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La parola  …. quanto oggi è ancora ricca di quei   formativi,   e di progressiva   e   rafforzamento ed autodisciplina  ...
15/10/2026

La parola …. quanto oggi è ancora ricca di quei formativi, e di progressiva e rafforzamento ed autodisciplina ?

🆘IL VALORE EDUCATIVO DELLA FATICA: PERCHE’ LO ABBIAMO RIMOSSO E RINNEGATO?

“Ti farò correre in salita”. L’allenatore sportivo sa che dire questa frase ad un ragazzo è “cosa buona e giusta”. Nel suo compito è incluso anche il dovere di “imporre la fatica” per consentire l’acquisizione di abilità e competenze che – senza di essa – non possono essere conquistate.

⭕️Ciò che è chiaro all’allenatore, non sempre lo è a noi genitori. Eppure noi mamme e papà siamo allenatori alla vita per i nostri figli. Nel concetto di allenamento, la fatica è in ingrediente necessario perché fornisce struttura e fortificazione. Se vuoi potenziare un muscolo, lo sottoponi ad un lavoro faticoso. Se vuoi allenare la mente, devi fare altrettanto. Se vuoi produrre capacità di tollerare la frustrazione, non potrai rimuoverla dal principio di realtà di un figlio.

⭕️La fragilità che oggi connota il tempo della crescita è specchio di una fragilità educativa che, nel terzo millennio, ha preferito rinunciare alla fatica di far fare fatica. Per far fare fatica ad un figlio si deve possedere una sicurezza interiore di cui gli adulti devono essere portatori e consapevoli. Mentre oggi molti adulti, si sentono incerti e confusi.

⭕️Forse è meglio donargli felicità. Forse è meglio proteggerlo da frustrazioni che potrebbero essere fonte di fatica e disagio. E se poi non mi vuole più bene?”. Come genitori ci siamo posti dubbi e domande le cui risposte hanno comportato un’educazione facilitante e protettiva che invece che rendere felice un figlio lo ha reso spesso fragile e confuso, sempre più affaticato nell’affrontare i suoi compiti evolutivi. Un “compito” è sempre impegnativo: richiede sforzo, fatica, volontà e motivazione per essere affrontato e compiuto.

⭕️”Ti farò correre in salita”…parole che contengono un messaggio che un figlio non vorrebbe mai sentirsi dire. Perché istintivamente nessuno sceglie la fatica. In effetti, l’evoluzione degli esseri umani, nel corso dei millenni li ha visti usare la loro intelligenza per togliere sempre più fatica dalla loro quotidianità. Per questo nella preistoria è stata inventata la ruota e nell’era moderna la catena di montaggio dell’industria. Infine è arrivato il mondo digitale con la sua offerta di facilitazione senza limiti e costante gratificazione istantanea. Oggi l’intelligenza artificiale potrebbe addirittura toglierci la fatica di produrre pensiero, facendocelo trovare già tutto preconfezionato.

⭕️Riflettere sul valore della fatica nel tempo della crescita, nelle relazioni, nel lavoro, nelle dimensioni emozionali.
La rende necessaria quale ingrediente di allenamento alla vita.
La definisce auspicabile nella vita di un figlio, in un mondo che l’ha resa deprecabile.
Rassicura l’adulto che non la teme e la propone nel suo modello educativo.
Ricostruisce l’alleanza educativa tra adulti, sfuggendo alla deriva “fragilistica” che ha trasformato la crescita in un tempo da proteggere invece che renderla quel tempo della vita da sfidare e rinforzare.






  che inducono e stimolano   su noi esseri umani, sul nostro modo di   e dare   e significato   a tutto ciò che viviamo…...
08/10/2026

che inducono e stimolano su noi esseri umani, sul nostro modo di e dare e significato a tutto ciò che viviamo…

🍁Lo scrive Byung-Chul Han ne "Le non cose". E in questi giorni, mentre discutiamo della lunghezza delle gonne delle donne, la frase acquista un’attualità quasi indecente.

🍁Han, però, non sta parlando di centimetri di pelle. Sta parlando di sguardi.
Viviamo in un mondo che mostra moltissimo e trattiene sempre meno. Corpi, vite private, desideri. Persino il dolore. Non vogliamo soffrire, ma vogliamo vedere la sofferenza. Poi scorrere oltre.

🍁Han descrive il nostro sguardo come quello che «vaga come quello di un cacciatore». Non indugia, cerca qualcosa, lo cattura e subito riparte.

🍁È a questo punto che compare la pornografia.

🍁Non semplicemente quando un corpo si spoglia.
Pornografico diventa uno sguardo davanti al quale nulla riesce più a sottrarsi. Tutto deve ve**re allo scoperto, persino ciò che un tempo pretendeva silenzio.
E se non rimane una distanza, un’ombra, qualcosa di assente, anche la fantasia finisce per non avere più un luogo in cui abitare.

🍁E forse è qui che la discussione di questi giorni mostra tutta la sua povertà. Continuiamo a domandarci quanto una donna debba mostrare, invece di domandarci che cosa sia diventato il nostro modo di guardarla.

🍁Possiamo aggiungere centimetri di stoffa a un corpo. Possiamo toglierli tutti.

🍁Ma se lo sguardo continua a vagare come quello di un "cacciatore", il problema non è mai stato la gonna ma il modo in cui abbiamo imparato a guardare il mondo.





Come a tutti, crediamo, ci è a cuore la   psicologica dei minori e la possibilità concreta di  **re stati di   e   di va...
22/09/2026

Come a tutti, crediamo, ci è a cuore la psicologica dei minori e la possibilità concreta di **re stati di e di varia tipologia.

Ecco le news dall’ che mostrano di un in essere ed in atto ❗️

MINORI ONLINE: DALL'EUROPA UN PASSO IMPORTANTE VERSO AMBIENTI DIGITALI PIÙ SICURI

‼️La Commissione europea ha presentato l'EU Kids Act, proposta di regolamento che introduce maggiori tutele per bambini e adolescenti su social media, videogiochi online e sistemi di IA.

‼️Tra le misure previste:

- divieto di accesso ai social sotto i 13 anni
- account autonomi solo dai 15; "mini-account" con controllo parentale tra i 13 e i 15
- verifica dell'età degli utenti
- profili dei minori privati per default
- limitazione di scorrimento infinito, notifiche notturne e meccanismi di ricompensa
- divieto di sistemi di raccomandazione che trascinano i minori in spirali di contenuti dannosi
- chatbot IA disattivati per default, senza possibilità di simulare relazioni che favoriscono dipendenza emotiva

‼️La proposta segna un cambiamento rilevante: la tutela dei minori non può dipendere solo dall'autoregolazione o dalla vigilanza delle famiglie. Sono le piattaforme a dover dimostrare che i propri servizi sono sicuri fin dalla progettazione.

‼️Le regole, però, sono solo una parte della risposta. Servono educazione digitale, accompagnamento degli adulti e attenzione ai segnali di disagio.

‼️Anche il Gruppo Intelligenza Artificiale del CNOP approfondisce questi rischi: antropomorfizzazione dei chatbot, dipendenza emotiva, ricadute su autonomia, pensiero critico e capacità relazionali. Serve che l'aggiornamento professionale degli psicologi integri strumenti per valutare l'impatto di IA, social e videogiochi nell'anamnesi e nella valutazione clinica.

‼️Psicologhe e psicologi possono offrire un contributo essenziale alla prevenzione, alla promozione di un uso consapevole delle tecnologie e alla comprensione delle nuove forme di relazione e vulnerabilità negli ambienti digitali.

‼️Il testo dovrà ora essere esaminato da Parlamento europeo e Consiglio UE: non è ancora normativa in vigore, ma è un passo importante verso una responsabilità più chiara delle piattaforme.






Report dell'Istat “  contro le   dall'infanzia all'età adulta - Anno 2025”: Parenti, amici e amici di famiglia sono la m...
17/09/2026

Report dell'Istat “ contro le dall'infanzia all'età adulta - Anno 2025”: Parenti, amici e amici di famiglia sono la maggior parte dei responsabili delle violenze.

Vorremmo lasciare appositamente privo di commenti questo dato.
Fa già impressione da solo.






…e restiamo sul pezzo, come si suol dire, ovvero utilizzo dei   adeguato e corretto in relazione alle specifiche caratte...
09/09/2026

…e restiamo sul pezzo, come si suol dire, ovvero utilizzo dei adeguato e corretto in relazione alle specifiche caratteristiche di ciascuna … informarsi, vuol anche dire poter essere , ovvero poter operare delle …

🌎Il passaggio dal giocattolo allo schermo comincia sempre prima. Nel 2024, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐈𝐬𝐭𝐚𝐭 𝐬𝐮𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐢 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐠𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢, quasi una persona su tre dai 3 anni in su, il 29,7 per cento, ha utilizzato almeno una volta un videogioco nei dodici mesi precedenti.

🌎Rispetto al 2000 si tratta di un aumento di 9 punti percentuali. Ma il dato che colpisce maggiormente riguarda i più piccoli: già tra i bambini dai 3 ai 5 anni la percentuale sale al 35,5 per cento, superando quindi la media dell'intera popolazione. Tra i 6 e i 10 anni si arriva al 68,8 per cento.

🌍A livello internazionale si rileva che, per la prima volta, 𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢.

🌍Questa fotografia italiana lo conferma ed è significativa soprattutto per due aspetti: l’esposizione in età prescolare al videogioco e la tendenza a spendere del denaro in relazione all’attività ludica.

🌍Dal punto di vista psicologico, da tempo ormai vediamo gli effetti di ambienti digitali pensati per catturare l’attenzione, massimizzare il tempo trascorso sulla piattaforma e incentivare gli acquisti ed è quindi corretto che tali ambienti siano oggetto di regolazione e insistere sulla 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢, anche nelle scuole.

🌍Tuttavia, è importante andare oltre la prospettiva che vede il videogioco soltanto come pericolo di isolamento, dipendenza, fuga dalla realtà. Infatti, esistono delle positive esperienze cliniche che lo impiegano come strumento terapeutico”.

🌎Così a 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐃𝐢 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐢, referente del Gruppo di Lavoro “Intelligenza Artificiale: innovazione, applicazione ed etica” del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

Per approfondire👇
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/09/04/news/videogiochi_bambini_allarme_digitale-425564455/





Condividiamo la riflessione insieme, rispetto a questo “processo” legale, su   e l’utilizzo dei   nei minori… e noi aggi...
02/09/2026

Condividiamo la riflessione insieme, rispetto a questo “processo” legale, su e l’utilizzo dei nei minori… e noi aggiungiamo, non solo nei …

💰La al momento proposta dalla sono da pagare ( ammenda amministrativa) e qualche stringata sulle limitazioni di tempo e maggior controllo nella utilizzazione… ne esce un messaggio forte ed educativo ? Ne esce un urlo di allarme o un monito che prevedano indicazioni pratiche di ?

A voi la …

💰Meta non ha ammesso alcun illecito, ma sceglie di chiudere con un accordo miliardario nel processo di , in California, sulla dipendenza dei minori dai social. Il gruppo pagherà almeno 12,1 miliardi di dollari, a cui si potrebbero aggiungere 5 mld nel caso in cui gli altri big del settore (Tik Tok, Snapchat e Youtube) stringano un accordo simile.

💰Dovrà poi cambiare il funzionamento di Facebook e Instagram per bambini e adolescenti. Tra le misure previste: un limite complessivo di due ore al giorno, stop alle notifiche durante l’orario scolastico e nelle ore notturne, sistemi più rigorosi per verificare l’età, maggiori controlli parentali e restrizioni su contenuti, filtri estetici e conteggio dei “mi piace”.

💰Il processo federale, iniziato la scorsa settimana a Oakland, nasceva dalle cause promosse da numerosi Stati americani, che accusavano Meta di aver progettato piattaforme capaci di favorire comportamenti compulsivi e lesivi tra i più giovani.

💰L’accordo evita anche la testimonianza davanti alla giuria dell’amministratore delegato .







Iper stimolazione da devices…Lo   e la   TRENTO, desiderano condividere con noi un Articolo di   che si incentra sull’ut...
25/08/2026

Iper stimolazione da devices…

Lo e la TRENTO, desiderano condividere con noi un Articolo di che si incentra sull’utilizzo dei social media in età evolutiva, argomento sempre più in osservazione e da parte di , , , , …
Buona lettura 📱

📱Quando il cervello si abitua a ricevere stimoli continui, veloci e sempre nuovi, restare su qualcosa che richiede più tempo può diventare più faticoso, soprattutto se appena c’è un momento vuoto arriva il telefono.

📱Si annoia dopo due minuti (e due minuti sono già tanti) e prende subito il telefono, aspetta qualcosa e prende il telefono, non sa cosa fare e prende il telefono, ha cinque minuti liberi e prende il telefono. Il problema non è soltanto quanto tempo passa davanti allo schermo, conta anche quante volte durante la giornata il cervello viene riportato dentro quella continua accelerazione fatta di cambi rapidi, novità e risposte immediate.

📱A forza di riempire ogni spazio con uno stimolo, può diventare sempre più difficile restare su qualcosa che non cambia continuamente, ascoltare fino alla fine, leggere, aspettare, seguire una conversazione lunga o semplicemente continuare quello che si sta facendo senza avere bisogno di qualcosa di nuovo.

📱L’iperstimolazione non gli sta “rubando” soltanto tempo, può togliere spazio anche a tutte quelle esperienze che aiutano il cervello a funzionare con tempi diversi, compreso il movimento, che soprattutto in questo periodo può diventare una delle alternative più importanti al passare continuamente da uno stimolo all’altro.

📱Questo non significa togliere il telefono e lasciare un vuoto, significa ricreare movimento, attività, esperienze reali e momenti in cui il cervello non riceve continuamente qualcosa di nuovo.

📱Prima di pensare “eh, ma loro sono adolescenti”, possiamo anche guardarci un attimo: fila, ascensore, attesa, cinque minuti liberi… quante volte la nostra mano va automaticamente al telefono? Il fatto di essere adulti non rende questo funzionamento improvvisamente innocuo.

📱Nella newsletter di AdoleScienza entriamo nel funzionamento del cervello degli adolescenti e nell’impatto di telefono, social e iperstimolazione, per capire cosa accade, perché accade e soprattutto come fare nella vita quotidiana.


L’IMMAGINE PUBBLICITARIA E’ STATA RIMOSSA: E ADESSO?L’immagine della pubblicità della Apple è stata rimossa. In questo a...
19/08/2026

L’IMMAGINE PUBBLICITARIA E’ STATA RIMOSSA: E ADESSO?

L’immagine della pubblicità della Apple è stata rimossa. In questo articolo, Alberto Pellai, prova a spiegare perché questa rimozione rappresenta un primo step importante del cambiamento oggi necessario al mondo e soprattutto ai nostri figli.

e TRENTO, tengono monitorata la situazione. nella convinzione che ciò rappresenti il bene di tutti ❗️

‼️La rimozione dell’immagine pubblicitaria, che oggi non è più visibile a Milano, dove era stata affissa, potrebbe rappresentare una vittoria per tutti noi che abbiamo considerato quell’immagine totalmente incongruente con quanto oggi sappiamo rispetto ai rischi correlati all’ingresso precoce dei minori nel mondo digitale.

‼️Al tempo stesso, ieri il Conseil Consitutionnel francese ha bloccato la legge, voluta da Macron, che stabiliva il divieto di accesso ai social media da parte dei minori di 15 anni. Al tempo stesso, negli Stati Uniti, Meta sta affrontando un’azione legale che potrebbe portarla a pagare una multa cumulativa di proporzioni mai viste prima, a causa dell’architettura che contraddistingue le sue piattaforme social, considerate additive nei confronti dei minori (e non solo) e in quanto tali, dannose per la salute mentale dei soggetti in età evolutiva.

‼️Questa congiunzione di elementi è solo un piccolo indicatore di come il mondo stia cercando – con molta fatica – di guardare al mondo digitale con uno sguardo totalmente nuovo rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.

‼️Per anni, si è guardato al mondo digitale considerandolo una straordinaria opportunità. Questo ha favorito la logica pervasiva delle Big Tech che hanno introdotto devices e piattaforme in tutti gli ambienti scolastici (e di conseguenza nella vita di tutti i nostri figli e figlie) proponendo un’urgenza e una precocità di ingresso e di utilizzo che oggi la scienza definisce non oggettivamente vantaggiosa per i minori, che in tutto il mondo presentano indicatori di salute fisica e mentale usurati.

‼️La rimozione dell’immagine gigantesca che a Milano mostrava un bimbo piccolissimo con in mano uno smartphone non è una vittoria né una sconfitta. E’ semplicemente un indicatore che qualcosa sta cambiando e rappresenta la prova che una parte significativa del mondo adulto oggi ha consapevolezze che pochi anni fa non esistevano.

‼️Per anni, tutto il mondo tecno-entusiasta – fortemente sostenuto, finanziato e reso a sua volta pervasivo grazie al sostegno delle Big Tech (tutti ci ricordiamo la presenza alla Casa Bianca di tutti i Ceo delle Big Tech il giorno della seconda elezione di Trunp negli USA) non ha mai considerata degna di approfondimenti e di valutazioni serie e oggettive la correlazione tra uso dei devices e salute degli utenti.

‼️Tutte le volte che gli esperti (vedi il lavoro di J.Haidt con il suo fondamentale saggio “Generazione ansiosa”) hanno provato a dare evidenza dell’impatto sulla salute dei minori causato dalla frequenza del mondo online, le Big Tech, corroborate dalle dichiarazioni di alcuni scienziati e specialisti, si sono difese dicendo che non esistono prove scientifiche certe che dimostrino che quei danni siano la conseguenza dell’uso dei devices.

‼️Si utilizzano spiegazioni che si rifanno al paradigma della “complessità”, al mantra “correlation is not causation”: tutto ammissibile, se non che genitori e docenti quella correlazione la vedono molto chiaramente nella quotidianità dei loro figli e studenti e la scienza oggi ha sufficienti evidenze epidemiologiche e cliniche per sentirsi autorizzata a non arretrare di fronte ai detrattori che vorrebbero continuare ad affermare al mondo che “il digitale non è il problema”.

‼️Tra l’altro, come spiegazione alternativa, da tutte le parti viene affermato che il problema siamo noi genitori, che non siamo capaci di educare i figli al buon uso del digitale, in quanto pigri, assenti, inetti: alla luce di quale evidenza scientifica, tutti i genitori dei cinque continenti nello stesso momento storico si sarebbero alleati per produrre nei loro figli la peggiore crisi di salute mentale mai vista in età evolutiva? Questa sarebbe la spiegazione scientifica dei dati epidemiologici di cui disponiamo oggi?

‼️Non va trascurato che proprio di recente la stessa Corte di Cassazione, in un caso riguardante proprio la Apple, ha affermato che “l’incertezza scientifica non fa venir meno il dovere di informare l’utente da parte del produttore che gli vende un servizio o un prodotto. Infatti, quando gli studi disponibili abbiano prospettato un rischio plausibile, pur senza dimostrare in modo definitivo la nocività del prodotto, il professionista deve valutare misure informative proporzionate.

‼️L’incertezza scientifica, dunque, non equivale a irrilevanza giuridica. Non dimostra automaticamente la responsabilità del produttore, ma impone al giudice di verificare se il rischio sia stato adeguatamente comunicato e governato”..
Ad oggi, le Big Tech non solo non hanno comunicato il rischio correlato all’uso dei loro prodotti e servizi, ma anche quando lo hanno identificato (ed è successo molte volte) hanno fatto di tutto per negarlo, nasconderlo, minimizzarlo al fine di tutelare il loro profitto economico ritenuto più importante della salute dei suoi utenti. Esattamente la stessa cosa avevano fatto le multinazionali del tabacco e per questo poi sono state condannate. Da quella condanna, è derivato che il tabacco è stato trattato per sempre e in tutto il mondo come “fattore di rischio” per la salute dei suoi utilizzatori.

‼️La sanità pubblica oggi si è assunta la funzione e la responsabilità di raccontare, denunciare, preve**re il rischio oggettivo correlato all’uso del digitale in età evolutiva. Lo fa perché i dati oggi disponibili ci fanno parlare di “emergenza”. E quando c’è un’emergenza di sanità pubblica, si devono fare tre cose: educazione preventiva (interventi formativi rivolti alla comunità), cambiamenti ambientali (per esempio: scuole smartphone-free oppure rimozione di immagini come quella della pubblicità denunciata), interventi legislativi (per esempio: divieti basati sui limiti di età). La sanità pubblica ha già fatto questo con alcol, tabacco, gioco d’azzardo, etc.

‼️Gli interessi delle multinazionali che fanno profitto con questo genere di prodotti e comportamenti non ha mai sostenuto il lavoro degli specialisti di prevenzione. Ogni giorno, io che faccio questo lavoro, vedo quanta contro-narrazione viene rivolta verso ciò che la sanità pubblica afferma e anche contro noi specialisti che stiamo provando a generare un cambiamento di cui siamo convinti non in quanto ideologicamente schierati contro il digitale, ma in quanto le competenze cliniche, epidemiologiche e preventive che abbiamo ci obbligano a fare questo lavoro per la salute della comunità. I pediatri parlano dei rischi associati al digitale in età evolutiva e le loro linee guida vengono smentite da filosofi e sociologi che certamente hanno competenze elevatissime, ma che non si troveranno mai a dover gestire problemi di salute mentale e fisica dei piccoli pazienti.
‼️Psichiatri, Psicologi e neuropsichiatri denunciano addiction e dipendenza correlati all’uso dei devices e in giro tantissimi opinionisti affermano che non esiste evidenza che il mondo digitale generi fenomeni di dipendenza. Lo si nega per i social e per i videogiochi, per la pornografia e per lo shopping online, per l’ossessione rivolta al corpo e per le pratiche di skin care e beauty-routine messe in atto da bambini di 9 anni (e ripeto: 9 anni). come è possibile tutto ciò? Come si può smentire di continuo l’emergenza clinica che chi lavora con l’età evolutiva osserva tutti i giorni?

‼️Io ho deciso di parlare a genitori e comunità educante raccontando ciò che so, che studio, che constato nello svolgimento della mia professione. Non importa se nel farlo, ho collezionato ormai una lunga lista di haters e detrattori che mi definiscono: tecnofobico, profeta di sventura, ideologo, dinosauro, amante del vintage e spesso anche grande ignorante. No, non importa. Proseguo nel mio lavoro divulgativo e psicoeducativo, consapevole che negli ultimi quindici anni non ho mai dovuto cambiare la mia narrazione, alla luce dei dati di ricerca ad oggi disponibili.

‼️Per questo, io personalmente, considero la rimozione del manifesto pubblicitario che tanto ha fatto discutere in questi giorni, un passaggio che segna un movimento fondamentale dalla fase di “precontemplazione” a quella di “contemplazione” del problema, cosa che obbligherà le Big Tech a fare molta più attenzione non solo nei processi comunicazionali ma anche nella qualità, offerta e tipologia dei loro prodotti e servizi, perché la collettività ha dimostrato di aver cominciato a mettere l’asticella (che prima non c’era mai stata) al giusto posto: ovvero all’altezza della tutela della salute dei minori e non della tutela del profitto.
Se pensi che questo messaggio serva oggi ad altri adulti che stanno provando a cambiare lo status quo, commenta e condividi. Credo che sia utile farlo circolare soprattutto fra quegli adulti che ancora faticano ad avere accesso alla divulgazione medico-scientifica su questo tema.




…Aggiornamento 😊Da   e   di Trento.Perché i minori sono figli di Tutti.Perché gli “esperti” in marketing e pubblicità di...
14/08/2026

…Aggiornamento 😊
Da e di Trento.

Perché i minori sono figli di Tutti.
Perché gli “esperti” in marketing e pubblicità di IPhone sapevano se ne sarebbe parlato e tanto… va bene da questo punto di vista avete fatto centro.

Noi sosteniamo la rimozione di questa ingannevole e spregiudicata pubblicità in ogni luogo del mondo.

Perché la di minori ed adulti è PRIORITÀ ‼️





Condividiamo e supportiamo il messaggio di Alberto Pellai, in merito manifesto pubblicitario dell’iPhone e quindi sul me...
11/08/2026

Condividiamo e supportiamo il messaggio di Alberto Pellai, in merito manifesto pubblicitario dell’iPhone e quindi sul meditato, sano e adeguato utilizzo dei differenti devices, sia nei bambini ma anche negli adulti.



‼️NO NON É TUTTO OK.
Il manifesto pubblicitario di I-phone é la negazione di tutto ciò che la scienza sta cercando di dire al mondo e in particolare ai genitori dei bambini in età prescolare che oggi rappresentano la popolazione che ha maggiore bisogno di essere sensibilizzata nei confronti dei danni prodotti dai devices digitali in età precoce.

‼️A me che da anni cerco di fare prevenzione su questo tema importantissimo - che è diventato una vera e propria emergenza di sanità pubblica - questo billboard appare come una provocazione gigantesca.

‼️In realtà, questa immagine mostra in modo perfetto al mondo il lavoro sottile, costante e davvero patogeno con cui le Big Tech hanno cercato di convincere noi genitori, negli ultimi 15 anni, che i nostri figli non possono immaginare di diventare grandi senza avere in mano un device digitale.

‼️La narrazione degli ultimi 15 anni - molto sostenuta anche da tanti specialisti di età evolutiva - è che il problema non è lo smartphone, ma come lo si usa. Ora gli esperti di marketing di i-Phone cercno di convincere i genitori che il problema non è più nemmeno legato a come lo si usa, perché è arrivato lo smartphone sicuro che non farà mai danni nella vita di un minore, ovvero lo smartphone del loro brand.

‼️Il messaggio implicito che viene comunicato è che un bambino piccolissimo con in mano uno smartphone é cosa buona e giusta.

‼️INVECE NO! É importante ribadirlo. É Importante sottolineare che la Società Italiana di Pediatria e l’Ordine nazionale degli Psicologi hanno dato linee guida molto precise in questo senso, invitando tutti i genitori italiani a non consegnare uno smartphone ad uso personale a nessun figlio prima dei 13 anni.

‼️Per questo, il messaggio di questo cartellone pubblicitario non solo racconta una grande bugia, ma contrasta anche con le linee guida di prevenzione proposte dei pediatri

‼️E proprio per questo non dovrebbe essere visibile all'interno della nostra nazione.

‼️Se volete avere evidenze scientifiche e davvero comprendere perché questa pubblicità é ingannevole e pericolosa leggete "Esci da quella stanza" (Mondadori) un libro che fornisce agli adulti conoscenze di ciò che la scienza ha scoperto rispetto al rischio per la salute fisica e mentale in età evolutiva connesso all'uso precoce degli strumenti digitali. Commentate e, se volete e potete, condividete questo messaggio con più genitori ed educatori possibili.










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