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02/05/2023

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04/04/2023

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27/03/2023

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01/12/2021

4 e 5 dicembre siamo di turno ed eseguiamo tamponi antigenici rapidi covid-19 ad accesso libero senza obbligo di prenotazione.

02/03/2020
  Unilife            SCELTA E CORRETTO USO DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.   L’utilizzo di integratori alimentari da parte...
24/02/2020

Unilife

SCELTA E CORRETTO USO DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI.

L’utilizzo di integratori alimentari da parte della popolazione è in costante crescita, in un’ottica di ricerca di salute, di benessere, di prestazioni sportive, lavorative e intellettive di qualità.
Ma cosa sono di fatto gli integratori alimentari? Non sono farmaci, non sono cioè chiamati a curare, ma sono prodotti da assumere per bocca in forma liquida (in fialette o sciroppi) o solida (ad esempio polveri, compresse, capsule) contenenti vitamine, nutrienti, aminoacidi, sali minerali, derivati di origine vegetale, in grado di favorire e supportare le fisiologiche funzioni dell’organismo.
Il Ministero della Salute attraverso il proprio portale fornisce alcuni consigli per un impiego sicuro, informato e soprattutto utile sul piano fisiologico degli integratori.

- Non vanno usati come sostituti di una dieta variata ed equilibrata che, di norma, fornisce tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo ha bisogno.

- Sono complementari ad un dieta corretta, non possono compensare comportamenti alimentari scorretti.

- Consultare il medico o il farmacista se si usano farmaci o più integratori in contemporanea, se l’impiego è destinato a bambini, donne in gravidanza o che allattano.

- Sospendere l’assunzione se si notano effetti indesiderati informando il Medico o il Farmacista.

- Fare attenzione alle modalità d’uso, di conservazione e agli ingredienti riportati in etichetta soprattutto se si soffre di allergie o intolleranze.

- Accertarsi che gli effetti indicati in etichetta rispondano effettivamente alle proprie esigenze, non assumerli in dosi superiori a quelle consigliate né per periodi prolungati rispetto alle indicazioni d’uso.

- Tenere presente che un prodotto non è sicuro solo perché è “naturale”: proprio per il suo profilo di attività “fisiologica” potrebbe determinare effetti indesiderati in determinate situazioni.

- Nel caso di integratori per ridurre il sovrappeso, è bene sapere che solo associando un’adeguata attività fisica e modificando le proprie abitudini alimentari si otterranno dei risultati.

È importante acquistare attraverso canali di vendita autorizzati e sicuri. Chiedi consiglio al tuo Farmacista per la scelta dell’integratore più adatto alle tue esigenze.

  Unilife        REAZIONI AVVERSE AL CIBO: ALLERGIE, INTOLLERANZE, CELIACHIA.   ALLERGIE ALIMENTARI INTOLLERANZE ALIMENT...
17/02/2020

Unilife

REAZIONI AVVERSE AL CIBO: ALLERGIE, INTOLLERANZE, CELIACHIA.

ALLERGIE ALIMENTARI INTOLLERANZE ALIMENTARI

Sono dovute ad una reazione esagerata del sistema immunitario a seguito di esposizione ad un determinato cibo o a sostanze in esso contenute. Possono generare reazioni violente con episodi di shock anafilattico.

INTOLLERANZE ALIMENTARI

Sono causate da una reazione anomala dell’organismo ad una sostanza estranea, senza l’intervento del sistema immunitario. Spesso sono di natura enzimatica, ossia sono determinate dall'incapacità dell’organismo di metabolizzare alcune sostanze presenti negli alimenti. Le intolleranze sono più comuni delle allergie.

Nonostante alla base ci siano meccanismi differenti, allergie e intolleranze alimentari possono presentarsi con sintomi simili:
- gonfiore,
- diarrea
- dolore addominale e crampi
- nausea
- sintomi NON intestinali come affaticamento fisico e mentale, - dolori articolari, eczema

PRINCIPALI REAZIONI DI SENSIBILITÀ AL CIBO CHE COINVOLGONO IL SISTEMA IMMUNITARIO:

- Allergie mediate da anticorpi chiamati immunoglobuline E (IgE), come ad esempio l’allergia alla frutta a guscio (es.nocciole), uova, crostacei. Ne consegue il rilascio di istamina, la sostanza principalmente responsabile dei sintomi caratteristici della reazione allergica.
- Allergie non mediate da immunoglobuline E, come le enteropatie indotte da proteine.
- Celiachia: vede coinvolto il sistema immunitario ma non si può definire allergia in quanto i meccanismi patogenetici alla base sono differenti, e nemmeno intolleranza. Si tratta piuttosto di una vera e propria patologia infiammatoria permanente di tipo autoimmunitario, scatenata dall'ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. È caratterizzata dalla distruzione della mucosa dell’intestino tenue. Colpisce circa l’1% della popolazione.

REAZIONI DI SENSIBILITÀ AL CIBO NON MEDIATE DALL’IMMUNITÀ:

- Intolleranza al lattosio: disturbo legato alla mancanza dell’enzima lattasi, responsabile della corretta digestione del lattosio.
- Intolleranza al glutine: si definisce una sindrome caratterizzata dalla presenza, in rapporto all’ingestione di alimenti contenenti glutine, di sintomi intestinali ed extra intestinali in pazienti in cui la celiachia e l’allergia alle proteine del frumento siano già state escluse.
- Intolleranza alla caseina, proteina che si trova nel latte e nei suoi derivati.
- Intolleranza ai carboidrati che contengono zuccheri fermentabili (FODMAP, es. i fruttani): si tratta di zuccheri non completamente assorbiti dall'intestino che possono essere eccessivamente fermentati dalla flora batterica. Sono generalmente causa di colon irritabile.

Com'è coinvolto il microbiota nelle reazioni di sensibilità al cibo?

Attuali ricerche stanno cercando di approfondire come i sintomi avversi legati al cibo possano essere in qualche modo correlati al microbiota intestinale. Si ritiene infatti che una sua alterazione possa portare ad un cambiamento nel modo in cui il sistema immunitario riconosce e reagisce a determinati alimenti. Tali alterazioni possono essere causate da:
- fattori scatenanti
- fattori genetici
- scarsa varietà nel microbiota o presenza di patogeni

  Unilife        BAMBINI: L'IMPORTANZA DEL MOVIMENTO   La sedentarietà rappresenta un fattore di rischio per molte patol...
03/02/2020

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BAMBINI: L'IMPORTANZA DEL MOVIMENTO

La sedentarietà rappresenta un fattore di rischio per molte patologie dell’età adulta. Come ben sottolinea il Ministero della Salute, è fondamentale abituare i bambini fin dalla prima infanzia ad un sano movimento, che inizialmente può essere un gioco all'aria aperta, una passeggiata, una corsa in bicicletta per trasformarsi poi con la crescita anche in un’eventuale pratica sportiva.

L’attività fisica è parte di un processo educativo, aiuta non solo lo sviluppo armonico del corpo ma è fondamentale per socializzare con i compagni, per una buona crescita psicologica e per imparare ad affrontare e gestire le difficoltà.
Considerando la predisposizione del piccolo, la famiglia è direttamente coinvolta (assieme al pediatra se sono presenti problemi di postura o altro) nella scelta di un’attività da praticare costantemente.

Fino ai 7-8-anni sarebbe opportuno che il bambino praticasse sport completi come il nuoto o la ginnastica che coinvolgono in maniera bilanciata diversi muscoli e apparati: ormai da diversi anni, molte piscine organizzano corsi di acquaticità già dai primi mesi di vita dei piccoli.
Gli sport asimmetrici come il tennis, la scherma ecc. che sollecitano un arto in particolare sono consigliati dopo i 6 anni e vanno compensati con una ginnastica riequilibrante.
Gli sport collettivi (calcio, pallavolo, pallacanestro ecc.) favoriscono lo spirito di squadra, la collaborazione, la socializzazione e costituiscono un’esperienza sempre significativa per condividere e interagire con i compagni.

L’attività agonistica è da preferire dopo i 10-12 anni.

Unilife              Cos’è l’antibiotico-resistenza.   È la capacità di un batterio di resistere ad un farmaco antibioti...
27/01/2020

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Cos’è l’antibiotico-resistenza.

È la capacità di un batterio di resistere ad un farmaco antibiotico. Questo tipo di resistenza può essere sia naturale (quando il batterio è naturalmente resistente ad un antibiotico), sia acquisita (quando un batterio si adatta a resistere ad un farmaco antibiotico mediante modifiche al proprio patrimonio genetico).
In Europa muoiono circa 25.000 persone ogni anno a causa di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici. Il fatto che i batteri sviluppino resistenza rappresenta un naturale processo evolutivo ma questo fenomeno è accelerato e aggravato da un uso eccessivo e spesso scorretto di questi farmaci. Ogni batterio che sopravvive ad una cura antibiotica può diventare resistente alle cure successive, moltiplicarsi e trasferire la sua capacità di resistere agli antibiotici ad altri
batteri.

Attenzione! Il rischio di essere infettati da batteri antibiotico-resistenti riguarda non solo la persona che prende gli antibiotici in modo improprio ma anche coloro che saranno successivamente contagiati da quegli stessi batteri.

Quali le cause della creazione di “super batteri” antibiotico-resistenti?

- Utilizzare gli antibiotici senza che siano stati prescritti dal medico.
- Non rispettare gli intervalli di tempo tra una dose e l’altra: se ci si dimentica una dose, bisogna prenderla appena possibile. Se si è vicini all'orario della dose successiva, è meglio evitare di prendere una dose doppia.
- Non completare la cura (come prescritta dal medico) e conservare l’antibiotico avanzato per un eventuale uso futuro.
- La condivisione con altre persone degli antibiotici rimasti inutilizzati.
- L’assunzione di antibiotici per curare infezioni virali (es. raffreddore o influenza) contro cui sono inefficaci.

Come si diffonde l’antibiotico-resistenza?

- Attraverso il cibo: in particolare ortaggi concimati con materiale contaminato e animali trattati con antibiotici e che pertanto possono veicolare batteri resistenti.
- Nella comunità, i batteri possono diffondersi da soggetti trattati con antibiotici ad altre persone, soprattutto se non si seguono le comuni norme igieniche.
- In ambiente ospedaliero da paziente a paziente, attraverso il contatto con mani poco pulite o oggetti contaminati.
- I batteri resistenti possono essere trasportati o importati da altri paesi, acquisiti attraverso il cibo o l’ambiente durante il viaggio.

Quali conseguenze?
Se nel futuro gli antibiotici dovessero diventare inefficaci e si dovesse verificare quella che viene definita era “post-antibiotica”, anche le infezioni comuni e le ferite leggere curate facilmente per decenni potrebbero tornare ad essere di nuovo una minaccia per la salute. Inoltre, diventerebbe rischioso effettuare operazioni chirurgiche o eseguire trapianti, impianto di protesi o trattamenti di chemioterapia.

  Unilife         RESPIRA PULITO: virus e batteri, fumo, ambienti poco salubri possono metterlo a rischio!   L’apparato ...
20/01/2020

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RESPIRA PULITO: virus e batteri, fumo, ambienti poco salubri possono metterlo a rischio!

L’apparato respiratorio è deputato a portare ossigeno all'interno dell’organismo, eliminando l’anidride carbonica prodotta: essendo in constante contatto con l’ambiente esterno, attraverso l’aria che respiriamo, subisce direttamente l’azione di fattori come virus, batteri, polveri che possono mettere a rischio la salute.

A livello nasale vengono intrappolati virus e batteri, impedendo loro di portarsi verso i polmoni, mentre le ciglia della trachea li spingono indietro verso la bocca. Nella faringe le tonsille fungono da vera e propria barriera difensiva. Inoltre, attraverso riflessi di tipo “meccanico” come tosse e starnuti vengono espulse grandi quantità d’aria contenente polveri e microrganismi. A volte tuttavia falliscono.

Tra i disturbi respiratori, i più frequenti sono sicuramente le forme di origine infettiva come raffreddore, influenza, bronchite, mal di gola e tosse. Ma la causa non risiede solo in virus e batteri.

In realtà esistono tutta un’altra serie di patologie respiratorie croniche correlate a cause genetiche (es. fibrosi cistica) o a fattori di rischio quali l’inquinamento atmosferico e inquinamento indoor, allergeni come ad esempio i pollini, il fumo di tabacco. Le più comuni di queste patologie sono la BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) e l’asma. Si tratta di forme non curabili, per le quali esistono trattamenti che aiutano a dilatare i principali passaggi dell’aria e migliorare la mancanza di respiro, contribuendo al controllo dei sintomi.

Seguire alcune semplici indicazioni è utile per contribuire al benessere generale delle vie respiratorie.

- Lavarsi le mani regolarmente per prevenire le infezioni.
- Riservare particolare importanza all'igiene nasale: il naso libero è infatti il primo filtro che trattiene polveri e germi, oltre a riscaldare l’aria fredda che respiriamo.
- Supportare se necessario le naturali difese del proprio organismo attraverso un giusto apporto di sostanze nutritive, assicurandosi il corretto funzionamento del sistema immunitario.
- Sottoporsi annualmente alla vaccinazione antinfluenzale, soprattutto nel caso di soggetti a maggior rischio come anziani e in presenza di altre patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (ad esempio asma grave, fibrosi cistica, BPCO).
- Valutare attentamente la presenza di sintomi come difficoltà nel respiro, apnee, tosse, catarro, dolore toracico e informare precocemente il medico, senza aspettare che la situazione si aggravi.
- Essere in sovrappeso peggiora la dispnea, pertanto, è consigliabile mantenere nella norma il peso corporeo.
- Non fumare. Evitare anche il fumo passivo e gli ambienti inquinati e polverosi.
- Arieggiare spesso la casa ed evitare la formazione di muffe negli ambienti interni.
- Sottoporsi ad eventuali visite pneumologiche nel caso di fumatori o di chi svolge un’attività a rischio.

           Alterazioni nei livelli di colesterolo e trigliceridi circolanti, definite più propriamente come dislipidemie...
13/01/2020



Alterazioni nei livelli di colesterolo e trigliceridi circolanti, definite più propriamente come dislipidemie, si correlano ad un aumentato rischio di sviluppo di aterosclerosi, infarto del miocardio e disturbi cerebrovascolari come l'ictus.

Il metabolismo lipidico può essere alterato in diversi modi, in relazione ad altre patologie (forme secondarie), ad anomalie genetiche o per l'interazione tra fattori predisponenti e ambientali.

Le cause delle dislipidemie sono infatti spesso multifattoriali, in molti casi modificabili con interventi sullo stile di vita (inattività fisica, fumo, cattive abitudini alimentari), o con un trattamento farmacologico appropriato.

La prevenzione si basa innanzitutto sulla scelta di uno stile di vita sano e attivo.
- 30 minuti di attività fisica al giorno, come una camminata veloce. L'attività fisica è in grado di prevenire il sovrappeso e migliorare il profilo lipidico, riducendo i trigliceridi e aumentando il colesterolo "buono" (HDL)
- privilegiare una dieta ricca di frutta, verdure, proteine magre, con un quantitativo limitato di grassi saturi e sale
- mantenere il giusto peso per ridurre il rischio di insulino-resistenza, pressione arteriosa elevata e diabete. evitare il fumo. Questo infatti è in grado di agire sul profilo lipidico determinando l'ossidazione delle particelle di LDL, il colesterolo cattivo principalmente responsabile dei danni vascolari. E' come la sua sospensione determini moltissimi benefici non solo a livello cardiovascolare.
- evitare o almeno moderare il consumo di alcol: non superare i due bicchieri di vino al giorno per gli uomini ed un bicchiere per le donne
- ridurre o contenere lo stress, anche con l'aiuto dell'attività all'aria aperta. Il movimento contribuisce al benessere psicologico, riducendo ansia e depressione, favorendo uno stile di vita più equilibrato.
Unitamente ad una dieta equilibrata e a modifiche allo stile di vita è possibile contribuire al controllo dei livelli di colesterolo e trigliceridi ricorrendo a prodotti a base di specifici ingredienti attivi di derivazione naturale.
A riguardo è ben documentata l’attività della monacolina K contenuta nel riso rosso fermentato, che contribuisce al mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue.
Il riso rosso fermentato rappresenta il prodotto purificato dell’attività di un fungo, il Monascus Purpureus, che fermentando il riso, produce una famiglia di molecole, tra cui prevale appunto la monacolina k. La monacolina K esercita la sua azione inibendo l’attività di un enzima coinvolto nella sintesi epatica del colesterolo.

10/01/2020

Indirizzo

Viale Verona 92
Trento
38123

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
15:00 - 19:00
Martedì 08:30 - 12:30
15:00 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 12:30
15:00 - 19:00
Giovedì 08:30 - 12:30
15:00 - 19:00
Venerdì 08:30 - 12:30
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Sabato 08:30 - 12:30

Telefono

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