RespiroEmozioni- dott.ssa AnnaLisa Bertoletti

RespiroEmozioni- dott.ssa AnnaLisa Bertoletti Sono psicologa-psicoterapeuta e guida mindfulness. Ascolto grandi e piccini per coltivare presenza, emozioni, accompagnando in un percorso di cura.

Valutazioni e diagnosi DSA. Sedriano e online. Consulenza e sostegno psicologico per adulti, adolescenti e bambini. Sostegno alla genitorialità e CTP in caso di separazioni / divorzi. Valutazione dei disturbi specifici dell'apprendimento, aiuto nel metodo di studio. Formazione per insegnanti ed enti pubblici/privati.

L'altro giorno abbiamo iniziato a parlare di vergogna.Quando proviamo vergogna tendiamo ad allonanarci, evitare, chiuder...
27/05/2026

L'altro giorno abbiamo iniziato a parlare di vergogna.
Quando proviamo vergogna tendiamo ad allonanarci, evitare, chiuderci, correggerci, fingere di esser in alro modo, evitare di esser visti.

Ma in tutte queste strategie spesso ci allontaniamo da noi stessi,
così la self compassion accompagna verso il sistema calmante, ad accogliersi, tollerare.
Non vuol dire che improvvisamene ci esponiamo, ci raccontiamo in tutto, ma gradualmente smetti di essere contro di te, mentre senti, e accogli.

Ogni passo è verso una maggiore autenticità, passo dopo passo, non verso la perfezione, ma alla nostra comune umanità.

Ci sono cose che non diciamo a nessuno,alcune volte perchè non sappiamo come dirle, altre perchè non vorremmo esistesser...
25/05/2026

Ci sono cose che non diciamo a nessuno,
alcune volte perchè non sappiamo come dirle, altre perchè non vorremmo esistessero.

Quei pensieri, ricordi, che quando arrivano, ti spengono, ti fanno abbassare lo sguardo. E' una parte di te di cui ti vergogni, con la quale non riesci a dialogare, ma solo a rifiutare.

A volte sono azioni, altre volte è più legato al nostro modo di essere/sentirci.

In tutto ciò la vergogna prende piede, diventa profonda, silenziosa, dolorosa.
Nella vergogna si nasconde la nostra paura del giudizio dell'altro, di essere visti così come siamo, ed essere rifiutati.

In psicoterapia, ci avviciniamo con gentilezza, gradualità, pazienza, cura; ci sediamo accanto a quella parte, proviamo ad ascoltarla, cosa ha paura che succeda? perchè l'altro dovrebbe rifiutarci? giudicarci etc.. se ci vedesse per come siamo?

E quando apriamo questo dialogo, qualcosa di più profondo si muove, affrontiamo ferite, risistemiamo la narrazione che abbiamo di noi stessi.

Iniziare un percorso di psicoterapia si accompagna spesso ad una serie di pensieri: “dovrei riuscirci da sola, forse non...
20/05/2026

Iniziare un percorso di psicoterapia si accompagna spesso ad una serie di pensieri:
“dovrei riuscirci da sola, forse non è così grave, dovrei gestire tutto da sola".

In realtà, lo facciamo, l'abbiamo già fatto, perchè proviamo sempre ad iniziare da noi: riflettendo, pensando, provando a modificare cose, evitando, e altre volte inserendo dei metodi di auto-cura, non sempre funzionali.
Facciamo del nostro meglio, ma non basta comprendere per tornare a regolarsi; serve relazione sicura e un aiuto per comprendere connessioni più profonde.

Siamo complessi, nelle nostre storie, nelle nostre strategie, e per comprendere la nostra complessità serve tempo, accoglienza, relazione, gentilezza, consapevolezza.

In terapia si parla spesso di ruolo materno, accogliente, caldo, e ruolo paterno, spronante ed evolutivo, e nella relazione terapeutica si accompagna con queste funzioni, e con una serie di strumenti che possano diventare " un vestito su misura" per chi abbiamo di fronte.

Quali sono i tuoi strumenti di auto-cura?

Un team è in sè un ambiente ricco,  nel suo insieme di competenze, di esperienze, ma sopratutto di persone diverse, ognu...
18/05/2026

Un team è in sè un ambiente ricco, nel suo insieme di competenze, di esperienze, ma sopratutto di persone diverse, ognuno con le proprie risorse.

Osservare come le persone reagiscono sotto pressione, di fronte all'errore, ai problemi, è spesso la base degli interventi per migliorare il lavoro di squadra.

Quando applico la mindfulness in ambito aziendale, piano piano il gruppo impara a riconoscere i propri schemi, personali e relazionali: quando entrano in tensione, con quali dinamiche, se vi è uno spazio tra problema e azione, evitando una semplice reazione.
È ciò che cambia il modo in cui si lavora.

In generale si invitano le persone a gestire lo stress, ma non si accompagna mai a comprendere come farlo. La mindfulness in azienda, diventa così uno dei modi per farlo, accompagnando ad essere più regolati e di conseguenza a lavorare insieme, in modo differente.

"Trovo sempre le stesse persone.”Quelle che non restano, che chiedono troppo, che mi ignorano, che non mi vedono etc etc...
13/05/2026

"Trovo sempre le stesse persone.”
Quelle che non restano, che chiedono troppo, che mi ignorano, che non mi vedono etc etc. Una sorta di schema, di casualità, ma è davvero così?

Nelle nostre relazioni navighiamo a vista, ma seguendo sempre una sorta di bussola interna di quelli che sono stati i nostri modelli interpersonali appresi.
L'abbiamo imparato dal nostro accudimento con le figure primarie, dalle esperienze di attaccamento e come abbiamo imparato a stare vicino all'altro: mi adatto per mantenere il legame? anticipo i bisogni dell'altro? trattengo? rincorro? mi ritiro?
Torniamo sempre dove qualcosa si è famigliare, perchè ci è conosciuto e quindi ci sembra più " maneggiabile".

Così in psicoterapia non si entra nel merito di chi abbiamo scelto oggi, ma perchè? dove l'abbiamo imparato? come stiamo nella relazione? E da lì, iniziamo a muoverci con consapevolezza.

11/05/2026

Quando siamo in relazione con l'altro proviamo a capire: cosa fa, perchè lo fa, cosa ci dice e cosa potremmo rispondere e/o fare.

Hai mai ossevato quanto sei nel "qui e ora" mentre sei nell'interazione?
Cosa senti mentre sei li? Cosa trattieni o cosa non riesci a trattenere? Cosa eviti?
Stai davvero ascoltando o stai pensando già a cosa potresti rispondere? magari avendo ascoltato solo in parte, o già con l'influenza del tuo pensiero/ della tua idea.

Le relazioni non si costruiscono solo su ciò che accade fuori, ma anche da cosa " ti si muove" dentro.

La consapevolezza non serve a diventare perfetti nelle relazioni, ma per uscire dai nostri automatismi, esserci per davvero.

Come stai in relazione con l'altro?

In ambito aziendale quanto senti parlare di emozioni? in che modo?Chi ricopre una posizione di leardeship, viene spesso ...
06/05/2026

In ambito aziendale quanto senti parlare di emozioni? in che modo?

Chi ricopre una posizione di leardeship, viene spesso influenzata/o da un bias cognitivo in cui crede di dover essere sempre lucida/o, controllata/o, distaccata/o...come se le emozioni fossero un ostacolo.

Ma come si " guida" un gruppo senza emozioni?
C'è una grande differenza tra guidare e gestire.

Se impariamo "a stare", integrare le competenze cognitive, al nostro sentire emotivo, riusciamo a guidare regolando meglio le interazioni, le reazioni, il tipo di comunicazione, ed esser un modello sicuro.

Una guida stabile, regolata, non è quella che non sente, ma quella che sa cosa fare con ciò che sente, senza agirlo d'impulso.

E tu come ti sintonizzi al tuo sentire al lavoro?

04/05/2026

Qualche giorno fa ero in una lunga coda in attesa. Il signore accanto a me ha iniziato parlando di cose semplici, finché all’improvviso ha toccato un tema molto più profondo.

Mi ha detto una frase che sento spesso, da adulti e bambini: “io ho un problema con la rabbia.”

E ogni volta che ascolto parole così, penso a quanto spesso la rabbia venga raccontata come un difetto, una colpa, qualcosa che rovina.

Ma è davvero la rabbia il problema?

La rabbia, arriva quando qualcosa dentro di noi sente di aver subito un'ingiustizia, non sta venendo considerato, qualcuno ha superato i confini, a volte anche noi superiamo i limiti con noi stessi. Quell'emozione si attiva, come un allarme per farti capire che qualcosa non va, per capire se dobbiamo proteggerci.

Ma da cosa ti sta proteggendo?

Quando la ignoriamo, finiamo per esplodere in modo meno costruttivo possibile, per noi e per gli altri.

Ed è qui che la mindfulness può fare una differenza profonda.
A volte proviamo rabbia anche durante la mindfulness, ma ci dona un'occasione per fermarci e riconoscerla. Osservare:
Cosa succede nel corpo? Come cambia il respiro? Dove senti tensione? Come sono i tuoi pensieri?Cosa mi ha attivato tutto ciò? Si crea uno spazio tra l’emozione e la reazione.

Da quell’incontro mi è rimasta addosso questa idea:
a volte non siamo “persone arrabbiate”, ma persone che per troppo tempo non si sono potute ascoltare davvero.
E la rabbia, prima di essere qualcosa da controllare,
è qualcosa da capire.....da attraversare con consapevolezza.

Controllare tutto: prevedo, organizzo, evito errori, mi sento più al sicuro e tranquilla/o. E' davvero così?Nella compas...
29/04/2026

Controllare tutto: prevedo, organizzo, evito errori, mi sento più al sicuro e tranquilla/o. E' davvero così?

Nella compassion focused therapy, si pensa al nostro funzionamento come a 3 sistemi:

• sistema di minaccia → difesa, allerta, critica
• sistema di attivazione → obiettivi, energia, performance
• sistema calmante → calma, connessione, regolazione

Se il sistema di minaccia domina,
il controllo sembra l'unica strategia, qualcosa di necessario.

Ma responsabilità significa poter scegliere.
Non reagire sempre per paura.

Quando il sistema di sicurezza è attivo,
la responsabilità non è tensione, ma stabilità, connessione, ascolto.

Chi fa un lavoro di cura, sotto pressione, spesso non chiede.E' abituato a "funzionare", capire, sostenere, esserci. Ma ...
27/04/2026

Chi fa un lavoro di cura, sotto pressione, spesso non chiede.
E' abituato a "funzionare", capire, sostenere, esserci.

Ma anche chi sostiene ha bisogno di essere sostenuto.

Chi fa un lavoro di cura, in qualche modo ce l'ha scritto nella sua esperienza di vita, di attaccamento...: si è orientati ai bisogni degli altri, a contenere le emozioni altrui, a scegliere le parole, a mettere da parte i propri bisogni.

Questa fatica ha anche un nome: compassion fatigue.
È, in breve, quello stato di esaurimento emotivo che può emergere quando, ci si prende cura della sofferenza degli altri senza avere abbastanza spazio per sé. Uno stato di carico emotivo, portato troppo a lungo senza equilibrio e auto- cura.

La cura per chi si prende cura diventa così fondamentale,
perchè la fatica esiste, per tutti: nel corpo, nella mente, nel respiro, nella sensazione di non avere più spazio per sé, del sentirsi stanchi, irritabili o emotivamente pieni.
Ciò non significa essere meno capaci, ma essere umani.

I percorsi di mindfulness sono pensati anche per le professioni sanitarie, perchè centrarsi, ascoltarsi, è il primo passo per esserci per l'altro in modo equilibrato e funzionarle, senza svuotarsi e perdersi.

Indirizzo

Via Negrelli 3A
Sedriano
20018

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