29/04/2026
«𝐿𝑎 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑎 𝐾 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑝𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑎𝑡𝑡𝑜𝑙𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑢𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒, 𝑚𝑎𝑡𝑖𝑡𝑒 𝑒 𝑔𝑒𝑠𝑠𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑠𝑢 𝑢𝑛 𝑡𝑎𝑣𝑜𝑙𝑜, 𝑐𝑜𝑛 𝑑𝑢𝑒 𝑠𝑒𝑑𝑖𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑛𝑡𝑜. 𝑄𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑑𝑒𝑡𝑡𝑒, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑅𝑖𝑐ℎ𝑎𝑟𝑑 𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑑𝑒𝑡𝑡𝑒, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑐𝑎𝑡𝑡𝑜𝑙𝑖 𝑒 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎𝑛𝑑𝑜𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑠𝑖𝑜𝑠𝑎 𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑧𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑜𝑣𝑣𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑒𝑖 𝑑𝑖𝑐𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎. 𝐴 𝑞𝑢𝑒𝑙 𝑝𝑢𝑛𝑡𝑜, 𝑔𝑙𝑖 ℎ𝑎 𝑠𝑢𝑔𝑔𝑒𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑣𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑠𝑡𝑎𝑣𝑎 𝑣𝑒𝑛𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑎 𝑙𝑒𝑖: 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑒 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑜𝑙𝑡𝑎̀ 𝑐𝑜𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑒𝑣𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑖𝑢𝑡𝑎𝑡𝑜» (Klein, 1961).
Oggi, 27 aprile, si celebra la 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐢𝐬𝐞𝐠𝐧𝐨.
Melanie Klein è stata tra i primi ad introdurre nella pratica psicoanalitica questo strumento, di cui ci offre una preziosa testimonianza in diversi Scritti, dove parla di sé in terza persona come “Signora K”. Secondo la Klein, il disegno del bambino è l’equivalente del sogno dell’adulto, ovvero una manifestazione diretta del mondo interno, popolato da oggetti, fantasie, desideri e paure.
A partire dal disegno, l’analista può adottare un atteggiamento interpretativo volto alla «𝑡𝑟𝑎𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑖𝑚𝑏𝑜𝑙𝑜», che favorisce l’emergere dei sentimenti contrastanti di amore-odio.
Richard ha dieci anni quando incontra Melanie Klein. È stato mandato in Scozia per sfuggire ai bombardamenti di Londra durante il Blitz. Soffre di ansia e non riesce più ad andare a scuola. In uno dei suoi primi disegni, un paesaggio sottomarino, prende forma un conflitto interno profondo: angoscia, aggressività, ma anche il desiderio di proteggere le persone amate.
Il disegno diviene così non solo un canale espressivo, ma anche un modo per pensare insieme, essere compresi e accolti… riaccendere la speranza.