30/07/2026
3-12 AGOSTO
SUMMERCAMP + PRATICA DI COMUNITA'
Ecovillaggio Tempo di Vivere
Calenzano di Bettola (PC)
«È tempo per noi di andare oltre la colpa e il biasimo. Non sono utili. Non ci guariscono. Ci siamo dentro tutti, dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri e prenderci cura di noi stessi. È tempo per noi di andare oltre le nostre prospettive individuali. È tempo di liberarci dalle catene delle nostre storie personali, per essere liberi e per creare di nuovo noi stessi.»
Manitonquat (Medicine Story) "Ritorno alla Creazione"
C'è una trappola sottile in cui rischiamo di cadere quando immaginiamo la vita in ecovillaggio: pensare che per stare insieme si debba essere già "pronti", risolti, sempre calmi o capaci di gestire ogni cosa nel migliore dei modi.
Era quello che sognavo anch'io 12 anni fa... prima di iniziare a viverci davvero in ecovillaggio.
Oggi vedo chiaramente che la comunità non è il luogo della perfezione, ma quello della verità.
Perchè, ragazzi, è inutile negarlo, in comunità arriviamo con tutto ciò che siamo: il desiderio di costruire relazioni profonde e la paura di perdere il nostro spazio, la voglia di collaborare e la fatica di lasciare andare il controllo, la capacità di amare e quelle parti che, quando si sentono minacciate, reagiscono, si chiudono o feriscono.
Nelle nostre giornate capita di sbagliare. Rispondiamo con durezza perché siamo stanchi, perdiamo la pazienza mentre cerchiamo di organizzare un evento o interpretiamo una parola attraverso una vecchia ferita.
A volte difendiamo così intensamente il nostro punto di vista da smettere di vedere la persona che abbiamo davanti.
Ci hanno insegnato a cercare la perfezione. L'errore porta spesso con sé il giudizio, la colpa o la necessità di difendersi.
Impariamo a nascondere le nostre crepe pur di apparire sempre impeccabili e autonomi.
Ma, ve lo confesso, non dev'essere sempre così, perché, se lo vogliamo davvero, possiamo imparare a fare ogni giorno un passo diverso e iniziare a guardare l'imperfezione non come un fallimento, ma come una porta che si apre sull'umanità dell'altro e sulla nostra.
Quando qualcuno ha il coraggio di dire "oggi ho sbagliato, mi sono sentito sopraffatto", succede l'impensabile, la tensione si scioglie e il giudizio non ha più motivo d'essere, perché anche gli altri si danno il permesso di provare quella stessa fragilità.
È da questo scoprire che non dobbiamo essere "perfetti" per essere accolti e che possiamo finalmente smettere di puntare il dito o di sentirci in colpa che nasce la fiducia, quella vera.
Andare oltre le nostre storie individuali e il doverci difendere a ogni costo significa darci il permesso di essere umani, con tutte le nostre luci e le nostre ombre.
Significa creare lo spazio perché ognuno possa guardare ciò che ha fatto senza doversi giustificare.
Significa riconoscere l'origine della propria reazione e le conseguenze che ha provocato e assumersi la propria responsabilità senza essere ridotti al proprio errore.
Perdonare non vuol dire dimenticare, giustificare tutto o far finta che nulla sia accaduto.
È, semplicemente, lasciare aperta la possibilità che una persona sia altro dal comportamento che ha avuto in un momento di rabbia, paura o stanchezza.
È volerla incontrare oltre l’immagine che ci siamo costruiti di lei.
E tutto questo vale anche e soprattutto nel rapporto con noi stessi.
Possiamo restare a lungo intrappolati nel senso di colpa, continuando a ripeterci ciò che avremmo dovuto o potuto dire o fare, ma giudicarci duramente raramente ci rende più capaci di amare e amarci.
Più spesso ci porta a difenderci, a nascondere ciò che è accaduto o a convincerci che cambiare sia impossibile.
Prenderci cura di noi stessi significa riuscire a guardarci con sincerità e compassione.
Dire: “Ho sbagliato” senza trasformarlo in “sono sbagliata”.
Riconoscere la nostra parte, provare a riparare e scegliere chi desideriamo essere nel passo successivo.
Essere Cerchio e non solo "essere in un cerchio" avviene nel momento in cui riusciamo a parlare della nostra ferita senza usarla per ferire. Quando lasciamo all’altro la libertà di mostrarci qualcosa di diverso da ciò che ci saremmo aspettati.
Mancano quattro giorni all’inizio del SummerCamp, il Campo ragazzi è finito solo ieri e noi siamo già ripartiti per preparare Tempo di Vivere ad accogliere chi arriverà.
Questo per noi vuol dire custodire uno spazio in cui ciascuno possa portare la propria storia, senza essere costretto a rimanerne prigioniero.
Uno spazio in cui far cadere, almeno per qualche giorno, le maschere e sentire che possiamo essere accolti nella nostra intera umanità, con le sua parti luminose e con quelle ancora in cammino.
SUMMERCAMP LA VIA DEL CERCHIO – VIVERE LA TRIBÙ
con Ellika Linden e Simon Jamnik
3–9 agosto 2026
Ecovillaggio Tempo di Vivere - Calenzano di Bettola (PC)
Per sapere come si svolgerà questa settimana insieme:
Katia 329 0218941 - Ermanno 333 5772199
EVENTO CON IL PATROCINIO DI RIVE Rete Italiana Villaggi Ecologici