08/06/2026
Beatrice
Solo 2 anni… mia figlia a 2 anni si rivolgeva alla statua di Pio IX che mostrava le 3 dita, simbolo della trinità, convinta che quel segno fosse per lei e si prodigava a spiegare alla statua che no, non aveva 3 anni, ne aveva solo 2 e gli mostrava la manina con le sue 2 dita paffute… a 2 anni anche le statue ti parlano: il pensiero è animistico e non c’è separazione tra realtà interna e realtà esterna e l’esplorazione del mondo che non si conosce e che spaventa, dovrebbe essere accompagnata… Beatrice non ha avuto chi l’accompagnasse in questa scoperta, Beatrice ha vissuto un incubo ad occhi aperti da cui non ha potuto provare a scappare…
Il ‘mostro’ non era sotto il letto, nè si nascondeva nell’oscurità, abitava la sua casa, preparava la cena, si chiamava ‘mamma’…
In psicologia, una delle esperienze più complesse e dolorose è quella di scoprire che le persone che dovrebbero proteggerti, prendersi cura di te, sono anche la fonte della tua sofferenza.
Le figure di attaccamento sono il primo universo emotivo, il luogo in cui si costruisce l’idea di sè e degli altri. Quando questo legame diventa fonte di paura, umiliazione, violenza, nasce un conflitto interno molto doloroso. Per difendersi, spesso, non c’è alternativa se non credere che quello sbagliato sia tu, che la colpa di quell’orrore sia tua.
Come psicoterapeuta, so bene che non esistono ‘mostri’ e che i ‘mostri’ sono stati a loro volta ‘vittime’ di altrettanta violenza… so bene che dietro a tutto questo ci sono traumi irrisolti, elaborazioni mancate, disfunzioni familiari… comprendere però non significa giustificare! Un genitore sufficientemente buono è quello che prende il proprio fardello, se ne assume la responsabilità e prova a far sì che il proprio dolore non venga tramandato ai figli perché questi non debbano portarne il peso… penso a Beatrice travolta e annientata da quel peso, penso alle due sorelline, poco più grandi di lei, che hanno condiviso con lei lo stesso identico orrore, con in più il peso dell’impotenza, della colpa, della responsabilità… e penso a tutti gli adulti che si sono girati dall’altra parte, ad una comunità che ha fallito nel suo compito primario.