Dott.ssa Viviana Contu

Dott.ssa Viviana Contu Medico Chirurgo Specialista in Oncologia, esperta in nutrizione e medicina preventiva.
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28/05/2026

Il tema dell’alimentazione nel paziente oncologico merita enorme attenzione e rigore, ma soprattutto richiede etica e molta responsabilità.

Negli anni ho visto persone eliminare intere categorie di alimenti, vivere ogni pasto con ansia, rinunciare a cene, viaggi, compleanni, momenti di normalità.

Persone che arrivavano a sentirsi in colpa per un biscotto, per un frutto, per un piatto di pasta o per un aperitivo condiviso con qualcuno che amano.
Tutto questo mentre provano a gestire la difficoltà fisica e psicologica del percorso oncologico e i suoi effetti avversi.

Ma la nutrizione in oncologia non dovrebbe aggiungere peso emotivo a chi ne porta già tantissimo.

Mangiare bene conta, conta molto.
Le nostre scelte quotidiane hanno un ruolo nella salute, nella prevenzione e anche nel modo in cui affrontiamo le cure.

Ma dobbiamo stare attenti a non trasformare il cibo in un incubo fatto di paure, divieti e sensi di colpa.

Ad oggi non esistono cibi che curano il tumore nè singoli alimenti che da soli fanno fallire una terapia.

Esistono però cose che sappiamo con certezza: è fondamentale mantenere un buono stato nutrizionale, evitare la malnutrizione, raggiungere il proprio fabbisogno proteico ed energetico nella giornata, preservare muscolo e forza. Tutto per tollerare meglio i trattamenti, proteggere la qualità di vita e migliorare il buon esito dei trattamenti e la sopravvivenza.

E soprattutto c’è una cosa che non dovremmo mai dimenticare: una persona malata resta prima di tutto una persona.
Con desideri, fragilità, convivialità, fame, emozioni, normalità…
Serve rispetto per tutto questo.

Serve avere cura della vita delle persone che curiamo.

💬 Vi è mai capitato di ricevere consigli alimentari che vi hanno fatto sentire confusi o in colpa? Scrivimelo nei commenti (e ricorda che bloccherò chiunque userà toni aggressivi e poco rispettosi, se vuoi leggi i disclaimer pinnati in alto)

📖 fonte: linee guida ESPEN e AIOM

Ps: grazie alla mia paziente che ha messo a disposizione la sua esperienza per fare cultura della salute ♥️

25/05/2026

Quanti malati ogni anno a causa del fumo…
E quanti morti …

C’è una proposta che prova a cambiare questi numeri e che sta facendo discutere.

🚭 Si tratta della campagna “5 euro contro il fumo”, una campagna che sostiene la proposta di aumentare di 5 euro il prezzo di si*****te, e-cig e tabacco riscaldato, destinando le risorse raccolte direttamente al Servizio Sanitario Nazionale.

La proposta è promossa da AIOM – Associazione Italiana di Oncologia Medica-, AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM.

L’idea nasce da un obiettivo molto concreto: provare a creare un doppio beneficio.

Da una parte, ridurre il numero di persone che iniziano a fumare, soprattutto tra i più giovani, in un Paese in cui 1 adulto su 4 fuma ancora e il consumo continua a crescere proprio nelle nuove generazioni.

Dall’altra, rafforzare la sanità pubblica, destinando nuove risorse a prevenzione, personale, diagnosi tempestive e accesso alle cure.

In poco più di tre mesi, la campagna ha già raccolto oltre 46.000 firme. Ne mancano meno di 400 per raggiungere l’obiettivo.

Puoi fare la differenza con la tua firma.

Se esiste una possibilità concreta di prevenire malattie, proteggere le nuove generazioni e rafforzare la sanità pubblica, credo valga almeno la pena fermarsi a riflettere. E poi agire.

✍️ anche Tu puoi fare tanto firmando la petizione: ogni adesione può fare la differenza.

🔗 Link nelle storie / qui: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5600002

23/05/2026

A volte pensiamo alla prevenzione come qualcosa che riguarda il futuro, una questione da affrontare “più avanti”.

E invece la prevenzione inizia da piccole cose che impariamo — o non impariamo — quando siamo ancora ragazzi. Dal modo in cui impariamo a guardare il nostro corpo, al rapporto con il cibo, il movimento, il sonno, il fumo, le emozioni. Dalla capacità di chiedere aiuto e dalla libertà di scegliere con maggiore consapevolezza.

Per questo vedere cosi tanti giovani raccontare la salute con il proprio linguaggio mi ha emozionata profondamente.

Perché quando la prevenzione smette di essere una lezione “calata dall’alto” e diventa qualcosa che i ragazzi fanno propria, cambia tutto.

Insieme a tantissimi professionisti della salute ho avuto l’onore di partecipare al progetto “I CARE FOR ME FOR YOU”, promosso dalla Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta e dall’ASL Città di Torino nell’ambito del Progetto Diderot.

Più di 5.000 studenti delle scuole medie e superiori hanno lavorato per mesi sui temi della salute e della prevenzione, trasformandosi in veri e propri ambasciatori di salute: non semplici ascoltatori, ma creatori di podcast, video, articoli, infografiche, campagne e idee per parlare ai propri coetanei.

Ed è forse questa una delle cose più belle: capire che parlare di salute ai ragazzi oggi è possibile. E che, a volte, il modo migliore per farlo è dare loro voce.

Perché fino al 40% dei tumori potrebbe essere prevenuto attraverso le nostre scelte quotidiane.

E forse la vera rivoluzione culturale è proprio questa: insegnare, fin da piccoli, che prendersi cura di sé è un atto di libertà, non un obbligo.

Educare alla salute è uno dei modi più belli che abbiamo per prenderci cura del futuro. Nostro, dei nostri figli e, in fondo, del mondo che lasceremo loro. ❤️

Oggi è la Giornata Nazionale del Malato Oncologico.Mi piacerebbe che questa non fosse una giornata sul cancro, ma  una g...
17/05/2026

Oggi è la Giornata Nazionale del Malato Oncologico.
Mi piacerebbe che questa non fosse una giornata sul cancro, ma una giornata sulle persone.

Perché dietro ad una diagnosi non c’è mai “solo” una malattia, ma una vita che,improvvisamente, cambia ritmo. Ci sono farmaci, bisturi e strani macchinari, ci sono attese infinite davanti a porte che nessuno avrebbe mai voluto attraversare, c’è una terra che trema sotto ai piedi.
E c’è quel bisogno profondo, spesso taciuto, di sentirsi ancora persone prima che pazienti.

Eppure, a volte, siamo bravissimi a curare la malattia e un po’ meno capaci di vedere la persona che la sta attraversando.

E allora oggi vorrei fermarmi qui. A invitare a guardare davvero le persone e non solo le malattie.

Perché poi, dietro ad una diagnosi oncologica, ci sono anche i caregiver: voi che accompagnate alle visite, imparate nomi impronunciabili di farmaci, provate a tenere insieme la paura dell’altro e la vostra. Voi che diventate infermieri, psicologi, autisti, organizzatori, dispensatori di speranza, spesso dimenticandovi di essere persone da proteggere a vostra volta.

Anche voi vi ammalate, in modi diversi. Di stanchezza, di preoccupazione, di insonnia, di senso di impotenza. E a volte vi ammalate davvero, dimenticando voi stessi dentro allo tsunami che travolge chi amate.

E allora questa giornata dovrebbe ricordarci anche che il cancro non riguarda mai una persona sola. Ed è per questo che la cura dovrebbe essere più ampia, dovrebbe includere la persona malata sì, ma anche, in qualche modo, il suo mondo.

Curare non significa soltanto prescrivere la terapia giusta. Significa ascoltare, spiegare, alleggerire quando possibile.
Occuparsi del dolore, della nutrizione, del movimento, del sonno, delle emozioni, delle relazioni.

La medicina più bella, quella in cui credo profondamente, non è quella che sceglie tra scienza e umanità. È quella che tiene insieme entrambe.

Forse il senso più autentico di questa giornata è proprio qui, in una medicina che mentre cura la malattia, si prende cura della vita che continua a esistere intorno ad essa.

17/05/2026

COSA VOGLIAMO DAVVERO DALLA MEDICINA?
E A COSA SIAMO DISPOST* A RINUNCIARE PER AVERLO?

L’intelligenza artificiale sta entrando nelle nostre vite. Anche in medicina.

E forse il punto non è avere paura, ma iniziare a farci, insieme, alcune domande che non possiamo più rimandare.

Che medicina vogliamo davvero?
Quanto conta, oggi, la relazione umana nella cura?
Cosa rischiamo di guadagnare… e cosa potremmo perdere?

In questo video condivido una riflessione ad alta voce — senza risposte preconfezionate o posizioni assolute — sul futuro della medicina, sul tempo, sull’ascolto e su qualcosa che, da medico, continuo a considerare parte della cura: la relazione.

Perché curare non significa solo trovare la terapia giusta.
Significa anche vedere e sentirsi visti

Mi piacerebbe leggere nei commenti il vostro punto di vista di colleghi, pazienti, caregiver, persone.

Oggi, nella Giornata mondiale del tumore ovarico, parliamo di come prevenire questa malattia complessa, spesso diagnosti...
08/05/2026

Oggi, nella Giornata mondiale del tumore ovarico, parliamo di come prevenire questa malattia complessa, spesso diagnosticata tardi perché i sintomi possono sembrare banali e vengono sottovalutati.

Per questa malattia oggi non abbiamo ancora strumenti di screening efficaci come accade per altri tumori.
Ed è proprio qui che la prevenzione assume un significato ancora più profondo.

Fare prevenzione vuol dire a volte fare esami, certo, ma significa soprattutto imparare ad ascoltare il proprio corpo e dare valore ai segnali che persistono.
Vuol dire conoscere i fattori di rischio, parlare di familiarità, capire quando una consulenza genetica può essere importante.

Ma vuol dire anche qualcosa di più quotidiano e potente: costruire salute ogni giorno.

Muoversi.
Mangiare meglio.
Dormire meglio.
Non fumare.
Evitare/eliminare l’alcol.
Prendersi cura del proprio peso, del proprio equilibrio, della propria energia.

La prevenzione non rende immortali e non azzera il rischio di ammalarci, è vero, ma ci restituisce una parte di potere sulla nostra salute.

Non servono rinunce insostenibili, non occorre l’integralismo e non è richiesta la perfezione: servono piccoli passi che ci portino verso scelte più sane e consapevoli.

E se ti va di fare un viaggio dentro la prevenzione, la medicina, le emozioni e le storie delle persone, nel mio libro “il prima che salva” troverai ciò che serve per comprendere questo mondo e iniziare a portare nel tuo quotidiano quei cambiamenti che potrebbero proteggere la tua salute e la tua vita.

L’ho scritto anche per te, pensando che a volte comprendiamo davvero qualcosa solo quando non leggiamo semplicemente informazioni, ma ci immergiamo in una storia. 🤍

Scrivimi nei commenti se questo carosello ti è stato utile, salvalo e condividilo con chi ami.

07/05/2026

La chemioterapia uccide davvero più del cancro? Che ruolo ha la nutrizione in oncologia? E ci sono strategie oltre ai trattamenti medici che possano supportare i malati oncologici?
In questa intervista con il Prof. Massimo Di Maio , Presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), affrontiamo uno dei temi più delicati e attuali: la disinformazione mediata dai social media in oncologia e il suo impatto sui pazienti.

Qui trovi un estratto della versione integrale che puoi ascoltare sul mio canale YouTube al link
https://youtu.be/VXMXmrKitho

Viviamo in un’epoca in cui i social media possono essere strumenti potenti di informazione, ma anche di confusione. In oncologia, questo può diventare pericoloso.

In questa conversazione parliamo di:

Cure alternative e terapie non scientifiche: quali sono i rischi reali per i pazienti oncologici

Tossicità finanziaria: quando il costo di trattamenti venduti come miracolosi diventano un danno aggiuntivo

“La chemioterapia uccide?”: cosa dicono davvero i dati scientifici oggi

Nutrizione, cancro e disinformazione alimentare sui social: tra evidenze scientifiche e falsi miti sui “cibi miracolosi” o “pericolosi” e rischi delle diete restrittive

Come orientarsi se manca un nutrizionista oncologico di riferimento

Attività fisica come terapia complementare: benefici reali e ruolo nella cura

Questa intervista è pensata per pazienti, caregiver e professionisti, ma anche per chi vuole capire meglio come orientarsi in un mondo digitale sempre più complesso.

L’obiettivo è uno: portare chiarezza, evidenze e consapevolezza.

Perchè, come sempre la cultura è parte della cura!

Grazie Massimo per aver dedicato del tempo a me e alle persone che cercano risposte.

06/04/2026

Pechino- Pasqua 2026
Pensieri in libertà

Sono qui, sotto questo cielo lontano, decorato da lanterne che sembrano sospese tra passato e futuro.
Pechino mi avvolge con la sua storia millenaria, con una cultura così diversa dalla nostra eppure capace di parlare al cuore, di arrivare nel profondo a toccare corde che sanno emozionare.

E poi Shanghai.
Un respiro diverso, il futuro puro. Velocità, progresso, milioni di vite che scorrono insieme con una naturalezza sorprendente. Qui la tecnologia è ovunque e forse presto entrerà negli ospedali, lasciando ai robot il lavoro degli esseri umani. Non posso non chiedermi dove stiamo andando, cosa diventerà la cura, cosa resterà dell’animo umano domani…

Io sono qui, in mezzo a tutto questo, dopo un anno lungo, intenso e faticoso.
Un anno che mi ha regalato qualcosa di immenso: il mio primo libro.

Pagine che raccontanto di quanto, ogni giorno, cerco di costruire una medicina che non sia solo diagnosi e terapia, ma incontro, relazione, presenza…medicina d’insieme.

Qui, dall’altra parte del mondo, vedo chiaramente quanto il futuro sia già iniziato.
E sento ancora più forte il desiderio che questo futuro non perda ciò che ci rende umani: la cura, l’ascolto, l’accudimento. L’amore verso noi stessi e noi stesse, nei gesti quotidiani che ci proteggono, e l’amore verso chi incrocia la nostra strada.

Se il progresso corre, allora anche noi dobbiamo scegliere come correre.
Io scelgo di farlo senza lasciare indietro le persone, e così sarà sempre per me.

Questo viaggio è tantissime cose per me, tantissime cose meravigliose. Ma è anche uno spazio per fermarmi, respirare, essere grata.
Per quello che è stato, per quello che sta nascendo, per quello che verrà.

E se sei qui e stai leggendo, grazie.

Ora aspetto nei commenti i tuoi pensieri in libertà ❤️

23/03/2026

L’errore più grande con la nutrizione?
È pensare di dover capire tutto da soli.

Dopo una diagnosi o anche solo per prevenzione, si entra in un loop:

cerchi
trovi
ti convinci
ti confondi

E a un certo punto il cibo diventa una lista infinita di “non posso” o di “devi fare”.

E intanto qualcuno è pronto a venderti la soluzione.

E se ti senti confuso o confusa, hai ragione.
Perché online trovi tutto…e il contrario di tutto.

Il problema non è che mancano informazioni.
Il problema è che sono troppe, spesso contrastanti, e senza un metodo sembrano tutte uguali.

Nel video ti spiego come orientarti in questo universo confuso e perché sembra sempre che ci sia una soluzione facile per tutto.
Perché quando si parla di nutrizione la verità è molto meno estrema e più semplice di quello che vedi online.
Come orientarti?

❌ Diffida di chi:
– promette risultati certi o “rivoluzionari”
– demonizza singoli alimenti (“questo è veleno”)
– propone la stessa dieta per tutti
– ti dice che qualcuno ti sta tenendo nascosta una verità in grado di guarirti/non farti ammalare

✔️ Fidati di chi:
– parla di equilibrio e non di eliminazioni drastiche
– cita fonti e linee guida (fonti da studi solidi e linee guida, non la frase trovata su internet o lo studiolo osservazionale unico al mondo)
– ti ricorda che ogni percorso è personale

Ricordati la cultura è in grado di essere parte della cura e della prevenzione. Ma deve essere fatta bene!

Dimenticavo: nel mio libro “Il Prima che salva” trovi tutto ciò che serve per iniziare a prenderti cura di te attraverso comportamenti semplici supportati da solide basi scientifiche. Se ti va di leggerlo lo trovi in tutte le librerie (eventualmente ordinabile) o al link in bio

Scrivimi nei commenti se ti senti confuso/a quando senti parlare di cibo e se canali come il mio ti aiutano ad orientarti. Non dimenticare di leggere i miei disclaimer prima di commentare.

19/03/2026

La chemioterapia uccide davvero più del cancro? Che ruolo ha la nutrizione in oncologia? E ci sono strategie oltre ai trattamenti medici che possano supportare i malati oncologici?
In questa intervista con il Prof. Massimo Di Maio , Presidente AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), affrontiamo uno dei temi più delicati e attuali: la disinformazione mediata dai social media in oncologia e il suo impatto sui pazienti.

Qui trovi un estratto della versione integrale che puoi ascoltare sul mio canale YouTube al link
https://youtu.be/VXMXmrKitho

Viviamo in un’epoca in cui i social media possono essere strumenti potenti di informazione, ma anche di confusione. In oncologia, questo può diventare pericoloso.

In questa conversazione parliamo di:

Cure alternative e terapie non scientifiche: quali sono i rischi reali per i pazienti oncologici

Tossicità finanziaria: quando il costo di trattamenti venduti come miracolosi diventano un danno aggiuntivo

“La chemioterapia uccide?”: cosa dicono davvero i dati scientifici oggi

Nutrizione, cancro e disinformazione alimentare sui social: tra evidenze scientifiche e falsi miti sui “cibi miracolosi” o “pericolosi” e rischi delle diete restrittive

Come orientarsi se manca un nutrizionista oncologico di riferimento

Attività fisica come terapia complementare: benefici reali e ruolo nella cura

Questa intervista è pensata per pazienti, caregiver e professionisti, ma anche per chi vuole capire meglio come orientarsi in un mondo digitale sempre più complesso.

L’obiettivo è uno: portare chiarezza, evidenze e consapevolezza.

Perchè, come sempre la cultura è parte della cura!

Grazie Massimo per aver dedicato del tempo a me e alle persone che cercano risposte.

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