Dott. Piero Liotta biologo nutrizionista

Dott. Piero Liotta biologo nutrizionista Visite nutrizionali in studio. Programmi dietetici personalizzati in condizioni fisiologiche e patologiche. Alimentazione per sportivi.

Diete chetogeniche, vegetariane, vegane.

16/06/2026
Il rallentamento del dimagrimento non dipende esclusivamente dalle calorie introdotte, ma dall’interazione tra adattamen...
11/05/2026

Il rallentamento del dimagrimento non dipende esclusivamente dalle calorie introdotte, ma dall’interazione tra adattamenti metabolici, regolazione della fame, qualità del sonno e composizione della dieta. Ecco alcuni dei principali fattori coinvolti:
1. Elevata densità energetica degli alimenti “salutari”: Alimenti come frutta secca, avocado, granola, smoothie possono apportare molte calorie in piccoli volumi. La sazietà dipende da: contenuto proteico,fibre,volume del pasto,risposta ormonale post-prandiale.Anche alimenti nutrizionalmente validi possono ostacolare il deficit energetico se consumati in eccesso.

2. Insufficiente apporto proteico
Le proteine contribuiscono a:
sazietà, termogenesi indotta dalla dieta, mantenimento della massa muscolare.
Durante il dimagrimento, un intake proteico insufficiente può favorire la perdita di massa magra e ridurre il dispendio energetico basale.La preservazione della massa muscolare è metabolicamente rilevante.

3. Calorie liquide e regolazione della fame
Le bevande caloriche hanno una minore capacità saziante rispetto agli alimenti solidi.
Per questo motivo, le calorie liquide vengono compensate meno efficacemente nei pasti successivi, aumentando più facilmente l’introito energetico totale. La forma fisica dell’alimento influenza l’omeostasi energetica.

4. Restrizione del sonno
Dormire poco altera diversi meccanismi coinvolti nella regolazione dell’appetito:
↑ grelina
↓ leptina
maggiore ricerca di alimenti ipercalorici.
Sonno e metabolismo sono strettamente interconnessi.

5. Adattamento metabolico durante deficit prolungati.Deficit calorici troppo aggressivi possono indurre adaptive thermogenesis:
riduzione del dispendio energetico,aumento della fame,diminuzione del NEAT. Questi adattamenti riducono progressivamente il deficit energetico reale e peggiorano la sostenibilità del percorso.

Conclusione:
Il dimagrimento è un processo multifattoriale regolato da meccanismi fisiologici complessi.
Per questo motivo, strategie eccessivamente restrittive risultano spesso meno efficaci rispetto ad approcci sostenibili, orientati alla preservazione della massa muscolare, della sazietà e della salute metabolica nel lungo termine.

L'idea che allenarsi a stomaco vuoto sia la scorciatoia definitiva per bruciare i grassi è un mito duro a morire. Le evi...
19/03/2026

L'idea che allenarsi a stomaco vuoto sia la scorciatoia definitiva per bruciare i grassi è un mito duro a morire. Le evidenze scientifiche più recenti, pubblicate tra il 2025 e l'inizio del 2026, dipingono un quadro più sfumato: il fasted cardio è uno strumento utile, ma non miracoloso.

​Ossidazione dei grassi vs. Dimagrimento
​È vero che a digiuno il corpo utilizza una percentuale maggiore di grassi come carburante durante l'esercizio, poiché l'insulina è bassa. Tuttavia, il metabolismo umano opera per compensazione: le ricerche confermano che se bruci più grassi durante la sessione mattutina, il corpo tenderà a bruciare più carboidrati nel resto della giornata. A parità di calorie totali assunte nelle 24 ore, la perdita di grasso tra chi si allena a digiuno e chi dopo un pasto è identica.

​Prestazione e intensità: il vero limite
​Il limite principale del digiuno emerge negli allenamenti di forza o ad alta intensità (HIIT). Senza glucosio prontamente disponibile, la qualità della sessione cala mediamente del 10-15%. Se il tuo obiettivo è la performance o la costruzione di massa muscolare, allenarti dopo un pasto leggero ti permette di spingere di più, ottenendo risultati migliori nel lungo periodo.

​I benefici reali: flessibilità e ormoni
​Il vero vantaggio del digiuno non è estetico, ma funzionale. Gli studi evidenziano che l'esercizio a stomaco vuoto migliora drasticamente la sensibilità insulinica e stimola adattamenti mitocondriali positivi, insegnando al corpo a gestire meglio le riserve energetiche. Molti atleti riportano anche una maggiore lucidità mentale grazie al rilascio di adrenalina e noradrenalina.

​Tuttavia, bisogna prestare attenzione al cortisolo: per i soggetti più sensibili allo stress, il digiuno prolungato unito allo sforzo fisico può innalzare eccessivamente l'ormone dello stress, rischiando di compromettere il recupero muscolare e la qualità del sonno.

In definitiva, il digiuno è un alleato prezioso per la salute metabolica, ma la nutrizione pre-workout rimane la strategia gold standard per chi cerca la massima performance o l'ipertrofia.

Pazienti felici e soddisfatti, nessuna pozione magica, solo alimentazione personalizzata e tanta costanza.
11/03/2026

Pazienti felici e soddisfatti, nessuna pozione magica, solo alimentazione personalizzata e tanta costanza.

🔥 RISULTATO STRAORDINARIO 🔥Uomo, 64 anni,❌ NON fa palestra❌ Nessun allenamento estremo✅ Solo percorso nutrizionale perso...
04/03/2026

🔥 RISULTATO STRAORDINARIO 🔥
Uomo, 64 anni,
❌ NON fa palestra
❌ Nessun allenamento estremo
✅ Solo percorso nutrizionale personalizzato
In pochi mesi:
✔️ –8,8 kg
✔️ –12 cm girovita
✔️ –7,1% di massa grassa
✔️ BMI tornato in fascia salute
Questo è ciò che succede quando disciplina e piano alimentare su misura lavorano insieme.
L’età NON è un limite. Il metabolismo NON è una scusa.
Se anche tu vuoi risultati concreti, misurabili e realistici,
📩 scrivimi in privato e iniziamo il tuo percorso.
Il prossimo risultato pubblicato potrebbe essere il tuo. 💪

Negli ultimi anni molti “fuffaguru” e biohacker sostengono che gli oli vegetali siano tossici e pro-infiammatori. Altri ...
03/03/2026

Negli ultimi anni molti “fuffaguru” e biohacker sostengono che gli oli vegetali siano tossici e pro-infiammatori. Altri li considerano fondamentali per la salute. Dove sta la verità? Ecco un’analisi indipendente e sintetica.

🔬 Cosa sono
Gli oli vegetali (oliva, girasole, soia, mais, colza, ecc.) sono composti principalmente da grassi:
Saturi
Monoinsaturi (MUFA)
Polinsaturi (PUFA)

La differenza tra un olio e l’altro sta nella proporzione di questi grassi, nella stabilità alle alte temperature e nel metodo di estrazione (spremitura meccanica vs raffinazione industriale).

🧠 Il nodo della questione
❌ “Sono pro-infiammatori”
L’accusa riguarda soprattutto gli omega-6 (PUFA) presenti in molti oli di semi.
La narrativa comune è: più omega-6 = più infiammazione.
📌 La ricerca però non conferma che un consumo normale di omega-6 aumenti l’infiammazione nelle persone sane. Il problema può nascere solo in diete molto sbilanciate rispetto agli omega-3, tipiche di regimi ricchi di cibi ultra-processati e poveri di pesce, frutta secca e semi “Sono industriali e quindi dannosi”
Alcuni oli vengono raffinati ad alte temperature o con solventi, ma questo non li rende automaticamente tossici. Come per molti alimenti, è la qualità della materia prima e la frequenza di consumo a fare la differenza.
❌ Errore tipico dei guru
Generalizzare tutti gli oli come se fossero uguali
Usare studi preliminari come verità definitive
Ignorare il contesto della dieta complessiva.

Cosa dice la scienza
✅ Sostituire grassi saturi con oli ricchi di mono e polinsaturi è associato a un minor rischio cardiovascolare.
✅ Gli omega-6 non sono “il nemico” se inseriti in una dieta equilibrata.
⚠️ La qualità conta: un olio extravergine spremuto a freddo è diverso da un olio altamente raffinato.

Cosa scegliere
✔️ Ottime opzioni:
Olio extravergine di oliva
Olio di colza
Oli ricchi di omega-3 (lino, chia)

⚠️ Da bilanciare:
Oli molto ricchi di omega-6 (mais, girasole alto linoleico), soprattutto se l’alimentazione è povera di omega-3.

🎯 Messaggio finale
Gli oli vegetali non sono veleni, ma nemmeno superfood miracolosi. Non sono “pro-infiammatori” di default: tutto dipende da qualità, quantità ed equilibri.

Se fai sport di resistenza come corsa, ciclismo o triathlon, non contano solo i chilometri, ma anche ciò che mangi ogni ...
01/03/2026

Se fai sport di resistenza come corsa, ciclismo o triathlon, non contano solo i chilometri, ma anche ciò che mangi ogni giorno. La nutrizione giusta ti permette di avere energia costante, recuperare più velocemente e tollerare meglio la fatica, senza complicarti la vita.

Carboidrati giusti
Pasta, riso, patate e frutta sono la base della tua energia. Scegli quelli semplici e digeribili prima e dopo l’allenamento e quelli più completi nei pasti lontani dall’attività, così eviti cali improvvisi e fame nervosa.

Proteine per il recupero:
Uova, yogurt, legumi, pesce e carne aiutano i muscoli a recuperare più velocemente, a sostenere volumi di allenamento elevati e a ridurre il rischio di affaticamento e infortuni. Non servono quantità esagerate, ma regolarità ogni giorno.

Grassi di qualità
Olio extravergine, frutta secca, semi e pesce grasso non rallentano le prestazioni. Al contrario, supportano la resistenza negli allenamenti lunghi, migliorano l’efficienza energetica e aiutano a gestire lo stress fisico. Sono i tuoi alleati silenziosi.

Verdura e frutta
Non servono solo “per la salute”. Forniscono vitamine e minerali che migliorano la produzione di energia, favoriscono il recupero e aumentano la tolleranza alla fatica. Varietà e colore nei piatti sono più importanti di ricette complesse.

Spunti pratici
Mangia semplice e reale tutti i giorni
Gel e barrette solo quando davvero servono
Evita allenamenti “a digiuno” solo per moda.
Dormire e nutrirsi bene battono qualsiasi integratore.

Messaggio finale: mangiare meglio non significa complicarsi la vita. Significa allenarsi con più energia, recuperare più in fretta e migliorare nel tempo. Allenati, mangia semplice, e guarda i risultati arrivare con costanza.💪

Le Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 hanno confermato l’importanza strategica dei carboidrati nella nutrizione ...
23/02/2026

Le Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 hanno confermato l’importanza strategica dei carboidrati nella nutrizione sportiva d’élite. L’analisi delle scelte alimentari degli atleti ha dimostrato che, in contesti di competizione ad alta intensità, l’apporto di carboidrati è determinante per performance, recupero e funzione cognitiva. Questo dimostra ancora una volta, anche se non era necessario, che i fuffaguru carbofobici con le loro strampalate teorie senza dati scientifici oggettivi, giocano sulla paura della gente e vanno segnalati a chi di dovere e non seguiti.

Analizziamo insieme tutti i vantaggi per non eliminare i carboidrati:

📌 Fabbisogno energetico e glicogeno: le discipline olimpiche richiedono sforzi ripetuti ad alta intensità. L’ossidazione del glicogeno muscolare ed epatico costituisce la principale fonte energetica. I pasti ricchi di carboidrati hanno mantenuto le riserve glicidiche, riducendo fatica periferica e centrale.

📌 Recupero metabolico: il reintegro strategico dei carboidrati tra allenamenti e gare ha massimizzato la sintesi di glicogeno post‑exercise, ottimizzando la capacità di sostenere carichi elevati in giorni consecutivi.

📌 Funzione cognitiva: sport tecnici come biathlon, pattinaggio artistico e slittino richiedono prontezza decisionale, coordinazione e attenzione. Il glucosio cerebrale ha supportato performance tecniche ottimali durante prove prolungate o complesse.

📌 Periodizzazione dei nutrienti: i menù dei villaggi olimpici, ricchi di pasta, riso, patate e cereali integrali, hanno mostrato un approccio periodizzato e individualizzato: quantità, qualità e timing dei carboidrati calibrati in base alla disciplina e al carico di gara.

📌 Messaggio complessivo: l’esperienza olimpica ha ribadito che la demonizzazione dei carboidrati è infondata. Usati strategicamente, sono indispensabili per energia, recupero, concentrazione e benessere psicofisico, pilastro imprescindibile della nutrizione sportiva basata sull’evidenza scientifica.

La sindrome da reflusso gastro-esofageo (GERD) è una patologia cronica caratterizzata dalla risalita del contenuto gastr...
19/02/2026

La sindrome da reflusso gastro-esofageo (GERD) è una patologia cronica caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico acido nell’esofago, con sintomi quali pirosi retrosternale, rigurgito, tosse secca e, nei casi più avanzati, esofagite.

Cause principali
Il meccanismo alla base della GERD è l’alterazione della funzione dello sfintere esofageo inferiore, associata a fattori come:
-sovrappeso e aumento della pressione intra-addominale.
-rallentato svuotamento gastrico
-ipersecrezione acida.
-ernia iatale.

Alcuni alimenti e abitudini scorrette possono favorire il peggioramento dei sintomi.

Alimentazione e reflusso
Sono frequentemente responsabili dell’esacerbazione dei sintomi:
-ciibi fritti e ricchi di grassi
-cioccolato, menta e caffè
-agrumi e pomodoro
-alcol, bevande gassate e spezie piccanti.

Un’alimentazione più tollerata prevede:
-cereali complessi ben digeribili.
-verdure cotte e non acide.
-proteine magre (carni bianche, pesce, uova).
-latticini magri o fermentati.
-frutta non acida.

Strategie nutrizionali e comportamentali
-pasti piccoli e frazionati.
-evitare di sdraiarsi dopo i pasti.
-masticazione lenta.
-controllo del peso corporeo.
-riduzione di stress, fumo e sedentarietà.

Conclusione
La GERD è una condizione multifattoriale in cui nutrizione e stile di vita rappresentano strumenti fondamentali di prevenzione e trattamento. Un approccio nutrizionale personalizzato, integrato quando necessario con terapia farmacologica, consente un efficace controllo dei sintomi e una migliore qualità di vita.

L’aumento della massa muscolare è un adattamento fisiologico che richiede nutrizione adeguata, allenamento mirato e recu...
13/02/2026

L’aumento della massa muscolare è un adattamento fisiologico che richiede nutrizione adeguata, allenamento mirato e recupero.
Non è necessario ricorrere a anabolizzanti o sostanze artificiali: un approccio natural, supportato da evidenze scientifiche, consente risultati efficaci e duraturi nel rispetto della salute.

Fisiologia dell’Ipertrofia
L’ipertrofia si verifica quando la sintesi proteica muscolare supera la degradazione. Questo equilibrio positivo dipende da:
-Stimolo meccanico (allenamento)
-Disponibilità energetica e proteica
-Recupero adeguato
Senza uno di questi elementi, il processo risulta inefficiente.

Alimentazione per la Crescita Muscolare
Surplus Calorico Moderato: Un surplus di circa 250–400 kcal/die è sufficiente per favorire la crescita muscolare limitando l’accumulo di grasso.

Proteine
Fabbisogno: 1,6–2,2 g/kg di peso corporeo
Fonti: uova, pesce, carni magre, latticini, legumi, soia
La distribuzione uniforme durante la giornata migliora la risposta anabolica.

Carboidrati e Grassi
I carboidrati sostengono performance e recupero
I grassi (20–30% delle kcal) supportano la produzione ormonale
Preferire alimenti integrali e grassi insaturi.

Allenamento
Per stimolare l’ipertrofia sono necessari:
-Sovraccarico progressivo
-Volume adeguato (10–20 serie/settimana per muscolo).
-Corretta esecuzione tecnica
Allenarsi di più non significa ottenere risultati migliori.

Recupero e Stile di Vita
Il muscolo cresce durante il recupero:
-Sonno: 7–9 ore/notte
-Riduzione dello stress
-Idratazione costante

Integratori
Non indispensabili, ma utili in alcuni casi:
-Proteine in polvere
-Creatina monoidrato
-Micronutrienti solo in caso di carenze
Il resto è spesso superfluo.

Conclusione
Costruire massa muscolare in modo natural è possibile, sicuro e sostenibile. Richiede costanza, pazienza e rispetto della fisiologia umana. La vera trasformazione non è rapida, ma è quella che dura nel tempo.

Indirizzo

Via Domenico Cimarosa N° 21
Sant'agata Di Militello
98076

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00

Telefono

+393491065390

Sito Web

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