22/12/2020
Avete mai pensato alle diverse qualità che può avere il cibo? Nella nostra quotidianità, complici tutti i messaggi legati alla dieta, tendiamo a vedere il cibo come un insieme di calorie, in primis, e poi di carboidrati, proteine e grassi, qualcuno di più attento anche come contenuto di vitamine e Sali minerali.
Ci si dimentica però della qualità edonistica e sociale, organolettica e ambientale che il cibo ha.
Un cibo può essere SANO sia perché fa bene alla nostra salute sia perché la sua produzione è stata fatta in modo più naturale possibile: senza fertilizzanti o pesticidi per coltivare, senza antibiotici per l’allevamento degli animali, senza additivi aggiunti agli alimenti. Insomma, meglio comprare materie prima (non il prodotto confezionato) di stagione, locale, con metodi di allevamento e coltivazione attenti.
Un cibo è BUONO perché ha dei gusti, dei profumi e delle consistenze che si soddisfano e ci appagano, non solo fisicamente ma anche mentalmente! Non mangiamo solo per sopravvivere, altrimenti un cibo varrebbe l’altro, ma mangiamo anche perché ci piace, perché ce lo ha preparato la nonna con amore, perché dobbiamo festeggiare qualcosa di importante con gli amici o con la famiglia.
Un cibo è GIUSTO perché diamo valore al lavoro che le persone hanno fatto per produrlo e come lo hanno prodotto, alla loro condizione di lavorativa e ai loro diritti. Invece di comprare sempre al supermercato, dove il prezzo si moltiplica per via dei passaggi intermedi tra produttore e noi, andiamo direttamente dal coltivatore, allevatore, produttore: pagherete di meno, avrete più qualità, potrete sostenere la vostra economia locale e lavorativa, intessere relazioni. Potete provare a comprare anche da piccoli gruppi di produttori locali, come i GAS o l’alveare che dice sì, oppure dai mercati della Coldiretti. E se siete al supermercato provate a prediligere prodotti con marchio “fair trade” o di pesca sostenibile.
A volte basta poco per dare il vostro contributo e fare del bene anche noi!