13/06/2026
Alcuni estratti dall’articolo del Sole 24 ore Sanità (sotto il link all’Articolo completo) 🤗
Ogni anno gli ospedali italiani erogano una media di 240 milioni di pasti, tra colazione, pranzo e cena. Ma tre volte su dieci arrivano freddi, nel 30% dei casi mancano i carrelli caldi, mentre nella stragrande maggioranza si può scegliere solo tra due menu.
Una questione di qualità che può incidere anche sulla 🔺malnutrizione che si sviluppa nell’ambiente ospedaliero e che colpisce soprattutto gli anziani🔺
Un problema che determina un prolungamento della degenza del 30-40%‼️
Il controllo è affidato ai Sian - i servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione che devono essere presenti in tutte le aziende sanitarie - e alla direzione sanitaria, che ha il compito di vigilanza sulla qualità e la sicurezza dei servizi, compresi quelli della ristorazione.
Le criticità sono ancora tante. Il sistema sanitario non sembra ancora tenere in adeguata considerazione la malnutrizione dei pazienti acuti e cronici in modo omogeneo sul territorio nazionale.
Lo ha rilevato due anni fa (ultimo dato disponibile) la mappatura effettuata dalla società di Nutrizione clinica e metabolismo (SINuC) con il censimento di 94 strutture organizzative. Se il Piemonte brilla con 14 unità operative di nutrizione clinica (seguito da Lazio e Campania), cinque regioni – Abruzzo, Basilicata, Molise, Sardegna e Valle d’Aosta – dispongono di una sola struttura. Differenze territoriali rilevate anche dal ministero della Salute.
«La situazione è ancora a macchia di leopardo – prosegue Pezzana -. Siamo andati avanti su tante strategie terapeutiche ma la nutrizione in vari ambiti continua ad essere la Cenerentola della medicina»….
Le linee guida nazionali indicano come quadro di riferimento per la preparazione dei pasti la
✨dieta mediterranea✨
il regime alimentare che è considerato il più adeguato a contribuire fattivamente al mantenimento di un buon stato di salute.
Indicano inoltre come dovrebbe essere composto il vitto, che per le persone adulte ricoverate deve assicurare circa 1.800-2.000 calorie al giorno, sotto forma di lipidi (30%), protidi (18%) e carboidrati (52%) distribuiti lungo l’arco della giornata.
Sulla carta potrebbe tutto funzionare ma non è così.
«Questo – spiega Pezzana - ha determinato una certa perdita di controllo da parte delle autorità sanitarie mentre la nutrizione corretta è un punto cardine della terapia».
I costi per la salute della popolazione e per le casse dello Stato sono altissimi.
Il prolungamento delle degenze dovuto alla malnutrizione determina effetti diretti, con un incremento dei costi correlati alla patologia e un aumento della vulnerabilità che sovente richiede ricoveri ripetuti. Il risultato?
🔺Il problema della malnutrizione negli ospedali ha un costo legato alla morbilità e alla mortalità stimato in due miliardi all’anno. 🔺
Eppure basterebbero una migliore verifica della qualità del cibo e della organizzazione per una riduzione dei tempi di degenza (meno 40%) e delle complicanze, che diminuirebbero del 50% ✅
Il Ministero della Salute, nel 2019, ha vietato fritti e prodotti poco salutari, ma le testimonianze recenti parlano ancora di pasti monotoni e poveri di nutrienti: pane, uova sode, porzioni minime di carne o dolci antiquati. Alcuni pazienti sottolineano che non si tratta di cibo avariato, ma di una concezione della nutrizione ospedaliera ridotta al minimo indispensabile, senza attenzione al recupero e al benessere.
https://www.ilsole24ore.com/art/il-problema-malnutrizione-ospedali-allunga-degenze-30-40percento-confronto-europeo-AHVBXspC?fbclid=IwZnRzaASZ9htjbGNrBJIbOWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMVVtTGZpT2dXZFRuMk56VHRzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeeHvwEbwFOTQH3vdRDRhbxk6VpBeUwG4MO7KE7FxoCWzOp5v44B48MvkARZ4_aem_YWdncwAWGf5DherojH8vxw9JTmH0&brid=YWdncwG5xLlBNZcKJBw5MfFE112D&
La malnutrizione ospedaliera prolunga le degenze del 30-40%: confronto con realtà europee