Anahì Dettoni dott.ssa biologa e operatore olistico

Anahì Dettoni dott.ssa biologa e operatore olistico Biologa, consulente in Educazione alimentare, benessere intergrato. Iscritta registro professionale Operatori Olistici di ASPIN, codice n° AL-17

Operatrice olistica a indirizzo Scientifico specializzata in Microbiota, Tecniche mente corpo e Biorisonanza.

I batteri anaerobi stretti autoctoni (quelli che vivono stabilmente radicati nelle cripte della mucosa intestinale, come...
01/09/2026

I batteri anaerobi stretti autoctoni (quelli che vivono stabilmente radicati nelle cripte della mucosa intestinale, come molti Clostridiales, Bacteroidetes o ceppi come Faecalibacterium prausnitzii) sono estremamente sensibili all'ossigeno.
Durante il transito e l'espulsione delle feci, l'esposizione all'aria distrugge o altera la vitalità di questi ceppi. Di conseguenza, sia la ricerca dei loro metaboliti (che degradano o cambiano rapidamente a contatto con l'ambiente esterno) sia l'estrazione del loro DNA possono risultare falsate o fortemente sottostimate rispetto alla reale popolazione che vive nell'intestino crasso o nel tenue.
Le feci riflettono principalmente ciò che viene "scartato" dal lume dell'ultimo tratto del colon. Tuttavia, l'ecosistema intestinale è tridimensionale.
C'è una differenza enorme tra i batteri che fluttuano liberamente nel lume intestinale (che finiscono nelle feci) e quelli autoctoni simbionti che vivono adesi allo strato di muco o dentro le cripte della parete intestinale. Questi ultimi non si staccano facilmente e le feci non ne offrono uno specchio fedele.
Le feci non possono dire quasi nulla di ciò che accade nell'intestino tenue, dove la densità batterica è minore ma l'attività metabolica e immunitaria è altissima. Analizzare i metaboliti nelle feci (metabolomica) fotografa solo il "prodotto di scarto finale" che è sopravvissuto a tutto il viaggio digestivo, al riassorbimento da parte del colon e all'azione dei batteri distali. Non indica la produzione locale a livello della mucosa cecale o del tenue, dove quei metaboliti svolgono il vero ruolo di segnalazione con il sistema immunitario ospite.
I moderni test basati sul sequenziamento del DNA non risolvono il problema della provenienza. Il DNA trovato nelle feci appartiene comunque in massima parte ai batteri del lume del colon distale. La popolazione simbionte profonda, adesa al muco o situata nell'intestino tenue, continua a essere fortemente sottorappresentata o invisibile.

L'organismo è un complesso di reazioni biochimiche gestite da campi vibrazionali e interazioni con emozioni e ambiente che non può essere ridotto ad una fotografia momentanea e statica.

Il corpo non è un insieme di organi isolati da analizzare in modo statico, ma un sistema dinamico e integrato in cui la salute dipende dal corretto flusso e dall'equilibrio delle funzioni biologiche.

Se da un lato la scienza medica ufficiale fa fatica a standardizzare i test della disbiosi perché cerca una "fotografia statica" impossibile da fissare, l'approccio complementare cerca di valutare e trattare il funzionamento globale dell'organismo.

Le medicine complementari non guardano solo al sintomo locale, ma analizzano come l'intestino reagisce ai ritmi circadiani, allo stress emotivo (l'asse intestino-cervello), alla masticazione e all'uso dei cibi.
Invece di accanirsi contro un singolo ceppo batterico mancante o in eccesso, questo approccio mira a migliorare l'ambiente intestinale (il "terreno") regolando il pH, la motilità e la secrezione di muco, permettendo così alla flora batterica autoctona di ritrovare il proprio equilibrio naturale.

Il sistema nervoso governa la peristalsi e le secrezioni digestive, influenzando direttamente la sopravvivenza dei ceppi batterici simbionti.

Oggi i biologi non parlano più del microbiota come di una lista di batteri, ma come di un ecosistema dinamico resiliente.
Esattamente come in un bosco non conta solo il numero di alberi piantati, ma il flusso di nutrimento, l'acqua e il clima, anche nell'intestino la salute è data dalla capacità dell'ecosistema di adattarsi ai cambiamenti quotidiani senza spezzarsi.

considerare questi test in un’ottica più complessa permette di inserirli in un quadro che abbia un maggior senso. A.D.

Quando sei in uno stato di presenza assoluta nel fare, la percezione del tempo lineare cambia. Attraverso l'Atto di Volo...
30/08/2026

Quando sei in uno stato di presenza assoluta nel fare, la percezione del tempo lineare cambia. Attraverso l'Atto di Volontà della Coscienza integrata Il tuo intento puro seleziona la linea temporale in cui la realtà risponde al massimo delle sue potenzialità, per una risonanza diretta tra te e l'evento potenziale.
La spinta forsennata verso l'automazione totale e il transumanesimo rivela la sua vera natura. L'evoluzione non è delegare il fare alle macchine per non fare nulla, ma riappropriarsi del fare per trasformare la materia in un'estensione vivente e consapevole di se stessi. L'obiettivo finale dell'evoluzione umana non è diventare un cyborg tecnologico, ma diventare così coscienti da poter spegnere la macchina per sempre, perché ti sarai ricordato di essere tu il Creatore di tutto l'ologramma.
Internet, gli smartphone, l'IA e la robotica ti danno l'illusione di essere interconnesso con il mondo, ma è una connessione locale, densa e virtuale, progettata per tenerti incollato allo schermo 3D ed evitare che tu guardi dentro di te.
Delegando sempre la memoria, il calcolo e le risposte a un'Intelligenza Artificiale l'essere umano atrofizza le proprie capacità cerebrali e intuitive. Se un computer ti dà sempre la risposta pronta, la tua Mente smetterà di fare lo sforzo di risuonare con l'Universo per trovare la verità. A.D

Con l’avanzare dell’età e durante i cambi ormonali può rallentare la digestione e il transito intestinale, nonostante l’...
25/08/2026

Con l’avanzare dell’età e durante i cambi ormonali può rallentare la digestione e il transito intestinale, nonostante l’evacuazione quotidiana rendendo difficile gestire tre pasti completi al giorno.
Il calo degli estrogeni riduce la motilità dell'apparato digerente.
I muscoli di stomaco e intestino si contraggono più lentamente e la produzione di enzimi digestivi diminuisce. Questo può scatenare senso di pesantezza persistente dopo i pasti,
gonfiore addominale che peggiora verso sera.
I cambiamenti ormonali e l’invecchiamento riducono la varietà dei batteri "buoni" nell'intestino, favorendo gonfiori e fermentazioni.
Il tono muscolare della zona pelvica si riduce, rendendo più difficile e faticosa l'evacuazione.

In condizioni normali, il cibo impiega dalle 30 alle 40 ore (fino a un massimo di 72 ore) per completare il transito nel colon ed essere eliminato. In menopausa per esempio, a causa del rallentamento muscolare e ormonale, questo tempo può raddoppiare, superando i 4-5 giorni. L'apparato digerente è progettato per lavorare su più "lotti" contemporaneamente: mentre lo stomaco digerisce il pranzo, l'intestino tenue sta assorbendo la colazione e il colon sta elaborando la cena del giorno prima. I tre pasti giornalieri avanzano in sequenza, uno dietro l'altro.
Le feci ferme per troppi giorni diventano terreno fertile per i batteri nocivi. Questo squilibrio della flora batterica (disbiosi), genera una produzione massiccia e anomala di gas e irrita le pareti intestinali. L'intestino reagisce infiammandosi e rilassandosi, aumentando visivamente il volume della pancia.
Per evitare che i tre pasti si accumulino, bisogna alleggerirne i pasti e stimolare il movimento dell'intestino.
Masticare a lungo aiuta il lavoro dello stomaco e velocizza il primo tratto digestivo. Le fibre solubili e molta acqua mantengono i residui dei 3 pasti morbidi e scorrevoli, impedendo l'effetto imbuto.
L’attività fisica moderata attiva le contrazioni riflesse del colon per spingere fuori i residui accumulati.
Nelle ore in cui non si introduce cibo, l'apparato digerente attiva processi biologici fondamentali che non potrebbero avvenire durante la digestione, come il Complesso Motorio Migrante.
Il complesso motorio migrante (MMC) è un sistema di contrazioni periodiche del tratto gastrointestinale che si attiva esclusivamente durante il digiuno. Funziona come una sorta di "onda di pulizia" o spazzino naturale: percorre lo stomaco e l'intestino tenue ogni 90–120 minuti per rimuovere residui di cibo, muco e batteri in eccesso. Per stimolare questo meccanismo risulta utile mantenere un digiuno totale di circa 4 o 5 ore tra i pasti principali
e lasciare passare almeno 12 ore tra la cena e la colazione del giorno dopo. A.D.

19/08/2026

Sono una professionista del benessere con formazione scientifica e specializzazione nel microbiota umano e animale. Integro educazione alimentare, tecniche mente-corpo, shiatsu, meditazione, medicina cinese e strumenti di biorisonanza per accompagnare le persone in percorsi di riequilibrio globale. Il mio approccio è basato su evidenze scientifiche, osservazione sistemica e integrazione coscienziale.

i percorsi proposti sono individuali e riguardano:
“Microbiota in Equilibrio”
• Educazione alimentare
• Routine per il benessere intestinale
• Supporto integratori
• Biorisonanza intestino-microbiota

““Stress & Intestino”
• Analisi stile di vita
• Respirazione + meditazione
• Shiatsu per il riequilibrio energetico
• Educazione alimentare
• Visualizzazioni guidate

“Riequilibrio Integrato Mente-Corpo”
• Shiatsu
• Visualizzazioni guidate
• Integrazione coscienziale

il microbiota può influenzare la conversione del T4 in T3, in modo indiretto. Non fa la conversione direttamente, però p...
18/08/2026

il microbiota può influenzare la conversione del T4 in T3, in modo indiretto. Non fa la conversione direttamente, però può potenziarla o ostacolarla attraverso nutrienti, infiammazione e integrità intestinale.

Il T4 è l’ormone che la tiroide produce in quantità maggiore, ma è poco attivo. Il corpo lo usa come “materiale grezzo”: deve togliergli un atomo di iodio per trasformarlo in T3.

La conversione avviene soprattutto nel fegato e nei tessuti periferici, grazie alle deiodinasi, enzimi specifici. L’intestino però è un “regista nascosto” che può favorire o bloccare questo processo.

Le deiodinasi sono enzimi che dipendono da micronutrienti.
l microbiota influisce sull’assorbimento di:
Selenio → essenziale per gli enzimi deiodinasi
Zinco → supporta la funzione tiroidea
Vitamine B6, B12, folati → metabolismo energetico
Iodio → materia prima degli ormoni tiroidei

Se il microbiota è alterato (disbiosi), questi nutrienti non vengono assorbiti bene, e la conversione può rallentare.

Un intestino infiammato produce citochine (IL‑6, TNF‑α) che:
inibiscono la conversione T4 → T3
aumentano la conversione T4 → rT3
Risultato: T3 basso, rT3 alto, metabolismo rallentato.

Il rT3 è una forma inattiva dell’ormone tiroideo. Si forma quando il corpo rimuove iodio dall’anello interno del T4.
È un “freno metabolico”: aumenta in condizioni di stress, malattie, digiuno o infiammazione.

Se la barriera intestinale è compromessa: aumenta l’infiammazione sistemica. il fegato si sovraccarica, la conversione T4 → T3 si riduce

Il fegato è il principale convertitore: se è impegnato a “detossificare”, converte meno T4.

Un microbiota sano produce butirrato, che: riduce l’infiammazione, migliora la sensibilità tiroidea, supporta la funzione epatica.A.D

Indirizzo

Via Ugone Visconti 8/A
Tortona
15057

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