07/09/2026
Il è uno dei farmaci più usati al mondo.
Eppure, proprio perché è così familiare, è anche uno dei farmaci su cui circolano più falsi miti.
È davvero “innocuo”? È un antinfiammatorio? Funziona per qualsiasi dolore?
Facciamo chiarezza, punto per punto.
𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟭 – «𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗖𝗘𝗧𝗔𝗠𝗢𝗟𝗢 È 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗙𝗜𝗔𝗠𝗠𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢»
❌ Falso.
Il paracetamolo riduce il dolore e la febbre, ma non è un FANS – cioè non appartiene alla stessa famiglia di ibuprofene, naprossene, diclofenac e altri farmaci antinfiammatori.
La sua azione analgesica avviene prevalentemente a livello del sistema nervoso centrale e la sua attività antinfiammatoria periferica è assai modesta.
Questo significa che può ridurre il dolore, ma non necessariamente trattare il processo infiammatorio che lo provoca.
È una distinzione fondamentale. In una tendinite, in una sinovite o in un'artrite infiammatoria, ad esempio, controllare il dolore e controllare l'infiammazione non sono esattamente la stessa cosa.
𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟮 – «𝗦𝗘 𝗡𝗢𝗡 È 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗙𝗜𝗔𝗠𝗠𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢, 𝗔𝗟𝗟𝗢𝗥𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘»
❌ Anche questo è falso.
Il dolore non coincide necessariamente con l'infiammazione.
Il paracetamolo ha dimostrato efficacia analgesica in diverse condizioni acute. Una revisione Cochrane, ad esempio, ha documentato un beneficio clinicamente rilevante nel dolore postoperatorio acuto. Esistono inoltre evidenze di efficacia, seppure con entità variabile, in alcune forme di cefalea e in altri contesti dolorosi.
Inoltre può essere utilizzato come componente della cosiddetta analgesia multimodale: farmaci con meccanismi differenti vengono associati razionalmente per ottenere un migliore controllo del dolore evitando, quando possibile, di aumentare eccessivamente la dose di un singolo analgesico.
𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟯 – «𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗖𝗘𝗧𝗔𝗠𝗢𝗟𝗢 𝗙𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗦𝗜𝗔𝗦𝗜 𝗧𝗜𝗣𝗢 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗟𝗢𝗥𝗘»
❌ No. Ed è probabilmente il punto più importante.
Non esiste un analgesico ideale per qualsiasi dolore.
Nel mal di schiena acuto, per esempio, studi di buona qualità hanno mostrato che il paracetamolo non produce un beneficio significativo rispetto al placebo.
Nell'artrosi di ginocchio o anca, invece, può determinare un miglioramento del dolore.
La domanda corretta, quindi, non è:
«Il paracetamolo funziona?»
ma:
«Il paracetamolo è appropriato per questo paziente e per questo tipo di dolore?»
𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟰 – «𝗙𝗔 𝗠𝗔𝗟𝗘 𝗔𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗢𝗠𝗔𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗙𝗜𝗔𝗠𝗠𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜»
❌ Non è la stessa cosa.
Uno dei motivi per cui il paracetamolo può essere particolarmente utile è proprio il suo diverso profilo farmacologico.
Non presenta il tipico rischio gastrolesivo dei FANS e, in molti pazienti nei quali gli antinfiammatori richiedono particolare cautela per problemi gastrointestinali, renali o cardiovascolari, può rappresentare un'opzione analgesica più semplice da gestire.
Questo, naturalmente, non significa che sia completamente privo di effetti indesiderati.
𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟱 – «È 𝗨𝗡 𝗙𝗔𝗥𝗠𝗔𝗖𝗢 𝗜𝗡𝗡𝗢𝗖𝗨𝗢: 𝗦𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔 𝗡𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗣𝗜Ù»
❌ Questo è invece un errore potenzialmente molto pericoloso.
Il paracetamolo possiede una tossicità epatica dose-dipendente. Il sovradosaggio può determinare un danno epatico grave fino all'insufficienza epatica acuta.
Uno dei problemi più frequenti è il sovradosaggio involontario: il paracetamolo può essere contenuto contemporaneamente in diversi farmaci contro dolore, febbre, influenza o raffreddore e il paziente può assumere più prodotti senza accorgersi che contengono lo stesso principio attivo.
La dose deve quindi essere stabilita tenendo conto della formulazione utilizzata, dell'età, del peso, delle condizioni cliniche e degli eventuali fattori di rischio. Particolare cautela è necessaria, per esempio, in presenza di malattie epatiche, malnutrizione, digiuno prolungato o consumo rilevante di alcol.
𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟲 – «𝗣𝗢𝗦𝗦𝗢 𝗨𝗦𝗔𝗥𝗟𝗢 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜 𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗜»
❌ Non necessariamente.
Un farmaco ben tollerato non dovrebbe automaticamente trasformarsi in una terapia quotidiana protratta per mesi o anni, soprattutto quando viene assunto in automedicazione. Diverso è il caso in cui l’impiego prolungato sia stato prescritto dal medico, dopo un’adeguata valutazione del rapporto tra benefici attesi e possibili rischi: in queste circostanze, il trattamento può essere appropriato anche per periodi più lunghi.
𝗤𝗨𝗜𝗡𝗗𝗜: 𝗔𝗟𝗟𝗘𝗔𝗧𝗢 𝗢 𝗡𝗘𝗠𝗜𝗖𝗢?
La risposta è semplice: né l'uno né l'altro in assoluto.
Il paracetamolo è un farmaco.
E come ogni farmaco deve essere utilizzato quando esiste una buona indicazione, alla dose appropriata e per il tempo necessario.
Utilizzato correttamente può essere un prezioso alleato nel controllo del dolore, soprattutto quando vogliamo ottenere analgesia senza ricorrere necessariamente a un antinfiammatorio.
Ma non dobbiamo chiedergli ciò che non può fare: non cura tutte le cause di dolore, non sostituisce la terapia di una malattia infiammatoria e non diventa più efficace semplicemente aumentando la dose.
In medicina, anche per un farmaco utilizzato da oltre mezzo secolo, la regola rimane la stessa:
non esistono farmaci “buoni” o “cattivi”. Esistono farmaci utilizzati bene oppure utilizzati male.
📚 𝗕𝗜𝗕𝗟𝗜𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗜𝗔 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗟𝗘
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• Machado GC, et al. Efficacy and safety of paracetamol for spinal pain and osteoarthritis: systematic review and meta-analysis of randomised placebo controlled trials. BMJ. 2015;350:h1225.
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• Chiew AL, et al. Paracetamol (acetaminophen) overdose and hepatotoxicity: mechanism, treatment, prevention measures, and estimates of burden of disease. Expert Opin Drug Metab Toxicol. 2023.