05/09/2026
“Ma nei tuoi piatti mancano i carboidrati!”
È un’osservazione che ricevo spesso.
E merita una risposta, perché la questione è un po’ più complessa di “carboidrati sì” o “carboidrati no”.
Quando si riducono significativamente i carboidrati, soprattutto in persone con insulino-resistenza, adiposità viscerale o alterazioni metaboliche, possono cambiare diverse cose:
• diminuiscono le oscillazioni della glicemia
• può ridursi l’iperinsulinemia
• aumenta l’utilizzo dei grassi come fonte energetica
• se la restrizione è sufficientemente marcata, aumenta la produzione di corpi chetonici.
E qui entra in gioco una molecola interessante: il β-idrossibutirrato (BHB).
Non è soltanto un carburante alternativo al glucosio: è anche una molecola di segnalazione e la ricerca ha studiato il suo ruolo nella modulazione di processi infiammatori, tra cui l’attivazione dell’inflammasoma NLRP3.
Ma attenzione: c’è un altro aspetto fondamentale.
Quando una persona “toglie i carboidrati”, spesso non elimina semplicemente riso o patate.
Elimina anche dolci, zuccheri aggiunti, bevande zuccherate, farine raffinate, snack e molti alimenti ultraprocessati.
E spesso, senza nemmeno rendersene conto, riduce anche l’introito energetico e il grasso viscerale.
Quindi se una persona dice:
“Da quando ho ridotto i carboidrati mi sento meno infiammata”
la sua esperienza può essere assolutamente reale.
Ma non possiamo trasformarla automaticamente in:
❌ “I carboidrati sono infiammatori.”
Perché una patata non è un biscotto.
Il riso non è una bevanda zuccherata.
La frutta non è un prodotto ultraprocessato.
La risposta metabolica dipende dal contesto, dalla quantità, dalla qualità degli alimenti e soprattutto dalla persona.
Per questo, quando vedete nei miei piatti una maggiore presenza di proteine, verdure e grassi di qualità e una quota glucidica ridotta, non significa che io consideri i carboidrati “il nemico”.
Significa che non tutti hanno bisogno della stessa strategia, nello stesso momento.
La nutrizione non è una guerra contro i carboidrati.
È imparare a capire quando, quanto e quali possono essere più adatti a quella persona.
Ed è proprio questa la differenza tra seguire una regola e costruire una strategia.
Tu come ti senti quando riduci i carboidrati? Hai notato differenze nella tua energia, nella fame o nel benessere?