Luca Giglio - Osteopata e Fisioterapista

Luca Giglio - Osteopata e Fisioterapista Fisioterapista - Osteopata
Laureato in fisioterapia nel 2016, diplomato in osteopatia nel 2021, iscritto al master OMPT della Sapienza, Roma.

Osteopatia:

È una disciplina scientifica basata su un approccio olistico al paziente che utilizza esclusivamente tecniche di tipo manuale, con lo scopo di ricercare la vera causa del sintomo, che può anche essere distante dal punto in cui si riferisce il dolore, dando così una risoluzione reale, rapida e soprattutto duratura! Avvalendosi di tecniche strutturali, viscerali e cranio-sacrali, non si

occupa soltanto dei disturbi muscolo-scheletrici (lombalgie, lombosciatalgie, cervicalgie, cervicobrachialgie, tendiniti, dolori articolari, esiti di traumi ecc.) ma anche dei disordini della sfera craniale (cefalee, riniti, otiti, sinusiti, click mandibolari, vertigini) e viscerale (coliti, stipsi, disturbi del ciclo mestruale, reflusso gastro-esofageo, gonfiore addominale). Tutto ciò, sempre dopo aver eseguito un'attenta analisi ed avere escluso qualsiasi tipo di controindicazione al trattamento! Fisioterapia:

Si occupa principalmente dei disturbi neurologici (esiti di ictus, morbo di parkinson neuriti periferiche, esiti di lesioni midollari), muscolo-scheletrici (lesioni muscolari, tendiniti, borsiti, esiti di interventi chirurgici, riatletizzazione post intervento, esiti di traumi ecc. ) e posturali (scoliosi, lordosi, cifosi). Si avvale inoltre dell'utilizzo di elettromedicali:
Tecar, onde d'urto, laser yag, magnetoterapia, Frems, tesla, elettrostimolazione, Frems, ultrasuoni.

17/06/2026

📚 Riferimenti citati nel video

• Stiell IG, Wells GA, Vandemheen K, et al. The Canadian CT Head Rule for Patients with Minor Head Injury (Lancet, 2001).
→ Regola decisionale clinica per identificare i pazienti con trauma cranico minore che necessitano di TC encefalo.

• Stiell IG, Wells GA, Vandemheen KL, et al. The Canadian C-Spine Rule for Radiography in Alert and Stable Trauma Patients (JAMA, 2001).
→ Regola decisionale clinica per stabilire quando è indicato l’imaging del rachide cervicale dopo trauma.

• National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Head Injury: Assessment and Early Management (NG232, 2023).
→ Linea guida per la valutazione del trauma cranico e le indicazioni all’imaging.

Il Buffalo Concussion Treadmill Test (BCTT) consiste in un test da sforzo progressivo eseguito su tapis roulant. Il paziente cammina a velocità costante mentre l’inclinazione aumenta gradualmente ogni minuto; durante il test vengono monitorati frequenza cardiaca, percezione dello sforzo e sintomi. Il test viene interrotto quando si osserva una significativa esacerbazione dei sintomi o quando il soggetto raggiunge l’esaurimento. La frequenza cardiaca raggiunta al momento della comparsa dei sintomi può essere utilizzata per guidare la prescrizione di esercizio aerobico sub-sintomatico nel percorso di recupero post-concussione.

Un piccolo riassunto rispetto al video precedente di ciò che accade a livello cerebrale in una concussion 💣
16/06/2026

Un piccolo riassunto rispetto al video precedente di ciò che accade a livello cerebrale in una concussion 💣

11/06/2026

Dopo un trauma cranico, la presenza anche di un solo segno o sintomo tra mal di testa, disorientamento, rallentamento nelle risposte, amnesia, visione offuscata, instabilità, calo della performance, fencing response, crisi epilettiche, nausea/vomito, perdita di coscienza o alterazioni del comportamento può far sospettare una concussion.

La diagnosi di concussion è clinica: gli esami di imaging non sono necessari nella maggior parte dei casi perché spesso risultano normali.

TC o altri esami strumentali diventano invece indicati quando sono presenti segni di possibile lesione strutturale, come deficit neurologici focali, peggioramento progressivo dei sintomi, alterazioni persistenti dello stato di coscienza o altri criteri di rischio.

Per decidere quando richiedere una TC cranica o una TC cervicale possono essere utilizzati algoritmi decisionali validati, come le linee guida NICE. Per la valutazione del rachide cervicale, uno degli strumenti più utilizzati sono le Canadian C-Spine Rules.

Ricorda che assenza di alterazioni all’imaging non significa assenza di concussion.

La maggior parte delle cervicalgie che vediamo ogni giorno è di origine muscoloscheletrica e segue un decorso benigno.Tu...
09/06/2026

La maggior parte delle cervicalgie che vediamo ogni giorno è di origine muscoloscheletrica e segue un decorso benigno.

Tuttavia, in rari casi, un dolore cervicale o una cefalea di nuova insorgenza possono rappresentare la manifestazione iniziale di una dissezione della carotide interna.

Il ruolo del fisioterapista non è fare diagnosi, ma riconoscere quando una storia clinica esce dai pattern abituali e richiede ulteriori approfondimenti.

Perché a volte la differenza non la fa il trattamento giusto, ma il sospetto giusto.

Ah, dimenticavo, i test pre-manipolativi che si utilizzavano… validità 0.

04/06/2026

Il cervello controlla il movimento attraverso reti complesse che integrano intenzione, previsione e feedback sensoriali. In questo processo il cervelletto ha un ruolo fondamentale: confronta continuamente ciò che il corpo sta facendo con ciò che avrebbe dovuto fare, aggiornando il movimento in tempo reale e rendendolo più efficiente.

Per questo un focus esterno può essere così utile: quando l’attenzione è rivolta all’obiettivo dell’azione — raggiungere un bersaglio, seguire una traiettoria, spostare un oggetto — il sistema nervoso tende a utilizzare maggiormente questi meccanismi automatici di controllo e adattamento, mentre concentrarsi eccessivamente sul corpo o sul singolo muscolo può aumentare il controllo volontario, favorendo rigidità, co-contrazione e strategie motorie meno efficienti, seppur all’inizio potrebbe essere necessario per rendere il paziente competente nel reclutare ed attivare un distretto e per aumentare le capacità di carico locali.

Nel dolore cervicale cronico questo è particolarmente rilevante: spesso il problema non è la mancanza di forza, ma un sistema che monitora e protegge il movimento in modo eccessivo.

Gli APA, cioè gli aggiustamenti posturali anticipatori, non sono qualcosa che il paziente “attiva” pensando a un muscolo...
01/06/2026

Gli APA, cioè gli aggiustamenti posturali anticipatori, non sono qualcosa che il paziente “attiva” pensando a un muscolo.

Sono automatismi rapidi e inconsci: il sistema nervoso prepara il corpo prima che il movimento generi una perturbazione. Per questo emergono soprattutto quando c’è un compito reale da svolgere, come afferrare un oggetto, lanciare una palla, ruotare il tronco o raggiungere rapidamente un bersaglio.

Un punto interessante è il focus esterno:
Quando il paziente concentra l’attenzione sull’effetto dell’azione nello spazio, il sistema motorio tende a organizzarsi in modo più automatico. Il movimento diventa più fluido, meno rigido e meno controllato volontariamente.

Al contrario, chiedere di “tenere il collo duro”, “bloccare la testa” o “contrarre prima i muscoli profondi” può rinforzare proprio ciò che spesso osserviamo nel dolore cervicale cronico: più co-contrazione, più guarding e più protezione.

In questi casi, infatti, non si tratta solo di forza. Spesso i muscoli profondi hanno un timing meno efficiente, mentre i superficiali diventano più dominanti e iperattivi.

L’obiettivo non è quindi controllare di più, ma creare condizioni motorie più sicure, variabili e funzionali, in cui il sistema nervoso possa ridurre l’iperprotezione e tornare a fidarsi del movimento.

Salva questo post se ti è stato utile. Nei prossimi reel vedremo esempi più pratici e clinici.

Il dolore neuropatico è probabilmente una delle forme di dolore più difficili da trattare perché il problema non è solta...
29/05/2026

Il dolore neuropatico è probabilmente una delle forme di dolore più difficili da trattare perché il problema non è soltanto l’input periferico, cambiano proprio le proprietà elettriche del sistema nervoso.

Il neurone può iniziare a generare potenziali d’azione in sedi ectopiche, al di fuori del segmento iniziale dell’assone (AIS), fisiologicamente deputato alla loro generazione e, a questo, si associano:
• iperespressione e redistribuzione dei canali del sodio (Nav)
• ridotta stabilizzazione di membrana legata ai canali del potassio (Kv)
• alterazioni dei canali del calcio voltaggio-dipendenti
• efapsi tra fibre demielinizzate
• rimodellamento neuro-gliale

Il risultato è un sistema ipereccitabile, capace di generare e amplificare attività nocicettiva anche indipendentemente da uno stimolo periferico proporzionato.

Molto interessante anche il recente studio preclinico pubblicato su Nature nel 2026, che mostra trasferimento di mitocondri dalla glia ai neuroni durante neuropatia periferica, suggerendo un possibile supporto bioenergetico neuronale, MA è importante contestualizzarlo:
• si tratta di uno studio preclinico
• condotto in modello animale
• senza applicazione clinica diretta attuale
• non dimostra che questo meccanismo sia responsabile del dolore nel paziente umano
• il trasferimento mitocondriale potrebbe avere significato adattativo/protettivo e non necessariamente patologico

Dal punto di vista clinico questo è rilevante:
quando il dolore è sostenuto da ipereccitabilità neuronale e rimodellamento neuro-gliale, la fisioterapia da sola può non bastare e può essere necessaria un’integrazione farmacologica.
Comprendere questi meccanismi serve soprattutto a evitare spiegazioni semplicistiche del dolore neuropatico.

27/05/2026

Tu quanto effettivamente carichi il collo?

Il cronic neck pain non sembra essere solo “dolore che dura di più”, studi mostrano infatti modificazioni strutturali e funzionali (causa o effetto?):

Alterazioni dell’attivazione dei flessori cervicali profondi, maggiore reclutamento dei muscoli superficiali, cambiamenti nei pattern di controllo motorio, infiltrazione grassosa e diminuzione dell’area di sezione trasversa osservati anche nel whiplash cronico.

Comprendere questi adattamenti può aiutare a interpretare meglio ciò che osserviamo in clinica e a costruire interventi più mirati, ma soprattutto, evitare di sottodosare gli esercizi “perché è pericoloso fare questi movimenti con il collo” o perché “il collo è più delicato”.

“Faccio addome per stabilizzare la schiena!”Il punto è chiederci cosa intendiamo davvero per stabilità:Van Dieën et al. ...
25/05/2026

“Faccio addome per stabilizzare la schiena!”

Il punto è chiederci cosa intendiamo davvero per stabilità:

Van Dieën et al. hanno proposto che nel low back pain possano esistere strategie motorie differenti, non sempre riconducibili allo stesso schema: da un controllo più rigido, “tight control”, a un controllo più “lasso”, “loose control”. Questa è una prospettiva interessante perché ci ricorda che non tutti i pazienti con LBP si muovono allo stesso modo e che non tutti hanno bisogno dello stesso esercizio. Però va letta con cautela: si tratta di un lavoro di sintesi teorico-concettuale, non di una ricetta clinica immediatamente applicabile a ogni paziente. Il rischio, anche qui, è trasformare due estremi di uno spettro in nuove etichette rigide, evitiamo, serve solo come spunto per capire il concetto che voglio esprimere.

Anche il tema della stiffness è interessante. Una review con meta-analisi del 2024 suggerisce che le persone con low back pain possano presentare maggiore stiffness dei muscoli paraspinali rispetto ai controlli asintomatici. Ma gli stessi dati vanno interpretati con prudenza: gli studi sono eterogenei, le metodiche di misura non sono tutte sovrapponibili e non possiamo dedurre automaticamente che “più stiffness” significhi sempre “causa del dolore” o che l’obiettivo sia semplicemente “ridurre la rigidità”.

Lo stesso vale per paura del movimento. Dolore, aspettativa di danno e fear of movement possono modificare il modo in cui il paziente usa il tronco, ma anche qui il rapporto non è lineare. Il lavoro di Wildenbeest mostra bene quanto sia complesso collegare paura, variabilità, controllo motorio e low back pain: non basta dire “ha paura, quindi si muove male”. Dipende dal compito, dalla misura utilizzata e dal tipo di paura valutata.

Più che dire faccio core stability, chiediamoci quale strategia deve recuperare questo paziente, per quale compito.

A volte serve più controllo, a volte più forza, a volte più variabilità e a volte meno protezione. Purtroppo anche stavolta nessuna ricetta!

24/05/2026

Indirizzo

Via Francesco Saverio Ciampa, 19
Sant'agnello
80065

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 13:00

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