30/04/2026
Si è chiuso “Mindfulness tra le righe”, il percorso dedicato a riconoscere le funzioni della mindfulness nella meditazione e nella scrittura. Abbiamo esplorato quindi la consapevolezza come capacità di:
✨Semplicemente riconoscere quello che c’è
✨Coltivare uno sguardo interessato
✨Investigare per comprendere
✨Ri-contestualizzare e quindi avere un nuovo sguardo su noi, sugli altri, sul mondo
Ci siamo dedicati a:
🍃dare fiducia alla nostra voce con la scrittura libera
🍃coltivare la pazienza con i testi brevi come le poesie
🍃cercare intimità con la scrittura del diario, e di lettere che magari non consegneremo mai
🍃rinunciare al giudizio condividendo i nostri scritti
Abbiamo letto poesie ad alta voce e le abbiamo ascoltate ad occhi chiusi.
Grata a chi ha partecipato a questo percorso, a quello che è stato offerto consapevole di quanto ci mettiamo a n**o quando leggiamo ad altri i nostri versi, di quanta fiducia occorre per consegnare ad altri la nostra vulnerabilità.
🙏🏻
Non ci resta che continuare. Come dice Nathalie Goldberg:
“Anche quando non scriviamo, continuiamo a essere degli scrittori. Non è qualcosa che ci si possa scrollare di dosso. E allora camminiamo come farebbe un animale. Assimiliamo tutto ciò che ci circonda. È questa la nostra preda. Usiamo i sensi come li usa un animale. Osserviamo un gatto che vede muoversi qualcosa nella stanza. È perfettamente immobile, e allo stesso tempo con tutti i sensi all’erta: guarda, ascolta, fiuta. Ecco come bisognerebbe essere quando si cammina per la strada. La mente del gatto non sta pensando ai soldi di cui avrebbe tanto bisogno, o alle persone a cui spedire una cartolina quando andrà a Firenze: il gatto è intento a osservare il topo, o la pallina che rotola sul pavimento, o la luce riflessa dal cristallo. L’intero suo essere è pronto a balzare. (…). Basta restare immobili - almeno con una parte di noi - e restare consapevoli di dove siamo, qualunque cosa si stia facendo”.