22/04/2026
I disturbi alimentari non chiedono aiuto. Non sempre.
Si presentano in studio con un’altra richiesta. Un mal di pancia. Un controllo del peso. Un esame del sangue.
Si nascondono dietro un peso nella norma, dietro comportamenti che la nostra cultura ha normalizzato, dietro frasi che sentiamo tutti i giorni senza riconoscerle come segnali.
E spesso passano inosservati. Non per mancanza di attenzione — ma perché nessuno ci ha dato gli strumenti per vederli.
Il medico di medicina generale è il primo riferimento per l’identificazione e la prevenzione precoce dei disturbi alimentari. È spesso la prima persona che il paziente incontra. E può fare la differenza.
Per questo, durante il mio master, ho creato una brochure pensata proprio per il MMG.
Nel 2026, creare una brochure può sembrare anacronistico. Ma è una scelta precisa: in un contesto di sovraccarico informativo digitale, un documento fisico ti costringe a fermarti. È una selezione curata, già filtrata, che non chiede niente in più a chi la riceve.
Niente notifiche. Niente scroll.
Dentro ci trovi: screening rapido, red flag fisici e comportamentali, strategie di comunicazione con il paziente…
Perché riconoscere un disturbo alimentare nei primi anni dall’esordio cambia drasticamente la prognosi.
Se sei un professionista della salute e vuoi riceverla:
→ scrivimi in DM
→ se sei a Torino, posso consegnartela di persona 🥦
*