13/08/2026
Che caldo afoso, che tortura!!! 🥵🥵☀️
E se sei autoimmune, perché accontentarsi di un semplice disagio quando puoi averne la versione con tutti gli optional? Ogni sintomo viene gentilmente amplificato in maniera esponenziale.
La cyclette ormai è diventata un soprammobile. Non riesco più a farla: tanta è la stanchezza e la spossatezza che già al risveglio sembro uno zombie con la batteria scarica al 2% . Attivo in automatico la modalità sopravvivenza: si fa quel che si può, un passo alla volta, cercando semplicemente di arrivare a sera.
Ginocchio e altre articolazioni gonfie e doloranti? Presente.
Ma sì, si può dire che uso il gel antinfiammatorio al posto della crema idratante: nuova skincare routine, rigorosamente autoimmune. 😅
E la brain fog? Quella non poteva certo mancare.
Pervenuta alla grande. Memoria in tilt, concentrazione dispersa chissà dove e cervello che funziona a rilento, pensieri che partono e non si sa dove vadano a finire.
Pressione bassa? Via libera alle bustine di magnesio e potassio. Aggiungiamo anche un po’ di polvere di baobab, non si sa mai.
La scatoletta dei rombetti di liquirizia è sempre lì, in bella vista. Quel sapore lo detesto, mi dà la nausea, ma niente… ne metto un altro in bocca, nella speranza che la pressione si degni di fare un piccolo rialzo.
Intanto sono sempre sudata. Schiena che gronda, gocce sul viso... ormai l’asciugamano è un accessorio fisso del mio outfit. Très chic.
Metto la protezione solare e sono subito unta. Ma con l'autoimmune il sole non è un amico: può scatenare flare-up, meglio evitare incontri ravvicinati. Senza contare la luce accecante, che crea scompiglio ai miei occhi già malandati.
Che dire dell’allergia ai pollini 🤧? Ben poco, fa già tutto da sola.
E poi c’è il cortisone, che non si fa mancare nulla: tutta una serie di effetti collaterali a go go,che non avevo espressamente richiesto.
Dormire? Altro capitolo.
Finalmente riesci ad addormentarti e poi ti svegli grondante di sudore, come se durante la notte avessi partecipato a una maratona senza essere stata informata. Riaddormentarsi diventa un’impresa titanica. Al mattino mi alzo in condizioni devastanti:sembro appena rientrata da una notte di lavori forzati.
E cucinare? Un’impresa. Accendere il forno significa scatenare un’ondata di calore in casa degna di un piccolo inferno domestico. Via libera al cous cous, alle scatolette varie e a tutto ciò che non richieda più di tre minuti di preparazione e soprattutto nessuna produzione significativa di calore.
La mia dieta antinfiammatoria, intanto, sta andando quasi miseramente a ramengo.
E sento una nostalgia per il brodo, il risotto al radicchio, le minestre di verdura, la zuppa di pollo…
Insomma, quei piatti caldi e confortanti che appartengono a un’altra stagione.
Altro che bella estate: questa è una prova di resistenza mistica con il proprio corpo. È il fatto che anche le piccole cose quotidiane, quelle che normalmente faccio senza pensarci, improvvisamente richiedono energie titaniche e continui compromessi.