Healy

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10/05/2026

A tutte le madri.
Alle madri che hanno perso i propri figli, alle madri di creature diversamente splendide, o di figli mai nati né mai custoditi nel proprio grembo.
Alle madri dei propri genitori, fratelli e nipoti, e alle madri di se stesse, perché non si nasce una volta sola ma la vita obbliga a partorirsi a ogni caduta o difficoltà.
Alle madri d'anima che abitano le corsie degli ospedali, gli asili, le case di riposo, le carceri, le comunità di recupero, tutte custodi di fragilità e delicatezza.
Alle madri della propria Terra, che contengono in sé la grazia e la saggezza ancestrali.
Esistono infiniti modi di essere madre, tutti legittimi e straordinariamente appaganti, il cui denominatore comune è l'Amore e che il tempo, le distanze o le convenzioni non potranno mai scalfire.

12/03/2026

Lei cantava alle stelle,
fino a che capì che le stelle erano dentro di lei.
Lei onorava i suoi antenati,
fino a che capì che i suoi antenati erano vivi
in ogni albero, ogni fiume, ogni pietra.
Leggeva libri di scienza, sciamanesimo e coscienza,
fino a che ha iniziato ad ascoltare la voce della propria essenza.
Lei ha trovato in sè stessa la purezza e la bellezza,
lei stessa era tutto ciò che aveva cercato sulla Terra.

Arnau de Tera

❤Siamo uno strano popolo.Siamo abituati al silenzio, al vento ed al fuoco,a guardare il mare seduti sul montee parliamo ...
09/03/2026



Siamo uno strano popolo.
Siamo abituati al silenzio, al vento ed al fuoco,a guardare il mare seduti sul monte
e parliamo al sacro senza usare parole.
La paura è un fatto privato, nessuno sa cosa temiamo.
Non abbiamo re, ma solo regine e il dio è Padre e Madre.
Il sole e la luna sono figli del vento
e siamo soli davanti a Dio.
La Morte ci cammina dentro, moriamo ogni notte e ogni giorno rinasciamo
e l'astore e la volpe sono i nostri maestri.
La vendetta e il perdono ci vengono insegnati già nei primi anni e, ancora bambini, sappiamo che bisogna tacere.
Le nostre notti sono buie, ma le ali dei demoni che nascondono il sole non ci fanno paura e le janas sono solo le custodi della notte. Non si sfidano, non si provocano, anche loro fanno parte del creato.
Siamo sardi, siamo uomini anche quando siamo donne e gli uomini sanno piangere senza vergognarsi.
Siamo sardi sempre, anche quando il mare ci porta il nemico e noi e la terra siamo tutt'uno.
E la terra, la nostra terra è come noi. Aspra, silenziosa, abitata dal vento di maestrale, dai sacri ulivi e dalle grandiose querce e il falco e l'astore volano sempre alto,
verso Dio.

( Grazia Deledda, Premio Nobel per la Letteratura )

05/03/2026

Pertanto, se non ti fai simile a Dio, non potrai capire Dio: perchè il simile non è intellegibile se non dal simile. Innalzati una grandezza oltre ogni misura, con un balzo liberati dal tuo corpo, sollevati al di sopra di ogni tempo, fatti eternità: allora capirai Dio. Convinciti che niente ti è impossibile, pensati immortale ed in grado di comprendere tutto...sali più in alto della più alta altezza, discendi più in basso della più abissale profondità, richiama in te tutte le sensazioni di ciò che è creato, del fuoco, dell'acqua, dell'umido e del secco, immaginando di essere dovunque sulla terra, nel mare, in cielo...se riesci ad abbracciare nel tuo pensiero tutte le cose insieme,tempi, spazi, sostanze, qualità e quantità, allora potrai comprendere veramente Dio.
(Corpus Hermeticum XII).

18/02/2026

"Diciamolo alle persone “troppo furbe”:
esistiamo ancora noi,
quelli che si emozionano davanti alla correttezza,
non davanti alle apparenze.

Essere corretti non è questione di convenienza,
né di paura d’essere scoperti.
È una forma di classe,
uno stile di vita che non tutti possono permettersi.

Essere corretti significa restare se stessi,
anche quando conviene il contrario.
Non per piacere a tutti,
ma per riconoscersi tra simili."
(Angela Benedetti)

07/02/2026

Invidia e arroganza, la trappola che divora la fiducia.

Sì, invidia e arroganza stanno spesso nello stesso circuito, non perché “si assomigliano”, ma perché si compensano a vicenda.

L’invidia, nella sua forma più corrosiva, nasce quando il confronto con l’altro viene vissuto come una ferita di valore personale, non come uno stimolo. In molte ricerche recenti l’invidia viene descritta come emozione che può spingere verso ostilità e condotte aggressive, soprattutto nella versione “malicious”, legata a una spinta a ridurre l’altro, più che a crescere. In parallelo, vari lavori sul narcisismo mostrano che l’invidia può convivere con strategie difensive come disprezzo, superiorità ostentata e aggressività, usate per schermare vulnerabilità e vergogna.

Qui entra l’arroganza. L’arroganza è spesso una protesi: gonfia un Io che sotto si sente esposto. Da fuori sembra forza, da dentro è controllo e rigidità. Alcuni modelli contemporanei parlano proprio di una spirale invidia, disprezzo, superiorità come regolazione emotiva “autoprotettiva”, cioè mi sento meno, allora alzo la voce interna e abbasso l’altro.

Poi c’è il carburante, il desiderio. Se il desiderio viene ridotto a “voglio quell’oggetto”, è semplice. Se invece viene visto come “voglio sentirmi vivo, visibile, riconosciuto”, allora l’oggetto diventa un pretesto sostituibile. Ed è qui che il consumo moderno è geniale e crudele: non vende solo cose, vende micro identità pronte all’uso. La pubblicità lavora moltissimo su processi emotivi e di ricompensa, motivazione, attenzione, e lo fa costruendo stimoli che accendono brama e urgenza, spesso con leve come piacere immediato e paura di restare fuori.

Quando l’invidia diventa “bisogno”, succede una cosa precisa: la sofferenza non viene letta come segnale da capire, viene trattata come prurito da grattare. E se la gratificazione è intermittente, un po’ sì un po’ no, si crea un ciclo di rincorsa. È lo stesso principio per cui certe piattaforme digitali agganciano l’attenzione con ricompense variabili, alimentando anticipazione e delusione in loop.

Cosa capita quando siamo arroganti e invidiosi dentro noi stessi?

Capita che la violenza cambia bersaglio. Non colpisce solo gli altri, colpisce la propria vita.

L’invidia interna fa questo: trasforma ogni gesto in un confronto, ogni giornata in un bilancio, ogni gioia in una prova. Anche quando “va bene”, resta il sospetto di non essere abbastanza. L’arroganza interna aggiunge la frusta: “dovresti essere superiore a tutto questo”, “non ti è concesso essere fragile”, “non devi desiderare così”, e intanto desideri lo stesso, solo di nascosto. Questa doppia pinza produce macerazione, perché la parte che soffre viene umiliata e la parte che umilia non diventa mai soddisfatta.

In quel punto si perde la fiducia reale, quella che nasce dal contatto con i propri bisogni fondamentali e con i propri limiti concreti. Al suo posto entra una fiducia in leasing: “valgo se mi scelgono, se mi notano, se mi compro la prova”. È la logica del mercato applicata all’anima, senza bisogno di dirlo ad alta voce. E si diventa arroganti proprio verso ciò che è essenziale, sonno, corpo, relazioni vere, lavoro fatto bene, tempo non venduto. Si pretende prestazione anche quando servirebbe cura e semplicità, si disprezza la propria fatica, si fa bullismo al proprio cuore.

Il risultato è paradossale: per “emergere” ci si riduce. Per sentirsi vivi ci si rincorre. Per non sentire la ferita la si riapre ogni giorno, perché il confronto continuo la tiene in attività.

Una via d’uscita coerente, spostare il centro dalla logica dell’avere alla logica dell’essere. Non come frase bella, come test pratico. Quando l’invidia sale, la domanda utile non è “cosa mi manca”, è “che bisogno umano sto tentando di comprare in forma travestita”. Riconoscimento, appartenenza, competenza, bellezza, senso, libertà. Se lo vedi, l’oggetto perde magia e torna oggetto.

E quando l’arroganza sale, la domanda utile non è “come li metto a posto”, è “che vergogna sto coprendo”, oppure “che paura sto evitando”. L’arroganza, quasi sempre, protegge un punto infantile che non ha avuto abbastanza sicurezza. Se lo tratti come nemico, aumenta. Se lo tratti come segnale, si riduce.

La cosa più concreta, invidia e arroganza diventano tossiche quando impediscono l’esperienza diretta. Si vive per immagine e confronto, non per realtà. L’antidoto non è moralismo, è recupero di contatto, piccoli atti verificabili, scelta di bisogni veri, e soprattutto sottrarre attenzione alle leve che fabbricano insoddisfazione per mestiere. E sì, è una decisione culturale prima ancora che psicologica.
Sauro Tronconi


07/02/2026

"Quando la vita diventa troppo complicata e ci sentiamo sopraffatti, spesso è utile fare un passo indietro e ricordarci del nostro scopo generale, del nostro obiettivo generale. Quando ci troviamo di fronte a una sensazione di stagnazione e confusione, può essere utile prendersi un'ora, un pomeriggio o anche diversi giorni per riflettere semplicemente su ciò che ci renderà veramente felici, e poi ristabilire le nostre priorità sulla base di ciò. Questo può rimettere la nostra vita nel giusto contesto, offrirci una nuova prospettiva e permetterci di capire quale direzione prendere."
Dalai Lama

01/02/2026

Se sei in conflitto con un’altra persona, la prima cosa che dovresti fare è cercare di capirla a fondo. Guardare in profondità ti farà vedere la sua sofferenza e allora non avrai più voglia di farle del male, di punirla o di farla soffrire, ma accetterai così com’è e cercherai di aiutarla. E’ così che la comprensione contribuisce a rendere possibile l’amore. A sua volta l’amore aiuta la comprensione ad approfondirsi:

Se in te c’è l’energia della compassione, vivi nel più sicuro degli ambienti. La compassione può esprimersi nei tuoi occhi, nel modo in cui agisci o reagisci, nel modo in cui cammini, ti siedi o mangi, nel modo in cui tratti gli altri. È il miglior mezzo di autoprotezione. Può anche essere contagiosa. È davvero meraviglioso stare seduti accanto a qualcuno che ha nel cuore la compassione.

Thích Nhất Hạnh❤️

23/01/2026

Mi era stato detto di non cogliere le mele perché appartenevano non so bene a chi. Proprio per questo ne ho colta una e mi è piaciuto rubarla e l'ho addentata di nascosto e il sapore era così diverso dagli altri, così nuovo, quasi divino. E
a quel punto, non so chi, mi ha detto che avrei partorito con dolore e che la mia vita non sarebbe stata facile, che avrei dovuto soffrire solo per mostrare la
mia esistenza. E così è stato. Sempre in ombra, sempre comparsa, sempre figlia di un Dio minore. Strega, demonio e poi pu***na: bruciata sui roghi dell'ignoranza, condannata da un credo cieco e deforme, additata da una società isolata nei sui limiti crudeli e abietti. E adesso sono qui, con la mia vita e con la mia mela in tasca che addento, ogni tanto e ogni morso è un passo avanti, ogni morso è una parte di me che esce fuori, con un sorriso .

Molte volte ci sentiamo dire: “Cerca di innalzare le tue vibrazioni”, ma quasi mai ci viene spiegato come si fa. Ecco 10...
18/01/2026

Molte volte ci sentiamo dire: “Cerca di innalzare le tue vibrazioni”, ma quasi mai ci viene spiegato come si fa. Ecco 10 consigli pratici.

1. Impara a rimanere in silenzio nei momenti di grande turbolenza: Pace Mentale e Pazienza sono i tuoi migliori alleati durante le crisi.

2. Evita di giudicare le altre persone: la tua percezione del mondo esterno fa parte del tuo mondo interiore. Quando parli male degli altri, parli male di te stesso. Quindi ama te stesso sospendendo il giudizio.

3. Concentra la tua attenzione sulle cose che ti piacciono di più: ciò a cui resisti, persiste. Se ti concentri sul negativo, lo farai crescere. Se ti concentri sul positivo, lo farai anche crescere. Quindi cosa scegli?

4. Combatti pure le ingiustizie, cambia pure la realtà che puoi cambiare, ma sappi distinguerla da ciò che non puoi cambiare. Considera ogni ostacolo che non puoi abbattere o superare come una prova: stai pagando vecchi debiti per vecchie azioni. Quindi ciò che non puoi cambiare, accettalo e lascialo scorrere. Avrai liberato il tuo karma.

5. Non perdere mai la speranza, ciò che non è accaduto oggi può accadere domani . A volte ciò che sembra reale è solo un cattivo pensiero. Cambialo! I pensieri sono cose. La realtà è creata dal pensiero individuale e dal pensiero collettivo. Cambia percezione o mappa della realtà e cambierai la tua realtà.

6. Perdona, lascia andare e libera: può essere difficile, ma è necessario. Fallo per te. Questi sentimenti negativi sono ciò che sostengono il ciclo del karma. Qualcuno deve romperlo, inizia a farlo da solo!

7. Parla sempre in termini positivi: le parole formano anche la realtà, sia la tua che quella degli altri. Attenzione a quello che dici, sii positivo, affermativo e scegli ogni parola molto bene.

8. Medita almeno due volte al giorno (5 minuti sarebbero un ottimo inizio): è il modo migliore per calmare la mente ed entrare in contatto con il proprio essere spirituale.

9. Visualizza situazioni piacevoli per te e per tutti i tuoi cari: ciò che esiste nella tua mente si manifesterà nella tua realtà. Crea quella realtà per te e per i tuoi cari, creerai felicità.

10. Metti in circolo Amore, non importa cosa ricevi: l'amore costruisce. L'amore guarisce. L'amore ristora. L'amore è una scelta, non una reazione. Dai Amore, sarai più felice .

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