03/09/2026
🧠Non tutto ciò che senti deve essere risolto. Alcune emozioni hanno bisogno prima di essere comprese.
In psicologia, l’emozione non viene considerata semplicemente come qualcosa da eliminare quando è spiacevole.
È un processo complesso che coinvolge valutazione cognitiva, attivazione fisiologica, esperienza soggettiva e tendenza all’azione. La sua funzione è fornire informazioni sulla relazione tra ciò che sta accadendo e ciò che quella situazione rappresenta per la persona.
Per questo motivo, un’emozione intensa non è necessariamente un segnale che “qualcosa non funziona”.
La difficoltà può emergere quando la persona sviluppa modalità rigide di evitamento, soppressione o controllo dell’esperienza emotiva,nel tentativo di non sentire ciò che prova.
Paradossalmente, combattere sistematicamente un’esperienza interna può aumentare il monitoraggio della stessa esperienza e mantenerne l’attivazione.
Comprendere un’emozione significa invece sviluppare consapevolezza metacognitiva:riconoscere ciò che si sta provando, identificarne i correlati corporei, comprendere quali pensieri e significati la accompagnano e distinguere l’emozione dalla risposta comportamentale.
Perché:
Sentire non significa dover agire.
Pensare non significa che sia vero.
Provare un’emozione non significa esserne determinati.
La regolazione emotiva non coincide quindi con il controllo o la soppressione delle emozioni.
Significa acquisire la capacità di riconoscerle, tollerarle, comprenderne la funzione e modulare la propria risposta,in modo flessibile e coerente con i propri obiettivi.
Ed è anche questo uno degli obiettivi del lavoro psicologico: trasformare l’esperienza emotiva da qualcosa da cui difendersi a qualcosa che può essere osservato, compreso ed elaborato.
💡Non sempre stare meglio significa sentire meno.
A volte significa comprendere meglio ciò che sentiamo.
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