Studio Postural Move

Studio Postural Move Grazie alla passione della Dr.ssa Alessandra Trabattoni, nasce a Seregno Studio Postural Move.

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04/09/2026

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03/09/2026

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Studio Postural Move Seregno via Rismondo 12

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28/08/2026

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28/08/2026
Lo stress di 6 mesi fa può essere ancora nei tuoi muscoli, e spesso è proprio lì che si è nascosto.Il periodo difficile ...
26/08/2026

Lo stress di 6 mesi fa può essere ancora nei tuoi muscoli, e spesso è proprio lì che si è nascosto.

Il periodo difficile può essere finito, ma respiro, postura e tono muscolare possono non essere tornati come prima: quella tensione di fondo diventa il tuo nuovo normale.

I due grandi "magazzini" della tensione sono il diaframma e lo psoas 💪

Quando percepiamo una minaccia, il diaframma accorcia il respiro e lo psoas chiude il corpo per proteggere gli organi.

È una risposta antica e utilissima, ma dovrebbe durare pochi minuti: quando invece si prolunga per mesi, il respiro si accorcia, il busto si porta in avanti, e la "chiusura protettiva" si stabilizza.

Il problema è che questa tensione non sempre la percepisci come dolore: spesso la riconosci da segnali più sottili che durano da mesi, come respiro che non scende fino in fondo, rigidità senza uno sforzo preciso, stanchezza di fondo, spalle e postura più chiuse.

Il tuo sistema nervoso non riceve un avviso dal calendario: legge respiro, postura e tono muscolare in questo preciso momento. E se quei segnali dicono ancora "difesa", mantiene alta l'allerta.

Il passato è finito, ma i dati in ingresso non sono cambiati.

Ed è così che si crea il ciclo: muscoli tesi segnalano pericolo al cervello, il cervello mantiene la difesa, la difesa tiene contratti diaframma e psoas, e tutto ricomincia.

Aspettare, da solo, non modifica un diaframma rigido né uno psoas accorciato: per abbassare la difesa, il cervello ha bisogno di ricevere un dato nuovo dal corpo.

La direzione è chiara: restituire escursione al diaframma e lunghezza allo psoas, con un lavoro progressivo e mirato.

Un corpo che respira e si apre comunica al cervello che la fase di pericolo è finita davvero.

DIAFRAMMA BLOCCATO: quello che quasi nessuno sa è che la VOCE che si affatica, la tensione alla GOLA e la DIGESTIONE len...
26/08/2026

DIAFRAMMA BLOCCATO: quello che quasi nessuno sa è che la VOCE che si affatica, la tensione alla GOLA e la DIGESTIONE lenta hanno tutti la stessa radice

Ti è mai capitato di sentirti a corto d'aria quando parli a lungo, come se non riuscissi ad arrivare a fine frase senza dover prendere fiato?

Oppure di avvertire una tensione alla base della gola, non un dolore vero e proprio, più una sensazione di "qualcosa di stretto" che va e viene, soprattutto nei periodi di tensione?

Oppure ancora di sentirti pesantezza e gonfiori dopo un pasto leggerissimo, con una digestione lenta che non sembra giustificata da quello che hai mangiato?

Sono tre sensazioni comuni, che quasi tutti hanno provato almeno una volta, e che la maggior parte delle persone non pensa siano collegate.

In realtà hanno una radice in comune, e quasi nessuno la considera: il diaframma, il nostro muscolo respiratorio ma anche il nostro "bidone emotivo per eccellenza".

Se ci penso a livello personale, non c'è niente di più vero.

Non mi capita quasi mai, ma in momenti di forte tensione per qualcosa mi viene spontaneo accorciare le frasi per prendere fiato, e mi capita di gonfiarmi qualsiasi cosa mangi.

Questo perchè il diaframma è fisicamente e anatomicamente collegato a tutte e queste funzioni, e quando non si muove come dovrebbe, tutte e ne risentono.

Vediamo perché, partendo da dove si trova il diaframma e con cosa confina.

Il diaframma è una grande cupola muscolare che sta tra il torace e l'addome.

Si attacca alle ultime coste, allo sterno e alle vertebre lombari.

Attraverso il diaframma passano l'esofago (il tubo che porta il cibo allo stomaco) e il nervo vago (il principale regolatore della digestione).

Verso l'alto, il diaframma è collegato tramite le fasce ai muscoli anteriori del collo, compresi quelli che stanno alla base della gola.

In pratica è un muscolo che sta "nel mezzo" e che confina con tutto: apparato digerente sotto, apparato respiratorio e vocale sopra, e connessioni fasciali in tutte le direzioni.

Ecco i tre meccanismi.

La voce che si affatica.

Per parlare in modo sostenuto, il diaframma deve fornire un flusso d'aria costante verso le corde vocali: è lui la "p***a" che spinge l'aria dal basso.

Quando il diaframma è rigido e non si muove a pieno, il flusso d'aria è meno costante e meno potente.

I muscoli della laringe devono compensare, lavorando più del dovuto per mantenere il volume e il tono della voce.

Il risultato è quella sensazione di voce che "non tiene", che si affatica facilmente, che ti costringe a prendere fiato più spesso del necessario.

Non è un problema delle corde vocali: è la p***a sotto che non sostiene a sufficienza.

La tensione alla gola.

Il diaframma è collegato attraverso le fasce ai muscoli che stanno alla base del collo: gli scaleni e i muscoli ioidei.

Quando il diaframma è cronicamente teso (e lo stress lo tiene teso), quella tensione risale lungo la fascia e arriva alla base della gola.

I muscoli ioidei si irrigidiscono, e la sensazione è di qualcosa che "stringe" leggermente alla base del collo.

Non c'è nulla che ti ostruisce: è una tensione che sale dal basso, dal torace verso il collo.

Ecco perché questa sensazione peggiora nei periodi di stress e migliora quando sei rilassato: il diaframma si tende e si rilassa, e la gola segue.

La digestione lenta.

Il diaframma, ad ogni respiro, scende e comprime dolcemente gli organi addominali, poi risale e li rilascia.

20.000 volte al giorno: una p***a naturale che aiuta lo stomaco e l'intestino a fare il loro lavoro, favorendo il transito e la motilità.

Quando il diaframma è rigido, questa p***a rallenta.

Lo stomaco e l'intestino devono lavorare con meno aiuto meccanico, e la digestione procede più lentamente.

In più, il diaframma rigido comprime la zona dove si trova il nervo vago, il "direttore d'orchestra" della digestione, riducendo la sua stimolazione.

Risultato: quel senso di pesantezza dopo mangiato che sembra sproporzionato rispetto a quello che hai effettivamente mangiato.

Tre funzioni diverse, tre sensazioni diverse, ma lo stesso muscolo al centro.

E il meccanismo si autoalimenta, come succede spesso nel corpo.

Lo stress irrigidisce il diaframma.

Il diaframma rigido crea tensione alla gola e rallenta la digestione.

La tensione alla gola e la digestione lenta creano disagio.

Il disagio alimenta lo stress.

E il circolo vizioso continua.

Ecco perché questi tre sintomi tendono a presentarsi insieme, e soprattutto nei periodi più intensi.

Vuoi sapere se il tuo diaframma è rigido?

C'è una prova semplicissima.

Metti le dita sotto il bordo delle costole, nella zona dove il torace incontra l'addome.

Espira a fondo e prova a infilare delicatamente le dita sotto il margine costale.

Se le dita scivolano sotto facilmente, il diaframma è relativamente elastico.

Se senti un muro, una resistenza dura, o il tocco ti dà fastidio, il diaframma è rigido.

Non è una diagnosi: è un'informazione utile su come sta uno dei muscoli più importanti del tuo corpo.

La buona notizia è che il diaframma è un muscolo, e come tutti i muscoli risponde al ricondizionamento.

Non basta qualche respiro profondo ogni tanto: serve un lavoro sistematico che lo riporti alla sua mobilità naturale, insieme allo psoas che è collegato al diaframma dalla stessa fascia.

Quando il diaframma torna a muoversi liberamente, la voce ritrova sostegno, la tensione alla gola si allenta, e la digestione ha di nuovo il suo motore ausiliario.

Non tre soluzioni separate: un unico muscolo che torna a fare il suo lavoro.
M.CHIAPPONI

POSTURA GOBBA e spalle chiuse: ecco il muscolo che le tira dall'INTERNOHo letteralmente perso il conto di quante persone...
23/08/2026

POSTURA GOBBA e spalle chiuse: ecco il muscolo che le tira dall'INTERNO

Ho letteralmente perso il conto di quante persone, in più di vent'anni di lavoro, mi hanno detto una frase che suona più o meno così: "dovrei proprio migliorare la mia postura, è orrenda".

Lo dicono guardandosi di profilo allo specchio, oppure in una foto in cui si vedono le spalle chiuse e la schiena che cade in avanti, quella forma un po' "gobba" che a tutti, prima o poi, capita di notare addosso.

E hanno ragione a notarla, davvero, ma quasi sempre ignorano la vera causa: pensano che sia pigrizia, mancanza di forza di volontà, l'abitudine di stare curvi al computer.

Ti dico subito una cosa che cambia completamente il modo di vedere il problema: la postura gobba non si tiene su con la forza di volontà, perché non è la forza di volontà che ti chiude le spalle in avanti.

A chiuderle è un muscolo che lavora dall'interno, e quasi nessuno lo associa alla postura, perché lo conosciamo tutti con un altro ruolo.

Il diaframma.

Oggi ti faccio vedere come fa un muscolo della respirazione a decidere se le tue spalle stanno aperte o cadono in avanti, e perché quando lo sblocchi la postura cambia in modo visibile, non a parole.

🫁 IL DIAFRAMMA: IL MUSCOLO CHE TIENE APERTO IL TUO TORACE DALL'INTERNO

Il diaframma è la grande cupola muscolare che sta a metà del tronco, tra il torace e la pancia, e si attacca lungo tutto il giro delle ultime costole, allo sterno davanti e alle vertebre dorsali dietro.

In pratica è agganciato a tutta la gabbia che contiene i polmoni e il cuore, e quando si muove bene la tiene aperta come una struttura sostenuta dall'interno.

Quando il diaframma è elastico e scende a ogni respiro, il torace è "aperto": le costole hanno spazio, lo sterno sta sollevato, e le spalle riposano al loro posto senza che tu debba fare niente per tenerle lì.

Il problema è che il diaframma, nel tempo, tende a irrigidirsi in modo lento e silenzioso, perché lo stress cronico, la sedentarietà e la respirazione corta e di petto lo tengono contratto per ore senza che tu te ne accorga.

E un diaframma contratto non resta fermo: tira le ultime costole verso il basso e verso l'interno, e il torace comincia a chiudersi proprio da dentro.

📐 ECCO PERCHÉ "STAI DRITTO" TI DURA QUATTORDICI SECONDI

A questo punto succede una cosa che hai vissuto mille volte senza darle un nome: ti accorgi di essere curvo, raddrizzi le spalle con uno sforzo, e dopo pochi secondi sei di nuovo nella posizione di prima.

Non è perché sei pigro, ed è importante che tu lo capisca, perché finché pensi che sia un problema di volontà continuerai a combattere la battaglia sbagliata.

Le spalle non si arrotondano perché i muscoli della schiena sono deboli: si arrotondano perché il torace sotto di loro si è chiuso, e le spalle seguono il torace dovunque vada.

È come provare a gonfiare un palloncino mentre qualcuno lo stringe nelle mani: puoi soffiare quanto vuoi, ma finché quelle mani tengono stretto, il palloncino non si apre.

Il diaframma rigido è quella mano che stringe le costole dall'interno: tu tiri le spalle indietro con i muscoli della schiena, ma stai lavorando contro una forza molto più grande e molto più costante della tua.

Ecco perché "stai dritto" dura quattordici secondi, a volte anche meno: i muscoli della schiena non sono progettati per restare in tensione tutto il giorno contro un torace che si chiude, si stancano in fretta, e le spalle tornano dove la struttura sotto di loro le porta.

🏋️ LA PUNTA TRA LE SCAPOLE: NON È UN NODO, È UN MUSCOLO IN STRAORDINARIO

C'è un dettaglio che quasi tutte le persone con la postura gobba conoscono benissimo: quella tensione fastidiosa tra le scapole, una "punta" o una zona di marmo che torna sempre, e che nessun massaggio risolve davvero.

Facciamo il viaggio, perché è interessante capire da dove arriva. Quando il torace si chiude e le spalle vengono trascinate in avanti, i muscoli che stanno tra le scapole (i romboidi e il trapezio medio) provano a fare il loro mestiere, cioè tenere indietro le spalle, e per farlo restano in trazione continua, ora dopo ora.

Sono come un collega a cui hanno scaricato addosso il lavoro di qualcun altro: il primo giorno regge, il secondo si stanca, ma il turno non finisce mai, perché il torace continua a chiudersi e a ti**re le spalle in avanti senza un attimo di pausa.

Ecco perché quella punta tra le scapole non risponde ai massaggi locali: tu sciogli il muscolo dove fa male, ma la causa è davanti, nel torace che si chiude, e dopo un giorno sei di nuovo punto e a capo.

Non è un nodo da spezzare: è un muscolo della schiena che fa gli straordinari per resistere a un diaframma che chiude il torace dall'interno, e finché il torace non si riapre, quegli straordinari non finiscono.

🔒 IL CIRCOLO VIZIOSO CHE TI FA SEMBRARE PIÙ CURVO OGNI ANNO

Il diaframma rigido chiude il torace, e le spalle si arrotondano in avanti.

Le spalle arrotondate accorciano i muscoli pettorali, in particolare il piccolo pettorale che sta sotto e si attacca alle costole, e così le spalle vengono tirate ancora di più in avanti.

Il torace, ancora più chiuso, lascia ancora meno spazio al diaframma per muoversi, e un diaframma con meno spazio si irrigidisce di più.

E così la postura gobba si consolida anno dopo anno, non perché tu faccia poco esercizio o sia trascurato, ma perché c'è un meccanismo che si autoalimenta in silenzio e che nessuno sta interrompendo.

È questo il motivo per cui ti vedi sempre un po' più curvo nelle foto: non stai peggiorando come persona, è il circolo che gira da solo, e gira nella direzione sbagliata.

🌊 PERCHÉ LA SOLUZIONE È PIÙ CONCRETA DI QUELLO CHE PENSI

La buona notizia è che questo circolo gira anche al contrario, e qui sta la parte che trovo più bella di tutto il discorso.

Il diaframma non è soltanto la causa del problema: è anche la chiave della soluzione, perché quando torna mobile ed elastico smette di ti**re le costole verso il basso e il torace si riapre dall'interno.

E quando il torace si riapre, non devi più "ti**re indietro le spalle" con la forza: le spalle tornano al loro posto da sole, perché finalmente la struttura sotto di loro glielo permette.

È la differenza tra forzare una postura da fuori, che è faticoso e dura il tempo di un respiro, e creare le condizioni perché la postura si raddrizzi da dentro, che è naturale e soprattutto resta nel tempo.

Le persone che provano questa differenza la raccontano sempre più o meno così: "non mi sento di stare dritto, mi sento che è il corpo a volere stare dritto", e tra le due sensazioni c'è un abisso.

E come bonus, quando il diaframma si sblocca, il respiro si fa più profondo, la digestione migliora perché il diaframma torna a massaggiare gli organi a ogni respiro, e quella tensione tra le scapole e nel collo si attenua da sola, perché i muscoli che facevano gli straordinari finalmente staccano 💪

Personalmente è uno dei lavori che mi dà più soddisfazione in assoluto, perché i risultati si vedono davvero: la postura cambia in modo visibile, la persona si guarda allo specchio e si vede diversa, e quel cambiamento va ben oltre l'estetica. Non servono mesi di palestra, serve un lavoro intelligente e mirato sul muscolo giusto, e il muscolo giusto in questo caso è quello che quasi nessuno sta considerando.

M.Chiapponi

Indirizzo

Via Rismondo 12
Seregno
20831

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 22:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:30
Giovedì 09:00 - 22:30
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 11:30

Telefono

+393388112350

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