01/10/2024
Polenta
Per preparare una deliziosa polenta, inizia con qualche seduta in palestra per tonificare i bracci, ne avrai bisogno. Metti sul fuoco una pentola capiente con due litri d'acqua e disdici tutti tuoi appuntamenti per la mattinata.
Quando l'acqua comincia a bollire, aggiungi un pizzico di sale.
Ora, prendi la farina di mais. Ne serviranno circa 500 grammi ma è meglio se leggi le dosi sulla confezione, fidarsi è bene, non fidarsi e più prudente.
Versa la farina a pioggia nell'acqua bollente, mescolando continuamente con una frusta per evitare la formazione di grumi.
Continua a mescolare per qualche minuto, fino a quando la polenta non inizia ad addensarsi.
A questo punto, abbassa la fiamma e lascia cuocere la polenta a fuoco lento per circa 40-45 minuti, mescolando di tanto in tanto (continuamente, che di quando in quando? Qua s’attacca tutto)con un cucchiaio di legno.
La polenta sarà pronta quando si staccherà facilmente dai bordi della pentola. Non ci credere, non succederà mai. E’ pronta quando sarà trascorso il tempo di cottura.
Se vuoi una polenta più morbida, puoi aggiungere un po' d'acqua calda durante la cottura.
Infine, versala su un tagliere di legno o in un piatto grande e lasciala riposare per qualche minuto (o almeno finché non smette di cercare di distendersi oltre il bordo della tavola) prima di servirla.
Puoi accompagnarla con formaggi, funghi, sughi di carne o semplicemente con un filo d'olio e una spolverata di parmigiano.
L’angolo del creativo:
Esistono polente a cottura rapida, circa tre- quattro minuti. Sappiatelo. Ci sono recipienti di cottura appositi che cuociono rimestando continuamente. Sappiate anche questo. La farina di mais cuoce in tempi lunghissimi anche se rapprende velocemente in cottura. Dopo che l’avrete buttata in acqua, infatti, vi ritroverete a lottare con i grumi. Per ovviare, buttate la farina con la pentola fuori dal fuoco, un po’ prima che l’acqua sia bollente e scioglietela bene prima di rimetterla sul fuoco. Non fatevi fregare la farina di mais è subdola: fa delle pallette impermeabili con all’interno il centro di salvataggio di un pugno di farina asciutta, che rimarrà tale anche a fine cottura. Scioglietela bene prima di rimetterla sul fuoco. Rimettetela su a fiamma bassa e girate finché non rassoda. Tenete presente che cresce, rispettate le dosi sulla confezione o con questa polenta ci murate le piastrelle. Una volta trascorso il tempo di cottura aspettate a rovesciarla fino a quando non si sia intiepidita un po’ o dovrete rincorrerla col mestolo per riportarla all’ordine facendo diventare la tavola una macchia confusa di strisciate gialle. La polenta, per diventare tale, deve subire un processo di gelificazione che si produce con il raffreddamento. Fino a una certa gradazione sarà sempre fluida, dopo diventerà solida e niente e nessuno la convincerà né a uscire dalla pentola, né a formare la bella cupoletta gialla che vedete sulla scatola.
Si può farci di tutto: Condirla tagliata a fette, friggerla (il giorno dopo o vi schizzerà tutta la cucina d’olio e le fette si disintegreranno nella padella) Abbrustolirla in forno tagliata a tocchetti per minestre e vellutate. Sperimentate con cautela o ve la ritroverete anche nei capelli. Una dritta per la pulizia della pentola: riempitela d’acqua e lasciatela nel lavandino fino al giorno dopo, si staccherà tutto spontaneamente. Che ci volete fare, la polenta è psicopatica.
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