15/05/2026
𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗦𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗜𝗡𝗘 𝗦𝗧𝗔 𝗙𝗔𝗖𝗘𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗔𝗡𝗡𝗜
“Le statine distruggono i muscoli.”
“Fanno ve**re il diabete.”
“Rovinano il fegato.”
Sui social queste frasi vengono ripetute continuamente, spesso senza alcuna base scientifica. Il risultato? Persone ad alto rischio cardiovascolare sospendono terapie che riducono infarti, ictus e mortalità.
Le statine sono tra i farmaci più studiati della medicina moderna. Nei pazienti con indicazione appropriata, i benefici superano nettamente i rischi.
Parliamo delle famose mialgie. Sì, possono verificarsi. Ma gli studi randomizzati mostrano che molti sintomi attribuiti alle statine compaiono anche con placebo. Questo fenomeno è legato in parte all’𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗰𝗲𝗯𝗼: se una persona si aspetta effetti collaterali, ha più probabilità di percepirli.
Nel trial SAMSON, pazienti convinti di non tollerare le statine hanno sviluppato sintomi quasi identici assumendo placebo. Circa il 90% del “peso” sintomatologico era spiegato proprio dall’effetto nocebo.
Attenzione: i sintomi sono reali. Ma reale non significa necessariamente causato dal farmaco.
E il diabete? Le statine possono aumentare lievemente il rischio in soggetti predisposti, ma il beneficio cardiovascolare resta enormemente superiore. In pratica: preve**re infarti e ictus salva molte più vite rispetto ai pochi casi di diabete aggiuntivi osservati.
Il “danno epatico grave” invece è raro. Un lieve aumento delle transaminasi può comparire, ma nella maggior parte dei casi è reversibile e clinicamente non significativo.
La vera domanda è: qual è il rischio di NON trattare un paziente che ha colesterolo elevato e alto rischio cardiovascolare?
Perché mentre sui social si demonizzano le statine, le malattie cardiovascolari continuano a essere una delle principali cause di morte.
La medicina basata sulle evidenze non dice che le statine siano perfette. Dice qualcosa di più importante: nei pazienti giusti, salvano vite.
E la disinformazione sanitaria può fare il contrario.