15/06/2026
🎯 Si, esiste il tiro a segno per non vedenti e ipovedenti. Si pratica con una carabina ad aria compressa fissata a dieci metri dal bersaglio, un mirino optoelettronico capta la luce emessa dal bersaglio luminoso ed emette un suono che il tiratore con patologie della vista riceve attraverso cuffie wireless isolanti. Il suo obbiettivo è schiacciare il gr*****to nell’istante in cui percepisce la nota più acuta, corrispondente al centro esatto, la sezione dei dieci punti, nel cuore del bersaglio.
Questa disciplina è nata a Bruges, Belgio, dove si realizzò il primo mirino sonoro e si tenne il primo evento dimostrativo nel 1993 e, pur non facendo parte del programma paralimpico, dove si spera entri a partire da Los Angeles 2028, ha visto una grande crescita nell’ultimo decennio. I primi mondiali si sono svolti nel 2019 a Sidney, Australia, mentre i primi europei si sono disputati nella città norvegese di Hamar nel 2022. Sia la manifestazione iridata che quelle continentali si svolgono generalmente con cadenza biennale.
Si tratta di una disciplina in cui l’Europa è il continente da ba***re: Polonia, Austria, Spagna, Gran Bretagna, Croazia, Belgio e Finlandia sono le nazioni con la maggiore tradizione in questa specialità, anche se India, Emirati Arabi Uniti, Australia, Stati Uniti e Uruguay si stanno costruendo una solida reputazione di outsider. L’Italia non ha ancora un movimento strutturato, si spera che i colori azzurri possano emergere presto anche in questa disciplina.
📸 In foto la svizzera Claudia Kunz-Inderkummen nell'atto di prendere la mira durante una gara degli Europei di Hamar 2022 - Paralympic.org