18/06/2026
Qualche giorno fa parlavo con un* paziente della difficoltà che trovava nel porsi dei limiti durante gli eventi sociali, soprattutto quando si tratta di cibo e alcol.
Mi raccontava di quanto fosse complicato ascoltare i propri bisogni e dire semplicemente: "No, grazie, non mi va", per paura di essere giudicat* o di apparire scortese.
Questa dinamica non influiva soltanto sul piano alimentare, ma soprattutto sul benessere mentale.
Ai momenti di eccesso seguivano sensi di colpa, frustrazione e spesso episodi di alimentazione incontrollata una volta rientrat* a casa, lontano dagli sguardi degli altri.
Un circolo vizioso dal quale era sempre più difficile uscire.
Attraverso un percorso nutrizionale affiancato da un adeguato supporto psicologico, sta imparando a riconnettersi con se stess*, ad ascoltare i segnali del proprio corpo e a rispettarne le necessità.
Sta inoltre riscoprendo nell'attività fisica una valvola di sfogo sana, che non passa più attraverso il cibo.
Il risultato?
Un miglioramento del benessere generale e, come naturale conseguenza, anche una perdita di peso.
La cosa più interessante è che, come mi ha raccontato, è avvenuta quasi senza accorgersene. Perché il focus non è più "VOGLIO DIMAGRIRE A TUTTI I COSTI", ma " VOGLIO STARE BENE".
Mente e alimentazione sono profondamente collegate. Ed è proprio per questo che, in molte situazioni, il percorso nutrizionale e quello psicologico dovrebbero procedere insieme, sostenendosi a vicenda 🤍🔗