Guglielmo Siclari - Fisioterapia & Chinesiologia

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Fisioterapia Domiciliare

07/09/2026

Il è uno dei farmaci più usati al mondo.
Eppure, proprio perché è così familiare, è anche uno dei farmaci su cui circolano più falsi miti.

È davvero “innocuo”? È un antinfiammatorio? Funziona per qualsiasi dolore?
Facciamo chiarezza, punto per punto.

𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟭 – «𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗖𝗘𝗧𝗔𝗠𝗢𝗟𝗢 È 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗙𝗜𝗔𝗠𝗠𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢»

❌ Falso.

Il paracetamolo riduce il dolore e la febbre, ma non è un FANS – cioè non appartiene alla stessa famiglia di ibuprofene, naprossene, diclofenac e altri farmaci antinfiammatori.

La sua azione analgesica avviene prevalentemente a livello del sistema nervoso centrale e la sua attività antinfiammatoria periferica è assai modesta.

Questo significa che può ridurre il dolore, ma non necessariamente trattare il processo infiammatorio che lo provoca.

È una distinzione fondamentale. In una tendinite, in una sinovite o in un'artrite infiammatoria, ad esempio, controllare il dolore e controllare l'infiammazione non sono esattamente la stessa cosa.

𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟮 – «𝗦𝗘 𝗡𝗢𝗡 È 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗙𝗜𝗔𝗠𝗠𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢, 𝗔𝗟𝗟𝗢𝗥𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘»

❌ Anche questo è falso.

Il dolore non coincide necessariamente con l'infiammazione.

Il paracetamolo ha dimostrato efficacia analgesica in diverse condizioni acute. Una revisione Cochrane, ad esempio, ha documentato un beneficio clinicamente rilevante nel dolore postoperatorio acuto. Esistono inoltre evidenze di efficacia, seppure con entità variabile, in alcune forme di cefalea e in altri contesti dolorosi.

Inoltre può essere utilizzato come componente della cosiddetta analgesia multimodale: farmaci con meccanismi differenti vengono associati razionalmente per ottenere un migliore controllo del dolore evitando, quando possibile, di aumentare eccessivamente la dose di un singolo analgesico.

𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟯 – «𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗖𝗘𝗧𝗔𝗠𝗢𝗟𝗢 𝗙𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗦𝗜𝗔𝗦𝗜 𝗧𝗜𝗣𝗢 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗟𝗢𝗥𝗘»

❌ No. Ed è probabilmente il punto più importante.

Non esiste un analgesico ideale per qualsiasi dolore.

Nel mal di schiena acuto, per esempio, studi di buona qualità hanno mostrato che il paracetamolo non produce un beneficio significativo rispetto al placebo.
Nell'artrosi di ginocchio o anca, invece, può determinare un miglioramento del dolore.

La domanda corretta, quindi, non è:

«Il paracetamolo funziona?»

ma:

«Il paracetamolo è appropriato per questo paziente e per questo tipo di dolore?»

𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟰 – «𝗙𝗔 𝗠𝗔𝗟𝗘 𝗔𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗢𝗠𝗔𝗖𝗢 𝗖𝗢𝗠𝗘 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗡𝗙𝗜𝗔𝗠𝗠𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜»

❌ Non è la stessa cosa.

Uno dei motivi per cui il paracetamolo può essere particolarmente utile è proprio il suo diverso profilo farmacologico.

Non presenta il tipico rischio gastrolesivo dei FANS e, in molti pazienti nei quali gli antinfiammatori richiedono particolare cautela per problemi gastrointestinali, renali o cardiovascolari, può rappresentare un'opzione analgesica più semplice da gestire.

Questo, naturalmente, non significa che sia completamente privo di effetti indesiderati.

𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟱 – «È 𝗨𝗡 𝗙𝗔𝗥𝗠𝗔𝗖𝗢 𝗜𝗡𝗡𝗢𝗖𝗨𝗢: 𝗦𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗙𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔 𝗡𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗣𝗜Ù»

❌ Questo è invece un errore potenzialmente molto pericoloso.

Il paracetamolo possiede una tossicità epatica dose-dipendente. Il sovradosaggio può determinare un danno epatico grave fino all'insufficienza epatica acuta.

Uno dei problemi più frequenti è il sovradosaggio involontario: il paracetamolo può essere contenuto contemporaneamente in diversi farmaci contro dolore, febbre, influenza o raffreddore e il paziente può assumere più prodotti senza accorgersi che contengono lo stesso principio attivo.

La dose deve quindi essere stabilita tenendo conto della formulazione utilizzata, dell'età, del peso, delle condizioni cliniche e degli eventuali fattori di rischio. Particolare cautela è necessaria, per esempio, in presenza di malattie epatiche, malnutrizione, digiuno prolungato o consumo rilevante di alcol.

𝗠𝗜𝗧𝗢 𝟲 – «𝗣𝗢𝗦𝗦𝗢 𝗨𝗦𝗔𝗥𝗟𝗢 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜 𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗜 𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗕𝗟𝗘𝗠𝗜»

❌ Non necessariamente.

Un farmaco ben tollerato non dovrebbe automaticamente trasformarsi in una terapia quotidiana protratta per mesi o anni, soprattutto quando viene assunto in automedicazione. Diverso è il caso in cui l’impiego prolungato sia stato prescritto dal medico, dopo un’adeguata valutazione del rapporto tra benefici attesi e possibili rischi: in queste circostanze, il trattamento può essere appropriato anche per periodi più lunghi.

𝗤𝗨𝗜𝗡𝗗𝗜: 𝗔𝗟𝗟𝗘𝗔𝗧𝗢 𝗢 𝗡𝗘𝗠𝗜𝗖𝗢?

La risposta è semplice: né l'uno né l'altro in assoluto.

Il paracetamolo è un farmaco.

E come ogni farmaco deve essere utilizzato quando esiste una buona indicazione, alla dose appropriata e per il tempo necessario.

Utilizzato correttamente può essere un prezioso alleato nel controllo del dolore, soprattutto quando vogliamo ottenere analgesia senza ricorrere necessariamente a un antinfiammatorio.

Ma non dobbiamo chiedergli ciò che non può fare: non cura tutte le cause di dolore, non sostituisce la terapia di una malattia infiammatoria e non diventa più efficace semplicemente aumentando la dose.

In medicina, anche per un farmaco utilizzato da oltre mezzo secolo, la regola rimane la stessa:

non esistono farmaci “buoni” o “cattivi”. Esistono farmaci utilizzati bene oppure utilizzati male.

📚 𝗕𝗜𝗕𝗟𝗜𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗜𝗔 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗡𝗭𝗜𝗔𝗟𝗘

• Abdel Shaheed C, et al. The efficacy and safety of paracetamol for pain relief: an overview of systematic reviews. Med J Aust. 2021;214:324-331.
• Machado GC, et al. Efficacy and safety of paracetamol for spinal pain and osteoarthritis: systematic review and meta-analysis of randomised placebo controlled trials. BMJ. 2015;350:h1225.
• Toms L, et al. Single dose oral paracetamol (acetaminophen) for postoperative pain in adults. Cochrane Database Syst Rev. 2008;CD004602.
• MacIntyre IM, et al. Regular Acetaminophen Use and Blood Pressure in People With Hypertension: The PATH-BP Trial. Circulation. 2022;145:416-423.
• Chiew AL, et al. Paracetamol (acetaminophen) overdose and hepatotoxicity: mechanism, treatment, prevention measures, and estimates of burden of disease. Expert Opin Drug Metab Toxicol. 2023.

La riabilitazione contemporanea non è solo recuperare da un infortunio: è un percorso olistico e incentrato sulla person...
06/09/2026

La riabilitazione contemporanea non è solo recuperare da un infortunio: è un percorso olistico e incentrato sulla persona, guidato da obiettivi precisi:

🔎 Valutazione e revisione
🎯 Recupero e sollievo dai sintomi
🛡️ Prevenzione e mantenimento
⚡ Condizionamento e autonomia
🤝 Supporto e incoraggiamento
𝐋𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐥’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐨𝐥𝐨𝐫𝐞, 𝐦𝐚 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐠𝐥𝐢𝐨.

𝐅𝐢𝐬𝐢𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐨: non è solo “riabilitazione a casa”, è ritrovare la tua autonomia. 🏡✨Spesso mi chiedete in cosa...
30/08/2026

𝐅𝐢𝐬𝐢𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐚 𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐨: non è solo “riabilitazione a casa”, è ritrovare la tua autonomia. 🏡✨
Spesso mi chiedete in cosa consista esattamente la fisioterapia territoriale e domiciliare. La risposta è semplice: partire da te e dal tuo ambiente.
Lavorare a casa del paziente significa guardare la persona nella sua totalità. Non ci limitiamo a trattare un singolo problema o un’articolazione, ma valutiamo come ti muovi nel tuo spazio quotidiano.
🎯 Gli obiettivi li decidiamo insieme:
Che si tratti di salire le scale in sicurezza, alzarsi dalla poltrona senza aiuto o semplicemente tornare a muoversi in casa senza paura di cadere, ogni trattamento è ritagliato sui tuoi bisogni reali.
L’obiettivo principale?
𝐀𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚 nei gesti di tutti i giorni
𝐒𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 negli spostamenti
𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 per te e per chi ti sta accanto
La salute e il benessere ripartono dal luogo in cui ti senti più al sicuro: casa tua. 💙

📩 Se tu o un tuo familiare avete bisogno di una valutazione a domicilio, contattami in privato o ai recapiti in bio!

28/08/2026

Attraverso l’esercizio terapeutico e il gioco, trasformiamo la riabilitazione in autonomia. 🎯🏠
Dopo una frattura, la rieducazione sensitivo-motoria di spalla, gomito, polso e mano punta al recupero globale: restituiamo sensibilità, forza e sicurezza ai grandi anziani, direttamente nel comfort di casa.
✨ Ritrovare i gesti di tutti i giorni, sorridendo.
📲 Scrivimi in DM per maggiori informazioni o per una valutazione a domicilio!

01/08/2026

🌊 UNA SPIAGGIA PER TUTTI ♿️

A Torregrotta il mare è davvero di tutti.

L’amministrazione comunale ha potenziato il servizio “Una spiaggia per tutti” acquistando una ulteriore sedia job e una job walker dotando l’ente di ben 3 sedie JOB e 1 JOB Walker, che sono messe a disposizione gratuitamente per consentire alle persone con disabilità di accedere alla spiaggia e raggiungere il mare in sicurezza, percorrendo le passerelle installate sull'arenile.

📍 Dove trovarle:
• Presso "Rugantino" - Piazza Peppino Impastato
• Presso "U Ciosk" - Piazza Graziella Campagna

🕗 Orario: dalle 8:00 alle 20:00

✅ Modalità: libero utilizzo
Perché l'inclusione non è uno slogan, è un diritto che parte dalle cose concrete.

Per info: [email protected] | 090.9981018 - Ufficio Servizi Sociali

17/07/2026
05/07/2026
30/05/2026

🧠 Lo Psicologo delle Cure Primarie nelle Case della Comunità all'ASP di Messina
Quante volte hai pensato: "Avrei proprio bisogno di parlare con qualcuno, ma non so da dove iniziare" .
Nelle Case della Comunità dell'ASP di Messina è attivo il Servizio di Psicologia delle Cure Primarie, accessibile e vicino a te, per prendersi cura della salute tua psicologica . 💙
✨ Chi è lo Psicologo delle Cure Primarie?
Un professionista del territorio che interviene subito, e si prende cura della tua salute emotiva, ai primi segnali di malessere, per evitare che piccoli problemi diventino grandi scogli.
🛠️ Come ti può aiutare?
Il servizio è pensato per dare un supporto rapido e concreto se stai attraversando un periodo difficile. È il professionista dell'ASP cui rivolgersi per:
Ansia e stress: Se il lavoro, lo studio o la quotidianità ti sembrano improvvisamente troppo pesanti da gestire.
Momenti di crisi o cambiamento: Un lutto, una separazione, la perdita del lavoro o una nuova fase della vita (come diventare genitori o andare in pensione).
Gestione della malattia: Un supporto fondamentale per chi deve affrontare una diagnosi cronica o per i familiari che assistono una persona malata (caregiver).
Problemi relazionali: Tensioni in famiglia, di coppia o difficoltà ad ambientarsi.
💼 Pochi passaggi, zero stress per l'accesso
Recati presso la Casa della comunità più vicina a te e prenota il colloquio direttamente col professionista. Lo psicologo ti ascolterà nei primi incontri (di solito un ciclo breve di consulenze). Se il problema si risolve, fantastico! Se invece serve un percorso più specialistico, sarà lui a indirizzarti e "accompagnarti" verso i servizi di secondo livello dell'ASP (come i Servizi della Salute Mentale o i Consultori).
Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di grande coraggio e amore verso se stessi.
👉 Condividi questo post o tagga qualcuno nei commenti: potresti aiutare un amico a scoprire un servizio fondamentale vicino a casa.

I nostri professionisti, coordinati dalla UOC Servizio di Psicologia:
Dott.ssa Enza Cicero, Case della Comunità Mistretta e Santo Stefano Camastra
Dott.ssa Donatella Armeli Iapichino, Casa della Comunità Capo d'Orlando
Dott.ssa Adelaide Merendino, Casa della Comunità Patti
Dott.ssa Rosamaria La Paglia, Casa della Comunità San Piero Patti e Brolo
Dott.ssa Grazia Basile, Casa della Comunità Barcellona
Dott.ssa Maria Lenzo, Casa della Comunità Barcellona
Dott. Luigi Trazzi, Casa della Comunità di Milazzo
Dott.ssa Laura Sottile, Casa della Comunità Valdina
Dott.ssa Mariagrazia Rosano, Casa della Comunità Messina (Cittadella della Salute, Viale Giostra)
Dott.ssa Monica Faranda, Casa della Comunità Messina (Cittadella della Salute, Viale Giostra)
Dott.ssa Flavia Forestieri, Casa della Comunità Messina (Via del Vespro)
Dott.ssa Enrica Vinci, Casa della Comunità Messina (Via del Vespro)
Dott.ssa Giuseppina Pasqua, Casa della Comunità Messina (Pistunina)
Dott.ssa Sonia Volzone, Casa della Comunità Messina (Pistunina)
Dott.ssa Teresa Staropoli, UOC Servizio di Psicologia Messina
Dott.ssa Cristiana S. A. Cunsolo, UOC Servizio di Psicologia Messina
Dott.ssa Lorena Di Benedetto, Casa della Comunità Roccalumera
Dott.ssa Rosalia Mistretta, Casa della Comunità Roccalumera
Dott.ssa Santa Antonina Sicali, Casa della Comunità, Sant'Alessio Siculo
Dott.ssa Sara Riposo, Casa della Comunità di Santa Domenica Vittoria

28/05/2026

𝐂𝐚𝐫𝐨 𝐓𝐍𝐏𝐄𝐄 𝐭𝐢 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐨, 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨’.

Il TNPEE, “Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva”, per gli amici Neuropsicomotricista, è “una figura professionale che appartiene al novero delle professioni sanitarie.

Svolge attività di abilitazione, di riabilitazione e di prevenzione nei confronti delle disabilità dell'età evolutiva (fascia di età 0-18 anni).

La cornice teorica all'interno della quale opera è rappresentata dal modello bio-psico-sociale della disabilità suggerito (n.d.r. nientepopodimeno che) dall’Organizzazione Mondiale Della sanità”.

Il corso di laurea triennale per diventare TNPEE esiste in Italia da 47 anni, dal 1979, e ricordo bene quando feci il test per le professioni sanitarie entrando in fisioterapia a Padova, che era molto ambito e con un numero limitatissimo di posti.

I TNPEE sono da sempre stati merce rara e continuano ad esserlo, decisamente meno di quanti ne servirebbero per garantire un adeguato sostegno (adeguato significa basato sulle evidenze scientifiche) ai nostri bambini e ragazzi e lo ripeto:
- nella abilitazione
- nella prevenzione
- nella riabilitazione vera e propria.

In Italia c’è anche un’altra figura professionale, professione sanitaria, che si occupa di prevenzione e riabilitazione, con corso di laurea istituito 27 anni fa, nel 1999 (già dal 1994 esistevano i corsi regionali riconosciuti dal Ministero): il fisioterapista.

L’osteopatia è una disciplina (definita dal OMS medicina complementare, che significa non convenzionale, che significa non basata sulle evidenze scientifiche) che ora è stata inserita (dai politici, perchè tutte le decisioni cui stiamo assistendo da anni sono prettamente politiche) nel nostro Servizio Sanitario Nazionale.

L’osteopata, professionista della salute, può occuparsi solo ed esclusivamente di prevenzione nell’ambito dell’apparato muscolo-scheletrico (ridondanze ne abbiamo?).

Già si sta discutendo il riconoscimento del titolo di chi, quel titolo, l’ha conseguito seguendo più o meno costosi corsi privati, con un numero più o meno alto di ore, spalmate in un numero più o meno grande di anni dove l’esperienza pregressa (almeno 3 anni, e chi non ce l’ha?) costituisce un importante requisito per l’equipollenza. Certo, anche senza una laurea alle spalle e non necessariamente in una professione sanitaria.

Cari TNPEE (e fisioterapisti), se ci siete, battete un colpo!

Dott. Giorgio Cuffaro

𝑃𝑜𝑠𝑡 𝑛𝑜𝑛 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐴𝐼.

Indirizzo

Scala (ME)
Torregrotta
98040

Telefono

+393402462615

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