30/08/2026
༄ In questi giorni di vacanza mi è stata ancora più chiara una cosa:
⤷ Quanto siamo prigionieri di quello che ancora deve succedere?
⤷ E cosa succederebbe se smettessimo di dare valore soltanto a ciò che possiamo concludere?
•••Lo so sono due domande … ma prova a seguirmi:
Esiste infatti un frangente diverso:
☼ Aristotele le chiamava attività ateliche:
azioni che hanno il loro fine in se stesse, perché il loro valore coincide esattamente con il momento in cui accadono.
☼ Mentre il Vedanta parla di Nishkama Karma, l’agire senza attaccamento ai frutti dell’azione.
Per capirsi è quella differenza tra il voler chiudere un’asana di yoga e la gioia pura di praticare.
Tra il correre verso una destinazione e la presenza viva di un passo dopo l’altro.
♡ In questa lunga estate per me la domanda è sempre stata una, e si radica nel corpo come non mai, qui e ora:
“Come voglio abitare il tempo che ho a disposizione?”
✔️Ed ecco il punto:
Quando scegliamo l’azione pura, sganciata dall’attaccamento al risultato, smettiamo di inseguire e torniamo interi.
(E pensa, quelle sono le azioni che aprono nuove porte, dando le più grandi soddisfazioni!)
༄ Questo anno accademico, voglio iniziarlo con voi così. Nel corpo, per il corpo, con amore.
⤷ Percorreremo Yama e Niyama secondo la tradizione, nella pratica sia fisica che meditativa.
♡ Curiosi? Vi aspetto sul tappetino!
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