07/08/2026
POMODORO: QUANDO, COME E PERCHÉ
Quanto conosci i pomodori e le loro caratteristiche e proprietà?
Dei pomodori si sente parlare un po’ bene e un po’ male, ti spiego perché.
Innanzitutto, il pomodoro è un frutto: contiene i semi che permettono la riproduzione della pianta, anche se la maggior parte delle piantine di pomodoro in commercio oggi sono geneticamente modificate per impedire la riproduzione della pianta (tant’è che chi ha l’orto le deve acquistare ogni anno).
Come tutti i vegetali, contengono acqua e un’ampia gamma di vitamine, minerali e altre sostanze con effetti benefici, ma anche potenzialmente tossici.
Nella categoria delle sostanze benefiche rientra il licopene, un carotenoide con attività antiossidante, che ad oggi viene isolato anche per essere proposto sottoforma di integratore.
A differenza di altre molecole simili, il licopene resiste benissimo alla cottura, processo che anzi ne aumenta la biodisponibilità. Quindi sì a sughi, passate, pomodori al forno, pomodori saltati in padella e chi più ne ha più ne metta.
Ricorda che puoi preparare una bella teglia di pomodorini al forno da conservare freddi e da aggiungere alle tue insalatone estive: in questo modo il frutto ti regalerà tutto il licopene che può. Aggiungi sempre una sempre una parte grassa, perché il licopene è liposolubile (si scioglie nei grassi, che contribuiscono ad aumentarne l’assorbimento), quindi sì all’olio extravergine di oliva!
Quando e perché è meglio evitare il pomodoro.
Si dice che il pomodoro contenga solanina, in realtà contiene tomatina e diidrotomatina, due molecole (simili alla solanina) che rientrano nella categoria dei glicoalcaloidi tossici. Queste sono sostanze che la pianta utilizza come meccanismo di difesa nei confronti di batteri, funghi, virus e insetti. Possono essere pericolose per la salute umana in quanto bloccano alcuni enzimi importanti per il corretto funzionamento del sistema nervoso periferico e possono dare sintomi quali nausea, vomito, diarrea e crampi addominali o, in casi molto rari, intossicazioni gravi.
Si concentrano prevalentemente nelle bucce, nelle parti verdi e nei fiori, mentre il frutto rosso ne presenta un contenuto molto scarso.
E’ difficile incorrere in una intossicazione da tomatina consumando pomodori ben maturi e in stagione, tuttavia, in alcune patologie, possono rendersi necessarie delle accortezze in più.
La solanina, così come la tomatina, si distribuisce in massima concentrazione nella milza, con concentrazioni progressivamente inferiori in rene, fegato, polmone, grasso, cuore, cervello e sangue.
L’utilizzo del pomodoro, come delle altre solanacee, viene caldamente sconsigliato in caso di patologie autoimmunitarie, cioè quelle malattie nelle quali il sistema immunitario risponde malamente a stimoli innocui ribellandosi contro l’organismo. Dal momento che in questi casi è di fondamentale importanza evitare inutili stimoli di attivazione del sistema immunitario e del sistema nervoso periferico, il consumo di pomodoro viene fortemente limitato, se non eliminato.
Cosa fare per ridurre il contenuto di tomatina e diidrotomatina?
1) NO PARTI VERDI. Prediligi i pomodori rossi ben maturi, i pomodori verdi sono molto ricchi di tomatina, anche se sei in salute consumali con moderazione.
2) STAGIONALITÀ. Consuma i pomodori solo in stagione, oppure conservati (in sugo, passata) se li hai preparati in stagione. La maturazione naturale fornisce un frutto più ricco dal punto di vista organolettico, inoltre più il pomodoro è maturo, meno tomatina contiene.
3) PARTI DA ELIMINARE. Laddove puoi, elimina le bucce e i semi.
4) COTTURA. Sì ma non tutte le cotture. Si tratta di molecole resistenti alla temperatura, la degradazione inizia sopra i 170°C. Ok quindi per cottura al forno sopra i 170°C, mentre la preparazione di un sugo non determina una riduzione importante dei glicoalcaloidi.
5) ABBINAMENTI. Per limitare l’assunzione di glicoalcaloidi tossici, evita di associare troppo spesso melanzane, pomodori, peperoni e patate. Ci sono moltissimi ortaggi d’estate, cerca di variare!
6) ELIMINARE. Nel caso tu stia seguendo degli approcci nutrizionali specifici per patologie autoimmunitarie, potresti ricavare un gran beneficio dall’eliminazione dei pomodori dalla tua dieta. Confrontati sempre con il professionista che ti segue!
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