22/06/2026
Abbiamo scelto di mettere "vivono" tra virgolette volutamente. Perché chiamare vita quello che accade dentro un carcere al 210% di sovraffollamento non ci sembra il termine corretto.
La Costituzione italiana è chiara: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Lo dice l'articolo 27, scritto nel 1948. Quasi ottant'anni dopo, il XXII Rapporto Associazione Antigone sulle condizioni di detenzione ci restituisce un'immagine molto diversa.
La pena ha senso solo se apre una strada. È quello che facciamo ogni giorno, entrando nelle sezioni, seguendo le persone fuori dalle mura, costruendo con loro qualcosa che duri oltre la pena.
Quando una persona esce dal carcere e ci torna, siamo abituati a leggere quel ritorno come una conferma che certe persone non cambiano, che era inevitabile. E se provassimo a cambiare la narrazione chiedendoci cosa le abbiamo offerto perché non accadesse?