi.

Settembre, nel sentire celtico-druidico, è un mese di soglia: non è più pienamente estate, ma l’autunno non ha ancora mo...
01/09/2026

Settembre, nel sentire celtico-druidico, è un mese di soglia: non è più pienamente estate, ma l’autunno non ha ancora mostrato tutta la sua forza. Ed è proprio sulle soglie che possiamo imparare ad ascoltare più profondamente la voce della Terra. È il tempo in cui la luce comincia lentamente a diminuire e la natura invita a raccogliere, discernere e prepararsi al cambiamento. È un mese molto interessante perché ci porta a osservare ciò che è maturato, a chiedersi che cosa merita di essere raccolto e che cosa invece dobbiamo lasciare andare. È un mese profondamente legato alla maturazione, al raccolto, all'equilibrio e al passaggio. Settembre è un mese straordinario, pieno di insegnanti da parte della natura. Gli alberi sono ancora verdi, ma alcuni iniziano già a cambiare il colore delle loro foglie. L'aria si fa più fresca e le giornate lentamente si accorciano. Rappresenta la manifestazione concreta di una delle grandi lezioni della spiritualità druidica: il cambiamento non arriva necessariamente all'improvviso ma può iniziare lentamente, quasi in maniera impercettibile. Settembre non è solo il mese del cambiamento ma anche del "secondo raccolto". Dopo Lughnasadh (1 agosto), il primo raccolto, settembre porta il simbolismo di un raccolto più consapevole. Non si raccoglie soltanto ciò che la terra ha prodotto. Si raccolgono anche: esperienze, insegnamenti, intuizioni, errori dai quali abbiamo imparato, relazioni che hanno dato frutto, parti interiori di noi che sono finalmente maturate. Per questo settembre ha una magia molto particolare: trasforma l'esperienza in saggezza. Il cuore spirituale di settembre è naturalmente la festa celtica che prende il nome di Alban Elfed, ossia l'equinozio d'autunno, quando giorno e notte hanno una durata quasi uguale. È una delle immagini più potenti della spiritualità celtica: luce e oscurità sono in equilibrio per un momento. Da quel momento, lentamente, l'oscurità comincerà a prevalere sulla luce. Per questo settembre può essere visto come il momento in cui impariamo a non avere paura dell'oscurità, perché sappiamo che essa fa parte del ciclo naturale. L'insegnamento si settembre non è scegliere la luce contro l'oscurità ma imparare a stare al centro, in perfetto equilibrio. Settembre è il mese del viaggio dal mondo esterno verso il centro di noi stessi. Se agosto è il mese del frutto, settembre è anche il mese della foglia.
La foglia non combatte contro l'autunno.
Quando arriva il suo momento, lascia l'albero. Questa è una delle grandi lezioni magiche di settembre: lasciare andare non significa perdere ma permettere al ciclo di continuare.

Il messaggio spirituale di settembre è:
"Raccogli ciò che è maturato, ringrazia ciò che ti ha permesso di crescere, lascia cadere ciò che è compiuto e attraversa la soglia senza paura e con il cuore e lo spirito in equilibrio. Non avere paura di ciò che cambia. La Terra non perde la sua estate: la trasforma in seme.»

Elidir

31/08/2026

Consultazione oracolare per trovare il tema spirituale e l'aiutante spirituale per il mese di settembre 2026 e meditazione a tema 🙏🙂✨

A proposito delle antiche origine celtiche della Sicilia e del sud Italia in generale, di cui sono un fautore, vi condiv...
02/08/2026

A proposito delle antiche origine celtiche della Sicilia e del sud Italia in generale, di cui sono un fautore, vi condivido questo post pubblicato nella pagina facebook Basilikon, che tratta delle tracce della presenza celtica in Sicilia attorno al 4000 A.C.. Buona lettura, Duirin

I DOLMEN DI SICILIA
La Sicilia ha avuto una Preistoria talmente intricata, che risulta difficile orientarsi nel guazzabuglio di “Culture” che si sono succedute; e ciò per la sua posizione geografica, al centro del Mediterraneo, che le ha assicurato per millenni un ruolo alquanto dinamico, fatto di frequenti ondate migratorie da cui traspare sempre l'impatto tra due influenze: una mediterranea, di chiara matrice orientale, e l'altra europea, proveniente da nord-ovest e dalla stessa pen*sola italica.

Pare dai ritrovamenti di ossa che pure un popolo chiamato dei guerrieri del bicchiere campaniforme , in qualche modo sia arrivato in Sicilia intorno al 4000 A.C. , erano individui alti e robusti, con crani circolari con le tempie molto accentuate (caratteristiche, queste, presenti anche nella facies sicana della cultura di Castelluccio, in Sicilia).
Portarono con loro la cultura dei Dolmen , una struttura fatta da due pietroni verticali e uno orizzontale a modo di tetto situato sopra esse. Non che si trattasse di opere di grande ingegno architettonico , ma furono le prime costruzioni a scopo religioso della storia e , visto che resistono da almeno 6000 anni , costruite sicuramente meglio della maggior parte delle edificazioni presenti attualmente nell'isola. Furono costruiti con il materiale presente in loco e avevano caratteristica di essere allineati con gli equinozi cosa che richiedeva un minimo di conoscenze astronomiche e quindi alla capacità di prevedere il clima per dedicarsi all'agricoltura.

In Sicilia se ne contano due nella parte occidentale dell'isola, il dolmen di Sciacca e quello di Mura Pregne, e altri quattro in quella sud-orientale, Monte Bubbonia, Cava dei Servi, Cava Lazzaro e Avola.
A parte questi numeri, abbastanza ridotti, molti si conservano nella memoria della gente, distrutti dall’antropizzazione selvaggia che per decenni ha sconvolto il nostro paese, e altri potrebbero ancora nascondersi sotto tumuli di terra, in attesa di chiarire il segreto sulla loro origine.
Il dolmen di Sciacca, a sette chilometri dalla città omonima, fu scoperto negli anni '30 del secolo scorso, tra un gruppo di massi di tufo conchigliare. È costituito da una grande pietra piatta poggiata su lastre grezze infisse verticalmente nel suolo; tutt'intorno furono rinvenuti frammenti ceramici risalenti al bronzo antico.

Quello di Monte Bubbonia, una collina a pochi chilometri a nord di Gela, ha anch'esso forma rettangolare. La piastra calcarea che funge da tetto (incassata posteriormente al rialzamento naturale del terreno), poggia su due monoliti che corrono paralleli tra di loro e determinano una camera di circa 2,60 mq. L'ingresso è rivolto a NE, come gli altri dolmen siciliani.
Se i dolmen megalitici si caratterizzano per le grandi pietre utilizzate, quello di Avola ne è tra gli esempi più chiari. Qui, poggiante su due elementi verticali, vi è una grande lastra calcarea, molto spessa, di otto metri di lunghezza per cinque metri e mezzo di larghezza. Su di essa sono visibili dieci piccole buche, di forma rettangolare, che sarebbero servite, in periodo greco o paleocristiano, come tombe per bambini.
La grande camera sottostante raggiunge i 30 metri quadrati, con un’altezza di un metro e mezzo. Presenta due lati aperti. Sulle pareti laterali e sulla parte superiore, si rivelano segni di "interventi" umani. Questa costruzione fu scoperta nel 1961 ad opera del professore Salvatore Ciancio .

"Che i campi del vostro cuore siano colmi di spighe mature. Che la luce di Lughnasadh illumini il vostro sentiero, e che...
01/08/2026

"Che i campi del vostro cuore siano colmi di spighe mature. Che la luce di Lughnasadh illumini il vostro sentiero, e che ogni seme piantato e maturato con amore diventi saggezza, forza e dono per il mondo. Che l'Awen scorra in voi oggi e per tutto il tempo di Lughnasadh."

Agosto, nella visione druidica, non è semplicemente un mese dell'anno: è una soglia. È il periodo in cui la luce dell'es...
01/08/2026

Agosto, nella visione druidica, non è semplicemente un mese dell'anno: è una soglia. È il periodo in cui la luce dell'estate inizia lentamente a trasformarsi nel tramonto dell'autunno. Non è ancora il momento di lasciare andare, come accadrà con l'equinozio d'autunno. Ma è il momento di osservare ciò che è cresciuto, riconoscere i doni ricevuti e ringraziare per il primo raccolto.

Il mese di agosto rappresenta:

• il primo raccolto: non solo dei campi, ma anche delle esperienze vissute durante l'anno;

• la gratitudine verso la Terra e tutti gli esseri viventi;

• l'equilibrio tra dare e ricevere, perché nulla cresce senza essere poi condiviso;

• la maturità, quando ciò che è stato seminato finalmente mostra il suo vero volto;

• l'umiltà, perché ogni raccolto ricorda che dipendiamo dalla natura;

• la responsabilità, ciò che abbiamo ricevuto è chiamato a nutrire noi stessi e gli altri.

Agosto ci insegna che ogni nuova vita nasce perché qualcosa si trasforma:

• il seme scompare;

• il frutto cade;

• la foglia appassisce.

Nulla viene perduto. Tutto cambia forma. Agosto insegna ad accettare la trasformazione naturale delle cose, il sacrificio e la condivisione. Così come il grano viene reciso per nutrire la vita, anche noi siamo chiamati a offrire ciò che abbiamo imparato e raccolto, condividendo i nostri doni con il mondo senza trattenerli.
Il druido osserva i campi dorati e comprende che il raccolto non è soltanto ciò che si tiene tra le mani, ma anche ciò che è maturato nel cuore. Ogni esperienza, anche la più difficile, è una spiga che ha assorbito la luce del Sole e la saggezza delle stagioni.

Il cuore spirituale di agosto è Lughnasadh, la festa che cade tradizionalmente il 1° agosto. Questa festa racchiude sia la gioia dell'abbondanza sia la consapevolezza del ciclo di morte e rinascita della natura.
È la festa dedicata a Lugh, il dio della luce, delle arti, della maestria, della conoscenza e dell'abilità. È anche la festa legata alla memoria della sua madre adottiva, Tailtiu, che, secondo il mito, morì dopo aver dissodato la terra affinché il popolo potesse coltivarla.

Con il mese di Agosto, la Terra ci ricorda che ogni seme custodito con amore, ogni gesto compiuto con costanza e ogni sacrificio affrontato con coraggio portano, prima o poi, il suo frutto.

Il messaggio spirituale di Agosto è:
" Il vero raccolto non si misura da ciò che possiedi, ma da ciò che sei diventato lungo il cammino. Perché il raccolto più grande non è quello che riempie i granai, ma quello che trasforma il cuore."

Elidir

LUGHNASAD - IL TEMPO DEL RACCOLTO - 1° AgostoLughnasad segna il tempo del raccolto che è in seguito completato da Alban ...
29/07/2026

LUGHNASAD - IL TEMPO DEL RACCOLTO - 1° Agosto

Lughnasad segna il tempo del raccolto che è in seguito completato da Alban Elfed, l'Equinozio d'Autunno. E' un tempo di felicità, ma anche un tempo di preparazione all'autunno. E' ora che incominciamo a raccogliere ciò che abbiamo seminato ed è ora che comprendiamo la saggezza dell'accurata preparazione e la semina dei buoni semi nella nostra vita e nelle vite degli altri.
Pronunciato "loo-nus-uh", significa "la commemorazione di Lugh". In Gaelico Irlandese viene pronunciato Lunasa e significa l'intero mese di Agosto. In Gaelico Scozzese viene pronunciato Lunasda e significa Lammas - 1° Agosto.
Come dio di fuoco e di luce, il nome di Lugh può ben provenire dalla stessa radice del latino lux, che significa luce.
Per indicare l'abilità e la versatilità di Lugh egli viene chiamato "ugualmente esperto in tutte le arti" e "il leone con la mano ferma" e "il dio luminoso dall'abile mano".
Il periodo di Lughnasad è il momento della mietitura - di festeggiamento nel pieno dell'estate, ed anche del riconoscimento della realtà della morte - in - vita - per l'imminente autunno che giungerà, e con esso l'oscurità e il freddo. Così questo è il momento della felicità, ma anche di preparazione del periodo davanti.
Nell'epoca cristiana, la festa del 1° Agosto divenne Lammas, nome che derivava da hafmaess, (loaf-mass), l'antico nome inglese della festa, quando un pane ammassato fatto con il primo grano maturo veniva portato in chiesa per essere consacrato sopra l'altare. Le grandi assemblee di un tempo furono ridotte a feste del weekend, concentrate su una domenica del tardo luglio o agosto. Sulla cima delle colline, essi facevano dei pic-nic, giocavano ed al tramonto, accendevano fuochi, suonavano melodie con il violino o la cornamusa, e danzavano tutta la notte. Così facendo, essi inconsciamente stavano pagando un tributo a Lugh, il dio ora scordato che veniva associato con le prominenti colline.
Possiamo immaginare di essere presenti al primo vero rito in cima ad uno dei sacri tumuli eretti in Inghilterra ed in Irlanda per questa celebrazione, molti anni fa: il falcetto di ferro che sta tagliando il primo fascio di grano che viene portato tenendolo in alto in una processione cerimoniale che corre velocemente verso la sommità. Qui esso viene solennemente offerto a Lugh, quindi ripartito tra la gente, che canta i propri ringraziamenti, ricongiungendosi nella consapevolezza che l'antico legame fra gli dei e il genere umano è ancora vincolante, e così la gente vivrà.

CONSIGLI: Fai un pane di Lammas, invita gli amici per cena, festeggia i più grandi successi dell'anno. Danza o fai meditazione in movimento. Osserva una spiga di frumento, un covone di grano. Tocca ed esplora i suoi contorni e i suoi dettagli. Chiudi gli occhi e visualizzalo con il tuo occhio interiore. Lascia che queste immagini interiori/esteriori pervadano la tua danza della mietitura. Puoi provarlo a farlo all'esterno nel grano di un amico coltivatore, o in un campo di grano. Guarda come le spighe di frumento, i covoni di grano, ecc, appartengono e si muovono con ciò che li circonda. Danza con consapevolezza.

Con affetto, Duirin

Nella visione celtica-druidica, luglio è uno dei mesi più luminosi e potenti dell'anno. È il tempo in cui la forza del S...
01/07/2026

Nella visione celtica-druidica, luglio è uno dei mesi più luminosi e potenti dell'anno. È il tempo in cui la forza del Sole, raggiunto il suo apice ad Alban Hefin (il Solstizio d'Estate), continua a nutrire la Terra mentre, lentamente e quasi impercettibilmente, inizia il cammino verso la metà oscura dell'anno.
Se si osserva luglio attraverso gli occhi della tradizione druidica, si scopre che è un mese sospeso tra due mondi: la piena luce e il suo graduale declino. Non è un periodo di inizio come la primavera, né di raccolto compiuto come l'autunno. È il momento della consapevolezza. L'energia non è quella impetuosa della primavera. È più matura. Chiede profondità anziché velocità. Se giugno rappresenta l'espansione, luglio rappresenta la maturazione. I frutti iniziano a formarsi, i campi si riempiono di promesse e la natura mostra il risultato di ciò che è stato seminato nei mesi precedenti. È il tempo della gratitudine, dell'offerta e del riconoscimento dei doni ricevuti. Nulla viene dato per scontato: ogni frutto nasce dall'incontro tra il lavoro umano e la benedizione della natura. Luglio è un mese liminale che fa da ponte tra due feste celtiche molto diverse tra loro. L'inizio di questo mese è caratterizzato dalle energie del solstizio. Da metà luglio si avvertono già le energie di Lughnasadh (primo agosto), la prima delle feste del raccolto. Questo mese porta con sé un insegnamento importante: ogni pienezza contiene già il seme della trasformazione. Luglio insegna, quindi, ad accogliere i cambiamenti senza paura e
aiutando a comprendere che la vera abbondanza non consiste nell'avere di più, ma nel riconoscere ciò che è già maturato dentro di noi.
Per la spiritualità druidica, il sole di luglio non rappresenta solo la luce esterna, ma anche quella interiore: la fiamma dell'anima che illumina la strada quando si vive in armonia con la Natura. L'essenza di luglio è racchiusa nella capacità di riconoscere i frutti del proprio cammino e offrirli al mondo con gratitudine, vivendo in armonia con il ritmo della Ruota dell'Anno. Anche gli alberi, così importanti nella tradizione druidica, parlano in questo mese. Le loro chiome sono nel massimo splendore, ma le radici continuano a nutrirli in silenzio. È un insegnamento prezioso: più ci si eleva, più si deve restare radicati.

Che questo mese insegni l'arte della gratitudine, mantenga radicati come l'albero e liberi come il vento, accogliendo ogni giorno come un dono della Terra.

Elidir

Indirizzo

Via Luigi Capuana 13
San Pietro Clarenza
95030

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