Psicologa Clinica Dott.ssa Daniela Petrolo

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Psicologa Clinica con Orientamento Umanistico Esistenziale
Psicobiotica-Esperta nel trauma Elaborazione del Lutto Funzione Psicosomatica Psicodiagnosta
Neuro-programmazione digitale Ansia Depressione Attacchi Panico
Comparenting Dipendenze
B.E.S D.S.A

20/05/2026

ADHD, INSTABILITÀ PSICOMOTORIA E APPROCCIO INTEGRATO. UNA LETTURA NEURO-FUNZIONALE, RELAZIONALE E SISTEMICA



Negli ultimi anni il tema dell’ADHD è stato progressivamente interpretato soprattutto secondo un modello neurobiologico di matrice anglofona, focalizzato prevalentemente sugli aspetti neurochimici e attentivi. Accanto a questa impostazione, esiste però anche una tradizione europea e francofona della neuropsicomotricità e della psicomotricità clinica che ha sviluppato una lettura più ampia dell’instabilità psicomotoria, considerando il comportamento del bambino come espressione dell’interazione tra sistema nervoso, regolazione tonico-emozionale, ambiente relazionale e organizzazione corporea.

Autori come Henri Wallon, Julian de Ajuriaguerra e altri studiosi dell’area psicomotoria hanno sottolineato come alcuni quadri di iperattività e instabilità possano essere letti anche come modalità di adattamento neuro-emotivo e tonico-relazionale, e non esclusivamente come espressione di un’alterazione neurologica isolata. Questo non significa negare la componente neurobiologica dell’ADHD, ma riconoscere la necessità di una valutazione differenziale accurata, multidisciplinare e individualizzata.

✅ IL DIALOGO TONICO E LA REGOLAZIONE EMOTIVA PRECOCE

Nella tradizione psicomotoria francese il concetto di dialogo tonico rappresenta uno degli elementi fondamentali dello sviluppo. Il tono muscolare non viene considerato soltanto un fenomeno biomeccanico, ma anche una modalità di comunicazione affettiva tra il bambino e l’ambiente.

Secondo queste osservazioni cliniche, condizioni di carenza di contenimento relazionale, ridotta regolazione emotiva o difficoltà nella qualità dell’interazione precoce possono contribuire ad aumentare stati di allerta e ipertonia di richiamo.

Alcuni modelli interpretativi ipotizzano che il bambino possa mantenere nel tempo uno stato neurovegetativo di iperattivazione, con ricerca continua di movimento, stimoli e attenzione.

In questa prospettiva, l’instabilità motoria può essere interpretata non solo come “eccesso di movimento”, ma anche come modalità di regolazione interna del sistema nervoso.

✅ADHD E DIAGNOSI DIFFERENZIALE



Dal punto di vista clinico e neuro-funzionale, è fondamentale distinguere:

- ADHD con prevalente base neurobiologica

- instabilità psicomotoria relazionale

- disorganizzazione tonico-emotiva

- iperattività secondaria a stress ambientale

- quadri ansiosi con agitazione motoria

- difficoltà attentive correlate a sovraccarico sensoriale


➡️Per questo motivo, una valutazione realmente integrata dovrebbe considerare:

- sviluppo psicomotorio

- regolazione emotiva

- qualità del tono muscolare

- organizzazione motoria

- aspetti attentivi

- qualità del sonno

- alimentazione

- funzionalità visiva

- contesto relazionale e ambientale

✅MOVIMENTO, RITMO E ORGANIZZAZIONE NEURO-MOTORIA

La neuropsicomotricità considera il movimento come uno strumento di organizzazione del sistema nervoso. Come Neuropsicomotricista, Biologo Nutrizionista e Posturologo, ritengo fondamentale operare una valutazione differenziale profonda, non tutti i bambini iperattivi hanno un deficit neurologico. Molti presentano quella che Wallon e Ajuriaguerra definivano Instabilità Psicomotoria.

✅L’INSTABILITÀ COME MESSAGGIO, IL DIALOGO TONICO

L'iperattività può nascere da un'arcaica carenza nel dialogo tonico nella culla. Se il bambino non si è sentito "contenuto" e osservato, sviluppa un'ipertonia da richiamo, un corpo sempre in allarme per attirare l'attenzione di un riferimento. Qui il problema è emozionale e relazionale, non solo chimico.

Alcune strategie psicomotorie sono l’utilizzo esercizi di gestione motoria, sequenze ritmiche e il "piano di stop" (metodo Boscaini) per rieducare il controllo tonico. Semplici sequenze come il finger tapping (toccare le dita in sequenza) aiutano a ricreare connessioni tra intenzione e azione.

Altre attività sono basate su:



- ritmo

- sequenze motorie

- arresto e controllo del movimento

- coordinazione bilaterale

- esercizi di programmazione motoria

le quali possono contribuire allo sviluppo delle funzioni attentive e della regolazione motoria.

➡️Nel lavoro psicomotorio classico vengono spesso utilizzati esercizi di coordinazione fine e integrazione motoria, come ad esempio:

- opposizione sequenziale delle dita

- esercizi ritmici

- giochi con stop e cambi di consegna

- percorsi motori strutturati

- attività di regolazione tonico-posturale

Molte di queste proposte, come già accennato, sono presenti nella tradizione neuropsicomotoria italiana e nei lavori di autori come Franco Boscaini nell’ambito dell’esame psicomotorio e dell’educazione psicomotoria.

Nel lavoro neuropsicomotorio evolutivo viene considerato anche il ruolo dei riflessi primitivi, cioè risposte motorie automatiche presenti fisiologicamente nei primi mesi di vita, fondamentali per lo sviluppo neurologico e l’organizzazione del movimento. Con la maturazione del sistema nervoso questi schemi vengono progressivamente integrati, lasciando spazio a modalità motorie più evolute e volontarie. In alcuni soggetti, una loro integrazione incompleta può associarsi a difficoltà di regolazione tonica, coordinazione, attenzione e organizzazione posturale. Per questo motivo, anche l’osservazionedell’organizzazione neuro-motoria primaria può rappresentare un elemento utile all’interno di una valutazione globale e multidimensionale della persona.

✅SISTEMA VISIVO, STRESS PROSSIMALE E ATTENZIONE

Anche il sistema visivo può rappresentare un elemento importante nella regolazione attentiva e motoria. L’eccessivo lavoro prossimale su schermi, tablet e attività ravvicinate può aumentare il carico visivo e attentivo in soggetti già vulnerabili sul piano della regolazione. In un’ottica funzionale possono essere utili valutazioni riguardanti:

- ergonomia visiva

- distanza di Harmon

- funzionalità accomodativa

- convergenza

- stress visivo prossimale

- organizzazione visuo-motoria

In alcuni casi, attività educative orientate alla funzionalità visiva e alla coordinazione occhio-corpo possono contribuire al miglioramento dell’organizzazione attentiva e motoria. Questo approccio non sostituisce la valutazione ortottica specialistica, ma si integra con essa in una prospettiva neuro-funzionale più ampia.

✅POSTURA, TONO MUSCOLARE E ASSE DELLO STRESS

La postura rappresenta spesso un’espressione del funzionamento globale del sistema nervoso. In soggetti con instabilità psicomotoria si possono osservare talvolta pattern posturali caratterizzati da:

- aumento del tono estensorio

- anteriorizzazione del bacino

- rigidità di alcune catene muscolari

- difficoltà di regolazione tonico-posturale

- alterazioni dell’organizzazione mandibolare e cervicale

In alcuni modelli funzionali e kinesiologici queste osservazioni vengono messe in relazione con l’asse dello stress neurovegetativo e con il sistema HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), sempre in un’ottica interpretativa non diagnostica. La postura, quindi, non viene osservata come elemento isolato, ma come possibile espressione adattativa del sistema neuro-emotivo.

✅ASSE INTESTINO-CERVELLO, ALIMENTAZIONE E REGOLAZIONE NEUROFUNZIONALE

La letteratura scientifica degli ultimi anni ha mostrato crescente interesse verso il collegamento tra intestino, microbiota e sistema nervoso centrale. L’asse intestino-cervello rappresenta un sistema bidirezionale di comunicazione neuro-immuno-endocrina. In alcuni soggetti vulnerabili sul piano neuro-funzionale, un’alimentazione caratterizzata da:

- eccesso di zuccheri raffinati

- junk food

- elevato carico glicemico

- alimentazione altamente processata

…può contribuire ad aumentare instabilità energetica e disregolazione comportamentale.

Al contrario, un’alimentazione orientata alla stabilità glicemica e alla qualità nutrizionale può rappresentare un supporto utile all’equilibrio generale dell’organismo. Alcuni studi hanno inoltre ipotizzato possibili correlazioni tra sensibilità individuali ad alcuni alimenti e processi neuro-infiammatori, anche se il tema richiede ancora valutazioni scientifiche prudenti e personalizzate. In un’ottica funzionale vengono spesso privilegiati:

- alimenti a basso impatto glicemico

- adeguato apporto proteico

- grassi polinsaturi Omega 3

- alimenti ricchi di micronutrienti

- riduzione dell’eccesso di alimenti ultra-processati

✅MICRONUTRIENTI, OLIGOELEMENTI E SUPPORTO FUNZIONALE

Nel contesto nutrizionale e funzionale alcuni professionisti utilizzano strategie di supporto orientate ai micronutrienti coinvolti nei processi neuro-metabolici. Tra questi vengono frequentemente considerati: magnesio, zinco, cromo, oligoelementi catalitici, supporto agli acidi grassi essenziali. L’utilizzo di integrazioni deve essere sempre valutato in modo individualizzato e contestualizzato.


✅MEDICINE COMPLEMENTARI E OSSERVAZIONE DELLA PERSONA

In alcuni approcci complementari vengono utilizzati strumenti orientati alla regolazione emozionale e funzionale della persona. Ad esempio, alcuni Sali di Schüssler vengono tradizionalmente impiegati nell’ambito della regolazione tonico-nervosa, alcuni Fiori di Bach vengono talvolta scelti in base alla modalità comportamentale ed emozionale della persona. Questi strumenti appartengono all’ambito delle medicine complementari e non sostituiscono approcci clinici o terapeutici validati. Il loro eventuale utilizzo richiede sempre una valutazione professionale individualizzata.

✅UNA LETTURA UMORALE DEL QUADRO

Nella tradizione della medicina umorale europea, quadri caratterizzati da iperattività, agitazione motoria, impulsività e instabilità possono essere interpretati come espressione di una prevalenza di aspetti “caldi” e “secchi”, associati a uno stato di eccessiva mobilizzazione del sistema. In questa prospettiva, le strategie tradizionalmente orientate alla regolazione prevedono:

- ritmicità quotidiana

- contenimento ambientale

- regolarità del sonno

- alimentazione equilibrata

- riduzione degli eccessi stimolanti

- attività motorie organizzate e non caotiche

- lavoro sul respiro e sulla regolazione tonica

Anche in questo caso si tratta di una lettura storico-tradizionale complementare e non sostitutiva della medicina basata sulle evidenze.

L’iperattività e l’instabilità psicomotoria rappresentano quadri complessi che non possono essere ridotti a una singola causa. Aspetti neurobiologici, tonico-emozionali, relazionali, visivi, posturali, metabolici e ambientali possono interagire tra loro in modo dinamico. Per questo motivo ritengo importante una lettura realmente integrata della persona, in cui sistema nervoso, organizzazione motoria, funzione visiva, alimentazione, postura e regolazione emotiva vengano osservati insieme.

Il bambino non è un insieme di sintomi da sedare, ma un sistema complesso che comunica attraverso il corpo. Solo intrecciando neurofisiologia, nutrizione, visione e postura possiamo offrire una vera via d'uscita verso il benessere.

✅DISCLAIMER

Il mio lavoro si colloca in un’ottica educativa, preventiva e funzionale, orientata all’integrazione tra sistemi corporei e comportamento.

Questo approccio non sostituisce diagnosi o trattamenti specialistici effettuati da medici, neuropsichiatri infantili, psicologi, ortottisti, fisioterapisti o altre figure sanitarie competenti, ma si integra con essi all’interno di una visione multidisciplinare.

16/05/2026

La valutazione chinesiologica-psicologica (o kinesiologia emozionale) è una pratica olistica che valuta la risposta del sistema nervoso e muscolare agli stimoli emotivi. Attraverso test muscolari non invasivi, l'operatore cerca di individuare lo stress accumulato e ripristinare l'equilibrio psicofisico.
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.. a volte non ci rendiamo consapevoli dei momenti che stiamo attraversando ....  quei pensieri ricorsivi che non ci abb...
08/04/2026

.. a volte non ci rendiamo consapevoli dei momenti che stiamo attraversando ....
quei pensieri ricorsivi che non ci abbandonano ,quelle paure ....

Ascoltati è proprio quello il momento di chiedere aiuto ad un professionista del settore ..
un supporto psicologico mirato potrebbe fare la differenza .
Non sei solo!

08/04/2026

Buongiorno.
Lo studio in via Esperia 76 a Reggio Calabria riapre G. 14 Aprile.
Si avvisano i gentili pazienti che si riceve per appuntamento .

06/03/2026

Non sei fragile, sei stanco. E c’è una grande differenza.”

Ci sono momenti in cui ci sente sopraffatti.
Non riusciamo più a concentrarci, ci sentiamo emotivamente svuotati e iniziamo a dubitare di noi stessi. Ma non è debolezza. È esaurimento emotivo.
Quando diamo tanto per troppo tempo al lavoro, in famiglia, agli altri senza prenderci cura di noi stessi, il corpo e la mente iniziano a chiederci attenzione con stanchezza costante, irritabilità, difficoltà a dormire o a provare piacere per ciò che prima ci faceva stare bene.
Il primo passo non è “fare di più”, ma fermarsi, ascoltarsi, riconoscere i propri limiti.
La salute mentale è una cura quotidiana.
È dire “basta” quando serve, è proteggere i propri spazi, è sapere che non si deve essere sempre forti per essere validi.

24/02/2026

"Era questa, una metafora che ricorreva di anno in anno e recitava più o meno così: se chiediamo ad un bozzolo di esprimerci un suo desiderio, lui si esprimerà in qualità di bozzolo e ci dirà che vuole diventare un bellissimo bozzolo. Non sa che diventerà, invece, una bellissima farfalla. E il paziente che chiede un aiuto psicologico è un po’ come quel bozzolo, incapace di vedere dentro di se, le sue potenzialità e ciò che potrebbe essere".
Aldo Carotenuto

22/02/2026

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Alla fine, la bussola più affidabile non è il titolo appeso al muro, ma l’effetto della terapia sul funzionamento della persona. Nel tempo ci si sente più capaci o più dipendenti? Più liberi o più vincolati? Più autorizzati a pensare o più timorosi di sbagliare? Più in contatto con se stessi o più confusi e colpevoli? La terapia dovrebbe aumentare chiarezza, autodeterminazione e qualità di vita. Se invece aumenta vergogna, sottomissione, paura del dissenso o dipendenza affettiva, quel segnale va preso sul serio.

....Camminava lungo il margine della strada, con due buste della spesa strette tra le mani sottili. I passi erano lenti,...
21/02/2026

....Camminava lungo il margine della strada, con due buste della spesa strette tra le mani sottili. I passi erano lenti, misurati, come se ogni metro pesasse più del precedente. Aveva superato i settant’anni, e sul volto si leggeva una stanchezza che non era soltanto fisica.
Mi sono fermata.
Ho abbassato il finestrino e, con tono rispettoso, le ho chiesto:
«Signora, la vedo affaticata. Se desidera, posso accompagnarla io a casa.»
Mi ha guardata con un’espressione sorpresa, quasi incredula. Per un istante è rimasta immobile, come se dovesse decidere se fidarsi del mondo ancora una volta. Poi ha annuito piano ed è salita in macchina.
Appena lo sportello si è chiuso, il silenzio si è fatto denso. Dopo pochi metri, il suo respiro ha iniziato a tremare. Le lacrime sono scese improvvise, senza preavviso, come una diga che cede.
Non piangeva solo per la fatica.
Mi ha raccontato di una casa troppo grande per una sola persona, non ha figli un marito allettato , di nipoti lontani le giornate passano attraverso uno schermo, che scorrono uguali. Mi ha parlato di vicini che non salutano più, di feste passate in silenzio, di telefonate che non arrivano. Una solitudine non gridata, ma sedimentata nel tempo. Un abbandono sociale che non fa rumore, ma consuma.
Io guidavo lentamente, ascoltando. Senza interrompere. Senza riempire. A volte la presenza è l’unica risposta possibile.
Continuava a ringraziarmi, tra un singhiozzo e l’altro. Per un passaggio di pochi minuti. Per un gesto semplice.
Quando siamo arrivate davanti al suo portone, è rimasta seduta ancora un istante. Mi ha preso la mano con una delicatezza antica e ha detto:
«Oggi non mi ha portata solo a casa. Mi ha ricordato che esisto.»
È scesa con passo ancora lento, ma diverso. Non più soltanto stanco.
In quel momento ho compreso che la gentilezza non è mai un gesto minimo. È un atto di presenza. È scegliere la prossimità invece della distanza, l’ascolto invece dell’indifferenza.
A volte non servono grandi azioni per cambiare una giornata. Basta fermarsi.
E ricordare a qualcuno — e a noi stessi — che nessuno dovrebbe attraversare la propria strada sentendosi invisibile.
Daniela Petrolo....Camminava lungo il margine della strada, con due buste della spesa strette tra le mani sottili. I passi erano lenti, misurati, come se ogni metro pesasse più del precedente. Aveva superato i settant’anni, e sul volto si leggeva una stanchezza che non era soltanto fisica.
Mi sono fermata.
Ho abbassato il finestrino e, con tono rispettoso, le ho chiesto:
«Signora, la vedo affaticata. Se desidera, posso accompagnarla io a casa.»
Mi ha guardata con un’espressione sorpresa, quasi incredula. Per un istante è rimasta immobile, come se dovesse decidere se fidarsi del mondo ancora una volta. Poi ha annuito piano ed è salita in macchina.
Appena lo sportello si è chiuso, il silenzio si è fatto denso. Dopo pochi metri, il suo respiro ha iniziato a tremare. Le lacrime sono scese improvvise, senza preavviso, come una diga che cede.
Non piangeva solo per la fatica.
Mi ha raccontato di una casa troppo grande per una sola persona, non ha figli un marito allettato , di nipoti lontani le giornate passano attraverso uno schermo, che scorrono uguali. Mi ha parlato di vicini che non salutano più, di feste passate in silenzio, di telefonate che non arrivano. Una solitudine non gridata, ma sedimentata nel tempo. Un abbandono sociale che non fa rumore, ma consuma.
Io guidavo lentamente, ascoltando. Senza interrompere. Senza riempire. A volte la presenza è l’unica risposta possibile.
Continuava a ringraziarmi, tra un singhiozzo e l’altro. Per un passaggio di pochi minuti. Per un gesto semplice.
Quando siamo arrivate davanti al suo portone, è rimasta seduta ancora un istante. Mi ha preso la mano con una delicatezza antica e ha detto:
«Oggi non mi ha portata solo a casa. Mi ha ricordato che esisto.»
È scesa con passo ancora lento, ma diverso. Non più soltanto stanco.
In quel momento ho compreso che la gentilezza non è mai un gesto minimo. È un atto di presenza. È scegliere la prossimità invece della distanza, l’ascolto invece dell’indifferenza.
A volte non servono grandi azioni per cambiare una giornata. Basta fermarsi.
E ricordare a qualcuno — e a noi stessi — che nessuno dovrebbe attraversare la propria strada sentendosi invisibile.
Daniela Petrolo
Una mattinata segnata dall emozione .

L' essere umano è  posto al centro del proprio universo, valorizzando la sua tonalità Psico - fisica , le sue potenziali...
15/02/2026

L' essere umano è posto al centro del proprio universo, valorizzando la sua tonalità
Psico - fisica , le sue potenzialità creative e la capacità di dare un senso alla propria esistenza.

Indirizzo

Via Scina Siderno. Via Esperia 76 Reggio
Siderno
89048

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
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