Renzo Nobilio fisioterapista osteopata

Renzo Nobilio fisioterapista osteopata Sono un ex giocatore di rugby, fisioterapista e poi osteopata.

tratto patologie legate al mondo della traumatologia e del post chirurgico,la fisioterapia vascolare e la lipodistrofia.

04/09/2026

Un bel tendine rotuleo operato da un mese .
La distanza e il soggetto in questione hanno reso l inizio della riabilitazione un po’ tardiva … ma va bene lo stesso.
Senza creare stress sulla struttura “riparata” cerchiamo di decongestionare l arto ,lavorare sulla cicatrice per rendere più agevole l esercizio attivo e il recupero.
Il tutto sfottendo un amico in difficoltà,che rende la seduta più divertente (da parte mia) tanto non può ribellarsi altrimenti prendo i ganci.

🦵 ROTTURA DEL TENDINE ROTULEO: LA CHIRURGIA È SOLO IL PRIMO PASSOLa rottura del tendine rotuleo è una lesione importante...
31/08/2026

🦵 ROTTURA DEL TENDINE ROTULEO: LA CHIRURGIA È SOLO IL PRIMO PASSO

La rottura del tendine rotuleo è una lesione importante dell’apparato estensore del ginocchio e può compromettere seriamente la capacità di estendere attivamente la gamba.

Quando la lesione è completa, soprattutto nei pazienti giovani e attivi, può essere necessario un intervento chirurgico di riparazione del tendine.

Ma cosa succede dopo?

🔹 Protezione della sutura
Nelle prime settimane il tendine deve essere protetto, rispettando le indicazioni del chirurgo e utilizzando, quando previsto, un tutore.

🔹 Recupero progressivo della mobilità
La flessione del ginocchio viene generalmente recuperata gradualmente, evitando di sottoporre troppo presto il tendine a tensioni eccessive.

🔹 Controllo dell’edema e del dolore
Sono fondamentali per permettere al paziente di iniziare e proseguire il percorso riabilitativo.

🔹 Riattivazione del quadricipite
Uno degli obiettivi principali è contrastare l’inibizione muscolare e recuperare progressivamente la forza dell’apparato estensore.

🔹 Riprogrammazione del passo
Con il recupero del carico e del controllo dell’arto, si lavora gradualmente sulla qualità del cammino, sull’appoggio, sulla simmetria e sulla coordinazione dei movimenti.

🔹 Propriocezione, forza e controllo neuromuscolare
Con il progredire della guarigione si passa dal recupero del movimento alla ripresa della forza, dell’equilibrio e del controllo dell’arto nelle attività quotidiane.

🔹 Recupero del gesto atletico
Per gli sportivi, il percorso prosegue gradualmente verso la riprogrammazione dei gesti specifici: corsa, cambi di direzione, salti, atterraggi e movimenti caratteristici della disciplina praticata.

⚠️ Non esiste una riabilitazione “uguale per tutti”.
I tempi e le modalità dipendono dalla gravità della lesione, dalla tecnica chirurgica utilizzata, dalla qualità della riparazione, dalle condizioni del paziente e dalle indicazioni del chirurgo.

👉 Una buona chirurgia ha bisogno di una buona riabilitazione.

L’obiettivo non è semplicemente “far muovere il ginocchio”, ma accompagnare progressivamente il tendine e l’intero arto verso il recupero della funzione: dal movimento al passo, dal passo alle attività quotidiane e, quando possibile, dal gesto quotidiano al gesto atletico.

Dott. Renzo Nobilio
Fisioterapista • Osteopata

📩 Hai subito una rottura del tendine rotuleo o un intervento chirurgico al ginocchio? Contatta il Dott. Renzo Nobilio per una valutazione personalizzata e per definire il percorso riabilitativo più adatto alle tue esigenze.

🚩 RED FLAGS IN FISIOTERAPIA: SAPER DIRE “ALT” FA PARTE DELLA PROFESSIONEEssere un bravo fisioterapista non significa riu...
24/08/2026

🚩 RED FLAGS IN FISIOTERAPIA: SAPER DIRE “ALT” FA PARTE DELLA PROFESSIONE

Essere un bravo fisioterapista non significa riuscire a trattare tutto.

Significa anche saper riconoscere quando qualcosa non torna.

Durante una valutazione possono emergere segnali, sintomi o caratteristiche del dolore che non sono compatibili con un semplice problema muscolo-scheletrico, oppure che richiedono un approfondimento medico.

In quei casi il fisioterapista deve saper dire:

“Fermiamoci. Prima di continuare è necessario un consulto medico.”

🚩 Una red flag non significa automaticamente che ci sia qualcosa di grave.
Significa che quel quadro merita attenzione e non va trattato superficialmente.

E c’è un altro aspetto di cui si parla poco: l’insistenza del paziente.

“Dottore, mi faccia comunque qualcosa.”
“Ho già fatto questo trattamento e mi ha fatto bene.”
“È sempre la solita cosa.”

La pressione, anche quando nasce dalla fiducia o dal desiderio di stare meglio, può portarci a forzare una decisione che invece dovrebbe essere prudente.

Ed è proprio lì che possiamo commettere errori.

Per questo, soprattutto ai colleghi più giovani, ma anche a quelli con più esperienza, mi sento di dire:

non fidatevi dell’apparenza, non fidatevi delle convinzioni del paziente e nemmeno delle vostre abitudini.

Fidatevi della scienza, della valutazione clinica e della vostra coscienza professionale.

La competenza non è soltanto sapere cosa fare.

È anche sapere quando fermarsi, quando approfondire e quando rimandare al medico.

👉 Non si può trattare tutto.
Ma saper riconoscere ciò che non va trattato dal fisioterapista fa parte della bravura del fisioterapista. 🚩

ARTICOLAZIONE SACRO-ILIACA: anatomia, dolore e perché può sembrare una sciaticaQuando compare un dolore nella parte più ...
20/08/2026

ARTICOLAZIONE SACRO-ILIACA: anatomia, dolore e perché può sembrare una sciatica

Quando compare un dolore nella parte più bassa della schiena, vicino alle cosiddette “fossette”, che si estende al gluteo o lungo la coscia, è facile pensare immediatamente alla sciatica.

Ma non sempre il nervo sciatico è il responsabile.

Una possibile fonte del dolore è l’articolazione sacro-iliaca, il punto di connessione tra il sacro e le due ossa iliache del bacino.

🦴 COS’È LA SACRO-ILIACA?

È un’articolazione particolare, con una mobilità molto ridotta, il cui compito principale non è produrre movimento, ma trasmettere e distribuire le forze tra colonna e arti inferiori.

Ad ogni passo, durante la corsa, quando ci alziamo da una sedia o rimaniamo a lungo in una posizione, questa regione è sottoposta a carichi importanti.

L’articolazione è stabilizzata da una complessa rete di legamenti, muscoli e strutture fasciali, tra cui glutei, muscoli del tronco e muscolatura dell’anca.

🔥 PERCHÉ PUÒ FARE MALE?

Il dolore sacro-iliaco non significa necessariamente che l’articolazione sia “infiammata”.

Può derivare dall’irritazione dei nocicettori presenti nell’articolazione e soprattutto nei tessuti circostanti, come legamenti e strutture capsulari.

Un carico eccessivo, un trauma, un cambiamento improvviso nella distribuzione dei carichi o una ridotta capacità dei muscoli di stabilizzare il bacino possono contribuire alla comparsa del dolore.

Quando il sistema rimane sovraccaricato, può instaurarsi anche una maggiore sensibilità del sistema nervoso, facendo percepire come dolorosi carichi che normalmente verrebbero tollerati.

🧠 DOVE PUÒ ESSERE PERCEPITO?

Il dolore può essere localizzato:

• nella parte bassa della schiena, generalmente vicino all’articolazione;
• nel gluteo;
• nella regione posteriore della coscia;
• più raramente può essere percepito anche nella regione inguinale o nella parte laterale dell’anca.

Ed è proprio qui che nasce una delle principali confusioni…

⚡ SACRO-ILIACA O SCIATICA?

Il dolore sacro-iliaco può imitare una sciatalgia, soprattutto quando si irradia verso il gluteo e la coscia.

Ma sono due condizioni differenti.

Nella radicolopatia lombare, il problema riguarda una radice nervosa, generalmente a livello lombare. Possono comparire, oltre al dolore, formicolii, alterazioni della sensibilità, deficit di forza e modificazioni dei riflessi, a seconda della radice coinvolta.

Nel dolore proveniente dalla regione sacro-iliaca, invece, questi segni neurologici non sono necessariamente presenti.

Per questo motivo non basta chiedere al paziente “dove ti fa male?”.

La diagnosi richiede anamnesi, esame neurologico e test clinici specifici, valutando anche colonna lombare, anca e altre possibili fonti di dolore.

👐 E LE MANIPOLAZIONI?

Una manipolazione o una terapia manuale può certamente ridurre il dolore e migliorare temporaneamente la funzione.

Ma questo non significa necessariamente che abbia “rimesso a posto” un’articolazione fuori posto.

Il sollievo può dipendere dalla modulazione del dolore e da modificazioni temporanee della sensibilità e del movimento.

Per questo, soprattutto nei problemi persistenti, il trattamento dovrebbe andare oltre la terapia passiva.

L’obiettivo è recuperare progressivamente capacità di carico, forza, controllo motorio e tolleranza al movimento.

È anche quello che ho sperimentato personalmente dopo un incidente, quando per mesi ho dovuto caricare prevalentemente su un solo arto e, tornando al lavoro prima di aver recuperato completamente, ho finito per sovraccaricare la regione del bacino.

Il dolore può essere un segnale.

Capire da dove proviene e perché continua a ripresentarsi è molto più importante che cercare semplicemente di “sbloccarlo”.

14/08/2026
Perché una protesi d’anca può non funzionare come dovrebbe?La sostituzione protesica dell’anca è uno degli interventi co...
22/07/2026

Perché una protesi d’anca può non funzionare come dovrebbe?

La sostituzione protesica dell’anca è uno degli interventi con il più alto tasso di successo in ortopedia. Tuttavia, in alcuni pazienti il recupero della deambulazione non è quello atteso.

Le cause più gravi (da escludere sempre per prime):
🔴 Infezione della protesi.
🔴 Mobilizzazione (allentamento) delle componenti protesiche.
🔴 Lussazione o instabilità della protesi.
🔴 Fratture periprotesiche.
🔴 Malposizionamento significativo delle componenti protesiche.
🔴 Lesioni neurologiche o vascolari.
🔴 Trombosi venosa profonda o altre complicanze post-operatorie.

Le cause meno gravi, ma spesso molto fastidiose:
🟡 Debolezza dei muscoli glutei e del bacino.
🟡 Riduzione della mobilità articolare.
🟡 Dolore da tendinopatie (soprattutto del medio gluteo).
🟡 Cicatrici aderenziali e rigidità dei tessuti.
🟡 Differenza di lunghezza percepita tra gli arti.
🟡 Schemi del cammino alterati mantenuti nel tempo.
🟡 Paura del carico e compensi motori.

E la sacroileite?

Un aspetto spesso sottovalutato è lo sviluppo di una disfunzione o infiammazione dell’articolazione sacroiliaca.

Perché può accadere?

Prima dell’intervento molti pazienti camminano per mesi o anni zoppicando a causa dell’artrosi. Questo porta il bacino ad adattarsi con movimenti e carichi asimmetrici.

Dopo l’intervento, quando l’anca torna a muoversi meglio e il carico cambia improvvisamente, il bacino e l’articolazione sacroiliaca devono “riadattarsi”. Se persistono debolezza muscolare, differenze di tensione o alterazioni del passo, la sacroiliaca può essere sottoposta a uno stress eccessivo, causando dolore nella regione lombare bassa, glutea o irradiato posteriormente alla coscia.

Per questo motivo il successo di una protesi d’anca non dipende solo dall’intervento chirurgico, ma anche da una valutazione fisioterapica accurata e da una riabilitazione personalizzata che consideri anca, bacino, colonna lombare e qualità del cammino.

Una buona protesi è fondamentale.
Una buona riabilitazione fa spesso la differenza tra camminare e camminare bene.


I miei maestri mi hanno detto sempre  che la visita è la valutazione sono il momento più importante di un trattamento.Pe...
18/07/2026

I miei maestri mi hanno detto sempre che la visita è la valutazione sono il momento più importante di un trattamento.
Per questo anche se venite da un medico illustre ( al quale certamente do ascolto) , io vi rivaluto , perché lo che tengo giusto .
Perché?
1 ) in primis per un discorso medico legale ,se il medico sbaglia e io dietro sono ugualmente colpevole
2) la mia formazione e coscienza me lo impone
3) perché devo capire i vostri obiettivi e come siete fatti per personalizzare le terapie
Quindi non mi dite mi hanno prescritto 10 tecar e storcete il naso se vi chiedo di essere valutati prima.
In questo caso a me caro avevo visito un ragazzo con una storia strana di oltre 4 anni di mal di schiena (anche sottoposto a chirurgia) , era molto evidente che il suo problema non era la schiena e che avrebbe avuto bisogno di uno specialista del settore .
Il tutto semplicemente visitandolo toccando e testandolo con manovre (semplici che sono la base della nostra professione) ma che nessuno aveva mai fatto.

Quindi sono orgoglioso di non averlo toccato e spedito altrove e vi mostro ciò che mi ha scritto.

Ultimamente mi dicono il tuo collega di là lavora fino alle 11,00 ; di là hanno tanti pazienti ….bho!? Come se il modo d...
16/07/2026

Ultimamente mi dicono il tuo collega di là lavora fino alle 11,00 ; di là hanno tanti pazienti ….bho!?
Come se il modo di giudicare una persona o un professionista sia la quantità di lavoro che fa .
1 Personalmente sono arrivato ad un punto della mia vita in cui voglio lavorare il giusto secondo i miei standard
2 spesso la mia modalità operativa prevede sedute non ravvicinate e quindi a parità di numero di pz si usano meno ore ( anche se non devo giustificare niente a nessuno) per questo non sono costretto a lavorare fino alla 22 ma se volete vi vedo tutti i giorni e vi faccio spendere più soldi del dovuto.
3 se avessi un numero tale da dover lavorare tutti i giorni fini alle 11 vi assicuro che mi farei aiutare da un/a bravo/a collega

Io non invidio i miei colleghi che si ammazzano di lavoro .
LI abbraccerei e gli direi di trovare il modo per stare di più con i loro cari.
Casomai mi fa invidia, anzi ammiro chi se la gode più di me .
E a voi cari pz vecchi e futuri se vi piace le cosa siete ben accetti altrimenti potete andare alle 22,30 a fare la terapia altrove .

Buona estate io sarò sempre operativo con qualche stacco in più per goderci il nostro mare .

Tendinite del Tendine d’Achille: L’Ecografia Guida la RiabilitazioneCurare una tendinopatia non significa semplicemente ...
08/07/2026

Tendinite del Tendine d’Achille: L’Ecografia Guida la Riabilitazione
Curare una tendinopatia non significa semplicemente riposare, ma trovare il giusto equilibrio tra protezione e carico, rispettando la biologia del tessuto e guidando il recupero con criteri oggettivi.
Nel mio studio, l'ecografia integrata alla valutazione clinica diventa uno strumento fondamentale: permette di osservare, monitorare e adattare il carico in tempo reale per garantire un percorso terapeutico efficace, sicuro e personalizzato.
Un Percorso Riabilitativo in 3 Fasi
Il recupero viene strutturato seguendo l'evoluzione del tendine, monitorata costantemente attraverso l'esame ecografico:
1. Fase Iniziale: Ridurre il dolore e controllare il carico
Obiettivi: Riduzione del dolore/infiammazione, protezione del tendine e mantenimento della funzione.
Strategie: Gestione del carico, mobilità, controllo neuromuscolare ed esercizi isometrici (es. isometria del polpaccio in dorsiflessione).
Monitoraggio Ecografico: Valutazione della fase reattiva (spessore tendineo, neovascolarizzazione e strutture adiacenti).
2. Fase Intermedia: Caricare progressivamente e rinforzare
Obiettivi: Migliorare la capacità di carico del tendine, aumentare forza e resistenza, ripristinare il controllo del movimento.
Strategie: Progressione del carico basata sulla risposta del tessuto e passaggio da esercizi isometrici a concentrico-eccentrici (es. calf raise su due gambe con progressione eccentrica su una gamba).
Monitoraggio Ecografico: Controllo dell'evoluzione della struttura tendinea per adattare i carichi di lavoro.
3. Fase Avanzata: Recuperare performance e ritorno all'attività
Obiettivi: Recupero di forza, elasticità e potenza; miglioramento della funzionalità specifica e ritorno sicuro allo sport o al lavoro.
Strategie: Esercizi pliometrici e dinamici, allenamento della forza esplosiva e gesti atletici specifici.
Monitoraggio Ecografico: Verifica del rimodellamento tendineo (riduzione dello spessore e della vascolarizzazione) per il via libera definitivo alle attività ad alto carico.
Perché Questo Approccio Funziona?
Valutazione Oggettiva:
Per comprendere il reale stato di salute del tendine.
Progressione Sicura:
Per caricare il tendine al momento giusto, senza accelerare i tempi biologici.
Personalizzazione:
Esercizi costantemente rimodulati in base alla risposta del paziente.
Risultati Migliori:
Riduzione drastica del rischio di recidive e ottimizzazione della performance.

La fisioterapia ecoguidata:uno strumento in più per il tuo percorso di recupero 🎯Quando vieni in studio per un dolore mu...
06/07/2026

La fisioterapia ecoguidata:
uno strumento in più per il tuo percorso di recupero 🎯
Quando vieni in studio per un dolore muscolare o articolare, la valutazione clinica e i test manuali sono la base di partenza fondamentale.
Oggi, grazie alla fisioterapia ecoguidata, possiamo contare su un supporto tecnologico prezioso direttamente durante le sedute.
L'uso della tecnologia ecografica integrata alla visita fisioterapica ci permette di lavorare con maggiore precisione e consapevolezza.
Ecco perché è un valore aggiunto importante per il tuo percorso terapeutico:
1️⃣ Guida e conferma le nostre scelte terapeutiche
Poter osservare l'architettura dei tessuti in tempo reale ci aiuta a impostare il piano di trattamento in modo ancora più mirato. È un supporto visivo che ci guida nella scelta delle tecniche manuali, degli esercizi terapeutici o delle terapie fisiche più adatte alla fase specifica in cui ti trovi.
2️⃣ Verifica dei progressi in modo comodo e veloce
Avere questo strumento in studio ci permette di monitorare l'evoluzione del tuo percorso passo dopo passo.
In modo rapido e del tutto mininvasivo, possiamo verificare l’andamento della riparazione tissutale e l'adattamento dei muscoli e dei tendini al carico di lavoro, ottimizzando costantemente la terapia.

⚠️ Nota importante: La valutazione ecografica funzionale eseguita dal fisioterapista non sostituisce in alcun modo l'ecografia diagnostica o la visita specialistica del medico, che restano i punti di riferimento imprescindibili per la diagnosi clinica.
Si tratta invece di una sinergia preziosa per rendere il trattamento riabilitativo il più accurato possibile.
La tecnologia migliore è quella che unisce competenze e precisione per aiutarti a stare meglio.
💪 Vuoi saperne di più su come impostiamo i nostri percorsi terapeutici? Scrivici nei commenti o in privato!
Oppure chiama il 3295798888

Indirizzo

Via Umberto 116 Taranto, Talsano
Taranto
74122

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Renzo Nobilio fisioterapista osteopata pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Renzo Nobilio fisioterapista osteopata:

Scelte rapide

Condividi