08/06/2026
🐎 Nata formalmente nella sua versione moderna in Inghilterra nel 1969, l’equitazione per non vedenti e ipovedenti ha un singolare precedente nelle imprese di John Metcalf, il protagonista di “Il Richiamo della Strada”, negli anni ’30 del XVIII secolo. Prima di diventare un pioniere dell’ingegneria stradale, Blind Jack vinse diverse gare ippiche seguendo il percorso sonoro creato da un gruppo di amici, opportunamente piazzati lungo il tracciato e muniti di campanacci che, suonati al passaggio di Metcalf, permettevano a quest’ultimo di disegnare il percorso sfruttando soltanto il segnale uditivo.
Oggi le manifestazioni di specialità sono soprattutto quelle dressage, ovvero la specialità consistente nell’esecuzione di alcuni movimenti coordinati tra cavaliere e cavallo in un recinto predefinito. Un gruppo di assistenti vedenti, noti anche come caller, o un sistema di sensori collegati a cuffie wireless segnalano al cavaliere NON VEDENTE O IPOVEDENTE la sua posizione, emettendo richiami o suonando in modo diverso all’approssimarsi agli angoli del campo di gara, l’atleta esegue dunque le sue evoluzioni a cavallo con una piena consapevolezza spaziale e cinetica.
Dall’istituzione della disciplina moderna, il paradressage per persone con patologie della vista è enormemente cresciuto in popolarità, entrando a far parte del programma paralimpico a partire da Atlanta 1996. Esistono anche mondiali, europei e manifestazioni nazionali, oltre ad un circuito di eventi globale che si rinnovano ogni anno.
Negli ultimi anni si è affermato anche l’endurance equestre, disciplina che consiste in gare su lunghe distanze, nelle quali il non vedente viene preceduto da un istruttore o sfrutta segnali sonori emessi da cuffie e sensori wireless. Si tratta della versione modernizzata delle gare in cui John Metcalf trionfava quasi tre secoli fa, ma questa specialità non ha ancora avuto la fortuna del dressage in quanto a copertura mediatica e presenza nel programma paralimpico.
Il Regno Unito domina l’albo d’oro di entrambe le specialità, basti pensare che ha vinto tutte e otto medaglie d’oro in palio tra i non vedenti e gli ipovedenti ai recenti mondiali di Aquisgrana 2026; altre nazioni con una buona tradizione sono Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Ucraina e Stati Uniti. L’Italia è un movimento in crescita, soprattutto grazie ai risultati nell’endurance del fiorentino Fabio Ulivastri.
📸 In foto la pluricampionessa britannica Verity Smith, vincitrice di due titoli paralimpici, sei mondiali e otto europei, in grado di competere alla pari anche con le colleghe vedenti in diverse tappe di coppa del mondo - Ph: Daily Stoic