17/08/2026
La Madre è il primo luogo in cui impariamo cosa significa essere amati, accolti, protetti.
È attraverso di lei che, spesso, costruiamo le prime immagini di noi stessi e del nostro posto nel mondo.
Quando quella relazione è stata segnata da assenza, rifiuto, freddezza, giudizio, invadenza o da un amore che non abbiamo saputo sentire come tale, la ferita può diventare profonda.
E da adulti possiamo continuare a cercare ciò che allora ci è mancato:
un riconoscimento, un abbraccio, uno sguardo che dica “vai bene così”.
Per sanare una ferita materna non serve dimenticare, giustificare o far finta che non sia successo nulla e nemmeno necessariamente riconciliarsi con la propria madre, serve, lentamente, smettere di aspettare dal passato ciò che il passato non può più darci.
Serve riconoscere il dolore, dare un nome a ciò che è mancato e, con il tempo, imparare a diventare per noi stessi quella presenza che avremmo avuto bisogno di incontrare.
È un cammino che può essere difficile e doloroso, ma possibile.
Attraverso le costellazioni familiari e il lavoro di risoluzione del trauma possiamo fare in modo che la nostra storia non continui a decidere chi siamo e, finalmente, possiamo imparare ad amarci.
Prossimo appuntamento di gruppo sabato 22 agosto dalle ore 17,30 alle 22 presso la Casa nel Bosco a Cumiana (To)