15/12/2025
In una stanza di terapia, la sedia contiene i passi che hanno portato fin lì: i pesi, i dubbi, la speranza, la resilienza.
La stanza vede la ri-nascita, vede mani che tremano e corpi segnati da storie; e quegli stessi corpi, un giorno, li vedi seduti diversamente: comodi, con le braccia aperte e non più chiuse.
La postura cambia: prima si raddrizza, poi si ammorbidisce.
Il corpo cambia. La persona arriva e non si pone più il problema di doversi sedere composta: sa che lì può sedersi come vuole. Facendone esperienza, può portare fuori la consapevolezza che non serve sempre essere composti, che ci si può dare il permesso di portare nel mondo sé stessi, per come si è… senza forzature.
In questa stanza, dove tutto cambia, o dove si sceglie di imparare a stare anche con la vulnerabilità che ci rende profondamente umani.
In questa sedia io vedo il coraggio di tornare a essere spontanei nelle relazioni e nei confronti della vita.
In questa sedia vedo paura, rabbia, tristezza, a cui finalmente si dà spazio e legittimità nella propria mente: emozioni che meritano di essere riconosciute, ascoltate.
In questa sedia vedo i sorrisi di chi sta riscoprendo momenti di benessere.
In questa sedia vedo l’autenticità di esseri viventi pienamente presenti in questo mondo.
Dott.ssa Federica Lanza