13/10/2026
Sindrome da INFIAMMAZIONE (o contrattura) dello PSOAS: ecco cosa succede quando "il muscolo dell'anima" va in difficoltà
Lo psoas è uno dei muscoli più importanti del corpo, perché è uno di quelli più ricchi di collegamenti in assoluto: dalla colonna lombare agli organi interni, lo psoas è protagonista (o almeno co-protagonista) in tutto quello che succede dalla linea dei pettorali in giù.
Lo chiamano "il muscolo dell'anima" (l'origine di questo nome non è ben nota, in realtà) e ha un impatto così profondo sul corpo che qualche anno fa ho scritto un libro solo su di lui, per conto di una delle più grandi case editrici italiane.
È un muscolo che facilmente sviluppa rigidità e infiammazione, dando origine a una serie di sintomi spesso difficili da collegare tra loro.
Ma quando scoprirai come funziona questo muscolo sarà tutto più chiaro, e soprattutto scoprirai che con un buon lavoro mirato di sblocco puoi risolvere una serie di disturbi che magari non ritenevi collegati (ad esempio, mal di schiena e pancia gonfia).
E alla fine ti spiego perché lo considero il muscolo al centro del mio metodo, e cosa serve davvero per rimetterlo in sesto.
🔎 DOVE SI NASCONDE IL "MUSCOLO DELL'ANIMA"?
Lo psoas parte dai lati di tutte le vertebre lombari (e dall'ultima dorsale), scende in avanti attraverso il bacino e arriva alla parte alta del femore.
Sta così in profondità che non si può davvero "palpare", come qualcuno sostiene: davanti ha l'intestino, che gli è letteralmente appoggiato sopra.
Il suo lavoro principale è piegare l'anca, come quando alzi il ginocchio per salire un gradino alto, ma partecipa anche ai movimenti della colonna lombare.
Immaginalo come l'inquilino del piano terra di un condominio affollatissimo, circondato da "vicini di casa" piuttosto rompiscatole. Quando i vicini fanno baccano, è lui a non dormire.
🫁 PRIMO VICINO DI CASA: IL DIAFRAMMA, CHE GLI "PASSA" LO STRESS
Lo psoas comincia proprio dove finisce il diaframma, il grande muscolo a cupola della respirazione: sono come due stanze separate da una parete sottile.
Il guaio è che il diaframma è uno dei muscoli che si contraggono di più quando siamo sotto stress.
Nei periodi tesi il diaframma resta "in allerta", e quella tensione scende e si trasmette allo psoas, che si ritrova a lavorare sotto pressione senza aver fatto nessuno sforzo.
🌀 SECONDO VICINO: L'INTESTINO CHE GLI STA SOPRA (E CHE CI FA PIEGARE IN DUE)
Se l'intestino appoggiato sullo psoas è irritato o infiammato, non è difficile immaginare che la cosa coinvolga anche il muscolo che gli sta sotto.
C'è anche un motivo "di difesa": piegando l'anca e la colonna, lo psoas riduce la tensione sull'intestino. È per questo che quando abbiamo mal di pancia ci pieghiamo in due.
Quanto sia forte questo legame l'ho scoperto sulla mia pelle: a 13 anni sono finito operato d'urgenza di appendicite per un dolore che sentivo alla radice della coscia, perché l'infiammazione dell'appendice si "esprimeva" attraverso lo psoas.
Nelle donne, poi, sullo stesso pianerottolo abitano anche utero e ovaie: endometriosi o aderenze dopo un cesareo possono scaricare tensione sullo psoas per semplice vicinanza.
🦴 TERZO VICINO: LA COLONNA LOMBARE, CHE IN REALTÀ È CASA SUA
Più che un vicino, la colonna lombare è proprio "casa sua": lo psoas è ancorato alle vertebre, e uno psoas contratto aumenta il carico che grava su di loro.
Stuart McGill, uno dei massimi esperti al mondo di problemi lombari (che ho avuto il piacere di intervistare), lo ha mostrato chiaramente: problemi lombari cronici e contrattura dello psoas vanno a braccetto, e non sempre si capisce chi abbia cominciato.
⚡ COME SI FA SENTIRE QUANDO VA IN DIFFICOLTÀ?
I segnali più tipici sono questi:
➡ dolore alla radice anteriore della coscia o al basso ventre
➡ schiena bassa rigida, che fa fatica a sciogliersi
➡ pancia che si gonfia con facilità
➡ fastidi che "girano" tra inguine, schiena e pancia, e sembrano non avere niente in comune
Le cause possono essere DIRETTE, cioè un sovraccarico: allenamenti eccessivi, movimenti ripetuti al lavoro, attività nuove a cui il muscolo non era abituato. Oppure INDIRETTE, cioè i vicini, che possono sovraccaricarlo anche senza nessuno sforzo.
Ricordo bene una ragazza con lo psoas fortemente infiammato senza nessun sovraccarico a spiegarlo, ma con un livello di ansia altissimo: il diaframma, sempre contratto, le scaricava tutta la sua tensione sullo psoas. In pratica si era infiammato per eccesso di "rottura di scatole" da parte dei vicini 😅
💪 COSA SERVE DAVVERO PER RIMETTERLO IN SESTO?
La strada ha due direzioni: ridurre il carico che grava sullo psoas, e insegnargli a sopportarne di più.
Tecar, manipolazioni e simili fanno al massimo da tampone temporaneo, perché non cambiano il modo in cui ti muovi e non rendono il muscolo più forte.
Quello che funziona è lavorare sullo sblocco e sul rinforzo insieme, e con lo psoas lo sblocco è spesso la leva che fa più differenza.
Un'anca rigida davanti si "apre" molto meglio quando lo psoas trova contro di sé la forza dei muscoli che fanno il movimento opposto, come addominali e glutei.
Pensa a una bilancia a due piatti: per raddrizzarla non basta togliere peso dal piatto troppo carico, bisogna anche metterne su quello vuoto.
È il rinforzo strutturale: usare la forza di alcuni muscoli per vincere la rigidità di altri.
E per insegnare al muscolo a reggere di più c'è il rinforzo isometrico a carico progressivo: la posizione si tiene invece di ripetere il movimento, e il carico cresce un po' alla volta.
Già nei primi anni di lavoro avevo notato che gli esercizi sullo psoas erano quelli che davano più soddisfazioni sul dolore lombare, e da allora è rimasto al centro del mio metodo.
Perché quando lo psoas va in difficoltà, raramente è solo colpa sua: è il punto in cui si scaricano i problemi dei suoi vicini, ed è proprio per questo il punto migliore da cui ripartire.
M.CHIAPPONI