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🧠Non tutto ciò che senti deve essere risolto. Alcune emozioni hanno bisogno prima di essere comprese. In psicologia, l’e...
03/09/2026

🧠Non tutto ciò che senti deve essere risolto. Alcune emozioni hanno bisogno prima di essere comprese.

In psicologia, l’emozione non viene considerata semplicemente come qualcosa da eliminare quando è spiacevole.

È un processo complesso che coinvolge valutazione cognitiva, attivazione fisiologica, esperienza soggettiva e tendenza all’azione. La sua funzione è fornire informazioni sulla relazione tra ciò che sta accadendo e ciò che quella situazione rappresenta per la persona.

Per questo motivo, un’emozione intensa non è necessariamente un segnale che “qualcosa non funziona”.

La difficoltà può emergere quando la persona sviluppa modalità rigide di evitamento, soppressione o controllo dell’esperienza emotiva,nel tentativo di non sentire ciò che prova.

Paradossalmente, combattere sistematicamente un’esperienza interna può aumentare il monitoraggio della stessa esperienza e mantenerne l’attivazione.

Comprendere un’emozione significa invece sviluppare consapevolezza metacognitiva:riconoscere ciò che si sta provando, identificarne i correlati corporei, comprendere quali pensieri e significati la accompagnano e distinguere l’emozione dalla risposta comportamentale.

Perché:

Sentire non significa dover agire.
Pensare non significa che sia vero.
Provare un’emozione non significa esserne determinati.

La regolazione emotiva non coincide quindi con il controllo o la soppressione delle emozioni.

Significa acquisire la capacità di riconoscerle, tollerarle, comprenderne la funzione e modulare la propria risposta,in modo flessibile e coerente con i propri obiettivi.

Ed è anche questo uno degli obiettivi del lavoro psicologico: trasformare l’esperienza emotiva da qualcosa da cui difendersi a qualcosa che può essere osservato, compreso ed elaborato.

💡Non sempre stare meglio significa sentire meno.
A volte significa comprendere meglio ciò che sentiamo.

emotiva

Non reagisci solo a ciò che accade.Reagisci a ciò che significa per te.Due persone possono vivere la stessa situazione e...
29/08/2026

Non reagisci solo a ciò che accade.
Reagisci a ciò che significa per te.

Due persone possono vivere la stessa situazione e sperimentare emozioni completamente diverse. Perché?

Perché la nostra risposta emotiva non dipende esclusivamente dall’evento in sé, ma anche dalla valutazione che il cervello ne fa.

In psicologia questo processo viene definito *appraisal*: di fronte a un’esperienza, il nostro sistema cognitivo interpreta rapidamente ciò che sta accadendo e ne valuta il significato in relazione ai nostri bisogni, alle aspettative, alle esperienze precedenti e alle risorse percepite.

È questa interpretazione a contribuire a determinare se una situazione verrà vissuta come minaccia, perdita, rifiuto, opportunità o sfida.

Per questo, davanti allo stesso evento, una persona può pensare:

“Non sono abbastanza.”

Un’altra:

“È difficile, ma posso affrontarlo.”

L’evento è lo stesso.
“Il significato attribuito cambia.*

Questo non significa che “basti pensare positivo” o che le emozioni siano semplicemente una nostra scelta. Significa che tra ciò che accade e il modo in cui rispondiamo esistono processi psicologici complessi, in parte modificabili.

Ed è proprio su questi processi che può lavorare la psicoterapia: riconoscere le interpretazioni automatiche, comprendere da dove provengono e costruire modalità più flessibili di leggere l’esperienza.

Perché non sempre possiamo scegliere ciò che accade.

Possiamo però imparare a comprendere meglio ciò che accade dentro di noi quando accade.

Studio Légo
Dire. Ascoltare. Crescere.

“Non puoi cambiare ciò che ti è accaduto.Puoi cambiare il modo in cui continua a vivere dentro di te.”Non è solo una fra...
28/08/2026

“Non puoi cambiare ciò che ti è accaduto.
Puoi cambiare il modo in cui continua a vivere dentro di te.”

Non è solo una frase ad effetto. È un concetto profondamente legato al funzionamento del cervello e ai processi psicologici che regolano memoria, emozioni e apprendimento.

Quando viviamo un’esperienza significativa, il cervello non conserva semplicemente una “registrazione” di ciò che è accaduto. Costruisce una rappresentazione dell’evento, associandola a emozioni, pensieri, sensazioni corporee e significati personali.

Ed è proprio qui che può intervenire il cambiamento.

Attraverso nuove esperienze, nuove interpretazioni e un’elaborazione psicologica dell’accaduto, il cervello può modificare nel tempo il modo in cui quella memoria viene richiamata e vissuta.

Un evento passato, quindi, rimane parte della nostra storia.
Ma non è detto che debba continuare a determinare il nostro presente.

La psicoterapia lavora anche su questo: non cancellare ciò che è stato, ma trasformare il modo in cui ciò che è stato continua ad agire su di noi.

Perché il passato non si può riscrivere.
Ma il rapporto che abbiamo con il nostro passato può cambiare.

🌱 Vi presentiamo la Dott.ssa Dalila Tilenni – Psicologa e Psicoterapeuta in formazione.🎓 Si è laureata nel 2021 in Psico...
27/08/2026

🌱 Vi presentiamo la Dott.ssa Dalila Tilenni – Psicologa e Psicoterapeuta in formazione.

🎓 Si è laureata nel 2021 in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi Educativi presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ed è iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia dal 2023.

📚 Attualmente è specializzanda in Psicoterapia ad orientamento Sistemico-Relazionale presso la Scuola di Specializzazione IRIS di Milano.

👥 Dal 2021 ha maturato esperienza nell’ambito dei servizi rivolti a minori e famiglie, contesto in cui oggi opera come psicologa. Tale esperienza le ha permesso di approfondire in particolare le dinamiche familiari e relazionali.

📋 In ambito clinico si rivolge a giovani adulti e adulti, coppie e famiglie, occupandosi di difficoltà emotive e relazionali, ansia, autostima, momenti di transizione e cambiamento, dinamiche di coppia e familiari e tematiche legate alla genitorialità.

🪑 Nel lavoro terapeutico considera la persona all’interno della propria storia e della rete di relazioni significative in cui è inserita. Il percorso diventa uno spazio in cui poter osservare insieme modalità relazionali, significati e risorse, dando voce anche a ciò che nel tempo può essere diventato fonte di fatica. L’obiettivo non è fornire risposte già costruite, ma costruire insieme nuove possibilità di lettura e di cambiamento.

🌱Vi presentiamo la Dott.ssa Camilla Marcolli - Psicologa e Psicoterapeuta in formazione. 🎓Si è laureata nel 2022 in Psic...
26/08/2026

🌱Vi presentiamo la Dott.ssa Camilla Marcolli - Psicologa e Psicoterapeuta in formazione.

🎓Si è laureata nel 2022 in Psicologia dello Sviluppo e dei Processi Educativi presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca ed è iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia dal 2024.

📚Attualmente è specializzanda al terzo anno in Psicoterapia Integrata e di Comunità presso la Scuola S.P.I.C. ACOF e ha conseguito la formazione di primo livello in E.M.D.R. (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).

📋Si occupa di sostegno psicologico rivolto a bambini, giovani adulti e adulti, offrendo inoltre percorsi di supporto alla genitorialità e orientamento scolastico.

👦🏻Da tre anni lavora anche in ambito educativo con minori con Disturbo dello Spettro Autistico. Ha, inoltre, maturato esperienza nel lavoro con i siblings, in particolare attraverso la progettazione e la conduzione di percorsi di gruppo a loro dedicati.

🪑Nella stanza di terapia dà particolare importanza all’ascolto e alla costruzione di una relazione autentica, all’interno di uno spazio sicuro e non giudicante in cui ogni persona possa sentirsi accolta e accompagnata nell’esplorazione di sé, dei propri vissuti e delle proprie risorse, per costruire nuovi significati e possibilità.

MICRO-ROUTINE 🧠Piccoli rituali quotidiani possono aiutare il cervello del bambinoa sentirsi più orientato e sicuro.Non s...
24/08/2026

MICRO-ROUTINE 🧠
Piccoli rituali quotidiani possono aiutare il cervello del bambino
a sentirsi più orientato e sicuro.
Non servono giornate perfettamente organizzate.
Serve prevedibilità.

Quando il bambino sa
cosa succede dopo,
deve impiegare meno energie
per gestire l’incertezza.

La routine non è rigidità.
È una mappa.

I piccoli rituali quotidiani non devono essere perfetti.
Devono essere riconoscibili e ripetibili.

La ripetizione aiuta il bambino
a trasformare una sequenza esterna
in una competenza sempre più autonoma.

🧠 Prevedibilità → orientamento
🌱 Ripetizione → apprendimento
🤍 Coerenza → sicurezza
🙌 Partecipazione → autonomia

L’obiettivo non è:
“Faccio fare tutto a mio figlio.”

Ma:

“Lo aiuto, poco alla volta,
a imparare a farlo da solo.”

🧠 QUANTE VOLTE ABBIAMO SENTITO DIRE QUESTE FRASI?“Dallo psicologo ci vanno solo le persone con problemi.”“Uno psicologo ...
22/08/2026

🧠 QUANTE VOLTE ABBIAMO SENTITO DIRE QUESTE FRASI?

“Dallo psicologo ci vanno solo le persone con problemi.”

“Uno psicologo deve solo ascoltarti e darti qualche consiglio.”

“Se sai cosa ti fa stare male, basta smettere di farlo.”

Sembrano frasi innocue.
Eppure raccontano alcuni dei pregiudizi più diffusi sulla psicologia.

La psicologia non è solo “parlare”.

Non è solo per chi sta male.

E non è una bacchetta magica che ci permette di cambiare semplicemente perché sappiamo cosa dovremmo fare.

🧠 La mente è molto più complessa.

Comprendere i propri meccanismi, riconoscere ciò che ci accade e imparare a modificarlo richiede consapevolezza, strumenti e, spesso, un percorso.

Perché tra sapere, sentire e riuscire a cambiare,c’è uno spazio enorme.

E proprio in quello spazio lavora la psicologia.

👉 Quale di questi pregiudizi hai sentito più spesso?

Scrivicelo nei commenti: potremmo partire proprio dalle vostre risposte per sfatare altri miti sulla psicologia.

Studio Légo | Psicologia, benessere e consapevolezza

🍬🧠 Il Marshmallow test: cosa ci insegna l’autocontrollo?Nel 1972 lo psicologo Walter Mischel e i suoi collaboratori cond...
21/08/2026

🍬🧠 Il Marshmallow test: cosa ci insegna l’autocontrollo?
Nel 1972 lo psicologo Walter Mischel e i suoi collaboratori condussero alla Stanford University uno degli esperimenti più celebri della psicologia dello sviluppo.
🧒🏻👧🏻 A bambini in età prescolare veniva proposto un semplice dilemma: un marshmallow subito oppure due se fossero riusciti ad aspettare 15 minuti.
🍬⏱️La scena metteva alla prova una capacità tutt’altro che semplice: la capacità di rimandare una gratificazione immediata per ottenere qualcosa di più vantaggioso in futuro.
I bambini non affrontavano tutti l’attesa nello stesso modo: alcuni guardavano il marshmallow, lo toccavano, gli giravano intorno; altri cercavano di distrarsi, distogliendo l’attenzione dalla tentazione.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti emersi dalla ricerca: l’autocontrollo non dipende solo dalla “forza di volontà”, ma anche dalle strategie cognitive e attentive che utilizziamo per regolare ciò che proviamo e desideriamo.

🗓️Dopo un decennio circa, i ricercatori ricontattarono le famiglie di questi bambini, oramai adolescenti.

📈 I dati mostrarono che una maggiore capacità di ritardare le gratificazioni in età prescolare era associata, negli anni successivi, a maggiori competenze cognitive e sociali, migliore rendimento scolastico e maggiore capacità di gestire frustrazione e stress.
⚠️ Ma attenzione: non significa che chi mangia il marshmallow subito, avrà meno successo nella vita.
Le ricerche hanno mostrato quanto siano importanti anche il contesto famigliare, le condizioni ambientali, le risorse disponibili e le strategie che il bambino impara nel corso dello sviluppo.
Quindi il vero insegnamento del marshmallow non è:
❌ “Devi imparare a controllarti”
Ma piuttosto:
✨ “Imparare a regolarsi è un processo che si costruisce nel tempo”.
Un bambino che fatica ad aspettare, che interrompe, che reagisce impulsivamente o che non riesce a fermarsi davanti a una tentazione non è necessariamente capriccioso, viziato o privo di volontà.
💭 L’autocontrollo non è semplicemente qualcosa che un bambino possiede. È una capacità che si sviluppa, si sostiene e si allena nel corso della vita.

“Mamma, mi annoio!”La noia non è necessariamente un problema da risolvere.Dal punto di vista psicologico, può rappresent...
20/08/2026

“Mamma, mi annoio!”

La noia non è necessariamente un problema da risolvere.

Dal punto di vista psicologico, può rappresentare una condizione importante per lo sviluppo dell’autonomia e della capacità di autoregolazione. #

👀Quando vengono meno gli stimoli esterni, il bambino è chiamato a orientare autonomamente l’attenzione,scegliere cosa fare e generare nuove attività.

🧠Questo processo coinvolge diverse competenze cognitive: funzioni esecutive, flessibilità cognitiva, iniziativa e capacità di autoregolazione.

🧨Ecco perché riempire continuamente ogni momento vuoto con attività, giochi o dispositivi elettronici può ridurre le occasioni in cui il bambino sperimenta il piacere di creare uno stimolo anziché riceverlo passivamente.

Attenzione, però:
non significa che la noia debba essere imposta o che ogni bambino debba essere lasciato solo a “trovarsi qualcosa da fare”.
Significa piuttosto che non ogni momento di vuoto richiede l’intervento dell’adulto.

Quando un bambino dice:

“Non so cosa fare.”

possiamo evitare di proporre immediatamente una soluzione.

Possiamo rispondere:

“Vediamo cosa riesci a inventare.”

💡Perché imparare a tollerare la momentanea assenza di stimoli e trasformarla in un’occasione di esplorazione è una competenza che si costruisce nel tempo.

La noia, quindi, non è semplicemente assenza di attività.

Può diventare uno spazio in cui il bambino impara a scegliere, creare e autoregolarsi.

Non dobbiamo riempire ogni vuoto.
A volte è proprio nel vuoto che il cervello impara a creare.

neuroscienze

🧠Il cervello non è una struttura immutabile: le esperienze possono modificare il funzionamento e l’organizzazione delle ...
18/08/2026

🧠Il cervello non è una struttura immutabile:
le esperienze possono modificare il funzionamento e l’organizzazione delle reti neurali.

Questo fenomeno è noto come neuroplasticità: l’insieme dei processi attraverso cui il sistema nervoso modifica le proprie connessioni e il proprio funzionamento in risposta all’esperienza, all’apprendimento e all’ambiente.

Quando ripetiamo un comportamento, alleniamo una modalità di risposta.
Quando impariamo qualcosa di nuovo, il cervello può modificare i circuiti coinvolti.
Quando sperimentiamo ripetutamente una determinata risposta emotiva, alcuni schemi possono diventare più facilmente attivabili.

Ma attenzione: questo non significa che “pensare positivo” possa semplicemente cambiare il cervello, né che ogni esperienza produca automaticamente una trasformazione permanente.

La neuroplasticità è un processo complesso, influenzato da molteplici fattori, tra cui apprendimento, ambiente, sviluppo, stress e comportamento.

Ed è proprio qui che la psicologia diventa interessante.
Cambiare non significa cancellare ciò che è stato.
Significa, attraverso nuove esperienze e apprendimenti, rendere possibili modalità di risposta alternative.

In altre parole:
non siamo prigionieri dei nostri automatismi, ma nemmeno possiamo cambiarli con la sola forza di volontà.

Il cambiamento richiede esperienza, ripetizione, consapevolezza e, quando necessario, un percorso psicologico che aiuti a costruire nuove modalità di funzionamento.

Indirizzo

Via IV Novembre 23
Sesto Calende
21018

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 20:00

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