06/07/2026
Negli ultimi anni una parola ha invaso il linguaggio comune con una velocità sorprendente: narcisista. Una relazione finisce, e nel giro di poche settimane la spiegazione è pronta, quasi automatica. Non "non ci siamo capiti", non "volevamo cose diverse", non "abbiamo smesso di ascoltarci". Piuttosto: "era tossico", "era un narcisista".
È diventata la spiegazione di default. E come tutte le spiegazioni di default, ha un pregio enorme: non costa niente. Non chiede di guardare la propria parte nella dinamica, non chiede di interrogarsi su cosa cercavamo in quella relazione, cosa abbiamo permesso, cosa non abbiamo detto in tempo. Chiude la storia con un colpevole, e il colpevole è sempre l'altro.
Vale la pena guardare da vicino questa parola: capire perché la usiamo così tanto e cosa perdiamo — come persone e come società — ogni volta che la usiamo al posto di pensare.
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