10/06/2026
In occasione della conferenza stampa di questa mattina, in attesa dell’Assemblea annuale di Confindustria Ceramica, il Presidente Augusto Ciarrocchi ha presentato i dati 2025 dell’industria ceramica italiana e le principali sfide che attendono il settore.
Con 242 aziende, 355 stabilimenti, 7,5 miliardi di euro di fatturato e oltre 5,3 miliardi di export, la ceramica italiana si conferma una delle eccellenze del manifatturiero nazionale. Dopo la ripresa dei volumi produttivi e delle vendite, il comparto continua però a confrontarsi con la pressione sui prezzi, l’aumento dei costi energetici e una crescente concorrenza internazionale.
Ampio spazio è stato dedicato alla revisione del sistema europeo e dei nuovi benchmark per il periodo 2026-2030. Confindustria Ceramica ha ribadito la necessità di regole che consentano di coniugare sostenibilità ambientale e competitività industriale, evitando che gli oneri derivanti dal sistema si traducano in una perdita di investimenti, produzione e occupazione nei territori europei. Un impegno portato avanti insieme alle organizzazioni sindacali, alle istituzioni locali e ad ACIMAC, con l'obiettivo di garantire una transizione efficace e sostenibile per il settore.
Al centro dell’intervento anche la necessità di contrastare le pratiche di concorrenza sleale sui mercati internazionali, rafforzare gli strumenti europei di difesa commerciale e sostenere gli investimenti delle imprese.
Tra le priorità indicate da Confindustria Ceramica figurano inoltre il potenziamento della logistica e delle infrastrutture del territorio, insieme all’impegno per sostenibilità e innovazione che troverà ulteriore espressione nella 43ª edizione di Cersaie, appuntamento internazionale di riferimento per il settore.
Un’industria che continua a investire nel proprio futuro, chiedendo condizioni eque per competere, innovare e creare valore sui mercati globali.