Dott.ssa Bunduc

Dott.ssa Bunduc Sociologa clinica, Istruttore Mindfulness. Ascolto, accompagno, accolgo. Persone, coppie e famiglie nei momenti di cambiamento. Umanità, relazioni, benessere.

Ci sono luoghi che ti rapiscono l'anima. Altri in cui sei tu a lasciarla, affascinato. E poi... ci sono i posti che te l...
30/05/2026

Ci sono luoghi che ti rapiscono l'anima. Altri in cui sei tu a lasciarla, affascinato. E poi... ci sono i posti che te la curano.
Questo è il mio posto. Il mio paradiso.
E anche il posto da cui nasce il mio lavoro.

"Le scrivo sempre io per primo" "E lei risponde?" "Sì, ma non subito" "Ti dà fastidio?" "Mi fa pensare che forse non gli...
26/05/2026

"Le scrivo sempre io per primo"
"E lei risponde?"
"Sì, ma non subito"
"Ti dà fastidio?"
"Mi fa pensare che forse non gliene frega"
"O forse stai misurando il suo amore con i minuti"
"..."
"L'amore non ha tempi di risposta"

18/05/2026

“Mi chiede sempre con chi sono”
— “E tu glielo dici?”
— “Sì, tanto non ho niente da nascondere”
— “Non è questo il punto”
— “Allora qual è?”
— “Quando devi rassicurare continuamente qualcuno, smetti piano piano di sentirti libera”
— “Però lui dice che è perché ci tiene”
— “L’interesse ascolta. Il controllo verifica”

"Sembra che tutti sappiano come stare al mondo. Io no""È un'impressione molto diffusa""Quindi è vera?""No. È condivisa""...
07/05/2026

"Sembra che tutti sappiano come stare al mondo. Io no"
"È un'impressione molto diffusa"
"Quindi è vera?"
"No. È condivisa"
"Non cambia molto"
"Cambia tutto. Le cose condivise fanno più rumore di quelle reali"
"E allora perché mi sento indietro?"
"Perché ti stai confrontando con una norma che nessuno ha davvero spiegato"
"Esiste almeno?"
"Esiste come idea. Ed è sufficiente per farci sentire fuori posto"
"E tu che faresti?"
"Prima capirei chi ha deciso quella norma. Poi sceglierei quanto farmi misurare"

19/04/2026

INTEGRAZIONE SOCIALE E LINGUAGGIO DEL POTERE

Una riflessione istituzionale su remigrazione, rimpatri e reciprocità

In meno di un mese, l'Europa ha costruito un'architettura.

Il 26 marzo 2026, il Parlamento europeo approva con 389 voti a favore il nuovo regolamento sui rimpatri: hub di detenzione fuori dai confini dell'Unione, rimpatrio coercitivo come modalità preferenziale, trattenimento fino a 24 mesi — anche per famiglie con bambini e minori non accompagnati.
Il Consiglio d'Europa lo ha già definito "buchi neri legali" dove le persone rischiano di essere esposte ad abusi.

Il 30 marzo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz riceve a Berlino il presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Al centro: il rimpatrio di circa un milione di rifugiati siriani accolti durante la crisi del 2015, in cambio di oltre 200 milioni di euro tedeschi per la ricostruzione della Siria.
La cifra dell'80% citata inizialmente è già di per sé rivelatrice: si ragiona per quote, non per persone.

Il 18 aprile, in Piazza Duomo a Milano, si tiene il Remigration Summit promosso dalla Lega e dai Patrioti europei.

Tre eventi. Tre paesi. Tre settimane. Un solo movimento.

Come sociologa clinica, riconosco in questo meccanismo qualcosa che incontro anche nel lavoro quotidiano con le persone. Ogni forma di esclusione inizia con la costruzione di una distanza: "loro non sono come noi".
È una bugia potentissima che funziona da millenni.
E la storia ci mostra dove conduce quando viene istituzionalizzata.

Oggi la chiamano migrazione circolare.
Perché "rimpatrio forzato" suona male. Perché "deportazione" si usa solo quando di mezzo c'è qualcuno che possiamo permetterci di condannare. Ma il meccanismo è lo stesso.
È sempre lo stesso.
I potenti fanno le guerre. Decidono di bombardare, di invadere, di destabilizzare, di sostenere regimi che poi crollano, di depredare.
Quelle decisioni costano milioni di vite, sradicano milioni di persone, distruggono tutto quello che una famiglia ha costruito in generazioni.
E poi, quando quelle persone arrivano alle frontiere dell'Europa, quando cercano un posto dove non morire, diventano "il problema".

Non i potenti che hanno fatto le guerre. Non i governi che hanno venduto le armi. Non le banche che hanno finanziato i regimi.
Le persone che sono scappate.

La migrazione forzata non è una scelta. È la conseguenza di scelte fatte da altri, da chi ha il potere di decidere sulla vita degli altri e non ne subisce nessuna conseguenze.
È la condizione di chi viene sradicato non perché lo volesse, ma perché il mondo intorno a lui bruciava e non c'è altra strada.

Chiamarli "problema" è un'inversione morale. È accusare la vittima. È confondere la causa con l'effetto.

E VITTIMIZZAZIONE SECONDARIA.

E da migrante di prima generazione sono consapevole che nessuna diaspora è al sicuro.
Siriani, afgani, pakistani, africani, rumeni.
Siamo tollerati finché facciamo comodi, corpi e competenze utili.
Ma poi? Quando non faremo più comodo? Quando le risorse del paese natale sono esaurite?

E poi... nessuno è al riparo, nemmeno chi accoglie: sempre chiamato a essere "resiliente" di fronte a cambiamenti che non ha scelto, in un mondo che globalizza le crisi ma non le responsabilità.

Ecco perché la risposta non può essere l'integrale, l'inclusione, la tolleranza — che è già una forma di superiorità, un concedere dall'alto i diritti che dovrebbero essere universali.
La risposta è la reciprocità. Il riconoscimento che nell'incontro entrambi cambiamo, entrambi abbiamo da imparare, entrambi abbiamo da dare.

Come responsabile della Consulta per l'Integrazione Sociale, ritengo che questa politica e la strada presa dall'Europa non è accettabile. Questa inversione sistematica di causa ed effetto non è accettabile né sul piano scientifico né su quello etico.
E ritengo necessario dirlo pubblicamente.

Dott.ssa Viorica Bunduc
Sociologa Specialista
Presidente A.S.I Deputazione Centro Italia
Responsabile Consulta Integrazione Sociale

12/04/2026

Save the Children ha pubblicato un dato che dovrebbe farci fermare un momento a riflettere:
sempre più ragazzi si rivolgono all’Intelligenza Artificiale per gestire le proprie emozioni.

Le confidano ansie, paure, solitudine.
Le chiedono conforto.
Le raccontano cose che forse non riuscirebbero a dire a nessun altro.

Non è un dato da condannare.
È un dato da capire.

Ci racconta che i nostri ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati profondamente, senza giudizio e senza fretta.
E ricorda anche a noi adulti quanto sia facile sentirsi soli davanti a ciò che non sappiamo interpretare, quanto non sia semplice trovare le parole giuste o gli strumenti per avvicinarsi davvero.

È da questa consapevolezza — dal bisogno reale di luoghi umani in un tempo sempre più digitale — che nasce TramAscolto, il nuovo punto d’ascolto promosso da A.Ge Associazione Genitori Terni.

🌿 Uno spazio reale, con persone reali.
Un luogo dove ragazzi e genitori possono portare le proprie esperienze — personali, familiari, sociali — e trovare ascolto attivo, orientamento e supporto concreto.

Non un algoritmo.
Non una risposta automatica.
Ma una presenza umana, competente e accogliente.

Il servizio è curato da:
Dott.ssa Viola Bunduc, Sociologa Specialista e istruttrice Mindfulness MBSR
Giulia Valentini, educatrice e progettista in ambito socio-educativo
Maurizio Valentini, docente e formatore sui temi dell’etica e della relazione educativa

e offre:

🔹 Ascolto attivo e orientamento per ragazzi e genitori
🔹 Supervisione sociologica
🔹 Focus group tematici
🔹 Gruppi di auto-mutuo-aiuto
🔹 Supporto in ambito di giustizia riparativa

L’intelligenza artificiale può elaborare le parole.
Ma non può sentire il peso di ciò che c’è dietro, non può sostenere uno sguardo, non può restare accanto.

Noi sì.

📍 Via del Lanificio 17 – Terni
🗓 Ogni giovedì | 16:30 – 19:00

📩 Il servizio si svolge su appuntamento
per prenotazioni: [email protected]

Uno spazio protetto.
Un tempo dedicato.
Un luogo dove l’esperienza personale incontra il senso sociale.

📢 Condividi questo post: potresti raggiungere un genitore che ne ha bisogno, o un ragazzo che sta cercando — senza saperlo — esattamente questo.

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima della pausa pasquale.Voglio salutare con gratitudine ogni persona che ha sce...
03/04/2026

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima della pausa pasquale.
Voglio salutare con gratitudine ogni persona che ha scelto con responsabilità di intraprendere un percorso con me — chi stava uscendo dal burnout, chi affrontava una perdita, chi si stava riscoprendo in un momento di crisi esistenziale.
Non è un cammino facile. E voi lo sapete. Non è per tutti — e proprio per questo, la vostra scelta ha un valore che non si misura.
Vi auguro che in queste festività la Morte, la Resurrezione e l'Ascensione accadano davvero nelle vostre vite. Non come metafora — come esperienza. Perché lo sappiamo entrambi: non accade mai per caso, ma attraverso disciplina, costanza e coraggio.
Nel Venerdì Santo — lasciate morire la paura, gli impostori interiori, i limiti che non vi appartengono più.
Rinascete dalle ceneri più forti, più splendenti. Illuminate le vostre vite e quelle delle persone che amate con i vostri sorrisi e il vostro amore.

Buona Pasqua.

— Dott.ssa Viola Bunduc
Sociologa Clinica | Istruttrice Mindfulness MBSR

🧱 Il cervello è un architetto straordinario.Quando il mondo si fa pericoloso — quando subiamo violenza, traumi, abbandon...
03/03/2026

🧱 Il cervello è un architetto straordinario.

Quando il mondo si fa pericoloso — quando subiamo violenza, traumi, abbandoni — costruisce muri. Robusti, silenziosi, invisibili agli altri ma solidissimi dentro di noi.

Non lo fa per punirci.
Lo fa per salvarci.

La neurobiologia ci dice che il sistema nervoso impara dall'esperienza: se aprirsi ha fatto male, impara a chiudersi. È una risposta adattiva, intelligente, necessaria.

Ma i muri non distinguono tra ieri e oggi.
Continuano a fare il loro lavoro anche quando la minaccia è passata.
Continuano a tenere fuori il pericolo — e insieme ad esso, la vita.

Perché lo stesso muro che blocca il dolore, blocca anche la connessione.
La fiducia. La gioia. La crescita.

Abbatterlo non è un atto di coraggio improvviso.
È un processo lento, come quello di un albero che, dopo un incendio, riprende a spingere radici nel terreno bruciato.
Un millimetro alla volta. In direzione della luce.

💬 E tu — c'è un muro che hai costruito tanto tempo fa e che oggi forse ti sta stretto?

💛Famiglia allargata attraverso le tappe evolutive💛La famiglia allargata — nonni, zii, cugini — è il primo mondo oltre la...
12/02/2026

💛Famiglia allargata attraverso le tappe evolutive💛

La famiglia allargata — nonni, zii, cugini — è il primo mondo oltre la casa dei genitori.
Ed è lì che, fase dopo fase, impariamo a stare nel mondo e con gli altri.

👶 Infanzia: radici e sicurezza
I nonni che ascoltano, uno zio che gioca, un cugino che ci cerca:
sono le prime esperienze di attenzione e riconoscimento al di fuori dei genitori.
Qui impariamo il senso di appartenenza, il piacere di essere visti e accolti.

🧒 Preadolescenza: sperimentare il confronto
Osserviamo come gli altri membri della famiglia trattano le differenze e i successi.
Impariamo a negoziare spazi, confini e ruoli tra chi è più grande o più piccolo di noi.
Iniziamo a riconoscere chi ci sostiene e chi ci sfida, allenando la nostra capacità di gestire emozioni e aspettative.

🧑 Adolescenza: specchi e sfide
I valori, le opinioni, le differenze tra rami diversi della famiglia diventano specchi della nostra identità.
Scopriamo quando adattarci e quando difendere ciò che siamo.
La famiglia allargata ci insegna che l’accoglienza può essere selettiva, e ci spinge a imparare a darci calore anche quando non arriva dall’esterno.

🧑‍🦱 Maturità: consolidare ciò che resta
Portiamo con noi le lezioni ricevute e scegliamo quali relazioni coltivare.
Impariamo a stabilire confini chiari con parenti lontani o impegnativi.
Sperimentiamo la capacità di accogliere noi stessi e gli altri, indipendentemente da come ci hanno accolto prima.

🌱 Vita adulta: il modello per il mondo
Le relazioni nella famiglia allargata diventano la base per le relazioni adulte: amicizie, coppia, colleghi.
Ogni incontro, ogni conflitto, ogni gesto di cura ha lasciato un’impronta,
e ci prepara a stare nel mondo con presenza, autenticità e consapevolezza.
Attraverso ogni tappa evolutiva, la famiglia allargata ci offre lezioni invisibili ma potenti, insegnandoci a trovare il nostro posto nel mondo.

💛La famiglia allargata💛Zii, cugini, nonni: il primo mondo oltre il nucleoSettimana 4💛Dopo la casa dei genitorie il labor...
09/02/2026

💛La famiglia allargata💛
Zii, cugini, nonni: il primo mondo oltre il nucleo
Settimana 4💛

Dopo la casa dei genitori
e il laboratorio dei fratelli,
la vita ci accompagna in uno spazio più ampio.
La famiglia allargata
è il primo mondo che incontriamo senza essere al centro.
Zii, nonni, cugini.
Sguardi diversi.
Regole diverse.
Modi diversi di amare.
Qui impariamo qualcosa di sottile ma decisivo:
👉 non tutti ci ameranno allo stesso modo
👉 non tutti ci vedranno come ci vedono mamma e papà

Ed è proprio questo che ci fa crescere.
Nella famiglia allargata sperimentiamo:
💛il confronto con altri modelli educativi
💛il sentirci più o meno accolti
💛il non essere sempre “speciali”
💛il trovare (o perdere) un posto

È qui che il bambino inizia a chiedersi:
“Chi sono io quando non sono al centro?”
“Che valore ho quando l’amore non è esclusivo?”

Per alcuni è stato uno spazio caldo, nutriente, protettivo.
Per altri un luogo di paragoni, etichette, esclusioni sottili.
Per altri ancora entrambe le cose.
La famiglia allargata può rafforzare o riattivare le ferite dell’anima:
▪️il rifiuto, quando non ci si sente riconosciuti
▪️l’abbandono, quando l’attenzione è intermittente
▪️l’ingiustizia, quando il confronto è costante
▪️l’umiliazione, quando ci si sente “di troppo”
▪️il tradimento, quando la fiducia viene spezzata

Ma può anche essere il primo luogo di riparazione: uno zio che ascolta, una nonna che accoglie, un cugino che sceglie.
La famiglia allargata ci insegna una verità fondamentale:
👉 il mondo non è uniforme 👉 le relazioni non sono tutte uguali
👉 il nostro valore non dipende dallo sguardo di tutti

Qui nasce la capacità di adattarci senza perderci.
Di stare in mezzo agli altri
senza annullarci.
È un passaggio silenzioso, ma potentissimo: dalla famiglia come nido alla famiglia come primo campo sociale.

Questa settimana torniamo lì.
A osservare:
💛che posto abbiamo avuto
💛cosa abbiamo imparato
💛cosa ci portiamo ancora addosso

Perché il modo in cui siamo stati nella famiglia allargata
anticipa il modo in cui entreremo nel mondo più grande.

E da qui… siamo pronti per fare un passo oltre.

Indirizzo

Via Monzano, 45
Terni
05030

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 19:00
Mercoledì 14:00 - 19:00
Giovedì 14:00 - 19:00
Venerdì 14:00 - 19:00
Sabato 14:00 - 19:00

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