01/06/2026
Quando pensi ai tatuaggi tribali del Borneo, probabilmente immagini fieri guerrieri e cacciatori di teste. Ma la storia dell’inchiostro ha radici molto più complesse e sfaccettate di quelle raccontate dai cliché occidentali.
Nel quarto numero di Una Rottura di Pelle, entriamo nel vivo delle tradizioni del Sud-est asiatico (Borneo) smontando alcune narrazioni superficiali.
In comunità come quelle Kayan e Kenyah, il sapere del tatuaggio era custodito soprattutto dalle donne. Erano tradizionalmente le donne a tramandare le tecniche del hand-tapping e a realizzare alcuni dei motivi più complessi della tradizione. Portavano elaborati tatuaggi sulle mani e sulle gambe: simboli di identità, prestigio e appartenenza che, secondo alcune credenze, avrebbero persino illuminato il cammino dell’anima nel mondo spirituale.
Lasciamo l’archeologia della preistoria e delle mummie dei numeri scorsi per entrare nel vivo dell’antropologia. Parleremo della meccanica dei due bastoncini, del ruolo delle tessitrici Iban e del perché termini moderni come “Rosa del Borneo” sono spesso semplificazioni occidentali di un linguaggio visivo immenso.
📩 Il numero #4 è appena partito.
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