19/06/2026
Pubblichiamo il comunicato che I rappresentanti regionali delle Reti Anpas, Avis, Misericordie e Misericordia & Solidarietà hanno inviato alla Regione Sardegna in merito alla riduzione delle equipe di soccorso di base 118.
"Apprendiamo dagli organi di stampa che AREUS ha avviato un corso rivolto ai cosiddetti “soccorritori più esperti”, in ottemperanza di quanto deliberato dalla Regione Sardegna con
la proroga/modifica della convenzione per il soccorso di base risalente al lontano 2011.
Riteniamo tuttavia necessario precisare che tale percorso formativo sarà destinato alle organizzazioni che impiegheranno equipaggi composti da soli due operatori, in difformità
rispetto agli standard previsti dalla normativa regionale che istitutiva del servizio 118, che stabiliva invece la presenza minima di tre operatori: un autista e due soccorritori.
A nostro avviso, tale iniziativa non rappresenta un miglioramento del servizio, bensì una significativa riduzione degli standard operativi e qualitativi. L’obiettivo appare essere quello di giustificare la riduzione dell’equipaggio di base a due sole unità – un autista e un soccorritore – mediante un corso qualificante che, allo stato attuale, non risulta supportato da solide basi scientifiche né da riferimenti normativi a livello nazionale.
Si legge che questo intervento sarebbe stato “necessario”. Ci si domanda, tuttavia, se fosse
realmente opportuno adottare tale misura, soprattutto in un contesto in cui le ambulanze di base rappresentano spesso l’unico presidio certo, a fronte di un sistema di soccorso avanzato già gravemente carente, con una mancanza di medici stimata intorno al 60% e con equipaggi frequentemente composti dal solo autista e infermiere.
Preoccupa inoltre che venga considerato un elemento di eccellenza il ricorso al soccorso con elicottero anche in ambito urbano, quando disponibile. Tale impostazione, oltre a non rappresentare un reale indicatore di qualità del servizio, espone a rischi operativi e comporta costi elevati, spesso non adeguatamente percepiti dalla cittadinanza.
Riteniamo che sarebbe stato invece più opportuno che la Regione avesse proceduto con l’applicazione della normativa sul Terzo Settore, in vigore da ormai nove anni, anziché prorogare ulteriormente per altri due anni un sistema che presenta evidenti criticità di legittimità, promuovendo al contempo modalità di finanziamento non previste dalla normativa vigente.
Se questa è la direzione che si intende perseguire, riteniamo concreto il rischio di un ulteriore aggravamento delle condizioni del sistema di emergenza-urgenza, già oggi in forte
sofferenza.
Alla luce delle criticità evidenziate, si invita la Regione e AREUS a riconsiderare con urgenza
le scelte intraprese, che rischiano di compromettere ulteriormente l’efficacia e la sicurezza del sistema di emergenza-urgenza.
Si ritiene non più rinviabile un intervento strutturale che garantisca il rispetto della normativa vigente, il ripristino di adeguati standard operativi e l’avvio di un confronto trasparente con tutti gli attori del sistema. In assenza di un’inversione
di rotta, il progressivo indebolimento del servizio appare inevitabile, con ricadute dirette sulla tutela della salute dei cittadini"