FibroLove

FibroLove ๐™‘๐™–๐™ก๐™š๐™ง๐™ž๐™ฉ๐™– โ€“ Fondatrice di FibroLove. FibroLove non parla solo di fibromialgia.

Parla di tutte quelle donne che per anni sono sopravvissute a sรฉ stesse, fino a quando il corpo ha chiesto di essere ascoltato.

Oggi va cosi...
14/09/2026

Oggi va cosi...

Buongiorno
14/09/2026

Buongiorno

Il dolore appartiene a chi lo vive. Non a chi lo osserva.Puoi guardarmi e non vedere niente.Puoi vedermi sorridere.Uscir...
12/09/2026

Il dolore appartiene a chi lo vive. Non a chi lo osserva.

Puoi guardarmi e non vedere niente.

Puoi vedermi sorridere.
Uscire.
Lavorare.
Fare la spesa.
Parlare.
Ridire.

E pensare: ยซSta bene.ยป

Ma tu non sai cosa succede quando torno a casa.

Non sai quanta energia mi รจ costato quel sorriso.
Quanta fatica cโ€™รจ dietro una giornata apparentemente normale.
Quante volte ho dovuto scegliere cosa fare perchรฉ non potevo fare tutto.
Quante volte piango di notte per i dolori.
Quante volte ho detto "va tutto bene" mentre il mio corpo diceva esattamente il contrario.

E soprattutto non sai cosa significa vivere dentro un corpo che puรฒ presentarti il conto quando meno te lo aspetti.

Per questo frasi come:

"Ma non sembri malata."

"Ti vedo bene."

"Se riesci a uscire, allora non stai cosรฌ male."

non aiutano.

Feriscono.

Perchรฉ trasformano ciรฒ che non puoi vedere in qualcosa che, secondo te, non esiste.

Ma il dolore non deve essere visibile per essere reale.

E io non devo essere a pezzi davanti a te per avere il diritto di dire:

ยซSto male.ยป

Puoi non capire.
Puoi non sapere cosa significhi.
Puoi non averlo mai provato.

Ma puoi scegliere di credermi.

Puoi scegliere di ascoltare invece di giudicare.

Puoi scegliere di rispettare ciรฒ che non puoi vedere.

Perchรฉ il dolore รจ personale.

E nessuno, da fuori, ha il diritto di stabilirne il peso.

๐—–๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ,
๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—”๐—น๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ผ
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ยฉ 2025 Valerita Albano โ€“ Tutti i diritti riservati.
I contenuti di questo post (testi, immagini e grafiche) sono di proprietร  dellโ€™autrice.

09/09/2026
Quello che so oggi, avrei voluto che qualcuno me lo dicesse quando...๐Ÿ’ฅ Quando non capivo piรน chi fossi.๐Ÿ’ฅ Quando mi svegl...
09/09/2026

Quello che so oggi, avrei voluto che qualcuno me lo dicesse quando...

๐Ÿ’ฅ Quando non capivo piรน chi fossi.

๐Ÿ’ฅ Quando mi svegliavo stanca e andavo a dormire distrutta.

๐Ÿ’ฅ Quando facevo un lavoro che non mi piaceva e non mi gratificava.

๐Ÿ’ฅ Quando mi dicevano "sei troppo sensibile" e io iniziavo a credere di essere sbagliata.

๐Ÿ’ฅ Quando mi nascondevo per non dare fastidio.

๐Ÿ’ฅ Quando mi adattavo a tutto, anche a ciรฒ che mi faceva male.

๐Ÿ’ฅ Quando tutti erano piรน importanti di me.

๐Ÿ’ฅ Quando l'opinione degli altri aveva il potere di farmi soffrire.

๐Ÿ’ฅ Quando il corpo cedeva e io non lo ascoltavo. Anzi, mi sforzavo ancora di piรน.

๐—”๐˜ƒ๐—ฟ๐—ฒ๐—ถ ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐˜‚๐˜๐—ผ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ฐ๐˜‚๐—ป๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—บ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฒ:

"๐—ก๐—ผ๐—ป ๐—ฑ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚' ๐—ด๐˜‚๐—ฎ๐—ฑ๐—ฎ๐—ด๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ ๐—น'๐—ฎ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ.
๐—ก๐—ผ๐—ป ๐—ฑ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚' ๐—ฑ๐—ถ๐—บ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ป๐—ถ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ."

Ma nessuno me lo diceva.

Allora l'ho fatto io. Su me stessa.

Ci sono voluti anni.

Anni di studio, consapevolezza, cadute e rinascite.

E da tutto questo รจ nato Dalla Brava Bambina alla Donna Libera.

Un percorso pensato per quelle donne che si sentono intrappolate in ruoli che non le rappresentano piรน.

Quelle che hanno passato una vita ad adattarsi.

A compiacere.

A mettere tutti prima di sรฉ.

A sentirsi in colpa quando provano a scegliere se stesse.

รˆ un percorso su misura, costruito intorno alla tua storia, ai tuoi bisogni e a ciรฒ che vuoi cambiare.

Non รจ semplicemente "crescita personale".

รˆ un lavoro profondo e concreto sul modo in cui vivi, scegli, senti e ti relazioni con te stessa e con gli altri.

Perchรฉ non sei sbagliata.

E non devi continuare a vivere secondo una versione di te che hai costruito solo per essere accettata.

Puoi imparare a dire no.

Puoi mettere dei confini.

Puoi smettere di sentirti responsabile di tutto e di tutti.

Puoi scegliere te stessa senza sentirti egoista.

E sรฌ.

Puoi ricominciare.

Anche se oggi non sai ancora da dove.

๐Ÿ’ฌ Se senti che queste parole parlano di te e vuoi capire come funziona il percorso, scrivimi su WhatsApp:

๐Ÿ“ฒ 393 579 4978

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ยฉ 2026 Valerita Albano โ€“ Tutti i diritti riservati.
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๐ŸŒฟ Il dolore รจ sempre bravo a gestirlo chi non lo ha.L'altro giorno sono andata dal mio medico.Abbiamo parlato della fibr...
05/09/2026

๐ŸŒฟ Il dolore รจ sempre bravo a gestirlo chi non lo ha.

L'altro giorno sono andata dal mio medico.

Abbiamo parlato della fibromialgia, degli accertamenti che devo ancora fare per escludere altre condizioni e poi gli ho raccontato del progetto che sto portando avanti per sensibilizzare sulla fibromialgia.

Parlare di dolore.

Parlare di malattia invisibile.

Parlare di quanto sia importante che se ne parli.

Perchรฉ anche lui lo riconosce: ci sono ancora molti medici e molte persone che non credono, non comprendono o semplicemente non sanno cosa significhi vivere con la fibromialgia.

Lui, invece, mi ascolta, mi capisce e sa cosa vivo.

E quando gli ho detto:

ยซSono stanca del dolore.ยป

Mi ha risposto:

ยซSรฌ, ma non puoi mollare.ยป

Poi mi ha detto una frase che mi รจ rimasta impressa:

ยซIl dolore รจ sempre bravo a gestirlo chi non lo ha.ยป

Ed รจ proprio questo il punto.

Da fuori รจ facile dire:

"Devi reagire."

"Non puoi mollare."

"Devi imparare a gestirlo."

Ma quando sei tu a svegliarti con il dolore.

Quando sei tu a dover scegliere cosa fare e cosa non fare perchรฉ sai che potresti pagarne il prezzo.

Quando sei tu a sorridere mentre dentro sei esausta.

Quando sei tu a dover spiegare ancora una volta che non รจ semplicemente stanchezza...

allora tutto cambia.

Io non voglio che le persone provino quello che provo io per capire.

Vorrei semplicemente che non fosse necessario stare male per credere a chi sta male.

Ed รจ anche per questo che continuo a parlare di fibromialgia.

Non per convincere tutti.

Non per avere ragione.

Ma perchรฉ piรน ne parliamo, piรน possiamo creare consapevolezza.

Tra le persone.

Nelle famiglie.

Nel mondo del lavoro.

E anche tra gli operatori sanitari.

Perchรฉ dietro una diagnosi, dietro un sintomo, dietro una persona che dice ยซsto maleยป, c'รจ una persona che merita di essere ascoltata.

๐Ÿ’œ Il dolore รจ sempre bravo a gestirlo chi non lo ha.

E forse proprio per questo dobbiamo imparare ad ascoltare chi lo vive.

รˆ questo il senso di FibroLove.

๐—–๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ,
๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—”๐—น๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ผ
๐—œ๐—ป๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—จ๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—›๐—ฌ๐—Ÿ
๐—™๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ๐˜๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—™๐—ถ๐—ฏ๐—ฟ๐—ผ๐—Ÿ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—Ÿ๐—ถ๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐——๐—ผ๐—ป๐—ป๐—ฎ

ยฉ 2025 Valerita Albano โ€“ Tutti i diritti riservati.
I contenuti di questo post (testi, immagini e grafiche) sono di proprietร  dellโ€™autrice.

Ore 02.22 di notte, momento sfogo!๐Ÿ”ฅ Mettiamo il caso che sia vero.Mettiamo il caso che la fibromialgia non esista.Allora...
31/08/2026

Ore 02.22 di notte, momento sfogo!

๐Ÿ”ฅ Mettiamo il caso che sia vero.

Mettiamo il caso che la fibromialgia non esista.

Allora perchรฉ qualche illuminato non mi spiega perchรฉ di notte pago, con dolori atroci, il lavoro che faccio durante la giornata?

Perchรฉ se durante il giorno svolgo una normale attivitร , fosse anche fare delle pulizie un po' piรน profonde, o fare la spesa, o sollevare le ceste dall'acqua, quindi cose normali, devo poi pagare con dolori che si scatenano durante la giornata e si acutizzano di notte?

Perchรฉ se sto in piedi o cammino, dopo un po' le mie gambe diventano come fatte di ghiaccio e piene di aghi?

Perchรฉ di notte le mie gambe non stanno mai ferme?

Se la fibromialgia non esiste, perchรฉ durante la notte le mie mani diventano rigide, prudono e non riesco ad aprirle?

Perchรฉ il mio corpo รจ martoriato da lividi e bozzi dolenti, come se qualcuno mi avesse preso a bastonate?

Perchรฉ perdo la vista da un giorno all'altro senza una spiegazione?
(Visita oculistica: ok.)

Perchรฉ non so piรน che scarpe indossare, dato che a prescindere dal tipo di scarpe dopo un po' i piedi mi fanno male e prudono, quando un tempo indossavo scarpe con i tacchi senza nessun problema?

Perchรฉ non sopporto piรน odori, profumi, rumori e persone? (Quest'ultimo, forse, non dipende dalla fibromialgia. ๐Ÿคฆ๐Ÿฝโ€โ™€๏ธ)

Perchรฉ qualsiasi cosa indossi mi dร  fastidio, pesa troppo, mi soffoca, mi irrita?

Perchรฉ resto senza fiato per parlare e senza energia per vivere da un istante all'altro?

Se la fibromialgia non esiste, perchรฉ sto male?

Perchรฉ io posso anche accettare che la fibromialgia non esista.

Posso accettare che sia un calderone nel quale si butta dentro tutto ciรฒ che ancora non ha un nome.

Ciรฒ che non posso accettare รจ perchรฉ a 50 anni devo pagare un prezzo per vivere.

Non posso accettare di non dormire di notte per i dolori dopo aver fatto attivitร  che prima erano normali.

Non posso piรน accettare di essere guardata come strana dai medici quando dico che ho la fibromialgia.

Non posso piรน accettare i sorrisetti arroganti, le prese per il c@ da parte di medici che non credono che io stia male.

E soprattutto non posso accettare che mi si dica:

"La fibromialgia non esiste."

Perchรฉ se non esiste, allora dovete spiegarmi per filo e per segno perchรฉ io sto male.

Mi sono rotta di sentire la manfrina della fibromialgia che non esiste e di non ricevere le risposte che merito.

Perchรฉ sarร  anche che non esiste.

Ma io sono qui.

Sono sveglia all'1:40 di notte perchรฉ durante la mia giornata ho fatto ciรฒ che una persona normale fa.

E ora pago.
Pago con il dolore.

Sarร  anche che la fibromialgia non esiste ma qualcuno un nome a questo dolore e una spiegazione me la dovrร  dare.

๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—”๐—น๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ผ
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Ho pochi giorni di ferie.E mi sono accorta di essere stanca.Non soltanto fisicamente.Stanca di fare, organizzare, pensar...
28/08/2026

Ho pochi giorni di ferie.

E mi sono accorta di essere stanca.
Non soltanto fisicamente.
Stanca di fare, organizzare, pensare, incastrare.

Anche quando finalmente avrei tempo per fermarmi, una parte di me continua a cercare qualcosa da fare.

Cosรฌ ho deciso di fare una cosa semplice.

Ho comprato un album di mandala e ho iniziato a colorare.

L'ho fatto pensando anche alla mia parte bambina.

Quella che non deve produrre.
Non deve essere utile.
Non deve dimostrare niente.

Deve soltanto giocare.

E mentre coloravo รจ successo qualcosa di curioso.

Mi sono ritrovata davanti a una delle prime regole che abbiamo imparato da bambine:

non uscire dalle righe.

E mi sono accorta che, ancora oggi, quando il colore supera il bordo, dentro di me compare immediatamente una sensazione:

โ€œHo sbagliato.โ€

Un piccolo mandala mi ha portato a una riflessione molto piรน grande.

Cosa abbiamo imparato davvero quando ci hanno insegnato a stare dentro le righe?

All'inizio รจ educazione.

Impariamo a seguire una consegna.
A rispettare uno spazio.
A sviluppare attenzione.
A comprendere che non tutto puรฒ essere fatto senza limiti.

Ma poi le righe cambiano.

Diventano quelle del comportamento.

โ€œDevi essere brava.โ€
โ€œNon rispondere.โ€
โ€œNon fare storie.โ€
โ€œNon deludere.โ€
โ€œDevi crescere.โ€
โ€œDevi mettere la testa a posto.โ€

E persino:

โ€œMettiti in riga.โ€

A quel punto la riga non รจ piรน sul foglio.

รˆ dentro di noi.

E puรฒ diventare un confine invisibile che ci dice quanto possiamo essere diverse, quanto possiamo chiedere, quanto possiamo dire, quanto possiamo desiderare.

Il problema non รจ avere confini.

Il problema รจ non sapere piรน se quei confini li abbiamo scelti oppure li stiamo semplicemente rispettando perchรฉ abbiamo imparato che uscire dalle righe significa essere sbagliate.

Ed รจ qui che il discorso diventa importante anche per chi vive con la fibromialgia.

Perchรฉ quante donne hanno imparato a stare dentro le righe fino al punto di non ascoltare piรน i propri limiti?

Devo farcela.
Devo essere forte.
Non posso fermarmi.
Non voglio pesare sugli altri.
Prima gli altri.
Poi io.

E quando il corpo dice basta?

Arriva il senso di colpa.
Come se riposare fosse sbagliato.
Come se non riuscire fosse una colpa.
Come se il proprio valore dipendesse da quanto si riesce a fare.

E qui entra in gioco qualcosa di ancora piรน profondo:
l'immagine che abbiamo costruito di noi.

Se dentro di me esiste l'immagine della donna che deve sempre farcela, ogni limite sembrerร  un fallimento.

Se esiste l'immagine della donna che deve essere sempre disponibile, ogni โ€œnoโ€ sembrerร  egoismo.

Se ho imparato che essere forte significa non avere bisogno di nessuno, chiedere aiuto puรฒ farmi sentire debole.

Se esiste l'immagine della donna che deve essere brava, ogni deviazione sembrerร  inadeguatezza.

E allora forse il cambiamento non consiste nel buttare via tutte le righe.

Alcune righe ci educano.

Altre ci proteggono.

Altre ancora, perรฒ, potrebbero essere diventate semplicemente gabbie che continuiamo a chiamare regole.

La domanda allora diventa:

๐Ÿ‘‰ Quali sono le mie righe?
๐Ÿ‘‰ Chi le ha tracciate?
๐Ÿ‘‰ Quali scelgo ancora oggi?
๐Ÿ‘‰ E quali continuo a rispettare soltanto per paura di sentirmi sbagliata?

Forse crescere davvero non significa imparare a stare sempre dentro le righe.

Significa imparare a riconoscere quando una riga ci educa e quando ci cancella.

E magari, qualche volta, possiamo prendere un colore e uscire volontariamente dal bordo.

Non per ribellarci.

Ma per ricordarci che essere fuori dalle righe non significa necessariamente essere sbagliate.

A volte significa semplicemente essere noi. ๐Ÿ’—

๐—–๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐—บ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ,
๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—”๐—น๐—ฏ๐—ฎ๐—ป๐—ผ
๐—œ๐—ป๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—จ๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—›๐—ฌ๐—Ÿ
๐—™๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ๐˜๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—™๐—ถ๐—ฏ๐—ฟ๐—ผ๐—Ÿ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ ๐—Ÿ๐—ถ๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐——๐—ผ๐—ป๐—ป๐—ฎ

ยฉ 2026 Valerita Albano โ€“ Tutti i diritti riservati.

๐ŸŒฟ ๐—–๐—ถ ๐˜€๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ๐—ถ ๐˜€๐—ฝ๐—ถ๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—บ๐—ถ๐—น๐—น๐—ฒ ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐˜๐—ฒ.Ma finche' non le vivi sulla tua pelle, difficilmente puoi comprenderle dav...
27/08/2026

๐ŸŒฟ ๐—–๐—ถ ๐˜€๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ๐—ถ ๐˜€๐—ฝ๐—ถ๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—บ๐—ถ๐—น๐—น๐—ฒ ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐˜๐—ฒ.

Ma finche' non le vivi sulla tua pelle, difficilmente puoi comprenderle davvero.

Una delle tante e' questa:

โœจ ๐—ฆ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐˜€๐—ถ ๐—ด๐—ถ๐—ฎ' ๐˜€๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ถ.

Non stanchi perche' hai dormito poco.

Non stanchi perche' hai fatto tardi.

Non stanchi perche' ieri hai avuto una giornata pesante.

Ti svegli dopo aver dormito e il tuo corpo sembra dirti:

"Oggi no."

Gli occhi si aprono, ma e' come se il corpo non avesse mai spento davvero il motore.

Ti alzi e sei gia' affaticata.

Le gambe pesanti.

I muscoli fanno male.

La testa e' annebbiata.

E magari fuori c'e' una giornata normalissima.

Per gli altri e' semplicemente:

"Dai, alzati. Una volta che ti muovi passa."

Ma tu sai che non funziona cosi'.

E c'e' una cosa ancora piu' difficile da spiegare.

๐—ก๐—ผ๐—ป ๐˜€๐—ฎ๐—ถ ๐—บ๐—ฎ๐—ถ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐˜‚๐—ฟ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ'.

Puoi svegliarti pensando di poter affrontare la giornata e, qualche ora dopo, ritrovarti senza piu' energie.

Oppure puoi aprire gli occhi e sapere immediatamente che oggi anche le cose piu' semplici saranno una fatica.

E poi c'e' qualcosa che chi non vive questa realta' difficilmente vede.

๐Ÿ’ญ ๐—ข๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ ๐—ป๐—ฒ๐—ด๐—ผ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ถ๐—น ๐˜๐˜‚๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฝ๐—ผ.

Cosa posso fare oggi?

Quanto posso camminare?

Posso uscire?

Posso lavorare?

Posso cucinare?

Posso vedere qualcuno?

Posso fare quella cosa che avevo programmato?

Per chi sta bene, queste sono domande quasi inesistenti.

Per chi vive con la fibromialgia possono diventare una vera pianificazione quotidiana.

Perche' non puoi dare per scontato che domani avrai le stesse energie di oggi.

E allora impari a fare una cosa che gli altri difficilmente vedono:

๐—ฟ๐—ถ๐—ฑ๐—ถ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐˜‚๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐˜๐˜‚๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ถ๐—ป ๐—ฏ๐—ฎ๐˜€๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฐ๐—ถ๐—ผ' ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐˜๐˜‚๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฝ๐—ผ ๐˜๐—ถ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฒ.

E questo, alla lunga, stanca anche psicologicamente.

Perche' non vuoi sempre rinunciare.

Vorresti semplicemente vivere senza dover calcolare ogni movimento.

Vorresti poter dire:

"Domani facciamo questo."

senza aggiungere mentalmente:

"Sempre che io stia abbastanza bene."

๐Ÿ’œ ๐—ค๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ฎ ๐—ฒ' ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ต๐—ถ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐˜ƒ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐—ณ๐—ถ๐—ฏ๐—ฟ๐—ผ๐—บ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ๐—ณ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—น๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ' ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ถ๐—ป ๐—ณ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ผ.

Non e' mancanza di volonta'.

Non e' pigrizia.

Non e' "non aver voglia".

๐—˜' ๐˜ƒ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐˜‚๐—ป ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ผ๐—ด๐—ป๐—ถ ๐—ด๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ผ ๐—ฝ๐˜‚๐—ผ' ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ฒ.

E allora, se conosci qualcuno che vive con una malattia invisibile, forse non serve dirgli:

"Devi reagire."

Puรฒ bastare:

๐ŸŒท "Come posso aiutarti oggi?"

Perche' non ti chiedo di capire perfettamente cio' che vivo.

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